Archive for ottobre 2006

Intolleranza 03: “piuttosto che” parlare italiano…

E’ ormai qualche anno che sopporto quest’orribile vezzo, nella non fondata speranza che si perda. Invece no, oramai è d’uso comune utilizzare “piuttosto che” per dire “indifferentemente”
Non lo sopporto; davvero, mi urta.

Un esempio per chiarire: secondo l’uso (sbagliato) che se ne fa, la frase “amo le fragole, piuttosto che le nespole”, dovrebbe voler dire “amo tanto le fragole che le nespole”. Peccato che, se siete fra gli snob che usano “piuttosto che” in questo modo,  abbiate appena detto il contrario: che amate le fragole, e non le nespole.
Controllate pure: qualsiasi testo di grammatica vi chiarirà che trattasi di congiunzione avversativa, e non coordinativa. Serve a distinguere, non a elencare. E a distinguere in maniera netta, oltretutto.

Tra l’altro, non si tratta, come spesso capita, di un fraintendimento linguistico dettato da scarsa conoscenza della lingua, o da influenze dialettali: tutt’altro! E’ una prassi intellettuale, in bocca a gente istruita e che parla normalmente un buon italiano. Solo, se la tirano un po’.
Volete la prova che si tratta di un vezzo? Eccola: nessuno lo usa per iscritto; le stesse persone che se ne riempiono la bocca conservano abbastanza pudore da non metterlo nero su bianco. Quindi LO SAPETE, eh, zozzoni?

Certo, potete usare “piuttosto che” per dire ” e anche“, come no? In questo caso vi suggerisco anche di dire “ovunque” intendendo “da nessuna parte”, e “manco per il cazzo” per significare “sì;, certamente”. Chi ve lo impedisce? Siamo un paese libero!
Però, nel caso vogliate parlare italiano -e nel caso che vogliate essere capiti- vi prego di attenervi al significato delle parole che usate, piuttosto che usarle a vanvera.

Adesso tutti in coro: chi si impegna pubblicamente a riportare il povero piccolo “piuttosto che” al suo uso e significato originale?

Aderiscono alla crociata:

  • Mizzy, come al solito sorridendo
  • ll, comm’o sapev!
  • Lascar, un vero aficionado.
  • Iorek, pur contraddicendosi.
  • (c’è pure un anonimo che si oppone, come fosse permesso!)
  • Fuocoblu, il ciarliero.
  • Vi, sciattona da tuta ma intransigente sul linguaggio
  • Locusta, tiepido ma solidale
  • Fantasymeg, che si lancia contro il nonostante che
  • Pbm, assolutamente propositivo.
  • Gilda, poteva mancare?

PRECEDENTI CROCIATE:

Sapore d’Italia.

E’ possibile cantare l’inno di Mameli sul tempo di "Sapore di sale".
E viceversa!

Provate anche voi.
A me piace soprattutto la parte "…vicino a te, vicino a te, viciiiiiino a-a-a te! Poropò, popropò, poropompopoppoppò"

La legge di Xantro sulle fidanzate scompagnate.

In un qualsiasi gruppo di amici che si ritrova, il numero delle fidanzate scompagnate presenti sarà n+1, dove n è il numero di quelle il cui fidanzato è rimasto a casa, andato alla partita, in visita alla nonna etc. L’ulteriore unità (+1) è l’unica che si è sfidanzata, e per inciso l’unica a cui chiederete come sta il suo simpatico ragazzo.

Verificata e teorizzata (in quest’ordine) personalmente.

Saracche.

Mi giunge notizia che Massimo Ceccherini -un attore che considero simpatico come una verruca- sia stato escluso dall’Isola dei Famosi perchè avrebbe, in diretta, per così dire accostato divinità e animali da cortile. Si sarebbe scusato, ma la cosa non gli ha evitato la massima sanzione, l’esclusione.
Detto una volta per tutte che non è cosa da farsi, ci sono nella vicenda alcuni elementi che mi lasciano perplesso.

Credevo che l’Isola dei famosi avesse come scopo quello di far vedere personaggi stressati rendersi ridicoli; non mi risultava che fosse un metodo di propagazione di educazione e valori, men che meno cristiani. Sbaglio, o il momento clou di un paio di anni fa è stato quando delle donne si sono menate in spiaggia? Edificante!

In più, il programma prevede l’esclusione da parte del pubblico dei personaggi meno simpatici; nella fattispecie però ad un tale giudizio non si è voluti neppure arrivare, ed il reo è stato escluso per decisione. Il pubblico non era in grado di decidere da solo se cacciare il bestemmiatore?

