Archive for settembre 2006

Queste vetero!

Ricevo e pubblico dalla mia quinta colonna all’interno di una multinazionale che, per tutelare la delatrice, chiamerò col nome di fantasia di Nestlé.

Copio e incollo dalla policy per le Risorse Umane – maiuscole a cura dell’autore – della multinazionale svizzera a cui appartengo:
"Le promozioni saranno basate esclusivamente sulla competenza, l’intuito, la prestazione e il potenziale, escludendo qualsiasi considerazione relativa all’origine, alla razza, alla nazionalità, al sesso, alla religione e all’età."

Nella multinazionale svizzera suddetta:
– impiegati 1° livello: 583 persone, di cui 174 donne (30%)
– quadri: 323 persone, di cui 80 donne (25%)
– dirigenti: 127 persone, di cui 14 donne (11%)
– CdA: 16 persone, di cui 1 donna (6%)
Mi piacerebbe tanto sapere in quale dei succitati fattori (competenza, intuito, prestazione e potenziale) le donne risultino carenti. Se lo sappiamo, magari riusciamo a porvi rimedio
.

Giusto per riportare in questo blog un’atmosfera da par condicio alla Bruno Vespa -e per bilanciare questo opprimente tono veterofemminista- farò notare che qui non si fa cenno -e colpevolmente- allo STRAPOTERE femminile nel ramo delle pulizie degli uffici.

Oooo-là!

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Figure storiche 11

Mi reco al campo per prenotare il calcetto. E’ mezzogiorno, è chiuso, con tanto di catene. Io rimango parcheggiato di fronte al cancello. Telefono in ufficio a Fabrizio perché non ho dietro il numero del cellulare del gestore del campo.
Gli dico di cercare l’email in cui l’avevo comunicato a tutti. Lui l’ha cancellata.
Gli dico: "Fabri, cerca il volantino sulla mia scrivania, lì ho segnato il numero". Lui non trova il volantino, probabilmente non è lì. (E penso: che imbranato!)
Mi dice: "Provo a cercare il numero fisso su Internet?"
"No, usano il cellulare. Il fisso comunque non risponderebbe, se è il campo!" (E penso: Che ingenuo!)
"Ma no, certo che non risponde, ma magari la segreteria telefonica comunica il numero di cellulare quando non risponde nessuno al fisso: dammi il nome del campo."
""E va bene…"
(E penso: che ostinato!) Leggo il cartello: "… dunque, qui c’è scritto…. A.S. Lombardia Club Cormano, tel 346………        …..3….        ….           … aspetta, Fabri… credo di avere trovato il numero del cellulare." Lì, bello stampato sul cartello.

Mi chiedo cosa abbia pensato Fabrizio, ma ho paura di saperlo.

 

Requiem per un’irrequieta.

Solo ed esclusivamente in ricordo dei primi anni della sua carriera, quando aveva il coraggio di avere idee controcorrente e coraggiose -e non  quelle di un qualsiasi bar di provincia mezzora prima dell’ora di chiusura- dedico ad Oriana Fallacci una citazione.

"Era così aggressivo che sulla sua tomba volle che fosse scritto: cazzo guardi?"
Daniele Luttazzi.

L’arte zen di macchiare la cravatta.

Ho passato tutti questi anni di pause pranzo a saraccare come un camallo per la semiquotidiana macchia di sugo sulla cravatta, senza riuscire a capire la verità che era lì proprio sotto i miei occhi.

Ogni volta che macchi la cravatta, con soddisfazione dovresti pensare:
"La camicia è salva. Questa cravatta funziona proprio bene."

La vita è uno stato mentale.

Isteria da ufficio

Non che l’episodio, realmente accaduto ieri, sia particolarmente edificante. E’ solo l’esito finale, che mi diverte.

Un collega piuttosto nervosetto (ha 40 anni, la testardaggine di un sessantenne e l’autocontrollo di un quindicenne) ha avuto a che ridire con la nostra segretaria, L.,  a proposito di una telefonata che questa avrebbe dovuto fare per lui, e sulla quale lei aveva da ridire. Il collega si è fatto prendere da uno dei suoi raptus, di cui finora avevano fatto le spese il fax e la macchina distributrice delle bibite, mai esseri umani.
Non considerando sufficiente alzare la voce, infatti, questi ha pensato bene di aggiungere gestualità fisica (sbracciamenti e manate sul banco della reception) fino a spaventare L. (che normalmente è un donnino di un certo carattere, peraltro) e ad indurla a fuggire dall’ufficio, in comprensibili lacrime.
Il manager dell’ufficio è prontamente intervenuto per salvare se non altro il banco della reception dalla furia dell’indemoniato; tra l’altro, attendeva la visita di un cliente. Vedendomi entrare in ufficio, il manager mi ha allora brevemente informato della situazione (immaginatevi la mia faccia) e chiesto di pensare a L. Prontamente, eroico e un po’ sconcertato, scendo e mi avvio per il corso in cerca di una donna spaventata ed in lacrime.
Nel frattempo, il suddetto manager, in un impeto paterno, manda il seguente messaggio al cellulare di L.

Non fare la scema, ritorna in ufficio, c’è Sandro in giro a cercarti.”

E’ ora di informarvi a questo punto che L. ha un cellulare identico a quello del marito (due geni!) e che il poverino era a casa in malattia; uscendo, lei aveva inavvertitamente preso su quello del consorte.
Insomma, febbricitante e molto, molto, MOLTO perplesso, il marito legge il messaggio del manager e si pone una serie di domande su cosa esattamente faccia sua moglie in ufficio.

Famiglie della finanza.

Il nuovo azionista di riferimento della banca che mi paga lo stipendio è la società SOPAF.
Fra gli azionisti di questa, stamane il collega Fabrizio (il Kurvunza) ha scoperto che c’è la famiglia Magnoni.

"Sembra di essere in un fumetto di Topolino", ha commentato, brillante.

Sai cosa odio?

Hobbes -Odio le giornate ventose.


Calvin –Sai cosa odio io? La gente che ti interrompe e cambia discorso! E’ una villanata! Perchè credono che io parli?  Perché tutti devono stare a sentire quello che ho da dire, chi se ne frega di quello che hanno da dire LORO. Quando comincio a parlare dovrei essere io il centro della conversazione!

Hobbes (fissandolo) -…………

Calvin –Un’altra cosa che odio è quando ti fissano ad occhi sbarrati.

Hobbes –Ti deve succedere spesso.