Astensione, indecisione, elezione. (1/2)

Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi: elezioni.
P. Rossi e D. Riondino
 
Questo post non intende predicare al convertito. Intendo dire che a chi ha già scelto per chi votare è inutile che parli, non cambierà idea dopo avere letto le mie righe né la cambierò io dopo avere letto un diverso parere nei commenti.
Voglio invece rivolgermi a chi non avesse ancora deciso se e per chi votare e a chi stesse considerando di non votare proprio.
 
Partiamo proprio da questo, dalla possibilità dell’astensione.
Consentitemi la banalità, ma vi ricorderò a cosa servono le elezioni: a scegliere i membri del Parlamento, i quali formeranno un governo e voteranno le leggi da quel governo promosse.
Quindi non votate per esprimere la vostra opinione, il vostro credo né le vostre recondite speranze: votate per scegliere chi prenderà le decisioni per voi. Astenervi dal voto, di conseguenza, non esprime alcuna protesta, alcun malcontento, nessuna plausibile posizione ideologica: l’unica cosa che la vostra astensione dice è che rinunciate a scegliere i vostri rappresentanti, e le ragioni che stanno dietro alla vostra scelta (protesta, indecisione, mancanza di interesse) non vengono in alcun modo espresse.
Per dire la vostra opinione e per esprimere il vostro malcontento potete incatenarvi ad un cancello, marciare avvolti in una bandiera, comporre una canzone, fare un colpo di stato o salire in piedi su una cassetta della frutta dipinti di rosso e urlare a tutti il vostro pensiero.
Ma non votare non vuol dire proprio niente.
Tanto è vero che è oggettivamente impossibile, anche volendo, valutare i motivi che stanno dietro alla diserzione delle urne, alle schede bianche a anche a quelle nulle. Se nella mia sezione venissero annullate anche metà delle schede, non verrò neppure a sapere se è stato per incapacità degli elettori a fare una X dentro un quadratino, o perché gli elettori hanno scritto che il sindaco è corrotto, o perché hanno espresso la preferenza per Ibrahimovic per il Pallone d’Oro. Semplicemente, lo sapranno solo gli scrutatori e, se lo scopo è informare loro delle vostre opinioni, fate prima a far loro una telefonata.
Astenervi come forma di protesta semplicemente non funzionerà. D’altra parte, pensateci: vi ricordate una sola decisone presa perché c’era stato un calo di afflusso alle urne? Un provvedimento motivato da schede annullate? Un governo che abbia detto “volevamo invadere l’Irlanda, ma dato l’alto numero di gente che è andata la mare il giorno delle elezioni, non ce la sentiamo”?
Chi tace acconsente, non protesta.
 
Passiamo quindi all’argomento successivo: a questo punto, per chi votare?
Sono di quelli che propendono per la scelta del cosiddetto voto utile (definizione un po’ spocchiosa ma largamente in uso), nel senso che vorrei scegliere chi andrà al governo.
Rispetto chi, per motivi spesso ineccepibili, decide di votare un partito che sicuramente non governerà (o che, se dovesse farlo, dovrebbe allearsi coi partiti così distanti da lui che di fatto non governerebbe comunque); ammetto che scegliersi l’opposizione sia –al contrario dell’astensione- una forma rispettabilissima di scelta politica; rimango tuttavia convinto che sia più sensato decidere di mandare al governo lo schieramento che presumibilmente farebbe scelte più vicine a quelle che farei io ed evitare che governi chi farebbe scelte che non condivido.
Io sono convinto che il PD di Veltroni non equivalga il PdL di Berlusconi, e che uno dei due farà scelte che tenderò ad apprezzare più di quanto avrebbe fatto l’altro.
Ma di questo, per non appesantire troppo la vostra lettura, parleremo domani.
[SEGUE]
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14 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on aprile 2, 2008 at 5:53 pm

    Quanti banali luoghi comuni.
    Io non voto. Perché non voglio che si prendano decisioni per me. Perché non intendo legittimare chi prenderà decisioni per me.