Inoltre, ero convinto che i fanatici, per quanto mi è dato di rilevare nei discorsi che sento intorno a me, fossero gli islamici.
Pensate che addirittura credevo di vivere in un paese in cui non si bestemmia esattamente di rado, anche senza giungere a farne un’abitudine come in Veneto o un’arte come in Toscana. O li frequento tutti io, o i saraccatori abbondano da queste parti.

Sono invece certo che, per quanto inopportuna, la bestemmia non sia un reato. Da tempo, peraltro.

In definitiva mi pareva che la saracca -come la parolaccia, la flatula e il rutto- fossero da considerare  forme di maleducazione da evitare in pubblico, e di cui scusarsi nel caso.
Adesso scopro che si tratta di un atto così grave -se svolto in pubblico, intendiamoci- da far reagire sdegnati gente che ha il pelo sullo stomaco per concepire e dirigere un programma come l’Isola dei Famosi.

La RAI è contro la maleducazione, e questo va bene; ed è a favore -praticante attiva- dell’ipocrisia italica; questo, invece, mi piace assai meno.

E aggiungo porca vacca, che così non scandalizziamo la signora Ventura.

Ancora Woody

Da "Scoop", che è un film divertente che si può vedere anche se siete donne (per gli uomini, la presenza di Scarlett Johansson dovrebbe essere più che sufficiente):

"Mia moglie mi ha lasciato, diceva che ero un immaturo e che non sarei mai cresciuto. Io avrei potuto confutarla, ma quando ho alzato la mano lei non mi ha interrogato."

Intolleranza 02: no, il limoncello non lo voglio!

Chiariamo subito: a me il limoncello piace, e molto, e non dico mai di no. Sto parlando però del limoncello quello vero, un liquore che è semplicissimo fare in casa e che ha un gusto semplice e gradevolissimo.
…Che non è quello che ti rifilano al ristorante!

Al ristorante e in tutte le fetenti pizzerie, perfino nei ristoranti cinesi di questo paese di masochisti si è diffusa invece l’abitudine di offrire una bevanda gialla alcolica di produzione -e soprattutto di GUSTO- decisamente industriale, piatto, poco equilibrato e neppure lontanamente paragonabile a quello che la più imbranata delle vostre zie otterrebbe facendoselo in casa. E ve lo offrono senza vergogna, senza neppure nascondere la bottiglia, acquistata al discount quel pomeriggio. Con quello pretendono di sostiturci l’amaro, che invece ha una sua dignità! Barbari! ‘sassini!

Non sto spingendo i ristoratori a smettere; se tutti lo vogliono -perché è gratis, essenzialmente- devono servirlo. Voglio spingere noi tutti a rifiutarlo!
Dite così al cameriere:
"No, grazie, il suo limoncello del cazzo fatto con acido citrico e colorato di giallo se lo tiene, se voglio avere la bocca che sa di falsolimone lecco direttamente lo Svelto al Limone con cui pulite i piatti. Mi porti un amaro, una vodka, un grappino, un rosolio, persino un Caffé Sport Borghetti, se vuole! Ma allontani da me quella mostruosità giallognola."
Poi fate un salto dalla nonna e tracannate il suo, di limoncello, quello fatto in casa. Mi ringrazierete.

Chi aderisce alla crociata "si cacci in culo il suo limoncello industriale?"

  • Potbook, con nostalgia per il Caffè Borghetti
  • Mizzy, con motivazioni dinastiche 
  • gRg-, che ha fondato delle brigate apposite.
  • L’invasato Simone.

PRECEDENTI CROCIATE:

“Tennologia”

Lo confesso, sono un techno-geek. Uno che va in visibilio alla minima cazzata tecnologica. Uno capace di perdere due ore per settare una qualsiasi funzione, aldilà della presumibile utilità di questa. 
E quindi grande è stata la mia gioia quando ho connesso (senza fili! OH, WOW! ) il telefonino nuovo al PC. Estasiato, scopro che è possibile "sincronizzare la rubrica del telefono con la vostra rubrica di Outlook Express". Fantastico, mi dico: procediamo immediatamente, cosa stiamo aspettando?

Così, in pochi secondi, e sempre senza fili (ri-WOW!) ho riempito la rubrica del telefonino di inutili indirizzi e-mail, almeno trecento (sì, non pulisco mai la rubrica di Outloook; sì, ho scelto "includi automaticamente gli indirizzi delle risposte in rubrica"; sì, sono un pirla). Ora li devo cancellare manualmente.
In dodici minuti ho ripulito la lettera "A" della rubrica, mi sento male al pensare di completare la pulizia.

E la sapete la cosa buffa? Ancora non riesco ad ammettere di avere fatto una cazzata. Il progresso tennologico non prevede che si perda tempo in simili ammissioni.