Archive for marzo 2007

Corrierino delle famiglie 09.

Mi dice che il quadro che dobbiamo ancora decidere dove appendere -e questo sarebbe indice dalla mia scarsa sensibilità in materia di arte- "è di pregio, ignorante, è una litografia di Dalì numerata in edizione limitata."
Mi informo allora se abbia un valore.
"Eccome se ce l’ha, bestia, l’ha comprato mia madre quando Dalì era ancora vivo, non ricordo bene gli anni ma era ancora vivo anche Gattuso."

Il mediano campione del mondo della nazionale pittori, suppongo.
Artista quanto mai polivalente
.

Intolleranza 05: il ciclista contromano.

Sia detto come premessa: sono grato al ciclista urbano. Ogni ciclista che gira è un mezzo inquinante e ingombrante in meno in circolazione, e nel caso il ciclista non possieda neppure l’auto anche un parcheggio libero. Dirò di più, sono favorevole all’estensione delle piste ciclabili, anche a scapito di parcheggi e di marciapiedi (che poi sono la stessa cosa, almeno a Milano).
Anzi, andrei oltre: come si fa con la caccia, dichiariamo il ciclista urbano specie protetta! Nutriamolo, facciamolo riprodurre e proibiamo il suo abbattimento.
Salvo che nelle riserve, dove sarà possibile investirlo: cioè, i sensi unici imboccati al contrario.
Chi, fra gli automobilisti, non fa pratica quotidiana dell’esperienza di imboccare un senso unico e vedersi venire incontro un pedalatore con la faccia tipica dello gnorri che punta deciso verso di voi con l’aria di dire “Beh? Che guardi? Non ci passi?”
A costoro vorrei indirizzare un paio di mature e moderate riflessioni.
I sensi unici a Milano sono unici per un motivo preciso: che sono stretti. Ora, è chiaro che se tengo d’occhio il ciclista, alla fine ci riesco ad evitarlo; ma mi chiedo: perché dovrei?
Voglio dire, anche il pedone che si  fosse stancato del marciapiede e passeggiasse in strada si può evitare: però il pedone questo non se lo aspetta, e non lo reclama come diritto.
Anche lo scooter contromano lo posso, volendo, evitare; ma, salvo qualche consegnatore di pizza (credo si tratti di uno sport estremo, più che di un lavoro) gli scooter viaggiano nel senso di marcia opportuno.
Il ciclista no: come un salmone urbano, risale la corrente con l’aria felice di avere trovato una via meno trafficata delle altre. Certo che è meno trafficata, imbecille: perché c’è un solo senso di marcia, ed è quello opposto!
Caro salmone a pedali, sappi questo: quando io -automobilista prepotente e frettoloso (se non lo fossi, andrei anch’io in bici, no?) imbocco un senso unico, magari stretto stretto, o reso tale dal parcheggio di altre auto, non è che la mia mente si svaga e non ho altro a cui rivolgere l’attenzione. Devo ancora tenere d’occhio alcune cose: i passi carrai da cui può uscire qualcuno; sportelli di auto che si aprono senza preavviso (altra bella categoria); cani e bambini che non vedono l’ora di abbandonare di scatto il marciapiede; furgoni bianchi che dalla tripla fila dove hanno parcheggiato partono senza il preavviso di una freccia; e, non ultimo, il prossimo incrocio, nel caso che io e te, in una città di tre milioni di abitanti, non siamo gli unici due per strada.
Perché mai dovrei, invece, concentrare la mia attenzione su di te?
Perché a te schifa di imboccare la parallela, quella che va nel senso giusto? Perché ti ritieni sottile come una cotoletta? Perché posso senz’altro contare sul fatto che -nonostante tu sia stato così idiota da imboccare la strada contromano e nonostante fino a dieci metri dall’impatto tu pedali giocondo in mezzo alla carreggiata- all’ultimo momento saggiamente ti scanserai e potrò così evitare l’impatto?
Quindi, mi rivolgo a voi automobilisti: siate gentili coi pedalatori contromano. Insegnate loro che sbagliano e riaccompagnateli all’inizio della via che dovevano imboccare; sul cofano della vostra auto, magari.
Io dico che così capiranno.
Chi si impegna a stirarne uno per educarne cento? O anche solo a stirarne uno per vendicarsi di cento? O a stirane uno per il gusto di farlo (eccheccazzi, e il valore dell’intrattenimento dove lo mettiamo?) ?
  • Io, strano che non l’abbia già fatto.
  • Mia suocera (idealmente), che invece l’ha fatto davvero.
  • Kamamuri condivide solo la premessa, ma io lo conto lo stesso perché sono scorretto.
  • ll, risoluta e violenta come ci piace a noi.
  • Ale, che cita episodi incredibbili.
  • Lascar, che a lui le polemiche ci piacciono
  • LaBabi(na), che neppure sopporta quelli della domenica sul lago.
  • Lizzyblack, anche da fuori Milano.
  • Alliandre, minacciosissima.
  • Razza75, che estende l’odio agli scooter.

