Archive for febbraio 2009

Non è un paese per vecchi.

(Sky 1, domenica sera)
I Coen li adoro. Corman Mc Carthy, dopo averne letto La strada, pure. Grandi aspettative, quindi.

Il film inizia bene, nel paesaggio stralunato del Texas che i Coen sanno rappresentare così bene. Poi la vicenda decolla, e tu precipiti dentro la tensione e la follia della violenza della nuova America, cui il vecchio sceriffo fa tanto bene da contrappunto. Cresce la suspance, la vicenda mozza il fiato, sei avvinto.
Poi, all’incirca a quattro quinti del film, Renegade, il pitbull di uno dei fratelli Coen, deve avere fatto a pezzi il copione; è evidente che nessuno dei fratelli si ricordava una cippa della stesura originale e che non avevano fatto un backup (sembrano me). Quindi, hanno deciso di finire il film con delle scene scartate che gli avanzavano.
Mah.

[In ogni caso Javier Bardem nella parte dello psicopatico è la cosa più agghiacciante che abbia mai visto. Passerei più volentieri un’intero weekend (comprese sbronza la sabato sera e partite in tv la domenica pomeriggio) con Freddy Krueger o Alien piuttosto che cinque minuti con lui.]

 

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La FAO domanda, il mondo risponde.

Sono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai governi di tutto il mondo. La domanda era:
“Per favore ci dica onestamente quale è la sua opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo”.
Gli europei non hanno capito cosa fosse la “scarsità”.
Gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti.
Gli americani hanno chiesto il significato di “resto del mondo”.
I cinesi, straniti, hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di “opinione”.
Il governo Berlusconi sta ancora discutendo su cosa possa significare l’avverbio “onestamente”.

[P. S. Avrei anche potuto pubblicare una barzelletta sulle Torri Gemelle, sulla strage di Mombay, sul massacro nella striscia di Gaza. Ma aspetto che lo faccia Berlusconi, così  facciamo un’altra figura di merda su scala mondiale e ci inimichiamo altri tre Paesi, come abbiamo appena fatto con l’Argentina]

La FAO domanda, il mondo risponde.

Sono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai governi di tutto il mondo. La domanda era:
"Per favore ci dica onestamente quale è la sua opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo".
Gli europei non hanno capito cosa fosse la "scarsità".
Gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti.
Gli americani hanno chiesto il significato di "resto del mondo".
I cinesi, straniti, hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di "opinione".
Il governo Berlusconi sta ancora discutendo su cosa possa significare l’avverbio "onestamente"

[P. S. Avrei anche potuto pubblicare una barzelletta sulle Torri Gemelle, sulla strage di Mombay, sul massacro nella striscia di Gaza. Ma aspetto che lo faccia Berlusconi, così facciamo un’altra figura di merda su scala mondiale e ci inimichiamo altri tre Paesi, come abbiamo appena fatto con l’Argentina]

Caso Mills

In un paese normale una sentenza, sia pure di primo grado, che condanna un imputato per essersi lasciato corrompere e avere reso falsa testimonianza in un processo, porta con sé anche la condanna del corruttore. In Italia no, perché il corruttore è Presidente del Consiglio e non può essere processato.
In un paese normale, anche nel caso che esitesse tale impunità, un Presidente del Consiglio macchiato da un tale fatto si dimetterebbe, spontaneamente.
In Italia si dimette Veltroni.

Mah.

Michele, eto stà a Ro’igo?

Michele in trasferta per lavoro è un’occasione per conoscere l’Italia. Disponibile in sms.

Non ero mai stato nella zona di Rovigo, mi ci ha portato il mestiere. Il rodigino è lieto e misurato, se se ne attira l’attenzione egli risponde "comandi". Dopo aver risposto alle domande egli chiede "va ben?" e nel prender congedo dice "permette?". Permette viene utilizzato anche nel trasferire la vostra chiamata telefonica ad un secondo rodigino, alcune centraliniste emettono 850 "permette" al giorno ma ricevono una indennità cottimo. Ciò nonostante il rodigino non si rivolgerà mai a voi con il lei o il voi; neanche con il coloro. Il rodigino vi darà del tu, sorridendovi. Il rodigino pronunzia una consonante su 30. Ne consegue una qualche difficoltà nella comprensione, è allo studio un rodigino con una rotella a guisa di sintonia sotto l’orecchio destro. La frequentazione del rodigino di genere maschile è vivamente sconsigliata a infanti, porporati e signore di ogni estrazione. Costui confuta, in maniera rustica ma costante, alcuni dogmi sanciti da Papa Ghislieri durante il Concilio di Trento. Domani ho una serie di riunioni (iunioi io rodigino) in loco, sono un filo teso.

