Figure storiche 16: i formaggi.

Gennaio 2007-01-15
 
Formaggi.
 
Questa si perde nella notte dei tempi, e la mia unica giustificazione è la mia giovane età di allora. Il mio biografo, ne sono certo, la considererà come la prima manifestazione della mia peculiare forma di genio, che consiste nel tendere al disastro partendo da situazioni che tutti gli altri affrontano senza alcuna fatica.
Diciamo ce avevo quindici anni. A quindici guidavo già il motorino? No, forse sedici. Aspetta, ma i miei abitavano già alla Cipressina, non più alla Ghinghia (dare dei nomi pirla alle case in cui abbiamo abitato è stato da sempre un marchio di famiglia); il che è avvenuto dopo l’estate del 1981, che ho passato in Canada. 1982, diciassette, quindi. (Dio, che vergogna!)
Ok, ma non ero maggiorenne. Almeno quello.
 
Dunque, estate: a Finale Ligure si tiene il mercato del giovedì. Mia madre, un vero talento da bancarella, aveva la capacità di selezionare ambulanti simpatici e onesti, nella misura in cui io ho la facilità a trovarne di simpatici e ladri. Quel giovedì lei non scende al mare, io sì, figuriamoci; c’era la tedesca di turno che forse sarebbe apparsa in spiaggia e io l’avrei vista passare, quindi era un giorno impedibile: così si ragiona a quell’età.
Così, mammina mi fa il bigliettino e si raccomanda di passare dalla bancarella dei salumi e dei formaggi.
 
Ora, mia madre aveva un modo particolare di scrivere la “h”. Sembrava una “k”.
(Iniziate a intuire, vero? No? Proseguo.)
Insomma, com’è come non è, secondo me mia madre voleva 3 chili di crescenza, 6 chili di grana e 6 chili di taleggio. Non sei hg, sei kg. Così, secondo me, recitava il bigliettino.
QUINDICI CHILI DI FORMAGGIO!!!
L’ambulante, a onor del vero, rimase un tantino perplesso, e obiettò che era un bel po’ di formaggio. Ci pensai su, e conclusi che mamma si era messa d’accordo con le amiche della spiaggia e lo stava comprando anche per loro, una gentilezza che era da lei.
Quando l’ambulante mi passò il primo sacchetto devo dire che la cosa mi parve esagerata, lo ammetto; ma tutto quello che riuscii a concludere era che mia madre si approfittava di me, e che era un po’ irresponsabile a farmi viaggiare con due borse così pesanti appese ai due lati del motorino.
Neppure il fatto che i soldi messimi a disposizione dalla genitrice non bastassero mi indusse in sospetto più di tanto. In quanto cliente fedele e di lunga data, lei aveva credito illimitato; e non credo sia parso vero al negoziante di incassare una vendita tanto pingue, per quanto a pagamento posticipato. Credo di ricordare di avere ottenuto uno sconto sontuoso.
 
Insomma, quando arrivai a casa e comunicai a mia madre che era l’ultima volta che le facevo la spesa se intendeva caricarmi come un mulo, e cacchio almeno i soldi potevi darmeli giusti, lei mi guardò presagendo il disastro, e con sguardo carico di orrore e mi vide posare sul tavolo, con gesto polemicamente forzato, due sacchetti enormi dai quali proveniva un inequivocabile olezzo di formaggio in quantità esagerata.
Posso solo descrivere i dieci minuti che seguirono con le parole “strepiti, incredulità, recriminazione e ancora strepiti”.
 
Come andò a finire, è presto detto. Il debito fu onorato il giovedì successivo, e per quanto risentita la mia equa madre non si rivalse neppure sulla mia paga da lavoro estivo, visto che il formaggio nutrì a lungo la famiglia.
In particolare, la crescenza incontrò il proprio destino in una serie di risotti dove praticamente sostituì l’acqua di cottura, con gioia di noi tutti, grandi forchette da generazioni.
Il grana finì in freezer occupandolo totalmente, e, dato che era il formaggio più costoso ma che così non andava a male, era come avere messo in cassaforte un bene prezioso.
E’ il taleggio, i sei chili di taleggio, che ricordo con orrore. Mangiai una serie infinita di panini al taleggio, taleggio coi pomodori, taleggio con le patate, taleggio con le zucchine, taleggio a forconate direttamente in bocca. Non finiva mai.
Per anni, in seguito, non volli più vederlo.
Ora ho recuperato il gusto e la passione per quello squisito formaggio, ma a tutt’oggi non so guardarne una fetta abbondante senza provare la voglia di fuggire dalla stanza. Me lo devono servire a fette piccole.
 