(P. S. Mi rendo conto che non si possano trattare i ciclisti come i moschini; infatti, per grattarli via dal paraurti conviene che usiate un prodotto detergente specifico e una paglietta non abrasiva. Poi telefonate ai parenti, per dir loro quanto era scemo il ciclista. Vi diranno che lo sapevano già, ne sono convinto.)

 

 

SMicheleS 02

Un quotidiano mi informa circa una nuova figura professionale: Ragazza Immagine su Yacht di Lusso. Domani cercherò in quale declaratoria di CCLN son ricomprese tali mansioni.

Poi mi venite a dire del calcio

Mondiali di crickett in Jamaica.

L’Irlanda batte la superfavorita, il Pakistan, 133 a 132.

La sera stessa, dopo immaginabili bagordi, il presidente della confederazione irlandese schiatta, stroncato da infarto.
L’allenatore del Pakistan viene a sua volta trovato morto: strangolato.

Per essere uno sport di una noia mortale, non c’è male.

Borat, un’indagine sugli Stati Uniti d’America a favore della gloriosa nazione del Kahzakistan

Borat sta acquistando un’auto usata.
“Vede, quando io sposato mia moglie, lei bravissima, lavora nei campi, cucina anche, anche bela vazina. Poi dopo due anni, quando lei ha quindici, lei non lavora più bene, e sua vazina tutta slabbrata, pende come manica di abito di mago. Come io sicuro che questo non succede a mia macchina?”
Avete anche bisogno della recensione? A me pare del tutto superflua.

Utenze dell’altro mondo.

Il mio amico G. racconta di avere dovuto contattare la Telecom, poiché questa spettabile società continua ad addebitare alla nonna -ahimé scomparsa il 3 gennaio di quest’anno- regolare bolletta.

G. "Ma scusi, vi ho già scritto tre raccomandate, vi ho inviato il certificato di morte, cos’altro bisogna fare?"
Operatore: "Mah, non so, magari a noi non risulta…"
G. "E cosa vi risulta? Può prendere in mano la pratica, perfavore?"
Op. "Ecco qui….. ecco la pratica: c’è scritto in lavorazione."
G. "Beh, alla buon’ora, dopo tre mesi…"
Op."No, beh, aspetti…"
G. "Cosa?"
OP. "Hm. Qui c’è scritto che è in lavorazione per l’attivazione dell’ADSL…"

A G. non risulta che la nonna fosse interessata all’ADSL, da viva. Chissà, forse ha cambiato idea. Potenza della Telecom.

Giochino da auto in colonna.

Durante il weekend siamo in viaggio; calcolati bene tempo atmosferico, presumibile comportamento dell’autista medio e flussi migratori domenicali, ci mettiamo in strada esattamente all’ora che ci consente di imbottigliarci in una infinita colonna che a metà marzo non ha alcuna spiegazione.
Dobbiamo per forza ricorrere al giochino passatempo.
Stavolta ce ne siamo inventati uno che vogliamo condividere, perché siamo convinti che porterebbe grande giovamento a chi come noi fosse annoiato, imbottigliato e stupido.
L’abbiamo chiamato “rinomina il film”.
Il presupposto è che il titolo originale non dice mai davvero com’è il film; quindi uno rinomina un film famoso con un titolo terra terra, e l’altro deve indovinare.
Regola: all’indovinatore è concesso un qualsiasi numero di domande, ma il titolatore risponderà solo sì o no.
Bello, perché dopo un po’ si diventa perfidi.
 
Ve ne propongo qualcuno, pensateci su prima di selezionare l’area celeste e scoprire la risposta.
 
