Archive for dicembre 2007

Lei è di turno.

Sto guardando "Palookaville*", un film con Vincent Gallo; ho iniziato a guardarlo per ammazzare il tempo in attesa di registrare (o presumibilmente in attesa di scordarmi di registrare) Six Feet Under. Man mano che mi rendevo conto che è un bel film, cresceva l’angoscia: finirà in tempo per l’inizio di Six Feet Under? Poi mi sono reso conto che sono sullo stresso canale.
Ho scoperto che alla gatta piace il mio risotto col barbera.
Che invece al pavimento piacesse la mia birra, quello lo sapevo già, è stata una conferma.

Un’altra sera senza di lei.

*Il film si chiude con "With thanks, admiration and apologies to Italo Calvino". Devo assolutamente saperne di più.

Natale a casa di Michele

L’apertura dei regali ha avuto per me un lato oscuro. Mia moglie ha donato alla creatura un elicottero "meccano". Premetto che pensavo non venisse più prodotto dai primi anni ’60, inoltre non lo avevo mai visto durante la mia lieta infanzia. Ora me ne sono imbattuto. È dalle 6.45 che lo sto montando e per ora non ha una foggia che ricordi un elicottero; la creatura mi guarda con un misto di pena e disprezzo… Buone Feste!

Natale a casa di Michele

L’apertura dei regali ha avuto per me un lato oscuro. Mia moglie ha donato alla creatura un elicottero "meccano". Premetto che pensavo non venisse più prodotto dai primi anni ’60, inoltre non lo avevo mai visto durante la mia lieta infanzia. Ora me ne sono imbattuto. È dalle 6.45 che lo sto montando e per ora non ha una foggia che ricordi un elicottero; la creatura mi guarda con un misto di pena e disprezzo… Buone Feste!

Figure storiche 21

Al paesello dove vivo ho i miei problemi di comunicazione. E si capisce, sono un cittadino trapiantato, una cosa di mezzo fra il nativo e il vacanziero, né carne né pesce.
Quindi, quando al bar io e il mio amico Roberto ci siamo fermati prima di dirigerci verso le rispettive case, ho ritenuto opportuno assumere gli usi locali: un bianchino e un minimo di conversazione con l’oste. Praticamente mi sono accodato a Roberto, che a differenza di me, il suo status di membro della comunità se l’è già guadagnato.
Lui commentava il nuovo videogioco impiantato al bar, una cosa mostruosa tutta plastica e sbirluccichini. Col suo solito fare -Roberto è appena un po’ più polemico di un pensionato con la minima, anche se non arriva a 50 anni- lui lo criticava, e l’oste incassava con la signorilità dell’oste, appunto.
A questo punto gli vengo –ruffiano- in soccorso io:
“Beh, dai, almeno non impianta una di quelle macchinette videopoker su cui la gente poi si rovina; guarda, quasi boicotterei i bar che la mettono.”
“La mia arriva fra due giorni.”
Ecco. Mi sono concentrato sul bianchino e non ho aggiunto nulla, rassegnato al mio destino di elemento estraneo della comunità.
Sapete, alle volte è imbarazzante essere me.

Figure storiche 21

Al paesello dove vivo ho i miei problemi di comunicazione. E si capisce, sono un cittadino trapiantato, una cosa di mezzo fra il nativo e il vacanziero, né carne né pesce.
Quindi, quando al bar io e il mio amico Roberto ci siamo fermati prima di dirigerci verso le rispettive case, ho ritenuto opportuno assumere gli usi locali: un bianchino e un minimo di conversazione con l’oste. Praticamente mi sono accodato a Roberto, che a differenza di me, il suo status di membro della comunità se l’è già guadagnato.
Lui commentava il nuovo videogioco impiantato al bar, una cosa mostruosa tutta plastica e sbirluccichini. Col suo solito fare -Roberto è appena un po’ più polemico di un pensionato con la minima, anche se non arriva a 50 anni- lui lo criticava, e l’oste incassava con la signorilità dell’oste, appunto.
A questo punto gli vengo –ruffiano- in soccorso io:
“Beh, dai, almeno non impianta una di quelle macchinette videopoker su cui la gente poi si rovina; guarda, quasi boicotterei i bar che la mettono.”
“La mia arriva fra due giorni.”
Ecco. Mi sono concentrato sul bianchino e non ho aggiunto nulla, rassegnato al mio destino di elemento estraneo della comunità.
Sapete, alle volte è imbarazzante essere me.

Buontemponi del mio ufficio.

Ufficio.
Entro in open space, saluto il collega D.
“Ciao, Sandro” mi fa “hai scopato ieri?”
“… SCUSA?”
“ma sì, cosa vuoi che ti chieda, come stai, cosa pensi del tempo oggi… almeno ti chiedo qualcosa di interessante, no?”
Non sono riuscito a dargli torto, in effetti.
 
Poi arrivo alla scrivania, e l’altro collega, qui noto come il Kurvunza, mi saluta e mi interpella.
“Vuoi la cattiva o la buona notizia?”
“Pima la cattiva.”
“Siamo in nove per stasera al calcetto.”
“E ti pareva. E quella buona?”
“Boh. Se ne arrivano, te lo faccio sapere.”
 
 
Io lavoro in una sit-com.

Buontemponi del mio ufficio.

Ufficio.
Entro in open space, saluto il collega D.
“Ciao, Sandro” mi fa “hai scopato ieri?”
“… SCUSA?”
“ma sì, cosa vuoi che ti chieda, come stai, cosa pensi del tempo oggi… almeno ti chiedo qualcosa di interessante, no?”
Non sono riuscito a dargli torto, in effetti.
 
Poi arrivo alla scrivania, e l’altro collega, qui noto come il Kurvunza, mi saluta e mi interpella.
“Vuoi la cattiva o la buona notizia?”
“Pima la cattiva.”
“Siamo in nove per stasera al calcetto.”
“E ti pareva. E quella buona?”
“Boh. Se ne arrivano, te lo faccio sapere.”
 
 
Io lavoro in una sit-com.