Archive for novembre 2006

Citazioni colte.

Sento Faffo per telefono, dobbiamo contattare un’agenzia immobiliare in zona Fino Mornasco e dobbiamo decidere quale.

Lei:   "… e poi c’è un Tempocasa, ma non so: mi è parso che come logo e colori tentasse di imitare Tecnocasa; anche il nome suona simile… "
Io:   "
Sì, non è che faccia una bella impressione neppure a me."
Lei:  
"Già, lasciamoli perdere: probabilmente sono la Mandarancia Drink delle agenzie immobiliari."

Dilbert

Come il suo predecessore Bristow di Franck Dickens ha raccontato con ironia il mondo impiegatizio degli anni sessanta, così oggi le contraddizioni e le follie dell’impresa moderna sono raccontate ottimamente da Scott Adams, che disegna Dilbert. Oltre al solito immortale Linus, se n’è accorto anche Il Sole 24Ore, e la cosa mi allieta visto che è una lettura d’obbligo per me.

Festeggio quindi con una citazione:

Dilbert:   -Non abbiamo abbastanza ingegneri per gestire tutte le richieste di assistenza alla vendita.
Boss:  
Faccia un database online per registrare tutte le richieste.
Dilbert:   -Può sembrare che la fissi con disprezzo e incredulità, ma sto soltanto meditando.

Quante volte siete stati tentati di rispondere così al vostro capo?

 

Lo sciopone del Berluscone

Era un po’ che non mi occupavo di lui, non che mi dispiacesse.
Ma domenica sera i mezzi di informazione si sono prodigati nell’informarmi che l’ex-premier (mi piace così tanto definirlo così che lo ripeto: l’ex-premier) aveva avuto un malore.

In particolare Canale 5 (il TG5, tanto spesso citato come modello di indipendenza) ha dato la notizia e lanciato il servizio; si  è trattato in effetti di qualche minuto di un comizio trasmesso senza sintesi, ma che non ha affatto mostrato il momento in cui il nostro si accasciava, momento che suppongo ai telespettatori -anche quelli meno divertiti di me- attendevano: invece no, dello sciopone nessuna immagine. Quanto tatto! C’entrerà qualcosa col fatto che è una delle sue tv?
Per fortuna Radio Popolare ha operato in senso inverso: non ha trasmesso il comizio ma ha trasmesso una decina di secondi di farfugliamenti e bofonchiamenti che suppongo dovessero registrare il momento topico; l’effetto è stato surreale, ma mi ha compensato del servilismo televisivo.

Comunque mi informa oggi Bondi -o Bonaiuti, non distinguo mai i due pupazzi da ventriloquo- che il capo dell’opposizione starebbe meglio e che ci sarà sabato alla GRANDE manifestazione (ma c’è già stata? No? E allora come lo sanno che sarà grande? L’unico dato certo per ora è che non ci sarà l’UDC!) contro la finanziaria che si occuperà nel 2006 di raccogliere i soldi che Tremonti non è stato capace di raccogliere nel quinquennio precedente, suppongo troppo occupato fra condoni e vendite di patrimonio pubblico mai realizzate.
Insomma, LUI a quella manifestazione ci sarà.

Vorra dire quindi che avrà perso solo gli impegni di pochi giorni, buon per lui. Anche perché uno di questi era presenziare un processo a suo carico, cosa che, non ho dubbi, non vede l’ora di fare appena si sarà rimesso.

Bon. "Finito il pezzo", come dice Maurizio Milani. Adesso lo lascio di nuovo nell’anonimato in cui, prima o poi, spero possa scivolare definitivamente, lui e i suoi malori.

Lo scrutatore non votante

Non cito quasi mai (anzi, forse è la prima volta) testi di canzoni; mi pare troppo strano separarli dalla musica.
Mi sembra però meriti un’eccezione questa canzone, recente ma non troppo, di Samuele Bersani, in cui mi sono imbattuto nuovamente ascoltando Radio Popolare (diolibenedica perché sono fuori dai circuiti delle case discografiche e mettono in onda quello che vogliono, e per una dozzina di altri buoni motivi).
E’ che Bersani è a sua volta un’eccezione, per arguzia e originalità.
Vi propongo le parti a mio giudizio  più felici del testo. Quante delle vostre conoscenze riconoscete in questo "scrutatore non votante"?

Lo scrutatore non votante
è indifferente alla politica
Ci tiene assai a dire “ohissa!”
Ma poi non scende dalla macchina.

È come un ateo praticante
Seduto in chiesa alla domenica
Si mette apposta un po in disparte
Per dissentire dalla predica

[…]

Lo scrutatore non votante
È come un sasso che non rotola
Tiene le mani nelle tasche
E i pugni stretti quando nevica.

Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica

Lo scrutatore non votante
Conserva intatta la sua etica
E dalle droghe si rinfresca
Con una bibita analcolica

Ha collegato la stampante
Ma non spedisce mai una lettera
Si è comperato un mangia-carte
Per sbarazzarsi della verità.

[…]

Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica.
Lo fa svenire un po’ di sangue
Ma poi è per la sedia elettrica.

 

Testo integrale qui.

Figure storiche 14

La cliente ha bisogno di rettificare una comunicazione alla mia banca, urgentemente. Per facilitarla, compilo una richiesta, gliela mando per fax perché lei me la firmi, la invii alla banca sempre per fax e mi faccia avere in seguito l’originale.

Mi manda in copia il fax: ha firmato la richiesta; però ha anche aggiunto una correzione a penna. La parola corretta è "originale".
Leggo cosa avevo scritto io:

"Sarà mia cura farvi pervenire l’orinale… "

Non c’è che dire: la mia è una banca che viene incontro ai bisogni del cliente.