    Nel tuo post affermi:
    – che le elezioni servono a scegliere i membri del Parlamento – dimentichi di dire che la scelta avviene entro una rosa non decisa da me;
    – che i membri del Parlamento formeranno un governo – questo oltre ad essere falso in termini assoluti (i membri del governo non sono necessariamente parlamentari) è falso anche in senso lato, poiché in pratica il governo non è nemmeno espressione delle forze parlamentari;
    – che i membri del Parlamento voteranno le leggi promosse dal governo: anche questo è falso poiché gli ultimi due governi hanno legiferato principalmente per decreto-legge e non con leggi approvate dalle Camere.
    – che l’unico significato leggibile nell’astensione è la rinuncia alla scelta: ne devo dedurre che per te il non compiere volontariamente un atto è esclusivamente rinuncia e non affermazione di volontà contraria? ma tu non fumando rinunci alle sigarette o affermi di non voler fumare? Io non rinuncio a scegliere chi mi rappresenterà per il fatto che non rinuncio a votare: io scelgo di non votare – e quindi scelgo di non delegare nessuno.
    Le decisioni verranno prese, ma senza il mio consenso. Sarò obbligato ad adeguarmi ad esse, ma sarà una coercizione.

    L’astensione dal voto, il rifiuto della scehda (o l’annullamento, o la scheda bianca – atti questi ultimi giuridicamente distinti ma di eguale effetto giuridico, quindi per favore niente panzane democristiane anni ’70 tipo “il voto bianco va alla maggioranza”) è una forma di protesta efficacissima tanto più che a differenza di altri atti individuali viene registrata, resta negli annuari, nei libri di storia, nelle tabelle statistiche.

    Capziosa infine l’ultima parte del discorso. Spero di fartene comprendere il perché parafrasandola:

    Tanto è vero che è oggettivamente impossibile, anche volendo, valutare i motivi che stanno dietro al voto per Forza Italia, ad Alleanza Nazionale, alla Lega Nord. Se nella mia sezione andassero a destra anche metà delle schede, non verrò neppure a sapere se è stato per incapacità degli elettori a fare una X dentro il quadratino desiderato, o perché gli elettori hanno deciso che il sindaco del PD è corrotto o perché hanno espresso la preferenza per Storace Duce. Semplicemente lo saprà solo ciascun elettore, e se lo scopo è informare il mondo della vostra opinione, fate prima ad aprire un blog.
    Votare per ottenere rappresentanza politica semplicemente non funzionerà. D’altra parte, pensateci: vi ricordate una sola decisione presa perché c’era stato un cambiamento nell’orientamento elettorale? Un provvedimento motivato da una manifestazione di piazza? Un governo che abbia detto “volevamo invadere l’Iraq/il Kosovo ma dato che molte persone hanno manifestato per le strade delle città, non ce la sentiamo”?
    Chi vota acconsente, non protesta.

    -pbm

    PS: se vuoi “scegliere chi andrà al governo”, credo che dovresti votare per Berlusconi: credo che le possibilità di vittoria del PD siano uguali a quelle della Sinistra Arcobaleno. Mi darai ragione il 15 aprile.

    Rispondi

  2. Posted by anonimo on aprile 2, 2008 at 9:58 pm

    …e questi son i tuoi amici. Figuriamoci quelli che gli stai sulle balle come ti trattano! 😉