 

Rovigo II giorno – La viabilità rodigina riflette il carattere semplice e pratico dei suoi abitanti. L’assenza di barriere naturali ha permesso l’uso di due sole modalità: il rettilineo e la curva a 90 gradi. La S.S. Romea è per larghezza e manutenzione ferma all’epoca giustiniana: ve ne consiglio la percorrenza con le quattro frecce inserite, fazzoletto bianco sbandierante e finta gestante seduta al posto del passeggero. La cucina è marinara, il pomodoro è sconosciuto ed i pesci hanno nomi diversi dalle terre evangelizzate.   Ciò non ha minato il sollazzo delle mie papille gustative in questi due giorni! Per i più curiosi segnalo un’edilizia alquanto bizzarra. Palazzi del ventennio ricordano ai rodigini che lo stato è presente. Inps, Tribunale, Agenzia Entrate, Prefettura sono figli di una razionale e italica matita! Le case no! Le case riecheggiano case veneziane ma messe in aperta campagna! Stucchi, leoni alati e piccoli Rialto lasciano immaginare al loro interno civettuole damine con regolamentare neo. Gli incontri di lavoro sono stati rapidi precisi ed efficienti. Nel complesso esperienza positiva. Rovigo, reccomended by Michele B..

Dopo il polverone

Sono giorni che mi prudono le dita: anche le mani, se è per quello, ma non voglio fare il facinoroso.
Osservate ventiquattro ore di rispettoso silenzio (quanto sarebbe stato meglio che avessero fatto altrettanto svariati politici di questa chiassosissima maggioranza, e parlo anche di quelli che risiedono in Vaticano), ho necessità e urgenza di fissare qualche punto a proposito della vicenda che ha coinvolto la famiglia Englaro.
Il “pezzo” non è breve, e me ne scuso, ma ho taciuto per troppi giorni e non ce la faccio più.

Partiamo da Berlusconi: dopo avere ignorato la questione negli ultimi mesi (ma, visto che non è nuovo a sedere a Palazzo Chigi, diciamo pure: per anni) improvvisamente l’Unto del Signore si sente investito di un compito umano e divino al tempo stesso: fulminato tipo John Belushi nei Blues Brothers (“la bbbandaaaaaa”) si precipita a salvare Eluana.
Quindi, prende atto che esiste una sentenza (vi ricordo: le sentenze applicano le leggi ai casi singoli) della Corte di Cassazione, non del pretore di Vergate sul Membro; ciononostante decide di ribaltarla con una legge, un decreto-legge per la precisione. Fa niente che la Costituzione stabilisca che le leggi devono avere valore e scopo generale, lui fa una legge per un caso singolo. In qualche mezzora, la legge è pronta, a riprova di quanto sia frutto di profonde e serie riflessioni.
Il Capo dello Stato gli fa sapere in via riservata che il suo atto non è formalmente accettabile: non è un’uscita estemporanea, è uno dei motivi per cui il Capo dello Stato fa quel mestiere lì. Berlusconi, dimostrando sensibilità e responsabilità istituzionale, se ne fotte e il decreto-legge lo emana lo stesso. Come da copione, Napolitano fa quello che gli aveva detto che avrebbe fatto, cioè non controfirma; suppongo che nel rimandare indietro la legge non firmata gli abbia attaccato anche un Post-it giallo con scritto “Silvio, ma sei cretino? Più che scrivertelo, cosa devo fare?”; ma deve essersi staccato, perché nessuno ne ha parlato.

A questo punto, viene fuori il Silvio vero, il bizzoso vecchietto megalomane e squilibrato che gli italiani tanto amano, e lo show è degno delle aspettative: dichiara che Eluana può svegliarsi (basta scuoterla un po’ forte, suppongo), che può avere figli (bel concetto della maternità, complimenti), che gli dicono che tutto sommato ha un bell’aspetto (ma chi gliel’ha detto? Il suo visagista?); sto citando letteralmente, ragazzi, andate a controllare i giornali di questi giorni.

