Archive for gennaio 2008

Stile e responsabilità a destra.

Libero080125_big"Prodi giustiziato", e l’immagine che vedete. Ricordo l’Unità degli anni ’70, e niente, neppure l’articolo più ostile e fazioso, niente è neppure paragonabile alla volgarità e alla violenza di questa immagine e di questi toni. Eppure l’italiano medio teme l’estremismo dei comunisti, e accetta da destra una prepotenza ideologica che una classe media decente dovrebbe rigettare.

Non è il giornaletto autoprodotto di un circolo di destra universitario: è un giornale a tiratura nazionale, è la voce di una destra che non si nasconde e pretenderebbe di dire la sua per questo Paese: diritto che ha, e che usa in questo modo.

Non mi venite più a dire che Feltri è un bravo giornalista: è un ideologo a contratto, violento e fazioso oltre il ragionevole, che incidentalmente sa scrivere bene. Un giornalista è un’altra cosa, a partire dall’etica.
E soprattutto non venitemi a dire che "destra e sinistra, in fondo, sono uguali": non lo sono, non lo sono mai state, non lo saranno mai.

E adesso andiamo a mettere nelle mani di questa destra, e di un vecchio miliardario patologicamente megalomane, qualche anno del nostro futuro.

Stile e responsabilità a destra.

Libero080125_big"Prodi giustiziato", e l’immagine che vedete. Ricordo l’Unità degli anni ’70, e niente, neppure l’articolo più ostile e fazioso, niente è neppure paragonabile alla volgarità e alla violenza di questa immagine e di questi toni. Eppure l’italiano medio teme l’estremismo dei comunisti, e accetta da destra una prepotenza ideologica che una classe media decente dovrebbe rigettare.

Non è il giornaletto autoprodotto di un circolo di destra universitario: è un giornale a tiratura nazionale, è la voce di una destra che non si nasconde e pretenderebbe di dire la sua per questo Paese: diritto che ha, e che usa in questo modo.

Non mi venite più a dire che Feltri è un bravo giornalista: è un ideologo a contratto, violento e fazioso oltre il ragionevole, che incidentalmente sa scrivere bene. Un giornalista è un’altra cosa, a partire dall’etica.
E soprattutto non venitemi a dire che "destra e sinistra, in fondo, sono uguali": non lo sono, non lo sono mai state, non lo saranno mai.

E adesso andiamo a mettere nelle mani di questa destra, e di un vecchio miliardario patologicamente megalomane, qualche anno del nostro futuro.

In soccorso di Prodi.

Che ci vuole? L’avrò visto fare centinaia di volte nei film.
Vado in Senato, mi nascondo nei bagni, attendo un senatore del centrodestra, lo stordisco, indosso l’uniforme…

Cazzo, no: sono incensurato. Mi beccano subito.

Peccato, Romano, io ci ho provato.

In soccorso di Prodi.

Che ci vuole? L’avrò visto fare centinaia di volte nei film.
Vado in Senato, mi nascondo nei bagni, attendo un senatore del centrodestra, lo stordisco, indosso l’uniforme…

Cazzo, no: sono incensurato. Mi beccano subito.

Peccato, Romano, io ci ho provato.

Corrierino delle famiglie 10

Stiamo guardando “Black Dhalia” (breve recensione: bof!) e Faffo salta su:
“senti, senti questa voce…”
“Eh? Cosa?”
“…hai presente Mira Sorvino in La dea dell’amore? La sua voce?”
Ora, io sto quasi per risponderle che delle caratteristiche fisiche di Mira Sorvino la voce viene ben oltre il dodicesimo posto, ma essendo uomo navigato e prudente, oltre che falso, mi limito da un “sì”.
“E’ lei, è la stessa doppiatrice.”
Seh, figurati, penso.
 
Fine del film, titoli di coda, doppiatrice: Ilaria Stagni.
Google conferma: doppia anche Mira Sorvino.
(da questo sito si scopre che doppia anche Babs in Galline in fuga, dico, mica paglia!)
 
E io, che non sono stato capace di riconoscere la voce di Faffo per cinque minuti al telefono mentre fingeva di essere l’avvenente notaia che ci ha fatto il rogito che mi invitava ad un pranzo “per conoscerci meglio” (sono vivo solo perché ho risposto –gentilmente- di no) rimango basito, ancora una volta, davanti alle molteplici e inusitate qualità di questa donna.
 
Certo, anch’io sono un pozzo di doni e talenti, ma essendo modesto e non avendo abbastanza spazio, non ve li sto ad elencare.

Corrierino delle famiglie 10

Stiamo guardando “Black Dhalia” (breve recensione: bof!) e Faffo salta su:
“senti, senti questa voce…”
“Eh? Cosa?”
“…hai presente Mira Sorvino in La dea dell’amore? La sua voce?”
Ora, io sto quasi per risponderle che delle caratteristiche fisiche di Mira Sorvino la voce viene ben oltre il dodicesimo posto, ma essendo uomo navigato e prudente, oltre che falso, mi limito da un “sì”.
“E’ lei, è la stessa doppiatrice.”
Seh, figurati, penso.
 
Fine del film, titoli di coda, doppiatrice: Ilaria Stagni.
Google conferma: doppia anche Mira Sorvino.
(da questo sito si scopre che doppia anche Babs in Galline in fuga, dico, mica paglia!)
 
E io, che non sono stato capace di riconoscere la voce di Faffo per cinque minuti al telefono mentre fingeva di essere l’avvenente notaia che ci ha fatto il rogito che mi invitava ad un pranzo “per conoscerci meglio” (sono vivo solo perché ho risposto –gentilmente- di no) rimango basito, ancora una volta, davanti alle molteplici e inusitate qualità di questa donna.
 
Certo, anch’io sono un pozzo di doni e talenti, ma essendo modesto e non avendo abbastanza spazio, non ve li sto ad elencare.

Dubbi da sinistra

Che fare, che pensare?
 
Attendere pazientemente il ritorno del Mastellone sapendo quanto è sporco

(perché è possibile, anzi probabile data la difficile prova di un reato tanto labile, che sia prosciolto dalle accuse, il che non lo rende politicamente meno esecrabile; vale per lui quello che a suo tempo ho detto di Berlusconi qui, e che riassumo per chi non ha voglia di rileggerlo: non essere condannati per un reato non sempre significa che non hai fatto porcate, significa talvolta che per quelle porcate non ti metteranno in galera, e basta.)
 
oppure
 
fare il bel gesto di allontanarlo, mandando di fatto a gambe all’aria un governo che –almeno per chi la vede come me- fa leggermente meno schifo del precedente
 
(in cui, per esempio, il ministro dei Lavori Pubblici assegnava tali lavori direttamente all’impresa di famiglia, saltando quindi un passaggio rispetto al macchinoso sistema Mastella, che di passaggi ne prevede addirittura  due)

e molto probabilmente anche del prossimo?
 
Davvero me lo chiedo, e –anche se non sono abituato ad ammetterlo- una risposta proprio non ce l’ho, ammesso che un vago accenno di nausea non sia una risposta, cosa che non credo.