Il demone dell’A.M.P.

Sfogliando l’album delle vacanze a Pantelleria, devo soffermarmi sulla serata d’oro del mio amico Simone. Avevamo organizzato una grigliata presso la nostra casa in affitto, e avevamo invitato una serie di amici panteschi. Il compito delle nostre donne è stato quello di fare salotto e di chiedere a me e Simone perché fossimo stressati; il compito mio e di Simone è stato quello di fare procedere la serata, stressandoci.
Tralascerò di ricordare che Simone ha acceso il fuoco del barbecue nell’incavo sotto la grata, quello destinato all’accoglimento delle braci; né starò lì a rimarcare che a farglielo notare è stato Alessandro, nostro ospite che fa il carabiniere. Passiamo oltre.
Passerò con la narrazione al punto in cui Simone, in un impeto di buona conduzione della gestione delle scorte alimentari, calcola mentalmente che in frigo ci sono ben tre meloni, due acquistati in giornata e uno più vecchio. Lo sventurato, al cospetto dell’intera tavolata di ospiti, mi apostrofa così: “Dobbiamo offrire il melone… altrimenti ci rimane sul gobbo!”
Risolini e commenti salaci degli ospiti, Simone ridacchia imbarazzato della propria stessa uscita e commenta “No, ecco… stavo per dirne una ancora più grossa, ma è meglio che mi fermi qui.”
Ovviamente, i panteschi divertiti gli chiedono di dire pure il seguito.
Ma lui si schermisce: “No, dai, non fatemi fare come il mio amico, il Maestro e Teorico dell’Azione Migliorativa Peggiorativa.” Così, Simone ci spiega come sia specialità di un suo conoscente, ogni volta che incorre in una gaffe, invece che tacere o cambiare discorso -che è la cosa migliore da fare in questi frangenti- inerpicarsi in una spiegazione, una rettifica o una chiosa che inevitabilmente lo conduce a peggiorare la brutta figura fatta in precedenza. Una Azione Migliorativa Peggiorativa.
Ed ecco che, come un demone evocato incautamente in un racconto di Lovecraft, l’Azione Migliorativa Peggiorativa si impossessa di lui, costringendolo ad aggiungere, riferito sempre ai meloni:
“No, beh… dovete capire… perché ce n’è uno che teniamo in frigo da dieci giorni…”
A questo punto, di assaggiare il melone non è parsa a nessuno una buona idea; peccato, era dolcissimo.
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3 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on ottobre 11, 2007 at 12:02 pm

    essendo tirato direttamente in causa, io l’amico simone, devo obbligatoriamente aggiungere altre sfumature:
    — alla fine xantro ha tagliato e servito il melone (o mellone in alcuni casi) 7/8 fette circa per sette otto persone …. il melone era quello, naturalmente, in frigo da 10 gg … confermo … dolcissssssimo
    — ragazzi … accendere il fuoco nel vano riservato alle braci, e per di più, con pochissimi legni piccoli e quasi tutti pezzi grossi, è una impresa degna del grande McGywer nel pieno del suo splendore … quasi un’opera d’arte …. cosa volete che ne sappia un carabiniere (PS … il suddetto carabiniere ha cucinato divinamente e ha salvato la serata …)
    — ad un certo punto della fase di preparazione della brace è sorto il dubbio che i legnetti da me utilizzati per accendere il fuoco fossero di oleandro …. a quanto ne so siamo ancora tutti vivi …
    — infine le fonti si citano fino in fondo … il re in terra del A.M.P., nonchè genio indiscusso, indimenticabile esecutore della A.M.P. è il grande A. C. ma se vi capiterà di vederlo all’opera (… state tranquilli che lo riconoscerete all’istante ..) chiamatelo semplicemente Koltz, un uomo una garanzia ..

    simo

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  2. Posted by Xantro on ottobre 11, 2007 at 3:19 pm

    Sia reso dunque a Koltz il giusto onore.
    Tra l’altro, qualcosa mi dice che nel tag “Figure Storiche” di lui prima o poi riparleremo.

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  3. Posted by anonimo on ottobre 11, 2007 at 9:47 pm

    http://amp-street.com/store/index.php?act=viewCat&catId=25

    l’unica cosa che mi ricorda amp è un writer asiatico che si chima amp.
    andate sul suo sito e comprate spray on canvas on line.

    sostenete il movimento.

    ciao

    Rispondi

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