[Comunicazione di servizio, cronologia di Figure Storiche: la n° 13 è all’interno dei commenti alla 12 e se l’è aggiudicata F, che considero ormai una seria minaccia al mio primato di gaffeur.]

Corrierino delle famiglie 08: Guglielmo e Grazia.

Vi parlerò di offese, raccolte non raccolte. (Sottotitolo: Guglielmo e Grazia)

Domenica, durante una passeggiata con amici, conversiamo con Caterina, che ci dice che conosce una persona che abita a Lemna, il borgo montanolacustre dove io e Faffo ci siamo trasferiti da qualche mese.
Caterina ci spiega come a questa persona lei stesse cercando di far individuare Faffo. Le avrebbe detto che abita nel borgo sopra Lemna e che è veterinaria, al che la persona in questione ha mostrato di avere capito.

Caterina: "…e insomma, questa per dimostrarmi di aver capito chi siete mi ha detto…. beh, Sandro, te lo dico, tanto lo so che non sei il tipo che si offende…" (Chi, io? Naaaaa.) "mi fa: Ah, ho capito. Quella dottoressa che divide la casa con quel ragazzo gay tanto simpatico!"
(!)

Io, per quanto stupito, ci penso rapidamente su e considero che mi ha definito simpatico e mi ha anche dato del ragazzo; inoltre, non sono particolarmente omofobo. Concludo quindi che no, non è proprio il caso di offendersi, e ci rido su come fanno gli altri.
Anzi, decido di uscirmene con una battuta.
"Hai capito, tesoro, come ci vedono in paese? Come Will e Grace!"

Lei ci pensa un secondo e risponde:
"Non mi pare. Io non sono una stronza come quella là. Ma soprattutto tu non vesti abbastanza bene per essere gay."
E qui sì, ho deciso di offendermi!

(Snort!)

La legge di Murphy sulla consulenza finanziaria

"Un cretino e i tuoi soldi ci mettono niente ad andare d’accordo."

Ancora bookcrossing.

Il bookcrossing si fa, per chi non lo sapesse, liberando un libro munito di etichetta (o scritta) che spieghi che si è deciso di farlo viaggiare. Si possono usare parecchie formule.

Quella di PbM è piuttosto originale:

QUESTO LIBRO MI HA FATTO SCHIFO
NON LO BRUCIO MA LO ABBANDONO NON TANTO PER LIMITARE LE EMISSIONI DI CO2
(VISTO CHE MORIREMO COMUNQUE TUTTI LO STESSO)
MA PERCHÉ SPERO CHE QUALCUN ALTRO LO LEGGA E SOFFRA QUANTO ME
(O MAGARI DI PIÙ).

Non si può dire che non sia sincero.

Bookcrossing

Per festeggiare l’avvenuta liberazione di migliaia di libri in tutta Italia durante questo weekend (io e Leila, il cane-immagine, abbiamo partecipato a Como) diffondo -e mi chiedo come mai non l’avevo ancora fatto- quello che è diventato una specie di motto ufficiale del forum italiano dei book-corsari.

Sarà l’humor, sarà il disincanto, sarà anche un po’ lo snobismo, ma tutti più o meno ci riconosciamo in questa frase:

"Una risposta a caso non si nega a nessuno."

Mattinata costruttiva.

Riunione a Lodi, ore 10. Nel mio borgo montano, mi alzo alle 6.30; sarà sufficiente?

Tutto bene fino a Como, dove mi attardo sul cappuccino e quasi perdo il treno. Ma lo prendo, e arrivo a Saronno con soli 5 minuti di ritardo, quelli canonici.
Ma la collega Roberta non è lì ad aspettarmi. Cinque minuti dopo mi chiama e mi chiede se "sono già lì". Confermo. "Allora arrivo fra 5 minuti." Mah.
Ovviamente Saronno è intasata.
Insomma, ci immettiamo in autostrada con quei bei venti minuti di ritardo, il navigatore satellitare già ci da in arrivo alle 10.05.

La situazione peggiora in tangenziale a Milano; perdiamo qualche minuto fermi in sosta non autorizzata davanti allo spartitraffico per decidere se fare la Est o la Ovest. Poi prendiamo la seconda. Non so l’altra, ma la nostra si fa a passo d’uomo. Il ritardo aumenta.

Il traffico si fa scorrevole poco prima di Lodi, Roberta pigia finalmente, e si va. Troppo, perché a me pare proprio di vedere l’uscita Lodi sfilare di fianco. Lei incredula. Il navigatore, pochi metri dopo, ci dice che manca un chilometro a Lodi. Infatti ne facciamo tredici, di chilometri, e usciamo a Casalpusterlengo. Il navigatore manco ammette di avere cannato l’uscita, e ci dice di tornare indietro verso Lodi. Così facciamo. 10.55, prevede il navigatore, questo idiota.

Giungiamo alla sospirata meta, l’uscita di Lodi; che è intasata. Non ne sono certo, ma sono sicuro che se fossimo usciti da nord e non da sud l’avremmo trovata libera. Si procede a passo d’uomo, e il navigatore si prende un vaffanculo ad ogni svolta che ci suggerisce.

Vale la pena che vi dica che il parcheggio comunale è al completo? No, già lo sapevate, vero?

Insomma facciamo un trionfale ingresso in aula alle 11.20. Prendo posto, finalmente mi rilasso e alla terza frase mi addormento.
E sogno di non essermi alzato così presto.