Intolleranza 06: tre risposte che non mi dovete dare.

Lo avrete notato, non rifuggo dalla polemica, per metterla così; direi anzi che mi ci trovo spesso a mio agio.
Quando si ha questo tipo di atteggiamento, se non si vuole finire in una zuffa molto presto, occorre sapere accettare e ascoltare dal proprio interlocutore qualsiasi tipo di risposta.
E va bene.
Però, cazzo, non proprio TUTTE le risposte. Credo di averne individuate tre tipologie che ho deciso di non accettare più.
1)  E allora i bambini che muoiono di fame?
Questa è una variante (particolarmente odiosa) di una serie di risposte che spostano il problema. Tu parli di una cosa, il tuo interlocutore non nega né controbatte, semplicemente sposta la tua attenzione a qualcosa di più grave. Tu stai dicendo che parcheggiare in seconda fila è male e uno ti risponde che la fame nel mondo, allora? E i politici corrotti? E perché nessuno fa niente per la delinquenza?
E tu, lì, arranchi; si, beh, per carità, grave anche quello. Ma…
…ma, o cretino, cosa c’entra?
Chiaro che, salvo poche eccezioni (tipo la puzza del sigaro del mio avvocato), non ci sono drammi che non siano superabili da un dramma peggiore.
Ma i problemi non si elidono a vicenda, anzi tendono a sommarsi; quindi, questo tipo di repliche non controbatte in realtà nulla, semplicemente sono un tentativo si spostare l’attenzione.
Sostengo che i furgoni in città inquinano: mi ribattono che inquina di più il riscaldamento della abitazioni.
Suggerisco che gli statali vanno ancora in pensione troppo presto; controbattono che i parlamentari sono in pensione dopo pochi anni.
Ventilo l’ipotesi che in Africa ci siano troppe morti per Aids; mi mettono a tacere dicendo che ne uccidono di più la malaria e la dissenteria.
Insomma, il problema, qui, non è mai quello di cui parlo io!
Però, cazzo, i furgoni inquinano, gli statali si accomodano in pensione troppo presto e gli africani muoiono, e tu mi hai rotto i maroni; se vuoi parlare di una altro argomento mettiti in coda, per ora siamo su questo, e la tua non è un’obiezione.
2)  Intanto D’Alema ha la barca.
Nell’improbabile ipotesi che io stia dichiarandomi d’accordo con un punto di vista espresso dall’onorevole D’Alema, sappiate in anticipo che non sto beatificandolo, proponendolo come esempio di virtù, deificandolo: semplicemente, sono d’accordo con una cosa che ha detto, e se poi spazza il mediterraneo con una portaerei, beh, non me ne può fregare di meno, sono ancora d’accordo con lui (ripeto, se succedesse).
Altri esempi:
Intanto Bertinotti veste cachemire.
Intanto te che sei vegetariano calzi scarpe di pelle.
Intanto quelli che parlano di evasione fiscale delle imprese se gli chiedono se vogliono la fattura dicono di no se gli fai risparmiare l’Iva.
Per carità, la coerenza è un valore: ma non dovrebbe essere una scusa per invalidare ogni discussione. Se Bertinotti dice che gli operai guadagnano troppo poco, ha ragione (o meno) qualsiasi cosa indossi, qualsiasi cifra guadagni, qualsiasi uso faccia dei soldi che legalmente ha guadagnato.
Se vogliamo, è una variante del punto precedente, un tentativo di spostare l’attenzione: non a un diverso problema, ma al valore della coerenza improvvisamente –e in maniera più che sospetta- assurto a valore dei valori.
L’assunto diventa che può dire la sua opinione solo chi porti quell’opinione a un livello di coerenza fra la santità e la perfezione divina; solo allora si sarà disposti ad accettare quel punto do vista, nella certezza che nessuno ci arriverà mai.
Così, D’Alema che parla di operai ha la barca, mi rispondono ammiccando. E io replico che il pauperismo come valore non è una delle convinzioni mai espresse D’Alema; che semmai è (o dovrebbe essere) un valore cristiano, visto che in una stalla ci è nato Cristo e non Carlo Marx (il quale doveva essere all’opposto piuttosto benestante, perché fare il filosofo non è un’occupazione a cui si dedichino nel tempo libero i minatori alla fine del turno di lavoro); che però a nessuna messa ho mai visto respingere una persona perché ha la barca; che D’Alema può spararsi i suoi soldi in un arricciabaffi di platino, se vuole, basta che li abbia guadagnati senza sfruttare lavoratori mediante le storture del sistema capitalistico.
Per come la vedo io, un ecologista non deve essere un asceta, una persona che chiede equità fiscale può anche avere risparmiato l’Iva, per dire una cosa con cui si può essere d’accordo non occorre essere sovrumani.
Vi dirò, che secondo me anche Ghandi ogni tanto cazziava la mamma se i suoi due chicchi di riso non erano cotti a dovere, e può darsi che abbia schiacciato più di una zanzara in vita sua; però, sulla protesta non violenta non ha detto cazzate, mi pare.
3)  D’altra parte è sempre stato così e sempre sarà così.
Ecco, di tutte le repliche subdole, questa è quella che davvero mi fa perdere il lume della ragione.
Ma allora che cazzo stiamo parlando a fare?
Voglio dire, se devo prendere per buona l’obiezione che un problema c’é sempre stato, allora qual è il problema di cui mi posso occupare? Qualcosa che non c’é mai stato? O un problema dell’ultima settimana?
E comunque, se la cosa di cui stiamo parlando fosse anche una questione così antica che in Siberia hanno trovato un mammut congelato che se ne stava occupando, cosa vuol dire che sarà sempre così? Ragionando in questo modo godremmo ancora della schiavitù, dei benefici del vaiolo, magari degli attacchi delle tigri dei denti a sciabola, perché no?
Oppure, ammettiamo che le cose possono cambiare; e che –soprattutto-  potete impegnarvi a rispondermi qualcosa di più intelligente. Guardate, per venirvi incontro accetto anche uscite tipo mago Forrest:
“Sì, ma te lo sai che il quadrato costruito sull’ipotenusa è uguale per superficie ai quadrati costruiti sui cateti? Eh? Lo sai?”
“Sì, ma che c’entra?”;
“Nulla, era per sottolineare che non sono mica un pirla, io.”
Davvero, è un’obiezione che vi farebbe fare miglior figura ai miei occhi.
Quindi, in definitiva: sappiate che se volete discutere con me non accetterò come valida obiezione nessuna variante dei tre gretti espedienti verbali (leggi: stronzate) di cui sopra.
O vi impegnate un tantino di più, per darmi torto, oppure mi date ragione su tutto; che, se siete arrivati a quest’ultima riga, è un bel risparmio di tempo, ne converrete.
Cercasi adesioni alla campagna: non ogni risposta è accettabile.
  •  PBM, due punti su tre non è male, trattandosi di lui.
  • Lascar, ma senza lasciarsi coinvolgere.
  • F, almeno mi pare.
  • Iorek lo arruolo e basta, tanto a chi interessa davvero la sua opinione?
  • Locusta, “ma difatti!”.
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16 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on luglio 24, 2007 at 1:50 pm