“Che viaggio di merda, ma non lo dico ai miei amici perché se no mi mollano qui.”
(Il signore degli anelli. )
X.
 
“Non fare cazzate quando hai il diabete”
(Fiori d’acciaio)
F.
 
“Faccio un lavoro del cazzo, adesso ho conosciuto una tipa, ma non so…”
(Blade Runner)
X.
“Lei è ricca, lui povero e come al solito lo piglia nel culo”
Titanic
F.
“Dovevo proprio venire in questo hotel? Son dietro a diventar pazzo!”
(Shining)
X.
 
“Ad andare in giro senza documenti si fanno incontri interessanti”
(Lilli e il vagabondo)
F.
  
“Dopo anni passati in mezzo alle pecore, mi sta bene pure questa poveraccia"
(Lezioni di piano)
X.
“Usa cosmetici inadeguati, ma ci piace un sacco lo stesso.”
(Tutti pazzi per Mary)
F. (!!!)
 
 
 

Pensieri bucolici.

Nel weekend la mia adorata fidanzata ha deciso di valorizzare le mie propensioni intellettuali e mi ha affidato un compito che esaltasse la finezza delle mie attitudini: zappare.
Così, ho passato alcune ore nell’orto, a strappare pervicaci radici e spargere abbondante e appiccicaticcia merda, uno spasso. Uno spasso che tra l’altro dura pure a lungo, sicché mi ha dato modo di pensare.
 
In particolare, pensavo ad un cliché dei film noir; lei, una biondina di quarantatre chili, ha appena ucciso il marito traditore/l’amante impazzito/l’assicuratore insistente, insomma un uomo che meritava di morire. Lo trascina in giardino, afferra una vanga e in dieci minuti scava una buca e vi seppellisce il cadavere, concludendo l’operazione due minuti prima che arrivi una coppia di ottusi poliziotti, richiamati da vicini che di farsi i cazzi loro non ne vogliono sapere. Generalmente mentre i tutori dell’ordine fanno domande, praticamente coi piedi sulla tomba appena scavata, arriva un cane e inizia a scavare la terra fresca, la biondina fa delle facce che da sole basterebbero a condannarla alla sedia elettrica e ciò nonostante i pulotti se ne vanno raccomandando attenzione, anzi magari lasciano un biglietto: “mi chiami, se sente qualcosa di strano”.
 
Beh, dopo due ore di zappaggio avevo sudato come un bove, mi ero procurato un callo grosso come un’albicocca e mi ero sporcato come un minatore; alla fine avevo scavato un appezzamento largo come una tovaglia da tavola e profondo sì e no una spanna, e pensavo alla biondina di quarantatre chili che in dieci minuti scavava e ricopriva una buca profonda abbastanza da seppellirvi un corpulento cinquantenne con toupet e tutto, per presentarsi al colloquio con la polizia pulita, pettinata e vagamente attraente.
 
E voglio ora condividere con voi il mio profondo pensiero: “Ma vaaaaaaaaaaaaffanculo, va’!”

I segreti delle montagne che spezzano il groppone.

Allora, ma cosa volete ancora da me, eh? Vi do informazione, analisi politica, citazioni quasi sempre autentiche, humor e soprattutto vi racconto le cazzate che combino. Ma non vi basta mai?
Cosa volete, ancora?
Le recensioni cinematografiche, magari?
EH?

Va bene.

I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN. (Sky, ieri sera).
Due ragazzi-mucca si annoiano a guardare le pecore. Dei ragazzi-pecora, quindi.
Fatto sta che si annoiano, quindi decidono di sgorillarsi. E ci prendono gusto.
Poi si separano. Ma ogni tanto si rivedono, sempre sulle Montagne che ti Spezzano il Groppone (e ti credo). Nel frattempo fanno figli e illudono donne. In totale, non pare si divertano più di quando guardavano le pecore.
Finisce nella cupezza più grigia, lasciando aperta una domanda: ma perché cazzo li chiamano "gay", allora?

Morale del film: se Dolce e Gabbana volessero togliersi dai maroni, il Wyoming è grande.

Giudizio: ssseh, beh, vedetelo pure.

