Archive for luglio 2006

Amarissimi complimenti.

E così, anche l’Inter vince uno scudetto, di terza mano. Mettetela come volete, come esito -per quanto corretto dal punto di vista delle regole- è piuttosto paradossale. Colpa della Juve, peraltro, non certo dell’Inter.
Il paradosso però rimane, e lo rileva anche un mio amico interista, che ieri mi ha mandato questi tre sms.

"Sono avanzati dei panini da una mia riunione. Ho deciso di assegnarli all’Inter. Un volontario che li porti in via Durini in motorino?"

"Accertato che la vincitrice non è vergine, una commissione di saggi (Luis Suarez, Peppino Meazza, Tarcisio Burnich) ha assegnato Miss Muretto all’Inter."

"Dopo che Ligabue è stato scoperto a cantare in playback, una commissione di saggi (Beccalossi, Altobelli, H. Muller) ha assegnato il Festivalbar all’Inter."

Peraltro, come saggiamente rileva il Kurvunza, anche lui interista, il Milan, nella persona del suo misurato presidente, avrebbe chiesto che gli fossero assegnate le ultime DUE edizioni. Mi chiedo come avrebbero fatto coi panini.

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Come giustamente diceva la compagna Lorelai

Faffo ha contribuito a Radiopopolare (conduttore Cristiano Valli, ovvio) all’imprescindibile dibattito "quanto sono democratiche le due Gilmour". Per chi avesse la fortuna di non saperlo, sono le due stracciamaroni di "una mamma per amico".

Parlando del loro cane, "non fagli vedere il collare e il guinzaglio, mettiglieli piano piano da dietro. Se ne sta tranquillo, se gli togli la libertà piano piano, come ogni buon americano."

Conclusione del conduttore: "Lorelai Gilmour ha sorpassato Rutelli a sinistra."

Bastava saperlo.

Morale della sentenza su calciopoli: peccato che la mia squadra abbia commesso l’errore di pagare come dipendente Moggi. Sarebbe bastato pagarlo come co.co.co, o come precario, e saremmo anche noi in Champions League.

Promemoria se decidessi di pagare un killer per uccidere qualcuno: è reato se gli pago i contributi e l’INPS, quindi ritenuta d’acconto e via, pagherò massimo una multa. “Ma come, omicidio? Sì, è vero, l’ho pagato per uccidere… ma era solo un precario!”

Lettura estiva.

"A walk in the woods" Di Bill Bryson è un simpaticissimo racconto di come uno scrittore americano non esattamente in forma, in compagnia di un amico decisamente fuori forma, affrontano l’Appalachian Trail, che parte dalla Georgia e arriva in Maine attraversando gli USA.
Una lettura che dedico a tutti gli hickers che stanno per dedicare le proprie vacanze alle camminate sui monti e nei boschi.

 

Estraggo nella lingua originale (ma il libro è disponibile anche in italiano) un pezzo gustoso; siamo in un rifugio, e si incontrano altri escursionisti.

I was perched on the edge of the sleeping platform lost in a little reverie […] when one of the middle-aged guys drifted over and introduced himself as Bob. I knew with a sinking heart that we are going to talk equipment. I hate talking equipment.
"So, what made you buy a Gregory pack?" he said.
"Well, I thought it would be easier than carrying everything in my arms."
He nodded thoughtfully, as if were an answer worth considering, then said "I’ve got a Kelty."
I wanted to say -ached to say- "Well, here’s an idea to try to get hold of, Bob. I don’t remotely give a shit." But talking equipment is one of those things you have to do, like chatting to your mother’s friend in the supermarket, so I said: "Oh yeah? You happy with it?"
"Oh,
yeah" was the deeply sincere reply. "Tell you why" He brought it over to show me its features -its snap pockets, its map pouch, its general miracolous ability to hold contents. He was particolarly proud of a dropdown inner storage pouch, bulging with little plastic bottles of vitamins and medecines, with a transparent window built into it. "it lets you see what you’ve got in there, without having to undo the zipper," he explained and looked at me with an expression that invited staggered admiration.
Just at that moment Katz stepped up. He was eating a carrot (nobody could cadge food like Katz) and was about to ask me something, but when his eye lit on Bob’s transparent  pouch, he said: "Hay, look -a pouch with a window. Is that for people who are so stupid they can’t figure out how to get it open?"
"Actually, it’s a very useful feature," said Bob in a measured, defensive tone. "It lets you check the contents without having to undo the zipper."
Katz gave him a genuinely incredulous look. “What –like you’re so busy on the trail you can’t spare the three seconds it take to open a zipper and look inside?” […]
”Well, I actually find it quite useful,” Bob said quietly, to himself, but he took his pack away and bothered us no more. I’m afraid my equipment conversation nearly ended up like that somehow, with the talker retiring with hurt feelings and a piece of formerly prized equipment cradled to his chest. It was never my wish, believe me.

Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!

Battuti pure i franzosi.
Su un cartello ieri in piazza Duomo a Milano:

"E ora ridateci la gioconda!"

Germania-Italia 0-2

Della storica giornata calcistica di ieri, rimastico sorridendo -piuttosto beato- qualche elemento.

  • Avere visto giocare due o tre bianconeri (e due o tre rossoneri) in maniera splendida, pulita e generosa. E mi dico che ho (e avete) sempre tifato per loro senza sbagliare, al di là di quello che arbitri e società  facevano.
  • Avere sofferto per un tempo lunghissimo (perché meritavamo di segnare ma non ci riuscivamo) ed avere goduto di botto alla fine. Sesso tantrico.
  • Avere visto coi miei occhi piazzale Loreto intasata di facce bianche e nere sventolare il tricolore. I famosi extracomunitari autoinvitatisi -e ben accolti- alla festa di una città ed un paese che è di fatto anche loro.

E, per quanto riguarda oggi, mi fa piacere avere sentito le sportive dichiarazioni di Klinsmann e dei pacati giocatori tedeschi, segno che, se -contro di noi- non sanno vincere, almeno sanno perdere.
Onestamente non so se noi sapremmo fare altrettanto. Forse per questo motivo faremmo bene a continuare a vincere. Mi sa che ce tocca…

Consigli per gli acquisti.

Non sia mai che vi lasci andare in vacanza senza darvi una preziosa indicazione per i vostri investimenti:

"Luglio è uno dei mesi più pericolosi per speculare in borsa.
Gli altri mesi pericolosi sono ottobre, gennaio, settembre, aprile, novembre, maggio, marzo, giugno, dicembre, agosto e febbraio!"

 John Buckingham