Archive for agosto 2005

Ecco a cosa servivano.

"Mentre aspetto che l’autista risalga e mi riporti in città, osservo alcuni piccioni che gironzolano intorno al marciapiede. Noto che quando i piccioni camminano non possono fare a meno di muovere la testa e il collo avanti e indietro. Camminano e muovono la testa avanti e indietro. Come se un sistema di leve, ingranaggi e pulegge all’interno del loro corpo collegasse i movimenti delle gambe con quelli del collo. Uhm. Il movimento potrebbe addirittura essere biunivoco. Cioè, a questo punto sono quasi sicuro che se prendi il piccione in mano e gli muovi il collo avanti e indietro allora le zampette si mettono a camminare a vuoto. Uhm. Si poterre sfruttare industrialmente questa cosa. Che ne so, per trasformare il moto rettilineo oscillante in moto rotatorio. In un mondo in cui non esistessero le bielle si poterrebe prendere dei piccioni, piazzarli sopra un rullo, poi con un congegno a stantuffi spingergli la testa avanti e indietro e i piccioni si metterebbero a camminare sopra il rullo."

Matteo Galeazzo, "Cargo"

Ancora una volta, Faffo scoperse.

Ombu-che?

Come noto a noi bancari, l’ Ombudsman Bancario è una camera di conciliazione a cui è possibile rivolgersi per piccole beghe con la propria banca, e ha sede a Roma.

Doveva essere una bega ben grossa quella del signor Achille P. , che è venuto giù da Como a Milano oggi per incontrarmi e dirmi che "per riavere i soldi da quello là (un altro promotore, di fama non proprio specchiata) ho dovuto andare fino a Roma a rivolgermi all’OMNIBUS!!!"

Ma quanto viaggia quest’uomo?

E che pretese!

Alla collega Roberta non parte l’auto (da tamarra) che ha, bisogna intervenire coi cavi. Pronti! Il nostro si appresta ad utilizzare la sua misera Yaris e i suoi preziosi cavetti.

Scendiamo in strada, e io noto che l’auto di Robi è in posizione piuttosto infelice.

"Robi, mentre vado a prendere la mia, potresti spostare la tua nella vietta, che siamo più tranquilli?"

"Certo" fa lei, e si avvia pure. Poi si ferma; "scusa Sandro, ma se il problema era che non partiva, come la sposto?"

Allora dillo che vuoi la pappa pronta!

Il mio lavoro.

Investimenti Canbert.

Canbert: "Prima di comperare azioni di una società, parlo personalmente con i suoi dirigenti."

Alice: "A che serve? Sono tutti dei gran bugiardi."

Canbert: "Lei crede davvero che io ci parli, vero?"

Striscia di Dilbert, di Scott Adams

Il mio nome è discrezione.

In Corsica, viaggiamo in doppia coppia (io e Faffo, Ale e Simone) e ne incontriamo un’altra: un’amica di Faffo e il suo "soloamico" -nel senso che dichiarano di non essere una coppia- che viaggeranno insieme per un paio di mesi quasi. Fortunelli. Ceniamo insieme in grande letizia.

Poi, salendo in macchina, Simone e Ale stanno borbottando e Simone decide di coninvolgermi:

"Sandro, ti stavi domandando anche tu quello che mi domando io?"

"Sì, e la risposta è : sì."

"Come, ?"

"Come, non ti stavi domandando se lui era gay?"

"Mah. Veramente mi chiedevo che lavoro facesse lui per permettersi di stare in giro tutto quel tempo."

Chiosa Faffo: "Bei tipi, voi due: conoscete uno e dopo qualche minuto uno gli fruga nel portafoglio, e l’altro nelle mutande!"

Teologia secondo Steve

"Quello si crede di essere un super-dio."

"Dio? cosa vuol dire dio?"

"Non sai chi è dio? E io come faccio a spiegartelo? Vediamo… hai presente quando vuoi fortissimamente una cosa e chiudi gli occhi e speri che qualcuno te la dia?"

"Sì"

"Ecco, dio è quello che ti ignora."

Steve Buscemi in "The island".

Happy bithday Umberto.

Il 14 di agosto, il giorno del mio rientro dalle ferie in Corsica, mio padre compie gli anni. Sbarcando a Savona, che è vicino a dove il felice pensionato vive, decidiamo di vederci per un gelato insieme per festeggiare.

In nave, fedele ad una lunga tradizione di biglietti dell’ultimo momento, preparo gli auguri da accludere all’omaggio; "per i tuoi 70 anni". Poi Faffo mi chiede "ma tuo padre di che anno è?" e io prontamente rispondo: "del ’33." Al che lei mi fa notare che sarebbero 72.

Ho sbagliato tante volte gli anni sui biglietti suoi, della mamma o dei nipoti che manco tento di nascondere la gaffe; prontamente correggo in "70+2=72".

Alla sera, di fronte al gelato, l’Umbe legge il biglietto, si diverte come sempre coi miei disegnini e poi mi chiede: "perché +2?"

Annaspo: "ma scusa, non sei del ’33?"

"No, ’35; ’33 era la mamma."

Cambio disorso: "Beh, comunque ecco il regalo. Un bel giubbotto da pesca, con tutte le tasche per le tue cosine, chiavi, sigarette, vedi…"

"Non c’è bisogno che me lo spieghi, è come quello che ho già."

Deve’essere una sudisfa avere un figlio come me.