Archive for marzo 2006

Sono sulla difensiva.

Sì, lo so, auguri, vecchione e tutto il resto.

Pubblico la ma risposta standard allo spiritoso di turno:

"Ha parlato Peter Pan"
Enzo Iachetti

“Ironia discutibile”

I cinesi ci… bacchettano.
Se la sono presa pèerché Berlusconi ha detto che bollivano i bambini per concimare i campi.
Ma è assurdo!
Con quel che cagano i bambini a quell’età conveniva tenerli in vita!

Il Mago Forrest

Per il garante della par condicio: cito qui Berlusconi non in qualità di candidato premier ma come cabarettista, che, come ha lui stesso dichiarato, ha "solo fatto dell’ironia, discutibile ma ironia". E’ noto peraltro che quello di cabarettista di Zelig è il vero lavoro di quell’uomo; del suo gruppo di spassosi commedianti ricordiamo quello che mostra le vignette ai musulmani indossandole, quello che chiama nazisti gli olandesi e lui stesso, che chiama kapò un rappresentante tedesco al Parlamento Europeo. Rimane qualche giorno, se ha in serbo qualche battuta sullolocausto degli ebrei, sull’11 settembre o sulla strage di Bhopal si sbrighi, prima che l’esito delle elezioni gli precluda il palcoscenico internazionale confinandolo alle sue tv e privandoci di tanto spasso.


Cuba libre

Divertente l’episodio che mi racconta Fuocoblu, quel tipo losco che sul suo blog parla pochissimo ma poi spettegola con me via e-mail.

Un suo amico, in partenza per Cuba, gli avrebbe confidato:

"Vado a Cuba, mi sto preparando: pensa ho scoperto che odiano così tanto gli americani e l’America che non accettano pagamenti con American Express, e non si trova nessun prodotto americano, neppure la coca cola!!!!"

Commenta lui: L’embargo è una cosa che si fa all’areoporto, quando hai il raffreddore."I signori basseggeri del volo Avana direddo Avana-Miami sono bregati di embargarsi al gangello guaddro…"

Tre settimane alle elezioni.

Non è colpa mia se le cose più ridicole in questi giorni le sento in campagna elettorale.
Abbiate pazienza, e magari fra qualche settimana col vostro voto… aiutate questo blog ad occuparsi di altro.

Ho sentito al TG un candidato Presidente del Consiglio invitare, e in modi piuttosto energici, gli imprenditori italiani rappresentati in Confindistria a "lavorare di più, fare un po’ meno vacanze, andare meno in Confindustria e stare più a casa ad occuparsi delle proprie aziende".
Somigliava tantissimo alla stessa persona che due anni fa mancò per quindici giorni ad impegni istituzionali, parlamentari e legislativi perché aveva fatto il lifting.
Non l’ha paragonato alle vacanze, il lifting: o lo considera lavoro, o ritiene che per lui -come sempre- valgano regole diverse.

… but, seriously …

Ok, sulle donne ho appena finito di scherzare. Io.

Invece, in TV ieri sera si Rai 1 (cito: "Dopo Pupo, i pupazzi" Snook) , c’era un tipo che pretende di farsi rieleggere come Presidente del Consiglio che, interrogato sulle quote rosa e sentendo di doversi giustificare sul perché nel suo governo le donne siano state solo due, ha detto -più o meno- che non ne ha trovate di valide che avessero il tempo di fare vita politica e insieme gestire gli impegni familiari.
Col che, ha implicitamente dato a tutte le imprenditrici, professioniste e lavoratrici in generale delle cattive lavoratrici o delle pessime materfamilias.
E a tutti, donne e uomini, degli imbecilli disposti a bersi una simile panzana.

Non so, non sono un esperto, ma non mi pare una strategia vincente. Attendo naturalmente la smentita di un sondaggio americano.

Misoginia

E’ passato l’otto di marzo, no?

"Mi spiace, ma non mi fido di una cosa che sanguina per cinque giorni, e non muore!"

Da "South Park, the movie"

Un nuovo genere letterario.

Che l’altro giorno Francesca mi ha detto che aveva letto un racconto che le era piaciuto molto, Me ne sto qui a stirare, si intitolava, a me mi è venuta un’idea un’illuminazione la nascita di un genere nuovo che l’ho sviluppato l’altro giorno di notte il genere del racconto fulmineo ne ho scritti due, il primo si intitola Me ne sto qui a stirare.

Me ne sto qui a stirare.
Brava.

Che dopo me ne è venuto in mente subito un altro, Dove sono le mie sigarette, si intitola.

Dove sono le mie sigarette.
Lì.

Questo secondo me è un genere nuovo di racconti che io sono molto portato, a scrivere questi racconti, anche se sono comlpicati che è tutto un togliere, la scrittura dei racconti fulminei, un lavoro faticosissimo di sintesi che te parti da quarantadue pagine devi arrivare lentissimamente al prodotto finito non so come ho fatto a scriverne due in una notte, l’altra notte.

(Paolo Nori, "Si chiama Francesca, questo romanzo")