    kamamuri

    Rispondi

  3. Posted by Luciebasta on aprile 3, 2008 at 12:11 pm

    Ma il commento è anonimo? O pbm è la firma?
    Comunque, vorrei citare: “Io non rinuncio a scegliere chi mi rappresenterà per il fatto che non rinuncio a votare: io scelgo di non votare – e quindi scelgo di non delegare nessuno.
    Le decisioni verranno prese, ma senza il mio consenso. Sarò obbligato ad adeguarmi ad esse, ma sarà una coercizione.”
    Mi sembra una forzatura: così ti metti il culo in salvo, nel tuo ragionamento questi non sono i tuoi rappresentanti (ma quali sono? a parte l’anarchia ogni forma di governo ne prevede) e quindi tutte le scelte sbagliate che faranno ti autorizzeranno un “io ve l’avevo detto”. Avevo uno zio acquisito (pace all’anima sua) che ogni volta che uscivo mi metteva in guardia dalla pioggia, anche in estate, e quando pioveva era felice…è passato all’altro mondo derapando su una pozzanghera!
    Bye

    Rispondi

  4. Posted by Xantro on aprile 3, 2008 at 2:22 pm

    PbM è la firma, e sì, è un mio amico. Il più capzioso fra i miei amici, probabilmente, ma nondimeno uno che stimo e col quale condivido -politica a parte, e non sempre- moltissimo.

    E veniamo a noi, PbM. Salto a pie’ pari le tue precisazioni -tutte a loro volta precisabilissime- e vengo al punto, l’unico al quale penso di poterti inchiodare, dato che quando affermi che il voto non dato sia “una forma di protesta efficacissima” non posso fare altro più che rispondere che è più efficace dire due volte al bar sotto casa che “sono tutti ladri”, non cambia niente ma almeno in tre l’avranno sentito e magari uno è ancora sobrio. Con il che, mi rendo conto, ho solo sottolineato che non condivido.
    Quindi l’unico punto é: puoi lavarti le mani fin che ti pare, puoi difendere l’estetica del tuo rivoluzionario gesto (poi mi spieghi cosa ha mai cambiato l’astensione in Italia*), puoi dichiararti estraneo i prossimi 5 anni di Berlusconi presidente del Consiglio e i prossimi 7 di Berlusconi presidente della Repubblica: ma alla fine, il ponte sullo stretto di Messina (vedi post successivo) l’avrai costruito tu con la tua domenica al mare, non io col mio voto -e in questo non ho bisogno di aspettare il 15 per darti tristemente ragione- regalato al PD. Alla fine, quando Berlusconi avrà vinto il voto di protesta sarà stato il mio, il tuo sarà stato silenzio: che equivale ad assenso.

    Rispondi

  5. Posted by Xantro on aprile 3, 2008 at 2:59 pm

    (poi mi spieghi cosa ha mai cambiato l’astensione in Italia*)

    *Guarda Pibi, prima ancora che mi rivolti contro la domanda (“cosa ha mai cambiato votare per es. Prodi?”) già ti rispondo: per dirne una, Prodi, con tutti i suoi difetti, incertezze e omissioni, è quello che ha posto fine a conquant’anni di condoni fiscali. Addirittura Berlusconi ha dovuto adeguarsi! Sarà poco (e non lo è) ma è più di quanto abbia mai ottenuto una scheda bianca.

    Rispondi

  6. Posted by Xantro on aprile 3, 2008 at 3:01 pm

    Postilla: mi accorgo di essere stato ingeneroso con Pibiemme. E’ capzioso, sì, ma principalmente per iscritto; all’orale se la cava molto meglio.
    E fa una zuppa di cipolle da urlo.

    Rispondi

  7. Posted by Xantro on aprile 3, 2008 at 3:07 pm

    @ Luciebasta: ben detto.
    Ma… davvero… lo zio… no eh? Dimmi che scherzavi.

    Rispondi

  8. Posted by anonimo on aprile 3, 2008 at 5:57 pm

    Scusa Sandruzzo, ma ho bisogno che tu mi spieghi, come ho fatto io, alcune tue affermazioni dogmatiche che reciti come dogmi senza motivarle (tipo la verginità della madonna, la trinità, la natura divina del cristo, et al.)

