Archive for ottobre 2005

Volere, volare.

Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma Bush non gli ha dato retta.
Il presidente Silvio voleva sollevare l’economia ma gli imprenditori non hanno avuto fiducia in lui.
Il presidente Silvio non voleva leggi ad personam ma qualcuno le ha fatte di nascosto.
Il presidente Silvio non voleva toccare l’unità d’Italia ma la Lega lo ha fregato.
Il presidente Silvio voleva un posto nel consiglio di sicurezza all’Onu ma il Giappone gli è passato davanti.
Il presidente Silvio voleva un’informazione democratica e invece la stampa e la televisione sono finite in mano ai comunisti.
Il presidente Silvio voleva eliminare la mafia ma la mafia è risorta.
Il presidente Silvio voleva creare un dialogo ma l’opposizione non ha voluto.
Il presidente Silvio non voleva più Tremonti ma Tremonti è tornato.
Il presidente Silvio voleva risollevare l’immagine dell’Italia nel mondo ma il mondo è cattivo e ci sputtana.
Il presidente Silvio non voleva evitare i processi ma i processi hanno evitato lui.
Il presidente Silvio voleva tagliare le rendite parassitarie ma a sua insaputa hanno tolto l’Ici al Vaticano.
Il presidente Silvio non voleva più comprare nessuna società ma il fratello e la figlia lo hanno fatto senza dirglielo.
Il presidente Silvio non voleva che Previti andasse a offrire soldi agli avvocati ma Previti c’è andato lo stesso.
Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma i suoi agenti hanno inventato il Nigergate.
Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma il suo benzinaio lo ha minacciato.
Il presidente Silvio non voleva ricandidarsi ma lo hanno obbligato.
Il presidente Silvio non voleva toccare le tasche degli italiani ma qualcuno di nascosto ha fatto tre finanziarie in un mese.

Il presidente del consiglio o è un ipocrita, o non conta un cazzo.

Stefano Benni.
Gentilmente giratami da Zio Giorgio.

Bookdating

A pranzo invitato da Stefano e Michela, con la presenza di Marilena, mamma di Michela.
Io sono sotto interrogatorio: devo spiegare come ho conosciuto Faffo.

Xantro: – L’ho conosciuta ad un incontro di bookcrossing, Marilena sai cos’è?
Marilena: – Sarà una di quelle cose che si organizzano per cuccare.
Xantro: – Ma no, è un’attività che uno svolge singolarmente! Si lascia un libro in giro e si vede chi lo ritrova…
Michela: – …e lì si cucca!
Xantro: – Ma no, che vuol dire? Uno lo fa e basta, se poi vuoi una volta al mese si va agli incontri.
Michela: – Lo dicevo io che era per cuccare.
Interviene Stefano: – No, non capite: non è che uno va lì così, per cuccare una ragazza…
Xantro: – Ooo! Grazie, Stefano!
Stefano: – …va lì per cuccare una ragazza CHE SAPPIA LEGGERE!

Morte tragica

Da "M", commedia di Woody Allen.
Kleinsman è stato pugnalato e giace a terra, John lo conforta, o ci prova.

K. – Sto morendo
J. – Presto, un bicchier d’acqua!
K. – Ma io non ho sete.
J. – Pensavo volessi bere.
M. – Ma morire mica dà sete. A meno che non ti accoltellino mentre stai mangiando un’aringa marinata.

W. Allen, Citarsi addosso.

Corrierino delle famiglie 02

Lui e Lei all’IKEA, la "Disneyland delle coppie" secondo la definizione di A.A.

Lei: – Che ne dici di questo mobile per la camera da letto?
Lui (pensoso): – Mmmm, ssì… 125 Euro, sì…..
Lei: – Che c’è?
Lui: – No, beh, stavo pensando che va benissimo, perché è un mobile della serie Magiker…
Lei: – E allora?
Lui: – Beh, sai i miei mobili che sono in deposito da Luca, beh, quelli sono Magiker, quindi un domani li mettiamo assieme, vanno bene.
Lei: – Mi stai dicendo che tu questo mobile l’hai già?
Lui: – Sì, in effetti sì.
Lei: – E allora cosa lo compriamo a fare?

Già!

Buon sangue non mente.

A chi, fra i mondaypals (che pure ci dovrebbero essere abituati), si lagnava delle mie incomprensibili e-mail, fràtemo così rispondeva poesiando:

Son fratello e pur gigione
di cotanta alterazione
Non è infatti disgrafìa
ma lo scrozio che te’ pja.
Se vi par poco, messeri,
ed un rantolo vi avanza
non restate così seri
e grattateve la panza

Von Wuster

Sono commosso.

Visioni

Ancora il mitico Dr. House, che questa volta cura una suora; sta parlando con un’altra suora, per capire a cosa sia dovuto lo stato allucinatorio dellla prima.

– Vede, dottore, la nostra sorella vede cose che non ci sono e crede in cose che non esistono.
– Davvero? Pensavo fosse un requisito, per diventare suora.

Analogie.

Il capuffico tenta di convincere Dilbert a mettersi all’opera per realizzare un compito impossibile (elaborare il progetto di un PC costruito solo di carta riciclata!):

– Se siamo riusciti a mandare l’uomo sulla luna allora vuol dire anche che possiamo costruire un computer fatto di carta.
– La sua difettosa e superficiale analogia dimostra solo che altre persone sanno fare altre cose.
– E allora si informi come fanno questi altri, a fare altre cose.
– Forse partono da analogie corrette.

Dilbert, Scott Adams.
Lo pubblica Linus, per chi fosse interessato