E qui il Silvio inizia un iter parlamentare inedito e surreale, pretendendo di approvare in tempi record una legge la stessa legge dichiarata dal Capo dello Stato incostituzionale, e che presumibilmente sarebbe caduta nuovamente per lo stesso motivo.
Schifani, anellide che presiede il Senato, lasciando una scia di bava si dichiara pronto. Fini, il compagno che da anni il PCI ha infiltrato nelle file della destra (ormai è chiaro) si dichiara pronto uguale, però almeno mugugna.
Poi arriva quella che Eduardo chiamava la Grande Livella e finalmente lo show parlamentare si ferma. Un minuto. Poi rincomincia con accuse neanche tanto velate di omicidio, per omissione di firma e per avvelenamento.

Ora, una domanda ai miei compatrioti: ma cosa cazzo deve fare quest’uomo per convincervi di essere mentalmente instabile? Presentarsi in Parlamento con un pitale in testa? A questo lo volete costringere prima di rimuoverlo da quella sedia da cui si sta rendendo ridicolo –per inciso, rendendo ridicoli anche noi?

Ma al di là degli aspetti più patetici del comportamento di Berlusconi, mi preme sottolineare due cose.
Primo: l’uomo che sentiva la responsabilità della morte di Eluana in assenza di una legge, fa bene a sentire quella responsabilità, perché proprio lui è effettivamente responsabile di non avere mai voluto affrontare l’argomento nelle passate e abbondanti legislature in cui ha invece trovato tutto il tempo e le motivazioni di assestare per legge i suoi processi e di depenalizzare tutti i suoi reati favoriti. Il che non lo autorizza, tuttavia, a uscire dalle regole costituzionali: se invece vuole fare il dittatore o il monarca assoluto, sia dia almeno la pena di fare un colpo di stato, eccheccazzi, ci sono delle usanze da rispettare!

Secondo: chiarito che di Eluana non gliene fregava una fava, non è difficile capire quale fosse il suo vero obiettivo, anche perché l’ha impudicamente dichiarato a chiare lettere: cambiare la Costituzione, presentandosi di fronte al popolo (veramente ci si presenta davanti al Parlamento a sezioni unite, ma vabbe’); ha perfino dichiarato che la nostra Costituzione è stata influenzata da modelli filosovietici (ci sono costituzionalisti che ancora sono preda di convulsioni da risate per questa affermazione). Ora, il ragionamento è: questa Costituzione limita i miei poteri, è sovietica, cambiamola ampliando i miei poteri: esattamente come avrebbe fatto Stalin. Coerenza democratica e liberale, il Silvio, non c’è che dire!

Terzo (lo so che avevo detto due cose, ma non riesco a fermarmi): la retorica berlusconiana ha parlato nel caso Englaro di Stato che prevale sui cittadini additando alla pubblica esecrazione le decisioni della magistratura. Bene (bene un cazzo, a dire il vero) è vero proprio il contrario: in una faccenda privata, privatissima, lui, come politico, come potere dello Stato, ha voluto immischiarsi, decidere, fare pesare la propria opinione e imporla per legge annullando delle sentenze. Vogliamo chiarirgli una volta per tutte che essere stato eletto a Presidente del Consiglio non significa avergli dato le chiavi dell’Italia e delle nostre vite, e che lui non è l’Amministratore Delegato di Dio?

E, a proposito di Dio, ma soprattutto dei suoi profeti e dei suoi interpreti: ragazzi, avete rotto i coglioni. Quando capirete che siete liberissimi di fare quello che vi ha detto di fare dio ma che non per questo devo farlo io, allora ci sarà spazio per parlare della vostra visione delle cose. Ma, fino ad allora, mi spiegate quale senso ha dialogare con chi pretende di imporre le sue scelte? L’ateo, il laico, o semplicemente colui che non è certo di aver ben capito cosa vuole Dio da lui, non è tenuto a fare quello che decidi di fare tu con te stesso.
U capisti?
L’alternativa è il khomeinismo, nelle sue svariate forme.

E, non temiate, ne ho anche per l’opposizione: e qui prendo a prestito le parole di Cristiano Valli (che da oggi annovero con piacere nei link), voce storica di Radio Popolare:
dopo quello che è successo oggi il capo dell’opposizione aveva a disposizione tutta la storia per fare i dovuti paragoni. fascismi, nazismi, golpe, dittature, cesari, napoleoni, faraoni, comeini. tutto quello che voleva.

e con la sinistra, lì, smarrita, che aspetta le giuste parole forti lui se ne esce con “Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra“.

nel silenzio disturbato solo da un sommesso cascar di braccia, in redazione, s’è materializzata una frase che nessuno ha avuto il coraggio di pronunciare. ma s’è udita uguale. cosa diavolo è successo, nel dopoguerra?

