Archive for novembre 2008

Milan in UEFA.

Ieri sera il Milan ha giocato in Coppa Uefa contro il Porthqualcosa.
Unici a trasmettere l’evento, Conto TV, un’emittente normalmente dedita al porno ("lo so perché me l’ha detto un amico")

Stabilito quindi -confermato, più che altro- che una partita del Milan è uno spettacolo osceno, resta da ascrivere l’evento ad un sottogenere, come anni di porn-surfing in internet ci hanno insegnato a fare.
Scorrendo la formazione, non ho dubbi: older.

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Milan in UEFA.

Ieri sera il Milan ha giocato in Coppa Uefa contro il Porthqualcosa.
Unici a trasmettere l’evento, Conto TV, un’emittente normalmente dedita al porno ("lo so perché me l’ha detto un amico")

Stabilito quindi -confermato, più che altro- che una partita del Milan è uno spettacolo osceno, resta da ascrivere l’evento ad un sottogenere, come anni di porn-surfing in internet ci hanno insegnato a fare.
Scorrendo la formazione, non ho dubbi: older.

Intolleranza prenatalizia.

Ho deciso: d’ora in poi girerò per autogrill, centri commerciali e grandi negozi con un martello in tasca.

USB20Dancing20and20Singing20Santa
Il primo pupazzo di babbo natale o di alberello con la bocca 
che al mio passaggio inizierà ad ancheggiare e a cantare una qualsiasi carola natalizia versione chiassosa -PAMM!!- avrà rotto i coglioni per l’ultima volta.

Fatelo anche voi, per un natale più sereno.

Intolleranza prenatalizia.

Ho deciso: d’ora in poi girerò per autogrill, centri commerciali e grandi negozi con un martello in tasca.

USB20Dancing20and20Singing20Santa
Il primo pupazzo di babbo natale o di alberello con la bocca 
che al mio passaggio inizierà ad ancheggiare e a cantare una qualsiasi carola natalizia versione chiassosa -PAMM!!- avrà rotto i coglioni per l’ultima volta.

Fatelo anche voi, per un natale più sereno.

AggiornaGaia novembre 2008

010.Gaia in posaCedendo alle numerose richieste (?), ma più che altro al rincoglionimento da paternità (quella fase in cui ti convinci che il tuo pargolo sia il primo a venire al mondo, quindi un miracolo assoluto), vi propongo una sua recente foto.
Piuttosto vezzosa, eh?
 
Notizie: la piccola cresce bene, anzi come vedete è piuttosto bonza. Ha due mesi, ora. Dorme tutta notte ed è sana come un pesce, quindi non porto le occhiaie che tanti altri genitori mi avevano, e in qualche caso piuttosto malignamente, preannunciato.
.
Quanto a me come patri: come noterete, sono vittima consapevole del rincoglionimento da paternità. Sento quindi come doverosa l’assunzione di una serie di impegni verso il lettori del mio blog, appena in tempo prima di sprofondare nell’abisso della genitorialità militante.
  • Non inizierò a chiedere sovvenzioni per la famiglia, tutele per la famiglia, assegni per la famiglia, insomma non inizierò a votare Casini. Che in Italia occorressero più asili-nido ne ero già convinto, che le famiglie con figli vadano inondate di sussidi continua e continuerà a sembrarmi stupido, anche considerando che probabilmente poi i genitori se li spenderebbero nell’acquisto di un SUV.
  • Non esibirò sull’auto l’adesivo “bebè a bordo”. Ecchissene? Guida meglio , allora -è sempre stata la mia reazione, e non posso rinnegarla.
  • Non vi racconterò nemmeno sotto tortura, quanto pesa lei o quanta cachina santa fa. Esistono nonni e zie, per questo tipo di irrinunciabili condivisioni.
  • Eviterò di assumere con altri uomini in procinto di diventare padre quel tono da veterano, e soprattutto di sibilare l’oscuro presagio: vedrai, ti cambia la vita. Se non avessero accettato di cambiare la loro vita, avrebbero fatto un abbonamento a Max e non un bambino, c’è da supporre
  • In generale, cercherò di non fare della mia paternità il primario e imprescindibile punto di vista di ogni osservazione.

Per favore, ricordatemi questi impegni solennemente presi quando inizierò a delirare.

 
Non mi si fraintenda, tuttavia: non temete per il mio coinvolgimento emotivo. Ho infatti intrapreso felicemente l’opera di trasformarmi in un idiota balbettante al cospetto di minuscoli piedini e di passare le mie serate in imbarazzanti smancerie. Ci mancherebbe!
Solo, come per il sesso e la dichiarazione dei redditi, sarà opportuna una certa pubblica discrezione.
 
