I papà san tutto. Più o meno.

Dice il relatore della presentazione di una primaria casa di investimento austriaca, illustrando la propria view di mercato:

Le borse scendono, lo sappiamo. Sappiamo anche perché, ce lo hanno spiegato. Primo, il rallentamento dell’economia cinese. Secondo, il basso prezzo del petrolio. Terzo, le incertezze sul rialzo dei tassi americani.
Beh, io ho una figlia.
Quando arriva a casa in ritardo e mi da una spiegazione, io le credo. E’ quando mi dice “l’autobus era in ritardo, quello dopo era troppo pieno e qui sotto il portone ho incontrato un’amica che aveva urgenza di parlarmi e mi ha attaccato un bottone..”, beh, allora so che sono scuse.
Tre spiegazioni sono una scusa.
Le borse scendono per un altro motivo, la speculazione
.”

Non so (non mi pagano abbastanza per saperlo, né per fingere di saperlo) se abbia ragione sulle motivazioni dei recenti andamenti borsistici. Ma ad oggi, questa è la migliore spiegazione della tesi della responsabilità della speculazione che abbia mai sentito.

 

In fondo, chisselincula, il 2015, dai? (Il Pezzone)

Cosa ci fate qui? Non avete niente di meglio da fare? Via, andate a preparare i botti, a criticare il bollito che la nonna sta preparando, a farvi belli e mettervi le mutande rosse che stasera wo-hoo si ciula! Ah, siete qui per leggere il riassunto del 2015? E magari dovrei averlo scritto io, eh?

No, non ci siamo capiti. Io non sono il tipo che guarda indietro: siamo nell’Italia renziana, si guarda avanti! Ci attende un 2016 fantastico, pieno di sorprese e traguardi, promettente come una scollatura, spumeggiante come un Berlucchi, che dico un Berlucchi, una Spumador!
E io dovrei guardarmi indietro? No, quest’anno si cambia, guardiamo avanti!
(Chi ha detto “preferivo un pezzo come gli altri vecchi”? Portatemi pece e piume, che dobbiamo parlare.)

Poche storie, chiudete gli occhi, datemi la mano e vi condurrò passo passo per le principali tappe del 2016. Aspettate! Riapriteli, gli occhi, se no come cazzo leggete? (Iniziamo bene, eh?)

GENNAIO.
Tanto per cominciare, piove e nevica tutto quello che non ha piovuto e nevicato nel 2015. La prima giornata di sole è prevista per metà luglio, ma solo verso sera.
Ma non è finita: dopo la suina, la peste, la dengue, il mal sottile, l’aviaria, ecco la nuova epidemia:  la bradipa, che farà fuori tre persone in tutto il mondo (due centenari malmessi e un cretino ubriaco marcio a Mosca a dicembre uscito di casa senza giacca a meno venti).
In compenso, le solite buone notizie dall’estero: Putin bombarda Kiev sostenendo sia una ristrutturazione urbanistica. E, se avete mai visitato Kiev, capirete che non è facile neppure dargli torto.

FEBBRAIO.
Si tengono le primarie del centrosinistra a Milano, sulle schede la preferenza che esprime la maggioranza degli elettori è “lo stesso che prende Renzi, per me va bene, ma con una fettina di limone, grazie”.
Momento triste: dopo una lunga malattia muore il senso della decenza: Zucchero si presenta a Sanremo.
Renzi sciorina i successi del Governo, anche in cofanetto DVD, celebrando fra l’altro il momento del sorpasso: infatti il suo gruppo parlamentare è ormai composto più da espulsi dal Movimento Cinquestelle che da eletti nelle file del PD.
Ennesimo arresto violento negli USA, un paraplegico lascia cadere il gelato sul selciato e la polizia gli spara col bazooka. “Ehi, era unn paraplegico NEGRO!” è la linea difensiva e –toh!- ancora una volta funziona.

MARZO.
Scienza. Pubblicato sulla rivista Science un rapporto sullo stato di salute dell’Università italiana. La conclusione; “tanto vale che si goda gli ultimi momenti”. Ma in un sussulto di orgoglio l’università inizia una cura a base di rabarbaro di cui aveva letto su internet e sopravvive una settimana più del previsto.
Dramma nello showbiz: alla vigilia della cerimonia degli Oscar, una miscela di alcol e cocaina è fatale al droide Comecazzosichiama di Star Wars. Nonostante le furiose smentite della Disney si parla insistentemente della presenza di un iPhone 4 ed un salvalavita Beghelli nella camera d’albergo.
A proposito di i-Cose: Apple, che ormai ha un marketing quantistico: fa modelli talmente uno sull’altro che sono meno stabili del bosone di Higgs: i-phOne 7, 8 e 9 sono stati presentati, usciti e ritirati nel giro di un decadimento del carbonio. Viene annunciata per aprile, però, l’uscita dell’iPhone 10, a suo modo rivoluzionario: non si accende.

