Archive for dicembre 2006

Vedo, prevedo, stravedo.

Esprimo pubblicamentele mie previsioni per il 2007, prendete nota.

L’Italia diventerà un paese normale, capace di esprimere una classe politica degna di tutto il bene che pensiamo di noi. Che è tanto.
Il mondo occidentale si renderà di botto conto di consumare oltre il sostenibile, e smetterà di segare la zattera su cui galleggiamo tutti. Impressionato, il resto del mondo lo imiterà.
Il mio mutuo si accorcerà di un anno.

Una su tre, non sarebbe male. Ho fiducia.

Annunci

Beh, grazie!

Giusto giusto sotto Natale, qualcuno di voi sciammannati raminghi della rete è stato il decimillesimo contatto di questo blog.
E’ un bel regalo, non c’è dubbio.
Siccome almeno 9.996 contatti sono miei (controllo spesso di non aver scritto vaccate, e tutte le volte scopro che ho scritto solo quelle), ringrazio anche gli altri tre individui.

Strafalciones.

A pranzo coi colleghi Giovanni e Mauro (sì, loro), in rilassata atmosfera prenatalizia, si è finiti non so come sul discorso "gli strafalcioni linguistici dei manager in riunione". Un classico dell’allegria.
La cosa si è fatta presto competitiva (come sempre, fra commerciali).

Mauro ha sparato il suo meglio, puntando sulla quantità: "Caduto da un melo". "Vengono fuori, prima o poi, i fantasmi dagli armadi." e "Per questo tipo di cose, io ho fiato".

Io però ho estratto un classico del periodo di Segrate (vero, Kurvunza?) che mi ha portato momentaneamente alla testa della classifica: il neo-verbo (sintesi inventata del francesismo glissare e dell’inglese dribblare): "blissare".
"Era una situazione equivoca, per cui ho preferito blissare" accompagnato anche dal gesto della mano che simula uno slalom.

Purtroppo la gloria è stata mia per poco: Giovanni ha calato l’asso. Ha citato infatti il seguente discorso, durante una riunione di un suo vecchio manager.
"Preché, ricordatevi: no pain, no gain. Cioè: se non paghi, non giochi!"
Punto, partita e incontro.

Pochi giorni a natale…

Negli anni 5, 4, 3, 2 e 1 prima di Cristo si intuiva che stava per succedere qualcosa.

Fabio Di Iorio (chiunque sia)

Lasciate che i pargoli vengano a me…

Domenica 17 dicembre, Como.

L’ex-Vescovo Maggiolini (ai più già noto per una dichiarazione conciliante in tema di unioni di fatto: "di questo passo, sposeremo un uomo e un cavallo") ha ricevuto i bambini per parlare loro del Natale.
Visto che c’era, ha pensato bene di chiarire loro che "Babbo Natale non esiste". Comprensibile sconcerto dei pargoli.


Mi sfugge l’urgenza di rovinare a un gruppo di bambini una delle bugie più care della nostra infanzia, e capisco la costernazione espressa dai genitori. Ma mi chiedo cosa si aspettassero.
Davvero non l’avevano capita che quando uno -vescovo, postino o astronauta- è stronzo, rimane stronzo pure a Natale?

Rileviamo che inquiniamo.

Apprendo dalle pagine dedicate alla Lombardia del Corriere della Sera che a Milano esistono 23 "centraline mobili per il rilevamento dell’inquinamento", cioé dei furgoni che portano a spasso per la città gli strumenti per rilevare il grado di inquinamento dell’aria.
Me ne compiacerei, se non fosse che apprendo anche che ne circola solo uno. Gli altri, essendo tutti a benzina per-euro 1, o a gasolio pre-diesel 1, non circolano.
Perché inquinanti.

Che faccio? Mi pongo delle domande? Non so, non sono sicuro di volere avere le risposte.

Fantozzi e la cena aziendale.

Che io non sia destinato a far carriera lo si può dedurre da molte cose, ma ieri sera mi è parso particolarmente lampante.

Perché ieri la segretaria del Direttore mi convoca per le ore 20 -era mezzogiorno- per una cena di ringraziamento della parte più produttiva della rete di promotori, cena a cui evidentemente qualcuno dei più produttivi aveva rinunciato, ed ecco che subentrano le seconde file, che non dicono mai di no; infatti, da bravo elemento di spicco che non disdegna di mettersi in mostra (insomma, leccaculo… solo un po’ dignitoso, via!), mi sono detto disponibile; si sa mai, mi dicono che sia buona politica "farsi vedere".

Infatti, mi faccio vedere.
Devo avere fatto (o confermato) buona impressione, presentandomi ultimo di una trentina, alle 21.15 invece che alle 20, dopo una piccola deviazione in autostrada che mi è costata 140 km extra (no, non ne voglio parlare e non mi costringerete).
Ma soprattutto, credo che la cosa più bella sia stata che, quando col Direttore ho avuto modo di scambiare due parole, la cosa migliore che ho fatto è stato raccontargli la barzelletta della "mucca che interrompe". Praticamente l’ho allibito.

E la cosa buffa è che al ritorno ero tutto contento, mi ero divertito. Probabilmente la carriera non è così importante.