Minchia, Walter, col bene che ti voglio lascia che te lo dica: talvolta davvero mi fai cadere i coglioni nei risvolti dei calzini.

 

A margine di tutto ciò, rimangono infine accese, come lampadine, alcune illuminazioni: Mentana ha scoperto di lavorare in Mediaset, Fini ha scoperto che Gasparri è buono sì e no per fare il capotifoso in curva, gli italiani hanno scoperto che, quando gli conviene, della loro opinione rilevata dai sondaggi Berlusconi se ne sbatte.
Benvenuti, a tutti, in Italia nel 2009. Enjoy.

 

Dopo il polverone

Sono giorni che mi prudono le dita: anche le mani, se è per quello, ma non voglio fare il facinoroso.
Osservate ventiquattro ore di rispettoso silenzio (quanto sarebbe stato meglio che avessero fatto altrettanto svariati politici di questa chiassosissima maggioranza, e parlo anche di quelli che risiedono in Vaticano), ho necessità e urgenza di fissare qualche punto a proposito della vicenda che ha coinvolto la famiglia Englaro.
Il “pezzo” non è breve, e me ne scuso, ma ho taciuto per troppi giorni e non ce la faccio più.

Partiamo da Berlusconi: dopo avere ignorato la questione negli ultimi mesi (ma, visto che non è nuovo a sedere a Palazzo Chigi, diciamo pure: per anni) improvvisamente l’Unto del Signore si sente investito di un compito umano e divino al tempo stesso: fulminato tipo John Belushi nei Blues Brothers (“la bbbandaaaaaa”) si precipita a salvare Eluana.
Quindi, prende atto che esiste una sentenza (vi ricordo: le sentenze applicano le leggi ai casi singoli) della Corte di Cassazione, non del pretore di Vergate sul Membro; ciononostante decide di ribaltarla con una legge, un decreto-legge per la precisione. Fa niente che la Costituzione stabilisca che le leggi devono avere valore e scopo generale, lui fa una legge per un caso singolo. In qualche mezzora, la legge è pronta, a riprova di quanto sia frutto di profonde e serie riflessioni.
Il Capo dello Stato gli fa sapere in via riservata che il suo atto non è formalmente accettabile: non è un’uscita estemporanea, è uno dei motivi per cui il Capo dello Stato fa quel mestiere lì. Berlusconi, dimostrando sensibilità e responsabilità istituzionale, se ne fotte e il decreto-legge lo emana lo stesso. Come da copione, Napolitano fa quello che gli aveva detto che avrebbe fatto, cioè non controfirma; suppongo che nel rimandare indietro la legge non firmata gli abbia attaccato anche un Post-it giallo con scritto “Silvio, ma sei cretino? Più che scrivertelo, cosa devo fare?”; ma deve essersi staccato, perché nessuno ne ha parlato.

A questo punto, viene fuori il Silvio vero, il bizzoso vecchietto megalomane e squilibrato che gli italiani tanto amano, e lo show è degno delle aspettative: dichiara che Eluana può svegliarsi (basta scuoterla un po’ forte, suppongo), che può avere figli (bel concetto della maternità, complimenti), che gli dicono che tutto sommato ha un bell’aspetto (ma chi gliel’ha detto? Il suo visagista?); sto citando letteralmente, ragazzi, andate a controllare i giornali di questi giorni.

E qui il Silvio inizia un iter parlamentare inedito e surreale, pretendendo di approvare in tempi record una legge la stessa legge dichiarata dal Capo dello Stato incostituzionale, e che presumibilmente sarebbe caduta nuovamente per lo stesso motivo.
Schifani, anellide che presiede il Senato, lasciando una scia di bava si dichiara pronto. Fini, il compagno che da anni il PCI ha infiltrato nelle file della destra (ormai è chiaro) si dichiara pronto uguale, però almeno mugugna.
Poi arriva quella che Eduardo chiamava la Grande Livella e finalmente lo show parlamentare si ferma. Un minuto. Poi rincomincia con accuse neanche tanto velate di omicidio, per omissione di firma e per avvelenamento.

Ora, una domanda ai miei compatrioti: ma cosa cazzo deve fare quest’uomo per convincervi di essere mentalmente instabile? Presentarsi in Parlamento con un pitale in testa? A questo lo volete costringere prima di rimuoverlo da quella sedia da cui si sta rendendo ridicolo –per inciso, rendendo ridicoli anche noi?

