Archive for febbraio 2007

In attesa della risoluzione della crisi.

Comunque si risolva questa crisi di governo, ho maturato una risoluzione: vendere, ad un paese che non sia la Francia (se no devo rosicare per i mondiali per altri tre anni), il terreno su cui sorge casa mia, col patto che ne facciano un’ambasciata.
Diventando così zona extraterritoriale risiederei fuori dall’Italia, potrei iniziare a guardarvi e prendervi per il culo per la vostra classe politica, e riderei di un paese che non sia il mio.
Ma continuererei a mangiar bene.

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Due dati, PRIMA di ragionare.

Ieri è successo un casino. In parlamento, dico.

Oggi, si è scatenata una ridda di commenti; ai quali non aggiungerò, per ora, il mio (semmai leggete il commento di Michele Serra, lo sottoscrivo in pieno). Questo perché mi pare che, se i giornalisti fanno il lavoro dei blogger, i bloggerz dovranno fare quello dei giornalisti, che consiste in primis nel fornire dei dati su cui ragionare.
POI viene il commento.

E i dati sono questi:

  • Due coglioni comunistissimi hanno votato contro la politica estera del governo nelle cui file erano stati eletti, "in piena sindrome da autoreferenzialità" (come si è efficacemente espresso un redattore di Radiopopolare, ieri). 158 contro 160 voti necessari, tutti a casa.
  • Tuttavia, anche se i due avessero avuto la buona idea di buttarsi sotto un tram, o addirittura di sostenere il loro governo (dico per dire, eh), comunque il governo non avrebbe avuto la forza di far passare la mozione. E questo perché ci sarebbero stati due votanti in più e il quorum sarebbe salito a 161.

Quindi, qualcosa di diverso dalla pirlata dei comunistissimi è successo. Andiamo allora a vedere, rispetto alla pur risicata maggioranza di cui finora il centrosinistra ha goduto fino a ieri, quali altri voti mancassero.

  • Manca da tempo, anzi gioca per l’altra squadra, il senatore De Gregorio; eletto con l’Italia dei Valori, da quando ha ottenuto i voti di appoggio di AN per diventare presidente della Commissione parlamentare Difesa vota sistematicamente con loro. Decida il lettore se si tratta di un uomo tormentato, o di un politico venduto.
  • Senatore a vita 1 : a casa con la febbre Scalfaro, non si presenta e non vota.
  • Senatore a vita 2: Andreotti c’è, e stranamente si astiene su una posizione di politica estera che non dovrebbe avere problemi ad appoggiare. Fa salire il quorum e fa mancare il voto.
  • Senatore a vita 3: si presenta -per la seconda volta dopo il voto iniziale di fidicia al governo dell’anno scorso- il senatore Pininfarina. Pure lui, astenuto.
  • Senatore a vita 4 (e meno male che erano tutti di sinistra): Cossiga. Vota contro.
  • Altro Senatore in bilico: Pallaro, l’indipendente sudamericano. Vota contro.

Ecco, questo è quello che è successo.
Adesso, se mi passa l’incazzatura, cercherò di ragionarci sopra.

SMicheleS 01

Purtroppo il sito che si occupava di rendere noti al mondo i profondi pensieri di Michele -un uomo che ha deciso di illuminare il mondo, ma siccome è schivo (seh!) lo fa via SMS- è inattivo da tempo.
Di Michele e dei suoi SMS (un esempio; un altro) ho già parlato tempo fa; vi basti sapere che è il tipo di persona affascinato dal mondo, dalla gente, da sé stesso, dall’idiozia degli ultimi due. Come me.
Mi incarico quindi io di raccogliere io la sfida di divulgare cotanto senno, facendone una rubrica fissa.
 
Zufolando una sambetta entro al Consolato del Brasile, l’uomo alla reception vede il Loden e mi dice: "o Consulao austriaco è ciu avvanti". Spiego il problema, mi da un numerino e mi fa accomodare in una stanza con persone dei tre sessi. Se parte un trenino samba son finito.
 

Autorizziamo, autorizziamo…

Girano per Milano camioncini pubblicitari.
Cioè camioncini (e camion) che non trasportano altro che una struttura verticale su cui viene affisso un manifesto pubblicitario che, trasportato dal suddetto mezzo, girerà per la città per farsi notare. Geniale.
 
Dato che sicuramente questo tipo di affissioni, come ogni altra, ha bisogno di un’autorizzazione, mi chiedo quale essenziale funzione si ritiene che questi mezzi svolgano, nel momento in cui li si autorizza.
Facciamo qualche ipotesi:
  • Più traffico; la circolazione è troppo fluida, si va via come razzi.
  • Più inquinamento; ultimamente si è rilevato presenza di ossigeno, occorre vigilare.
  • Più pubblicità; in città c’è una grave carenza di manifesti, vi sono interi tratti, magari anche di tre metri, senza uno straccio di uno sponsor, un advertizer, un qualsiasi board.
 
(Scusate, qualche volta dimentico che siamo in ambito di libero mercato, e che questo autorizza qualsiasi idiozia, anche quelle dannose. Ma lo sapete, che sono distratto, no?)
 

Comunishti!!!