Mi chiedono in molti come ci si senta e, ovviamente, non ho una buona risposta. Tuttavia, posso indicare come fenomeno principale uno stato continuo di stupore. Il che, ne converrete, è ben buffo. Voglio dire, hai a disposizione nove mesi –mica nove giorni- per prepararti all’evento, durante i quali leggi libri, blog, forum, ma soprattutto parli con madri, padri e nonni che ti descrivono per filo e per segno quello che hanno fatto loro e spesso quello che hai fatto tu, che è lo stesso –più o meno- per tutti i pupattoli. Ciò nonostante, confesso di avere passato questi primi due mesi in uno stato costante di stupore: guarda che ditini, guarda come dorme, guarda come ciuccia, guarda: respira!
E’ la spiegazione migliore che so darvi del mio stato d’animo.

AggiornaGaia novembre 2008

010.Gaia in posaCedendo alle numerose richieste (?), ma più che altro al rincoglionimento da paternità (quella fase in cui ti convinci che il tuo pargolo sia il primo a venire al mondo, quindi un miracolo assoluto), vi propongo una sua recente foto.
Piuttosto vezzosa, eh?
 
Notizie: la piccola cresce bene, anzi come vedete è piuttosto bonza. Ha due mesi, ora. Dorme tutta notte ed è sana come un pesce, quindi non porto le occhiaie che tanti altri genitori mi avevano, e in qualche caso piuttosto malignamente, preannunciato.
.
Quanto a me come patri: come noterete, sono vittima consapevole del rincoglionimento da paternità. Sento quindi come doverosa l’assunzione di una serie di impegni verso il lettori del mio blog, appena in tempo prima di sprofondare nell’abisso della genitorialità militante.
  • Non inizierò a chiedere sovvenzioni per la famiglia, tutele per la famiglia, assegni per la famiglia, insomma non inizierò a votare Casini. Che in Italia occorressero più asili-nido ne ero già convinto, che le famiglie con figli vadano inondate di sussidi continua e continuerà a sembrarmi stupido, anche considerando che probabilmente poi i genitori se li spenderebbero nell’acquisto di un SUV.
  • Non esibirò sull’auto l’adesivo “bebè a bordo”. Ecchissene? Guida meglio , allora -è sempre stata la mia reazione, e non posso rinnegarla.
  • Non vi racconterò nemmeno sotto tortura, quanto pesa lei o quanta cachina santa fa. Esistono nonni e zie, per questo tipo di irrinunciabili condivisioni.
  • Eviterò di assumere con altri uomini in procinto di diventare padre quel tono da veterano, e soprattutto di sibilare l’oscuro presagio: vedrai, ti cambia la vita. Se non avessero accettato di cambiare la loro vita, avrebbero fatto un abbonamento a Max e non un bambino, c’è da supporre
  • In generale, cercherò di non fare della mia paternità il primario e imprescindibile punto di vista di ogni osservazione.

Per favore, ricordatemi questi impegni solennemente presi quando inizierò a delirare.

 
Non mi si fraintenda, tuttavia: non temete per il mio coinvolgimento emotivo. Ho infatti intrapreso felicemente l’opera di trasformarmi in un idiota balbettante al cospetto di minuscoli piedini e di passare le mie serate in imbarazzanti smancerie. Ci mancherebbe!
Solo, come per il sesso e la dichiarazione dei redditi, sarà opportuna una certa pubblica discrezione.
 
Mi chiedono in molti come ci si senta e, ovviamente, non ho una buona risposta. Tuttavia, posso indicare come fenomeno principale uno stato continuo di stupore. Il che, ne converrete, è ben buffo. Voglio dire, hai a disposizione nove mesi –mica nove giorni- per prepararti all’evento, durante i quali leggi libri, blog, forum, ma soprattutto parli con madri, padri e nonni che ti descrivono per filo e per segno quello che hanno fatto loro e spesso quello che hai fatto tu, che è lo stesso –più o meno- per tutti i pupattoli. Ciò nonostante, confesso di avere passato questi primi due mesi in uno stato costante di stupore: guarda che ditini, guarda come dorme, guarda come ciuccia, guarda: respira!
E’ la spiegazione migliore che so darvi del mio stato d’animo.

Porci Diaz

Così, sono stati condannati i manganellatori di Genova e assolti i loro responsabili, gli ufficiali in comando.
Non sapevano, i loro uomini hanno eseguito ordini che non hanno dato, hanno firmato rapporti ridicolmente falsi -ma sono stati ingannati.
Assolti, sta bene (sta bene?).
Ma allora sono pessimi ufficiali, superficiali, irresponsabili, privi di autorità e polso. Quindi, li sbattono almeno fuori dalla polizia, vero?
No, li hanno anzi recentemente promossi tutti.
 
 
 

La sensazione di palese presa per il culo dell’opinione pubblica, della verità e del senso di uno stato di diritto è qualcosa più che fondata.