Ma al di là degli aspetti più patetici del comportamento di Berlusconi, mi preme sottolineare due cose.
Primo: l’uomo che sentiva la responsabilità della morte di Eluana in assenza di una legge, fa bene a sentire quella responsabilità, perché proprio lui è effettivamente responsabile di non avere mai voluto affrontare l’argomento nelle passate e abbondanti legislature in cui ha invece trovato tutto il tempo e le motivazioni di assestare per legge i suoi processi e di depenalizzare tutti i suoi reati favoriti. Il che non lo autorizza, tuttavia, a uscire dalle regole costituzionali: se invece vuole fare il dittatore o il monarca assoluto, sia dia almeno la pena di fare un colpo di stato, eccheccazzi, ci sono delle usanze da rispettare!

Secondo: chiarito che di Eluana non gliene fregava una fava, non è difficile capire quale fosse il suo vero obiettivo, anche perché l’ha impudicamente dichiarato a chiare lettere: cambiare la Costituzione, presentandosi di fronte al popolo (veramente ci si presenta davanti al Parlamento a sezioni unite, ma vabbe’); ha perfino dichiarato che la nostra Costituzione è stata influenzata da modelli filosovietici (ci sono costituzionalisti che ancora sono preda di convulsioni da risate per questa affermazione). Ora, il ragionamento è: questa Costituzione limita i miei poteri, è sovietica, cambiamola ampliando i miei poteri: esattamente come avrebbe fatto Stalin. Coerenza democratica e liberale, il Silvio, non c’è che dire!

Terzo (lo so che avevo detto due cose, ma non riesco a fermarmi): la retorica berlusconiana ha parlato nel caso Englaro di Stato che prevale sui cittadini additando alla pubblica esecrazione le decisioni della magistratura. Bene (bene un cazzo, a dire il vero) è vero proprio il contrario: in una faccenda privata, privatissima, lui, come politico, come potere dello Stato, ha voluto immischiarsi, decidere, fare pesare la propria opinione e imporla per legge annullando delle sentenze. Vogliamo chiarirgli una volta per tutte che essere stato eletto a Presidente del Consiglio non significa avergli dato le chiavi dell’Italia e delle nostre vite, e che lui non è l’Amministratore Delegato di Dio?

E, a proposito di Dio, ma soprattutto dei suoi profeti e dei suoi interpreti: ragazzi, avete rotto i coglioni. Quando capirete che siete liberissimi di fare quello che vi ha detto di fare dio ma che non per questo devo farlo io, allora ci sarà spazio per parlare della vostra visione delle cose. Ma, fino ad allora, mi spiegate quale senso ha dialogare con chi pretende di imporre le sue scelte? L’ateo, il laico, o semplicemente colui che non è certo di aver ben capito cosa vuole Dio da lui, non è tenuto a fare quello che decidi di fare tu con te stesso.
U capisti?
L’alternativa è il khomeinismo, nelle sue svariate forme.

E, non temiate, ne ho anche per l’opposizione: e qui prendo a prestito le parole di Cristiano Valli (che da oggi annovero con piacere nei link), voce storica di Radio Popolare:
dopo quello che è successo oggi il capo dell’opposizione aveva a disposizione tutta la storia per fare i dovuti paragoni. fascismi, nazismi, golpe, dittature, cesari, napoleoni, faraoni, comeini. tutto quello che voleva.

e con la sinistra, lì, smarrita, che aspetta le giuste parole forti lui se ne esce con “Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra“.

nel silenzio disturbato solo da un sommesso cascar di braccia, in redazione, s’è materializzata una frase che nessuno ha avuto il coraggio di pronunciare. ma s’è udita uguale. cosa diavolo è successo, nel dopoguerra?

Minchia, Walter, col bene che ti voglio lascia che te lo dica: talvolta davvero mi fai cadere i coglioni nei risvolti dei calzini.

 

A margine di tutto ciò, rimangono infine accese, come lampadine, alcune illuminazioni: Mentana ha scoperto di lavorare in Mediaset, Fini ha scoperto che Gasparri è buono sì e no per fare il capotifoso in curva, gli italiani hanno scoperto che, quando gli conviene, della loro opinione rilevata dai sondaggi Berlusconi se ne sbatte.
Benvenuti, a tutti, in Italia nel 2009. Enjoy.