Beppe Severgnini risponde, sul Corriere di ieri, ad un lettore italo-americano, che gli chiede se non siano la stessa cosa le Brigate Rosse e Rifondazione Comunista, visto che intendono instaurare un regime comunista, e aggiunge: “da noi si dice: se sembra un’oca, cammina come un’oca starnazza come un’oca, deve essere un’oca.”
 
Rispondo: la differenza c’è, la sua oca è un’anatra (e non starnazza, esprime un’opinione). Rifondazione e Comunisti Italiani vogliono affermarsi con metodi democratici. I due partiti non intendono introdurre un regime comunista (certo, viene da chiedersi perché insistano a chiamarsi “comunisti”. Ma la domanda è troppo banale, in un paese sofisticato come il nostro).
 

Beppe, sei un grande.

Figure storiche 17: prenotazioni.

Inizio a preoccuparmi: queste neppure le ricordavo.
Me le hanno rammentate (cari!) i mondaypals, qualche sabato sera fa, a cena. Nel caso ve lo chiedeste, sì, confermo la veridicità di entrambi gli episodi, che riguardano cene da me prenotate.
 
Prima prenotazione: ristorante eritreo.
Ce li ho voluti portare perché era il mio compleanno, e a me piace mangiare lo zighinì con le mani, e pure il cuscus. I ristoranti eritrei a Milano sono tutti dalle parti di Porta Venezia, concentrati nelle trasversali dell’ultimo tratto di corso Buenos Aires, quindi ho aperto le pagine gialle e puntato il dito su uno. Preso il telefono, prenoto per il gruppo,anticipando che voglio il cuscus. Specifico quanti siamo.
Arriva la sera, tutti al ristorante eritreo; entro, mi chiedono quanti siamo (mah!), ci fanno sedere. Al momento degli ordini, risulta che non c’è cuscus, avremmo dovuto avvertire al momento della prenotazione; ma io ho avvertito! –protesto. No, signore, non aveva avvertito, -mi spiegano con ferma gentilezza. Ma come no, sono stato chiaro quando ho prenotato– insisto. Signore, non avevate nessuna prenotazione, qui –mi informano.
Non era quello, il ristorante; probabilmente, dall’altra parte della strada, nello stesso momento un altro ristoratore guardava, mesto, il suo cuscus avanzato, e malediceva il mio nome in eritreo.
 
Seconda prenotazione: ristorante messicano.
Non ricordo cosa dovessimo festeggiare, fatto sta che ricade ancora su di me (oh, ma saranno incauti, i miei amici!) l’onere di prenotare allo Star Saloon. Va bene. C’è da dire che io e i miei pals troviamo che quello sia uno dei pochi messicani a Milano a prezzo commisurato alla qualità. Ci piace quello lì, insomma.
Si raccomandano, mi sollecitano, insistono con largo anticipo. Io dico di sì e penso: che sarà mai, manca ancora tanto di quel tempo…
Infatti, l’ultimo giorno mi decido a chiamare. Vorrei prenotare per 14, dico. Mi spiace, non c’è posto -mi rispondono- abbiamo già una prenotazione con un gruppo altrettanto numeroso, e per un’altra tavolata così non c’è spazio. Ma come, ma cazzo, ma insomma… -protesto debolmente.
Rassegnato telefono a Barabba, per comunicargli che occorre cambiare posto. Lui ovviamente è incredulo: ma come, te l’abbiamo detto di prenotare in anticipo, ma cazzo, ma dai. Poi mi dice che prova lui a chiamarli, ha non ricordo più quale conoscenza fra i lavoranti dello Star e spera che ci trovino un angolo. Gli spiego che non è possibile, che anch’io ci avevo provato, ma lui non si rassegna.
Mi richiama qualche minuto dopo, è più che di buon umore: è divertito. Tutto a posto. Ah, senti un po’, pirla, quanti hai detto che erano quelli che avevano prenotato? Rispondo sicuro: 14, come noi. Già, fa lui, guarda caso: perché vedi, SIAMO NOI. Avevi già prenotato la settimana prima. L’altra prenotazione era a tuo nome.
Insomma, viene fuori che avevo davvero prenotato con largo anticipo; poi (comprensibilmente dimentico di una cosa che davvero non è da me) stavo tentando di prenotare una seconda volta. Per fortuna spazio non ce n’era, tremo all’idea di cosa sarebbe successo se ce ne fosse stato: una lunga tavolata vuota accanto alla nostra, sotto il mio mesto e colpevole sguardo, tutta sera.
 
Da anni si è quindi tacitamente stabilito che non prenoto più io, coi mondaypals. Infatti, non abbiamo più avuto problemi. Dico, ci voleva tanto?
 

Messaggio trasversale…

… alla mia adorata compagna.

"Le donne provano un impulso irresistibile a rotare la mobilia settimanalmente.
Fosse per gli uomini, i mobili sarebbero ancora nell’esatta posizione in cui erano nell’antica Grecia."

Dave Barry.

(Se non si fosse capito, tesoro: la pavimentazione della cucina rimane com’è fino alla fine del millennio, o alla scomparsa della mafia in Italia, dipende da quale dei due arrivi DOPO. Puoi spostare una sedia dalla cucina a dove vuoi tu. Buon anniversario, bciù bciù.)