    A) Perché sostieni che il non-voto sia silenzio? Il non-voto (che sia astensione, annullamento, scheda bianca[1]) è registrato. E’ previsto dalla legge. E’ dimostrabile.
    B) Perché sostieni che il silenzio equivalga all’assenso? Il silenzio è silenzio, l’assenso è assenso. In un’elezione non è possibile l’assenso, non è un referendum.
    C) Spiegami come funziona questa sequenza logica, che secondo me non sta in piedi:

    Premessa: qualcuno prima di noi ha deciso per noi che la regola è “la maggioranza vince fottendosene degli altri”

    Sequenza:
    1- Mario vuole il ponte sullo Stretto
    2- Giovanni vuole a capo della Polizia il capo dei macellai di Genova 2001
    3- Ho la possibilità di scegliere fra Mario, Giovanni o nessuno dei due
    4- Maria sceglie “Mario”
    5- Elena sceglie “Mario”
    6- Tu scegli “Giovanni”
    7- Io scelgo “Nessuno dei due”
    8- Io ho costruito il ponte sullo Stretto

    Io?!? Io ho detto NESSUNO DEI DUE!

    D) spiega la tua affermazione secondo cui fare qualunquismo da bar sia più efficace che non-votare. Io ho spiegato, tu hai affermato dogmaticamente. Se vuoi rispiego: il non-voto è registrato: totmila persone non hanno votato, la mia tessera elettorale non ha il timbro di quest’elezione. La frase al bar è detta, appunto agli ubriachi. Il non-voto è registrato, ed è quindi tangibile tanto quanto il voto.

    E) quali alternative all’astensione esistono per chi in coscienza non possa scegliere nessuno dei candidati e non abbia la possibilità di presentarne di propri? Quali per chi rinneghi la democrazia parlamentare rappresentativa come metodo di governo ma sia costretto comunque a subirla?

    PS: il ponte di Messina l’avrai costruito anche tu che pensi di poterlo impedire con un voto dato ad una forza politica che farà nulla per impedirne la costruzione. La costruzione del ponte di Messina si potrebbe impedire solo con la violenza politica ma credo che per te tanto quanto per me la violenza politica sarebbe in questo caso un metodo sproporzionato al fine: la posso accettare per rovesciare una dittatura o un’occupazione ma non per impedire un disastro ambientale circoscritto.

    [1] ricordo ai pigri: si tratta di tre forme differenti di non-voto, tutte e tre legittime (nell’ordinamento italiano odierno) e regolarmente registrate.
    – L’astensione è la non partecipazione alle elezioni, involontaria (es: impedimento fisico, ignoranza, malattia, circostanze economiche) o per scelta (con motivazioni varie, es.: ignavia, protesta, coscienza, convinzioni politiche o religiose)
    – L’annullamento della scheda è la partecipazione alle elezioni che esprime un voto non valido sia involontariamente (per errore o ignoranza) che volontariamente (per protesta)
    – La scheda bianca è la partecipazione alle elezioni che non esprime alcuna preferenza per le opzioni disponibili

    -pbm

    Rispondi

  9. Posted by anonimo on aprile 3, 2008 at 6:09 pm

    PPS: il governo Prodi ha posto fine a 50 anni di condoni fiscali?
    analizziamo questa frase
    il precedente governo prodi (1996-1998) ha fatto parte dei 50 anno di condoni? sì -> non è una fine credibile | no -> allora vi aveva posto fine anche prima, peccato però che il futuro non sia scritto.

