Archive for luglio 2005

Buone vacanze da Needelman

..e visto che iniziare con il Needleman di Woody Allen ha portato bene a questo blog (piu’ di duemila contatti, scusate se mi faccio grosso ma mi fa molto piacere pensare che almeno un quarto possano essersi tramutati in sorrisi), con lui vi lascio prima della traspirate (fa un caldo…) vacanze.

"Alla Scala di Milano, era con me e mia figlia, Needleman si sporse troppo dal palco e cadde a capofitto nella buca dell’orchestra. Troppo orgoglioso per ammettere che era stata una disgrazia, tornò a tatro ogni sera, per un mese, e ogni sera replicò quella caduta. Gli venne una leggera commozione cerebrale. Gli dissi che ormai poteva smetterla di cadere visto che aveva già convinto tutti. Ma lui: "No. Ancora un po’ di volte. Davvero, non è poi cosi’ male."


"Effetti collaterali" Woody Allen

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Pensiero profondo

"Ho fatto questa importante osservazione: In fondo, il celebre pittore è uno che dipinge con estrema cura il suo autoritratto per passare ai posteri. Poi i posteri, due secoli dopo, trovano in solaio quel quadro e lo appendono in una pinacoteca con scritto sotto: "Ritratto d’ignoto". Bella soddisfazione!"

Giovanni Guareschi, "Lo zibaldino", 1948. L’ultimo umorista di destra in Italia (secondo Michele Serra), prima che la definizione diventasse un ossimoro (secondo me).

Ancora sul traffico

E poi, ma chi e perché ha fatto credere ai sudamericani di Milano che sono capaci di guidare?

Mi pare uno scherzo ben crudele!

Circolazione vacanziera.

"Tutti gli anni c’è una data a partire dalla quale -sarà il caldo, sarà l’estate- i milanesi iniziano a passeggiare, attraversare la strada e guidare come se fossero nel centro storico di Gubbio" mi diceva l’anno scorso un tassista.

Per quest’anno era oggi, vi informo. Guidare per credere.

Figure storiche 04

NON è capitata a me.

Un consiglio, disinteressato e utile.

SE siete invitati ad un barbeque
PUR ESSENDO l’atmosfera rilassata e colloquiale
NEL CASO siate di fronte all’anziana padrona di casa, donna educata e un tantino formale
NELL’EVENTUALITA’ squilli il telefonino
E METTI CHE sia la tua amica del cuore, con la quale non sei certo formale
CONSIDERANDO CHE la signora è sempre lì di fronte a te
BEH
ALLORA
TUTTO SOMMATO
FORSE
non è il caso di rispondere come fate sempre: "UELLA; ZOCCOLA!!!"

Grazie a Iorek per la delazione e Ilpicchio, ammirata collega di figure di palta.

Alternative.

Il tranquillo Luca a calcetto veniva insistentemente redarguito dai compagni per la sua prestazione come portiere. A questo punto gli sorgeva spontanea la domanda:

"Sentite un po’, preferite farvi voi il mio turno in porta o posso mandarvi affanculo direttamente?"

Figure storiche 03

Non è accaduta in questi giorni, ma è di un anno fa ed è antrata nei Xantro Classics, quindi consideratela una replica estiva.

L’anno scorso, più o meno di questi giorni, Giorgio sposava una bellezza olandese e io ero fra gli invitati. C’erano olandesi vari, tutti arrivati in aereo, e a me come ad altri si chiede di dare un passaggio in auto a qualcuno di loro fino al rifugio al Passo Crocedomini dove abbiamo tenuto pranzo e festa, entrambi -per la cronaca- riuscitissimi.

Fatto sta che a me e Cathleen tocca in sorte tale Tano, bisteccone olandese alto come una pertica e largo come un armadio. Durante il viaggio, si conversa in inglese, così, per conoscersi.

A un certo punto, Tano mi chiede da quanto tempo conosco Giorgio, lo sposo. Me la potrei cavare con "dieci-dodici anni", e tutto finirebbe lì. Ma, no! Ritengo di dovere colorire la cosa e mi imbarco in un discorso di questo genere: "Hai visto al matrimonio quel giovanotto con quei baffoni? Beh, pensa che quando ho conosciuto Giorgio era un pischello che stava iniziando a fare sport nei pulcini, e ricordo che discutevamo se avrebbe dovuto giocare a basket o a calcio."

Potrei fermarmi qui, Tano aveva capito; ma, no! Salapinna perché, ritengo che sia spiritosissimo aggiungere "Sai, in effetti col calcio ne fai un uomo, il basket è roba da gay."

Tano tace, e si volta lentamente verso di me, in tutta la sua stazza. Io mi rendo conto di avere parlato troppo e improvvisamente convertito ad una QUALSIASI fede prego dentro di me: "Fai che non giochi a Basket, fai che non giochi a Basket, fai che non giochi a Basket!".

Vengo esaudito: Tano, gelido, si limita a sibilare: "Why? I am gay."

Io mi faccio piccolo piccolo, ma Tano non ha pietà: "And you know what? I play soccer, too."

Io vorrei essere abbandonato su un ghiacciaio nei dintorni.

Ma azzardo, con un filo di voce, un ultimo tentativo: "Oh, c’mon, you can’t play REALLY well, can you?". Tano rimane preplesso, poi finalmente ride. E io so che vivrò; senza esserne degno, ma vivrò.