Archive for novembre 2005

Pagate dazio!

Diciamocelo: vi ho mai chiesto niente fino ad oggi?
Ho forse mancato in qualcosa?
 
Avete di che lamentarvi?
No, dico, quasi ogni giorno sono qui per voi con le mie str… cazz… insomma, le mie fatiche.
("Ho mai detto niente io a loro? Han mai detto niente loro a me?" da Ad ovest di Paperino, il film dei Giancattivi).

Beh, oggi passo alla cassa!

SE vi ho divertito
SE mi volete bene
SE avete due minuti

leggete l’appello che segue, del canile autogestito di Pantelleria, e poi inviate due righe di qualsiasi contenuto al sindaco di quella ridente isoletta ( sindaco@comunepantelleria.it ) in modo da smuovere la situazione.
Se vorrete mettermi in ccn del messaggio vi ringrazierò uno per uno nei commenti a questo post, se non lo farete vi metterò il muso e non sono più vostro amico.

Davvero… perpiacere!

Bau.
Xantro

"Come alcuni di coloro che riceveranno questa email già sanno, l’Associazione di volontariato Pantelleriabau – di cui sono presidente e legale rappresentante – si occupa da circa due anni e mezzo dei cani randagi di Pantelleria. I cani sono attualmente ricoverati presso l’ex-mattatoio di contrada San Leonardo; sono accuditi al meglio, per quanto la struttura permette, da noi volontari con il valido aiuto di due dipendenti part-time.
Ma la struttura è ormai sovraffollata e non possiamo neanche più ricoverare casi di emergenza. Questa struttura si trova inoltre a pochissima distanza dal centro abitato e quindi il rumore e gli “odori” creano disagio agli abitanti.
Ci occupiamo inoltre di otto cani, di cui quattro sono cuccioli di appena tre mesi (abbandonati davanti al cancello del rifugio circa un mese fa), ricoverati in un posto in campagna, di difficile accesso, senza luce né acqua corrente, con ripari precari.
Fino al giugno di quest’anno il Comune è stato amministrato dai commissari straordinari, e quindi è stato difficile prendere delle decisioni importanti (anche se ringrazieremo sempre il dottor Vicari che ci ha aiutati sin dall’inizio, avviando anche la campagna di sterilizzazioni).
Speravamo che, con l’elezione del sindaco, la situazione avrebbe preso una piega diversa. Ma le nostre speranze sono andate deluse.
Il nuovo sindaco e la sua amministrazione non hanno finora mai affrontato seriamente il problema della realizzazione del nuovo rifugio.
Noi abbiamo sempre messo a disposizione il nostro tempo ed il nostro impegno, ma purtroppo non abbiamo il potere né il denaro necessari per risolvere il problema.
Nell’ultimo mese abbiamo chiesto due volte un incontro con il sindaco e gli amministratori competenti, ma entrambe le volte il sindaco non si è presentato. A quanto pare entrambe le volte (di cui la seconda era lo scorso 24 novembre) si trovava fuori sede per questioni più urgenti, ma non ha avuto nemmeno la delicatezza di avvisarci preventivamente della sua assenza.
Dovevamo discutere di punti molto importanti: la realizzazione del nuovo rifugio, appunto; la convenzione tra la nostra associazione e il Comune per la gestione del rifugio (convenzione che è scaduta da quasi due mesi); l’esaurimento dei fondi per il mantenimento dei cani; la stipula di una convenzione con un veterinario libero professionista per continuare le sterilizzazioni.
Purtroppo, a quanto sembra evidente, i volontari di Pantelleriabau esistono solo quando ci sono delle emergenze da risolvere, ma le leggi ed i diritti non vengono considerati. Purtroppo, forse, l’amministrazione sta solo prendendo tempo, cercando di arrivare al momento in cui i cani dovranno essere “tolti” da lì e “mandati”…dove? Hanno parlato anche di Caltanissetta, dove c’è un canile privato che “raccoglie” cani da mezza Sicilia ma che è stato messo sotto inchiesta per maltrattamento e per aver soppresso di nascosto centinaia di cani in modo da intascare, sulla loro pelle, sul loro sangue, i soldi del loro mantenimento.
“Togliere i cani”, “mandare i cani”, “spostare i cani”. I cani non sono pacchi. I cani non sono numeri. I nostri cani non sono un problema da risolvere, né una piaga da guarire.
I nostri cani sono Rocco, Soufflé, Antonio, Giulia, Birillo, Lea, Tempesta, Pavel, Ken, Margot, Big. Mickey, Lady, Bianca, Alice e tutti gli altri, ognuno diverso dall’altro, ma che, tutti, si meritano una vita dignitosa, un prato dove rotolarsi sull’erba, carezze e magari, magari, un giorno…una famiglia.
Vi chiediamo dunque di aiutarci, sollecitando l’amministrazione, facendo pressione sull’opinione pubblica (a Pantelleria e fuori dall’isola), suggerendoci delle soluzioni… Basterebbero circa 2000 mq di terreno anche agricolo dove posizionare dei box prefabbricati.
Fate voi. Grazie. Da parte nostra e soprattutto da parte dei randagi di Pantelleria."