    E se vuoi ne parliamo all’orale… fra l’altro quest’anno la zuppa di cipolle non l’ho mai fatta, sarà il caso di sbrigarsi prima che inizi a fare troppo caldo e/o che io emigri verso pascoli MOLTO più verdi. 🙂

    Rispondi

  10. Posted by anonimo on aprile 3, 2008 at 6:23 pm

    cazzo, dimenticavo: l’astensione alle elezioni politiche in Italia finora non ha mai cambiato nulla, così come non ha mai cambiato nulla la manifestazione di piazza (tranne a Genova nel 1960 contro il governo Tambroni) o il voto ai Comunisti Italiani.
    Alle politiche 2006 si è astenuto il 16,4% degli aventi diritto al voto, e si è parlato di mancanza di fiducia dell’elettorato. Se l’astensionismo raggiungesse ad esempio il 40% (o, sogno bagnato, superasse il 50%) la delegittimazione della classe politica sarebbe evidente; ovviamente finché si continuerà a denigrare democristianamente l’unico metodo non violento di (appunto) delegittimazione della classe politica sarà ben difficile riuscire a cambiare davvero qualcosa.

    Rispondi

  11. Posted by Xantro on aprile 6, 2008 at 11:07 am

    Miiii, Pibi, prima parli di “banali luoghi comuni”, poi mi accusi di “recitare” (recitare???) “affermazioni dogmatiche senza motivarle”. C’è da chiedersi perché tu ti prenda la briga di leggermi, a questo punto.
    In realtà, di motivazioni a me pare di averne fornite, se non le condividi non è un buon motivo per accusarmi di non motivare, altrimenti a questo punto –non condividendo io le tue repliche- potrei affermare che non hai replicato nulla.
    E veniamo ai tuoi punti.

    A) [Perché sostieni che il non-voto sia silenzio? Il non-voto (che sia astensione, annullamento, scheda bianca[1]) è registrato. E’ previsto dalla legge. E’ dimostrabile.]
    +++
    Certo, che è registrato: ma registri solo il fatto che tu non eleggi nessuno. Ideologicamente, puoi caricarlo di tutti i significati che vuoi (ma di fatto potrei interpretarlo in qualsiasi modo mi vada: stai protestando, sei sfiduciato o te ne sbatti? Mah! Si può non-votare per tutti e tre gli ordini di motivi). Agli effetti pratici non hai votato nessuno, delegando la tua decisione a chi invece vota.
    Questa idea che alle elezioni politiche per il parlamento italiano si vada per esprimere il proprio “io” mi pare frutto di un equivoco.

    B) [Perché sostieni che il silenzio equivalga all’assenso? Il silenzio è silenzio, l’assenso è assenso. In un’elezione non è possibile l’assenso, non è un referendum.]
    +++
    La delega di decisione è assenso alla scelta fatta da altri, e precisamente a quella della maggioranza; mi chiedo perché quello che è chiarissimo in un’assemblea di condominio (se non voti, deleghi) sfugga poi quando si passa alle elezioni politiche.

    C) [Sequenza:
    1- Mario vuole il ponte sullo Stretto
    2- Giovanni vuole a capo della Polizia il capo dei macellai di Genova 2001
    3- Ho la possibilità di scegliere fra Mario, Giovanni o nessuno dei due
    4- Maria sceglie “Mario”
    5- Elena sceglie “Mario”
    6- Tu scegli “Giovanni”
    7- Io scelgo “Nessuno dei due”
    8- Io ho costruito il ponte sullo Stretto

    Io?!? Io ho detto NESSUNO DEI DUE! ]
    +++
    Io-Maria-Elena e tu: non hai detto nulla, Pibi, quindi hai scelto il ponte. Se Maria avesse scelto il macellaio avresti scelto il macellaio. Di fatto, io ho scelto il macellaio invece del ponte, tu ti sei accodato a Maria ed Elena e -non meno di loro- hai costruito il ponte, anche se dalla tua scheda bianca nessuno saprà mai perché l’hai fatto. Dovranno venire su questo blog per scoprire che ti era troppo antipatico il macellaio perché tu ti rifiutassi di impastare la malta insieme a loro.