APRILE.
Primi sviluppi nell’alleanza anti-ISiS/IS/Daesh/ComecazzosichiamanoADESSO: dopo l’abbattimento dell’aereo russo dai Turchi del 2015, si fa il salto di qualità : una fregata saudita colpita da missili francesi, dei pasdaran iraniani bombardati da droni USA, un coppino di Re Abdullah ad Assad e il cyberattacco curdo alle playstation Hezbollah con cancellazione dei record. Poi, visto che di questo passo prima o poi qualcuno avrebbe colpito Israele -e sapete tutti come sono suscettibili QUELLI- inizia finalmente l’attacco di terra all’ISIS. Solo che si trovano solo grossi secchi di popcorn vuoti: si son goduti lo spettacolo e son spariti. Adesso infestano un territorio pressochè inaccessibile, la Calabria.
Renzi annuncia fiero l’ennesimo segnale di ripresa, sono state immatricolate tre auto in più rispetto allo stesso trimestre del 1959. Purtroppo, sono Volkswagen e devono essere ritirate: viene fuori che le cinture di sicurezza sono fatte in raffia e l’airbag si gonfia con il lievito madre; il commento del management: “Taffero? Ach!”
MAGGIO.
In europa, è una settimana decisiva (Mentana apre così da un anno e mezzo, lo posso dire io, una volta? Eccheccavolo). C’è infatti la Brexit (anche se poi decidono di restare perché poi a chi rompono i icoglioni, ai gallesi?), e a catena La Swexit, la Luxit (Luxembourg), la Asterixit (Normandia) e la Totrellixit (midwest padano tra Cremona e Mantova).
Calcio: termina la volata finale in campionato fra Inter, Roma, Juve e Fiorentina e vince il Frosinone. Appena il tempo di stupirsi e già ci sono gli europei. Nazionale di calcio, Mario Balotelli guida gli azzurri in una epica battaglia in Francia. Ma niente, il buttafuori non ne vuole sapere.
Scienza: bere una scodella di Fernet ogni giorno fa bene (lodiconogliscienziati).
A Empoli uno sportello Bancomat esaurisce la carta delle ricevute. Si scopre che due vie più in là abita un cugino del macellaio della Boschi e se ne chiedono immediatamente le dimissioni per l’evidentemente coinvolgimento. Finisce in niente ma –ehi, non è male vedere sui media foto della Boschi ogni tanto!

GIUGNO.
Renzi sventola entusiasta i dati ISTAT che testimoniano la ricrescita del bulbo pilifero nello 0,06% del cranio dello 0,08% dei calvi mancini e sostiene che la Merkel in questo non ci ha mai sostenuti davvero. Grillo lucidamente confuta sostenendo che di calvi in Italia non se ne è mai visti (da anni vede solo Casaleggio e attraverso lui legge la realtà, il che spiega parecchio). Berlusconi sta per dire qualcosa, ma fa la bavetta e si assopisce. Salvini rutta e si gratta i coglioni e da questo si capisce che non è d’accordo, perché quando invece approva prima si gratta i coglioni e *poi* rutta.
Europei: vincono inaspettatamente gli Azerbaigiani. Panico: “ma un momento, dov’è che finisce l’Europa, di preciso? Quand’è che li abbiamo inclusi, questi?” Il titolo nel dubbio non viene assegnato, nonostante l’autocandidatura dell’Inter.

LUGLIO.
Esplode il caso Roma-leak: escono tutte le carte della giunta Rutelli. Non se le fila nessuno.
Sorpresa all’apertura del testamento del droide Comecazzosichiama di Star Wars. Lascia tutto il suo ingente patrimonio ad un ciclostile di Irvine, CA anche se la compagna, uno Dolceforno Mattel, annuncia battaglie legali che manco i Pavarotti.
Muore una gemella Kessler, ma siccome non si capisce qual è delle due ammazzano anche l’altra.
Effetti del mutamento climatico, in Veneto ormai allevano struzzi (“grosi oséi”) e in Basilicata fiorisce il cumino.

AGOSTO.