    “La cavallina stonra”
    Chi conosce il significato dell’aggettivo “storna”
    Poi non venitemi a parlare di grandi questioni, di surriscaldamento della terra, della fame nel mondo, del qualunquismo, della globalizzazione con tutte le sue conseguenze, della siccità nell’Africa Sub-Sahariana.
    La mia risposta non può essere circoscritta alle 3 possibilità in cui mi si virrebbe confinare, bensì spazia:
    1. alta più della fronte alta di taluni politici,
    2. libera più di un cavallo castrato che corre libero in un maneggio con Giuliano Ferrara in groppa,
    3. rivoluzionaria come l’idea di
    guidare auto pesantissime/potentissime/
    inquinantissime/costosissime con dei bull-bar (se fosse sbagliato me l’ha suggerito Zandrino) anti rinoceronte in Piazza Duomo a Milano.

    Insomma, la mia risposta è che nessuno è perfetto, quindi dovremmo apprezzare le persone per quello di buono che sentono di fare nella breve esistenza concessaci dal Signore (in tutte le lingue del mondo) o da qualche Bang casuale, senza che venga inficiato dalle gigantesche vaccate che ognuno compie durante il tortuoso percorso esistenziale.

    Mcomeamore.

    P.S.: D’alema ha la barca? Io credevo che quelli ricchi e di destra avessero le barche e quelli di sinistra poveri ma belli avessero i canotti gonfiabili.
    Ci manca solo che mi diciate che non ci sono più le mezze stagioni e poi diventerei qualunquista.

    Rispondi

  2. Posted by Xantro on luglio 24, 2007 at 1:59 pm

    Mcomemaore è una specie di graffittaro che passa dal mio blog, imbratta e corre via tronfio e convinto di avere espresso col suo vandalismo una qualche forma di arte.
    Volgio i vigili di Splinder.