    D) [spiega la tua affermazione secondo cui fare qualunquismo da bar sia più efficace che non-votare. Io ho spiegato, tu hai affermato dogmaticamente. Se vuoi rispiego: il non-voto è registrato: totmila persone non hanno votato, la mia tessera elettorale non ha il timbro di quest’elezione. La frase al bar è detta, appunto agli ubriachi. Il non-voto è registrato, ed è quindi tangibile tanto quanto il voto.]
    +++
    Dalla registrazione del tuo non-voto so solo che non hai votato. Punto. Non stavi bene, ti devo portare le medicine? Non hai trovato la sezione elettorale, ti devo prestare il Tuttocittà? Non te ne fotteva una beata mischia e così non hao votato? Bon. Te ne frega troppo e preferisci non votare se poi vedi che hai perso? Ri-bon. Qualunque dei motivi sia alla base della tua scelta, noialtri che abbiamo votato non lo sapremo mai. A meno che tu non ci venga a trovare a due a due nei bar di tutta Italia; se saremo abbastanza sobri da darti retta, avrai comunque espresso il tuo “io” più di quanto tu abbia fatto con la scheda bianca.

    E) [quali alternative all’astensione esistono per chi in coscienza non possa scegliere nessuno dei candidati e non abbia la possibilità di presentarne di propri? Quali per chi rinneghi la democrazia parlamentare rappresentativa come metodo di governo ma sia costretto comunque a subirla?]
    +++
    Scegliere il meno peggio. Non li stai *sposando* (cazzo!), li stai mandando in parlamento, dove qualcuno andrà comunque. Non ci credo che per il resto delle scelte della tua vita non riesci ad applicare la logica del meno peggio, perché ti è così difficile farlo davanti alle elezioni? Quando hai scelto la tua auto, la ditta in cui lavori, il quartiere e la città in cui vivere, insomma tutte le scelte che sei stato costretto a fare, alla fine hai deciso o sei ancora lì con la scheda bianca in mano?

    [PS: il ponte di Messina l’avrai costruito anche tu che pensi di poterlo impedire con un voto dato ad una forza politica che farà nulla per impedirne la costruzione. La costruzione del ponte di Messina si potrebbe impedire solo con la violenza politica ma credo che per te tanto quanto per me la violenza politica sarebbe in questo caso un metodo sproporzionato al fine: la posso accettare per rovesciare una dittatura o un’occupazione ma non per impedire un disastro ambientale circoscritto.]
    +++
    Il ponte non è stato costruito l’ultima legislatura grazie al *mio* voto a Prodi, né sarà costruito se vince Veltroni. Ai fini del ponte la *tua* scheda bianca sarà un mattone in più se vince Berlusconi, un rischio corso inutilmente se vincerà (seh!) Veltroni.

    [cazzo, dimenticavo: l’astensione alle elezioni politiche in Italia finora non ha mai cambiato nulla, così come non ha mai cambiato nulla la manifestazione di piazza (tranne a Genova nel 1960 contro il governo Tambroni) o il voto ai Comunisti Italiani.
    Alle politiche 2006 si è astenuto il 16,4% degli aventi diritto al voto, e si è parlato di mancanza di fiducia dell’elettorato. Se l’astensionismo raggiungesse ad esempio il 40% (o, sogno bagnato, superasse il 50%) la delegittimazione della classe politica sarebbe evidente; ovviamente finché si continuerà a denigrare democristianamente l’unico metodo non violento di (appunto) delegittimazione della classe politica sarà ben difficile riuscire a cambiare davvero qualcosa.]
    +++
    Scenario ipotetico: vota solo il 20%. Berlusconi, delegittimato un casino, governa con la maggioranza assoluta dell’11% e rincomincia ad accorciare termini di prescrizione per reati che gli interessano: grande soddisfazione di PbM, che può affermare che però è delegittimato.
    Scenario reale: negli USA vota una percentuale bassissima di aventi diritto, l’astensione è alle stelle. La democrazia parlamentare funziona benissimo (almeno nel senso che prendono decisioni del cazzo democraticamente) e alla classe dirigente fotte sega dei cittadini che non votano.