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Dedicato ai miei amici calcettari del mercoledì.

C’è un fenomeno che colpisce gli uomini. Man mano che il corpo invecchia, la testa torna quella di un bambino.
Come quei cinquantenni che giocano al giardino con la maglia numero 20 di Recoba e la fascia di capitano, dando ordini a tutti con la bava alla bocca. Tu arrivi con tuo figlio e chiedi: "Può dar due calci anche lui?".
E quello risponde: "Va bene, ma qui si gioca davvero: se gli spacchiamo una gamba, pazienza!"
"Ma come gli spaccate una gamba, siete pazzi?"
"Oh, abbiam scommesso i GATORADE!"

Enrico Bertolino.

Concorso senza premi: commenta la mia pettinatura.

La mia nuova pettinatura, con la riga in mezzo, non è esattamente quello che definirei un successo di pubblico e di critica.
Fra scrollate di capo e smorfie, pesco i tre commenti più salaci finora raccolti.

  • Terzo classificato: Carlo. "Sembri il cugino cittadino di Heidi"
  • Secondo classificato: Mauro. "Sembri Spanky delle Piccole Canaglie."
  • Vincitore: Luca. "Sembri un mastro birraio bavarese dell’Oktoberfest, ti manca solo il grembiule".

Suppongo che i clienti dei miei colleghi si chiedano di cosa si occupino i loro promotori quando sono in ufficio. Beh, ora lo sapete.

 

Fiatone cagnone

A: -Vuoi una mentina?
F: -Perché, mi puzza l’alito?
A: -No, è che magari ti si è incastrata una carcassa di scimmia fra i denti…

Ale & Franz

Lettera aperta ar Pupone

Caro Totti,
è da quando due anni fa la tua Rrrroma battè all’Olimpico la mia Juve che attendo il momento buono per togliermi una soddisfazione.
Non ho dovuto aspettare un’eternità, a quanto pare.

Quando vincevate per quattro reti trovasti (e tanti bei giornalisti sportivi con te) spiritoso e scanzonato mostrare quattro dita agli avversari, accompagnandole col gesto di "vai a casa!"; sullo stesso grado di sportività i tuoi compagni si divertirono a fare il torello ("ollè!") alla Juve ridotta in dieci per l’espulsione di Ferrara.
Che classe, Pupo’! Uno dei gesti che ti ha reso simpatico, tipo quando sputasti addosso ad un avversario facendoti squalificare per il resto del torneo internazionale. Che ggenio! Un estroso con la S maiuscola, come diceva Catalano.

Ieri quattro pere quattro -e CHE pere, vogliamo parlare del numero del nasone slavo?- ve le abbiamo rifilate noi, e a casa vostra, in undici contro undici (finché non siamo rimasti noi in dieci).
Nessuno dei nostri, pur avendo quasi tutti giocato due anni fa quell’altra partita,  si è permesso il minimo gesto di antisportività, mi risulta. Stile Juventus, osservare e imparare.

Però, sai che c’è? Che lo stile si applica a giocatori e a dirigenti, e non necessariamente ai tifosi.
Allora, da tifoso, mi è grata l’occasione per restituirti le quattro dita.
Ora, se ti concentri e fai una sottrazione, scoprirai ora che su questa mano, avendone utilizzato quattro, me ne avanza uno, di dito.

Bravo, hai indovinato: è quello medio.

(Aaah, sudisfa!)

Incidenti sul lavoro.

Mi scrive Fuocoblu, già famoso da queste parti per essersi inserito nelle Figure Storiche, e ho deciso che queste due perle del terziario non dovevano andare perse.
Le parole sono le sue.

TE LA QUA, FABRICE!

Qui sul lavoro ho cambiato la password per accedere a uno strumento e mi sono dimenticato di avvertire una persona che lo usa, Fabrice, che non parla italiano, ma con cui colloquiamo in inglese.
Ho invece scritto un’email con la nuova password ad altri colleghi.

Oggi Fabrice ha scritto (ovviamente in inglese) chiedendo che la comunicassimo anche a lui.
Il più rapido a rispondere è stato un collega. Testo: "Eccola" (in italiano) allegata la mia email con la password.

Dopo dieci minuti Fabrice ha risposto:
        – "Eccola" doesn’t work. Best regards Fabrice –

ABBIAMO FORSE ESAGERATO?

Qui in questa grossa azienda italiana è disponibile un helpdesk per problemi informatici (tipo: ho versato una tazza di caffè bollente dentro al pc e non riesco più a usare Microsoft, cosa devo fare?) che dovrebbe essere raggiungibile tramite un numero breve.
L’altro giorno, il numero breve non funzionava.

Contattato il fornitore del servizio per segnalare il guasto, nel giro di dieci minuti c’è stato un prontissimo intervento e il numero breve ha ripreso a funzionare.
Solo che rispondevano I VIGILI DEL FUOCO!

Informazione turistica.

Al Pergamon Museum di Berlino le audioguide in italiano hanno un marcato accento calabbrhese.

Me l’ha detto Michele, via SMS. Lo ringrazio.