 

 

Buoni e cattivi

Così, Prodi ritorna in sella. Quando ne ho avuto certezza, ieri, col sospiro di sollievo che ho emesso ho fatto sbandare l’auto e incrinare il parabrezza dall’interno.
Quindi non rivedremo, almeno non subito, il portatore nano di democrazia, e questo è già di per sé bello. Ma non è di questo che volevo parlare.
Volevo invece tornare su chi ha fatto cosa, vedi post “Due dati, PRIMA di ragionare”.
 
Che la sinistra estrema –estremamente irresponsabile, per l’esattezza- abbia scatenato una gazzarra insensata è, mi pare, fuori di dubbio. I due senatori imbecilli sono la punta di un iceberg di mesi di rimostranze, distinguo, prese di posizione e manifestazioni di piazza che hanno perlomeno diviso le opinioni a sinistra; bene bene, ma proprio bene, a questa maggioranza non hanno fatto.
 
Ma a far mancare i voti, e anche questo mi pare evidente, sono stati altri. Andreotti e il suo pupazzo da ventriloquo Pallaro, Pininfarina, Cossiga. E di fatto pure Scalfaro. Tutti fermamente schierati contro i Dico, secondo le indicazioni del Vaticano (se non è ingerenza far cadere un governo, mi chiedo se potremo parlare di ingerenza solo in caso le guardie svizzere prendano in ostaggio Bertinotti con le alabarde. Potremo, almeno allora?)
 
Dei convulsi scorsi giorni, voglio ricordare fra le tante un paio di prese di posizione: ricordo Prodi che impone (voi chiamatelo pure Mortadella, ma a me pare uno con le palle, politicamente parlando) una linea di condotta in dodici punti programmatici, da cui –toh, guarda caso- mancano i Dico.
Ricordo Rifo e Comunisti vari, spaventatissimi dalla conseguenza delle proprie posizioni e rincorsi coi forconi da buona parte della base, correre a giurare che va bene, per carità, come no, siamo d’accordo su tutti i dodici punti, basta che si continui a governare. Rendiamo il Veneto intero un’unica base americana e traforiamolo per farci passare la TAV utilizzando lavoratori a termine, dove dobbiamo firmare?
Nelle stesse ore, invece, Mastellone, a crisi aperta, gongolava per la sconfitta dei Dico (la Binetti ha ringraziato il Signore, pare lui abbia risposto “Ah, certo… certo, di niente, ma tu chi saresti?”); ma soprattutto poneva condizioni per la partecipazione al Prodi Bis, incurante della prospettiva di una fine dell’esperienza di governo, o allettato dalla prospettiva della prosecuzione di un governo con Casini e vari, vedete voi. Insomma, ricattava.
Ci sono buoni, per quanto casinisti e a tratti irresponsabili, e ci sono cattivi, per quanto composti. A me piace sempre rimarcare le differenze.
 
Aggiungo che Andreotti ha tutta la libertà di non votare un provvedimento che per convinzioni personali o divine (lui è convinto che le due cose coincidano) non lo trova d’accordo. Ma dovrebbe, per correttezza istituzionale e parlamentare, attendere di esprimere quel voto nelle sedi e nel momento opportuno, che è solo ed esclusivamente il dibattito parlamentare sui Dico, laddove se la maggioranza trova i voti bene, se no non se ne fa niente.
Quello che è successo, invece, è che lui e alcuni altri senatori a vita di area cattolica hanno sfruttato la caciara di un gruppo di confusi e velleitari comunisti pirla per ottenere scopi politici al di fuori delle sedi e delle modalità proprie di un civile confronto democratico. Hanno ricattato un governo in difficoltà con opportunismo e cinismo.
Non so voi, ma a me cinquant’anni di controllo della politica di un paese pare che bastino.
 
Non è un reato, sia chiaro.
Ma quando -fra qualche tempo, posato il polverone- si ricorderanno questi giorni come “quelli in cui la sinistra estrema ha rischiato di affossare la sinistra di governo”, beh, ricordatevi dell’opinione di un pirla che ha l’abitudine di pensare con la sua testa: questi sono stati invero i giorni in cui, dietro il paravento di due imbecilli e di una manifestazione, i soliti noti hanno fatto perdere all’Italia l’ennesima occasione di essere un paese laico.
 
Concludo auspicando che il mandato in Senato di Andreotti giunga presto a termine.
Sì, lo so che è a vita. Appunto.
Neppure il mio auspicio è un reato, che io sappia.
 

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