Prime stime sull’inquinamento post accordo sul clima di Parigi: il decremento medio, a detta degli esperti, si aggira attorno all’ “abbiamo scherzato, che ci credavate davvero? Che cazzoni!”
Putin intanto minaccia l’Occidente di bloccare tutte le forniture di beluga e sevruga e si fa ritrarre mentre strozza le storione, a petto nudo, con le sue stesse mani. La Merkel, come contromisura, dichiara l’embargo all’olio di oliva e strozza un greco in guepière (lui, non il greco, anche se molti avrebbero gradito il contrario, per decenza).
Disaccordi Italia Vaticano per la pessima gestione del Giubileo. Al culmine della crisi diplomatica, Renzi fa riparare Porta Pia dai bersaglieri, riporta la capitale a Firenze e lascia al Quirinale un cartello “E ‘mo facce vede te, Francè, se sei più bravo”. Inaspettatamente, a Roma risolvono così i problemi del traffico, delle buche e tutti quei problemi tipicamente romani che non stiamo qui a elencare (ad esempio gente che parla in romanesco e io che non li tollero.)

SETTEMBRE.

Stadio di proprietà Milan: per convincere il padre ad abbandonare San Siro Barbara Berlusconi sbianchetta il pie di pagina di 23000 fogli, da “Stadio” a “Progetto piacevole multiproprietà multipla con giovanotti fisicati”. Alle primarie repubblicane decidono all’ultimo momento per Rubio; però si tratta di Chef Rubio, di Frascati. Per una America più unta e bisunta, posto sia possibile (è possibile, lo dicono gli scienziati).
In Italia invece Renzi viene eletto al primo turno sindaco di Milano, Roma e Napoli grazie ad un decreto Boschi firmato mezz’ora prima dello spoglio, quindi regolarissimo. Renzi esulta, fa i complimehti a sé stesso, poi passa tutti gli incarichi ai suoi tirapiedi, lanciandoli oltra la propria schiena come farebbe una sposa col bouquet, per non fare torto a nessuno.

OTTOBRE. [Mi spiace, i tagli imposti dalla UE fanno sì che si passi direttamente da settembre a novembre. Grazie della comprensione.]

NOVEMBRE. Negli USA pur di non votare una donna eleggono Hillary Clinton. Subito dopo il voto, Hillary dichiara il football antiamericano, e le finali di conference NBA si decidono a gare di torte di mele. Il resto del mondo prenota una vacanza a Cervia.
Scienza e consumi di massa: trionfo del wearable fastidioso, inventata la supposta con cella al litio (Underwearable devices). Un po’ tipo le celle solari, solo che sfruttano il movimento delle chiappe per ricaricare il telefono. (“Ho il cell scarico, posso?” è un approccio improvvisamente socialmente accettabile. Mio nipote al liceo invece l’avevano sospeso e la bidella non l’ha più salutato).

DICEMBRE.
Il cardinal Bertone festeggia i suoi 82 anni con una festa casalinga. Tra gli invitati, papa Bergoglio, il presidente Mattarella ed il Molise.
Come tutti gli anni, polemica sul presepe: in una scuola di Gallarate dove gli insegnanti non avevano voglia di farlo si da la colpa a Abdùl. Poi si scopre che di cognome fa Giavazzi ed è cattolico, ma ormai Salvini si è incatenato ai cancelli della suola e nessuno glielo dice, anche perché così almeno non va in giro a fare altri danni.
Ultimi giorni dell’anno, Renzi annuncia con la consueta modestia (cioè, vestito d Re Sole) che l’Italia è ormai alle soglie del 2017, nonostante la Merkel avanzasse dubbi in proposito con un sapiente uso delle sopracciglia. E bon, forse a questo potremmo anche credere.

 

[Prima di salutarvi e di augurarvi buon 2016, vi svelo quello che fino a queste righe non vi ho detto per non influenzarvi: quest’anno il pezzone è stato scritto ad otto mani da quattro teste (di cosa, non stiamo a indagare) da almeno tre continenti diversi e se è stato molto più divertente degli altri anni (tipo che a un certo punto avete sorriso e smesso di volere morire) la cosa è dovuta a Iorek, Locomotiva e Laura_s, che non ho parole per ringraziare di esistere.]
E adesso, davvero, buon 2016.

 

 

Donne e motori

Dopo un lungo rapporto, durato almeno quindici anni, con alti e bassi ma pieno di bei momenti, oggi Telepass mi ha scritto che voleva chiudere con me.
Parlava di una fattura saltata in agosto, ma ho capito subito che era una scusa, che cercava altro. Evidentemente tutti i pedaggi che in questi anni ci sono stati fra noi non volevano dire più niente.
Ma io non mi sono arreso, sono andata a cercarlo a un Punto Blu e gli ho chiesto di parlare di noi, del nostro rapporto.
E insomma abbiamo pianto, ci siamo abbracciati, poi ho saldato la fattura, abbiamo deciso di rincominciare e alla fine lui mi ha detto che potevo passare dal casello anche subito.
Capite, non è che non possa fare a meno di lui, ma non mi va di buttare via tutto quello che c’è stato.
Poi sono passato dal casello e il Telepass non ha funzionato. Una ripicca, chiaro. Stronzo. Ma lo perdono.