Mamma, dovunque tu sia, voglio dirti questo: scrivevi delle gran brutte “h”, però!

16 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on gennaio 19, 2007 at 1:57 pm

    Tutti da me per una taleggiata.
    Ora incaricherò Sandro, di fronte a me, di comprarne 15 KG.
    No, stavolta non potrà sonfondersi, forse.

    mcomeamore

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  2. Posted by silviam on gennaio 19, 2007 at 1:59 pm

    Interessante il “trauma da formaggio” 😉

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  3. Posted by MenteInutile on gennaio 19, 2007 at 2:01 pm

    Parmigiano reggiano, senza compromessi.

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  4. Posted by felosial on gennaio 19, 2007 at 2:07 pm

    Beh per me è incredibile che tu non abbia la nausea solo a gurdarlo il taleggio…

    Rispondi

  5. Posted by anonimo on gennaio 19, 2007 at 2:49 pm

    Finalmente è arrivato il giorno in cui posso dire, con orgoglio, “Io c’ero”, e con questo aggiungere un prezioso cameo al bottino della mia vita. A quando “Il pulcino: vita e (improvvisa) morte”?

    Rispondi

  6. Posted by Xantro on gennaio 19, 2007 at 2:50 pm

    Bastardo, anonimo.

    Rispondi

  7. Posted by lascar on gennaio 19, 2007 at 4:29 pm

    E’ scientificamente provato che si possa diventare tossicodipendenti di formaggio.
    E’ quello che è successo?

    Rispondi

  8. Posted by anonimo on gennaio 19, 2007 at 6:50 pm

    ahahahaha… =D
    bellissima!!


    ah..ma è una storia vera?
    =P
    Chikiadorailtaleggio

    Rispondi

  9. Posted by anonimo on gennaio 20, 2007 at 3:02 am

    Sei proprio una testa di Ghinghia.

    Mi sembra rischioso chiedergli 15 chili di formaggio.
    Capace di prensentarsi con un autoarticolato pieno di taleggio strepitando che e’ l’ultima volta che accetta di comprare 15 tonnellate di taleggio per la taleggiata.
    Iorek

    PS: a gran voce PULCINO! PULCINO!

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  10. Posted by Capocchia on gennaio 22, 2007 at 7:32 am

    Dai, su, forza, e adesso vada di PULCINO!!!!!!!! Te la sei voluta…..hahahahahahaha, io non c’ero, ma la so……..

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  11. Posted by anonimo on gennaio 22, 2007 at 8:37 am

    amarcord.
    Prima volta a Londra. Grandi magazzini “Fortnum & Mason” – avevo la fissa del the, la visita era un “must”. Verso uno dei piani alti c’e’ il reparto dei “pout-pourri” di erbe e fiori secchi per aromatizzare gli ambienti. Era effettivamente buonissimo, e decidiamo l’acquisto. Quando ne e chiedo “one pound” la commessa mi guarda strano e mi chiede se ne voglio davvero “one pound”. Si si’, certo, ne voglio proprio una libbra! La ragazza si arma di due enormi buste e comincia a riempirle.
    Oh-oh.
    Il dio dei turisti m’illumina – una libbra di fiori ed erbe secche e’ un quantitativo spropositato – e mi suggerisce la soluzione. Tra stridii di unghie su tutti i vetri del salone, esclamo:”One pound: one hundred pence!”.
    La commessa mi guarda malissimo, e mette via i sacchetti.
    Come vedi, non sei l’unico pirla.
    E io avevo trent’anni…

    Rispondi

  12. Posted by anonimo on gennaio 22, 2007 at 8:38 am

    il pirla di cui sopra si chiama -gRg-, eh!

    Rispondi

  13. Posted by Xantro on gennaio 22, 2007 at 12:11 pm

    -gRg- sei l’unico che mi capisce. Sono tutto un misto di lacrime di commozione e dal gran ridere.

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  14. Posted by mizzy on gennaio 25, 2007 at 9:14 am

    era da un po’ che mancavo da queste parti e… dveo dire che tornarci… mi illumina sempre la giornata con sontuose risate!!!! 😀 grazie Xantro! 😀

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  15. Posted by MarkoBros on febbraio 1, 2007 at 10:24 pm

    Qualcuno pensa che posso chiedere un’indennità? Sì, lo so che posso chiedela per il solo fatto di essere suo fratello, ma io intendevo dire per il formaggio che mi ha costretto a mangiare…

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  16. Posted by Xantro on febbraio 2, 2007 at 1:14 pm

    Dovevate assicurarvi, voi familiari; adesso sono lacrime di coccodrillo.
    Fossi in te, però, ci penserei per tuo figlio Matteo, l’orgoglio di suo zio.

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