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on luglio 24, 2007 at 2:45 pm

    1. eh no… una cosa è spostare il problema su qualcosa di completamente diverso, un’altra cosa è farti notare che ti stai occupando delle pagliuzze convinto che le travi si sistemeranno da sole. mentre sono d’accordo nell’intolleranza verso chi porta “i bambini che muoiono di fame” come non-argomento, sono assolutamente a favore di chi ti fa notare che è mettere un cerotto alla vittima di un’esplosione è dannoso più che inutile e colpevole più che ridicolo.
    2. mia zia diceva: “comunismo vol dir tuti siori, no tuti poareti”.
    3. la mia risposta standard a chi fa quest’obiezione è: “in effetti l’unica soluzione è l’estinzione umana, mi conviene cominciare da te”. Chi vuole adottarla si accomodi. Vale anche alzarsi ed andarsene, o mettersi istantaneamente a fare qualcosa che comporti l’interruzione dell’interazione col coglionazzo; anche se fosse l’attenta ispezione del nero sotto le unghie sarebbe sicuramente più interessante.

    -pbm

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on luglio 24, 2007 at 2:46 pm

    ps: che cazzo ti servono a fare i vigili? cancellalo e basta, non sa nemmeno scrivere correttamente le parole fondamentali del proprio post.

    Rispondi

  5. Posted by anonimo on luglio 24, 2007 at 3:36 pm

    2) mi pare che qualcuno più famoso di te abbia detto qualcosa come “chi è senza peccato scagli la prima pietra” quindi se mangi i bambini non puoi farmi la morale. non è degno di un vegetariano mangiare i bambini.

    ma, d’altro canto, con questi crociati è sempre così.

    (Io sottoscrivo tutto il post, comunque)

    Rispondi

  6. Posted by lascar on luglio 24, 2007 at 7:05 pm

    Come sempre sono partecipe, ma questa volta mi limito all’appoggio esterno. Risparmio il mio vero impegno per i bambini che muoiono di fame: io gli porto le patatine che almeno si divertono con la sorpresa.

    Rispondi

  7. Posted by anonimo on luglio 25, 2007 at 2:13 am

    Ecco la mia obiezione:
    “Si’, pero’ Gandhi si scrive Gandhi”.
    Impara a scrivere, prima di parlare di fame del mondo, ignorante.
    Iorek

    Rispondi

  8. Posted by Xantro on luglio 25, 2007 at 11:09 am

    @ pbm (punto 1); di fatto, però, chi mi fa quell’obiezione molto spesso vuole solo sgattaiolare, più che focalizzare il problema in un’ottica generale che tenga conto dell’intero ambaradàn.

    @ F: ti segnalo ai vigili pure a te.

    @ Iorek. La prossima volta scrivo: “Ghahnhdhi (cancellare con un trattino le x che a vostro parere sono in eccesso)”

    Rispondi

  9. Posted by anonimo on luglio 26, 2007 at 2:41 am

    eh eh eh le tue crociate, come i congressi provinciali della Lega, tirano fuori il peggio da tutti noi.
    Bravo.
    Iorek

    Rispondi

  10. Posted by faffo on luglio 26, 2007 at 12:14 pm

    non trovo nemmeno una X in ghahndhih, è un giochino difficile.

    Rispondi

  11. Posted by Xantro on luglio 26, 2007 at 1:26 pm

    Uhm, in effetti intendevo “con una x le H che vi sembrano in eccesso”. L’importante, comunque, è capiamoci.

    Rispondi

  12. Posted by anonimo on luglio 30, 2007 at 6:51 am

    Bisognerebbe brevettarvi, voi due.
    Iorex

    Rispondi

  13. Posted by anonimo on luglio 31, 2007 at 11:02 pm

    che ci vuoi fare..
    d’altra parte è così… 🙂

    Locusta

    Rispondi

  14. Posted by locusta on agosto 1, 2007 at 7:48 am

    p.s.
    quasi dimenticavo…

    alla prima potresti anche rispondere in diverso modo:
    1. devi chiudere gli occhi a fessura, girare lo sgardo a destra e sinistra con fare sospettoso (meglio se in sottofondo ci fosse una musichetta inquietante), abbassare la voce e dire piano piano “ma è davvero così?… o ce lo vogliono solo far credere?”….

    2. per qualsiasi risposta va sempre bene, anche per la terza, di solito spiazza l’interlocutore e gli fa credere che lo stai pigliando per il culo (cosa ovviamente vera):
    “Ma difatti!”

    3. di solito la usavo in risposta alla domanda sulla fame nel mondo, “e te (lei) che cazzo (cosa) fai (fa) di concreto per loro?”

    ultimamente invece non rispondo, guardo l’interlocutore ma nella mente parte un episodio dei “griffin”… anzi, ti lascioche stewe sta per picchiare brian conuna spranga…

    Rispondi

  15. Posted by Xantro on agosto 1, 2007 at 6:25 pm

    “Ma difatti” non è una risposta, è una filosofia di vita! Credo ci farò una maglietta.

    Rispondi

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