    +++
    Puoi fare il poeta della politica fin che ti pare, un “mah” non è un “no”.
    Sì, quest’ultima affermazione non è seguita da dimostrazione, ma se –dal tuo punto di vista- non è stato sufficiente a fondarla tutto quello che ho scritto finora, di più non credo di poter fare.
    P.S. Democristiana tua sorella.

    Rispondi

  12. Posted by anonimo on aprile 6, 2008 at 4:16 pm

    ho trovato questa bellissima:
    “Scegliere da un cesto di frutti bacati è il vero qualunquismo da combattere.”

    Il vero errore di fondo che fai nella tua analisi è dire “un mah non è un no”. Il non voto non è un mah. Il non voto (lo dice la parola stessa) è un NO. La scheda bianca è un mah. Votare turandosi il naso, come fai tu, è un mah. La democrazia parlamentare americana funziona male, con la popolazione che non si sente rappresentata (ma va) ed una classe politica che arranca. Quando ho scelto auto, ditta, eccetera, ho scelto quel che mi stava bene, non “il meno peggio” – se lavorare per un’azienda non mi sta bene me ne vado, e sono disposto a restare disoccupato abbassando il mio tenore di vita piuttosto che mantenere una scelta sbagliata – e per la cronaca l’ho già fatto in passato, non è stata una scelta facile ma me ne sono fatto carico. Così come tu non sai perché io non voto, io non so perché tu voterai PD: pensavi che avrebbero dato dei diritti alle coppie di fatto? hai sbagliato a fare la croce? credi alle favole? ami turarti il naso? sei d’accordo nel lasciare esenzioni fiscali alla Chiesa? non vedi l’ora che vengano ampliate le basi NATO? non vuoi perdere l’occasione di andare volontario in Afghanistan? Starà a te poi venirci a render conto a due a due nel bar delle scelte dell’eventuale governo Veltroni a cui tu hai dato carta (non scheda) bianca.
    Ti faccio presente infine che in un’assemblea di condominio se non voto non voto. Posso anche far mettere a verbale che non sono d’accordo con nessuna delle proposte – a parte il fatto che il paragone è assurdo visto che in assemblea posso andare, non andare, o delegare, e che se vado posso votare A, votare B o esprimere dissenso. Scardiniamo per piacere questa stronzata del “se non voti deleghi”: se non voti non voti, se deleghi deleghi; si delega votando, non non-votando. La delega alla maggioranza la si dà con la scheda binaca, non col voto nullo o con la non partecipazione al voto, e si può partecipare alla vita politica di un Paese anche senza poi andare a votare: nella pratica, con l’attività.
    Certo che ricordarsi della politica solo quando c’è da fare una X è molto più comodo.

    E guarda che i democristiani al potere ce li vuoi mandare tu. Prodi, per dirne uno. Quello della seduta spiritica per Moro.

    -pbm

    Rispondi

  13. Posted by Xantro on aprile 6, 2008 at 10:53 pm

    Lo sai perfettamente e senza dubbi perchè voterò Veltroni: per eleggere membri dalla sua lista in parlamento. Altro motivo non c’è.
    Per veicolare altri significati e distinzioni più fini, uso questo blog, la macchina del caffè in ufficio e se mi gira scrivo a Repubblica.
    Votare non è espressione dell’io, per quello ci sono altri mezzi. E PER QUESTO che scelga Prodi alle elezioni non significa che io sia democristano; applicando la stessa logica, tu dovresti essere… nullo, Pibi.

    Rispondi

  14. […] superficiale e fondamentalmente dettata dall’incapacità di scegliere. Versione lunga? Qui. Versione corta? Fai pure ma poi, ti prego, zitto per i prossimi quattro anni (tanto lo so che […]

    Rispondi

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