Cellulite.

“Il 98% delle donne ha la cellulite: combatterla è un suicidio statistico collettivo. Avrebbe più senso che quel 2% di stupide sgallettate si facesse impiantare un chilo di arance sottochiappa invece di stare a impazzire noialtre tutta la vita.
[…]
La cellulite è come la mafia. Non esiste. Se la sono inventata dal niente. O meglio, c’è sempre stata, ma, guarda un po’, per dieci milioni di anni non ha mai dato fastidio a nessuno. E’ come se domani decidessero di dare un nome alle venuzze dell’occhio, chiamandole, chessò, fluppolite, e convincessero tre miliardi e mezzo di persone a scavarsi le orbite. La fobia per la cellulite è una fobia tutta mentale che si trasmette attraverso i giornali e la tivù. E’ una truffa a tutti gli effetti: connota negativamente una parte del nostro corpo, in sé neutra, come le tette, i capelli, le ciglia, al fine di spingere all’acquisto di nuovi prodotti che prima non avrebbero avuto mercato. Si tratta in altre parole di ingenerare artificialmente un bisogno per poi vendere le pappe puzzolenti atte a soddisfarlo.
La cellulite non è dunque il risultato di una cattiva alimentazione, come vogliono farci credere, è il risultato di qualche dozzina di noiose riunioni del reparto marketing. L’infondatezza della guerra contro la buccia d’arancia è provata dal fatto che, se strizzi la coscia di mia cugina di dieci anni, la buccia è già lì. Mi si obietterà che la povera cuginetta soffre di cattiva circolazione. E io mi domando perché, se naturalmente presente, venga chiamata cattiva. Non è cattiva. Di chiappa poco irrorata non è mai morto nessuno, e per millenni le donne hanno convissuto con la fisiologica evidenza che certi tessuti sono meno irrorati di altri. Le donne ritratte nei dipinti del Settecento erano pingui dame col doppio mento, e sembravano anche piuttosto compiaciute. Quando sono comparsi i primi nudi su tela nessuno si è disturbato alla vista delle voragini di cellulite che butteravano le cosce delle signore. Signore tranquille, che picniccavano sull’erba, acquattate nel loro lardo. Che male c’è. Provate invece ad aprire un magazine femminile qualsiasi. Manichini slavati con l’occhio assassino che guardano gelidamente nel vuoto, ragazze torte in pose confortevoli, reduci da chissà quale massivo sterminio, o annichilite per una fine del mondo drammaticamente vicina. Però non hanno neanche un filo di cellulite.
Vuoi mettere.”
Pulsatilla, “La ballata delle prugne secche.”
Vedi blogroll. 
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5 responses to this post.

  1. Posted by vera86 on luglio 18, 2007 at 3:16 pm

    la cellulite ci rende donne!!!!!
    W LA CELLULITEEEEE

    Rispondi

  2. Posted by anonimo on luglio 19, 2007 at 8:13 am

    a 18 anni mio fratello, che aveva già capito tutto, disse: gli uomini vogliono qualcosa da stringere.

    (e non si riferiva ai muscoli del polpaccio).

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  3. Posted by anonimo on luglio 22, 2007 at 12:08 am

    ciao, da maschietto anche io concordo sul fatto che è meglio qualcosa da stringere e palpare.
    Le modelle che passano i media e, peggio, gli stilisti sono qualcosa da depravati: lolite 16enni anoressiche con sguardi ed atteggiamenti da pantere del letto.. ma le donne vere, mica sono così!
    saluti luigibio

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on luglio 24, 2007 at 5:34 pm

    “vedi BLOGROLL”.

    Ma sentitelo, come parla FORBITO! 😉

    Rispondi

  5. Posted by Xantro on luglio 26, 2007 at 9:14 am

    Massimuccio, ne so una fracca di altre, ma non te le dico. “Nyaah nyaah nyaah”, come dicevano i Peanuts.

    Rispondi

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