 

[Diomìo, vi rendete conto di che razza di donna sarei stato, io?]

Corrierino delle famiglie: come mettersi d’accordo secondo i miei figli.

Io – Va bene bambini, cosa vediamo in tv?
Lei – Lo Hobbit!
Lui – No!
Io –Bambini, mettetevi d’accordo.
Lei – Lo Hobbit!
Lui – No!
Lei – Lo Hobbit!
Io – Gaia, Stefano, vi ho detto di mettervi d’accordo, su.
Lui – METTITI D’ACCORDO, GAIA!
Lei – Lo Hobbit!
Lui – Mettiti d’accordo e STAI ZITTA!

Figure storiche 32: la sfida.

Jennifer è una cara amica d’oltreoceano, cui mi legano bei ricordi e un filo che in quindici anni non si è mai spezzato. Da un po’ siamo anche in contatto via Facebook.
Proprio via quel social mi contatta con un messaggio in cui mi dice “Ciao, amico mio. Sto per scrivere un blog. La tua amica americana sta per intraprendere una sfida che intende vincere.” Ora, dovete sapere che Jennifer fra le altre cose pratica lo sport (boh, lo è, uno sport?) del body building, insomma si pompa i muscoli e vince anche della gare, come mi ha di volta in volta comunicato con legittimo orgoglio.

Quindi potete capire, credo, se con entusiasmo ho risposto al suo messaggio “Bene! Non vedo l’ora di leggere.”
E, da quelle persone sensibili che certamente siete, potete immaginare come mi sia sentito quando il suo successivo messaggio si è rivelato essere “Mi hanno diagnosticato un linfoma B.”

No, aspettate, in realtà come mi sia sentito pirla non potete immaginarlo davvero; non prima di sapere che, per uno di quegli scherzi che fa la digitazione contemporanea online, il suo commento è arrivato prima del mio, suonando infine il dialogo così:
Ciao, amico mio. Sto per scrivere un blog. La tua amica americana sta per intraprendere una sfida che intende vincere.
Mi hanno diagnosticato un linfoma B.”
“Bene! Non vedo l’ora di leggere.”

Mi ha perdonato, perché il suo cuore è più grande dei suoi bicipiti.

Insomma, se per la mia capacità di far figure di palta non c’è cura, per Jennifer per fortuna le cure esistono e lei le sta affrontando con un atteggiamento che ammiro. Il blog c’è, e se volte visitarlo per farle sentire il vostro supporto mi farete un piacere personale. Mi piace pensare che ogni tipo di supporto faccia qualcosa e conoscendola so che lei apprezzerà. http://myjourneythroughmgusandb-celllymphoma.blogspot.it/

Così poi magari non mi picchia.

Questo teatro.

Fra i miei clienti annovero con piacere l’avvocato B., che dietro un simulato scazzo esistenziale nasconde un humor decisamente vivace.

Lo incontro a luglio inoltrato, fa un fottuto caldo e siamo entrambi in camicia. Scherzando, mentre gli stringo la mano mi scuso per l’assenza di cravatta.

Mi risponde: “Sandro, vuoi sapere come la penso in proposito? Che questo teatro non merita neppure il costume di scena.”

Io, interiormente, ho applaudito per venti minuti l’artista.

Difendiamo le famiglie normali

La mia è una famiglia normale, come tante che conosco. Magari non tutte sono perfette; c’è chi mena i bambini, chi scopa col vicino e all’occorrenza col postino, chi tifa Inter addirittura. Ma sono eccezioni: sono tutte famiglie normali.
Nella mia famiglia di persone coi capelli rossi non ce n’è.

Ora, io non ho niente contro quelli coi capelli rossi, a me non hanno mai fatto niente. Un benzinaio coi capelli rossi una volta mi ha fregato sul pieno, ma forse non dipendeva dai capelli. Forse.
In generale, possono fare quello che vogliono.

E’ che non se ne sente alcun bisogno. Sarebbe ingiusto, e credo anche anticostituzionale, costringermi da avere figli coi capelli rossi, o a tingerli se non li hanno. Percepisco anzi una minaccia alla mia famiglia dall’esistenza di famiglie composte da individui coi capelli rossi. La loro libertà finisce dove inizia la mia percezione di pericolo, non importa da cosa motivata.

Quindi facciano un po’ quello che gli pare, ma che senso ha definirle famiglie? Che esempio diamo, che modelli proponiamo ai nostri figli se li accettiamo come normali?

Io sono contro la teoria redhead, e dovreste esserlo anche voi.