Quando si parte dalla soluzione.

Sky news, TG 24.
Passa una pubblicità, che di recente gira in tv, che, più delle altre, trovo fastidiosa. E, si badi bene, non è uno spot né volgare, né chiassoso, né malfatto; anzi, è un bello spot. E’ invece nel messaggio finale, nello slogan, che trovo –ogni volta, per il piacere di Faffo che rotea gli occhi- un buon motivo per brontolare.
Si tratta di un prodotto farmaceutico. Ho questa roba qua, prendi questo prodotto qua, ma fa davvero bene, sì, certo, ti senti meglio in un attimo e firulì e firulà: Marca-del-prodotto, ci piace partire da una soluzione, non da un problema.
E qui mi girano i maroni. Perché, per quanto accattivante e di immediata presa (chi preferisce i problemi? Viva le soluzioni!), lo slogan non regge dal punto di vista logico. Infatti, ne converrete, senza partire da un problema non si può arrivare a nessuna soluzione, perché, se non risolve nulla perché nessuno ha mai posto un problema, una soluzione non è inutile: non è neppure una soluzione.
Sofismi, si potrebbe dire; anzi, mugugni di uno che pur non essendo arrivato ai quarantaquattro anni, brontola come un pensionato che ha finito la scorta quotidiana di monete per il videopoker. C’est moi, non c’è dubbio.

Tuttavia, per rimanere in ambito di pubblicità e farmaceutici, il dibattito è un po’ meno teorico di come l’ho posto io. E’ infatti un tema caldo negli Stati Uniti la sospetta larga diffusione di sindromi e malattie per le quali in tv, grazie ad una regolamentazione liberalissima e dissennata, le case farmaceutiche pubblicizzano le proprie soluzioni. A detta di molti, e col supporto di inconfutabili dati statistici, la pubblicità creerebbe la convinzione di soffrire di una malattia di cui non si soffre affatto –o si soffre di altro- grazie alla continua e accattivante proposizione della soluzione farmaceutica.

.
Finisce la pubblicità, il programma riprende con le notizie.
Vengo ad apprendere, con un comunicato tutto sommato molto asciutto, specialmente se paragonato al clamore da cui la vicenda era partita, che "il biondino di capodanno non ha stuprato nessuno".
Vi aiuto con la memoria: capodanno, una ragazza accusa di essere stata oggetto del reato di stupro da parte di un ragazzo di 22 anni, il quale si costituisce e ottiene gli arresti domiciliari (non una pacca sulla spalla o un nota sul registro: gli arresti domiciliari) in attesa delle indagini e del processo.
Apriti cielo! La ragazza urla in tv di volersi fare giustizia da sola. Insorgono i media, vanno in ebollizione i politici: Alemanno tuona, e figuriamoci se perdeva un’occasione per chiedere ortine und diziplina. Gli fa eco una Mara Carfagna evidentemente vittima della maledizione di Alex Drastico (“che tu possa restare muto, ma non per sempre, minchia, non per sempre. Che la voce ti ritorni improvvisamente e sporadicamente, in modo che tutti possano sentirti sparare delle stronzate pazzesche”). Si accodano poi anche –potevano mancare?- esponenti di secondo piano del PD, che evidentemente nella prudenziale linea di quel partito di generica fiducia nella magistratura non si riconoscono.
Parlamento riunito d’urgenza, manco ci fosse da bloccare l’ennesimo processo del Silvio, e nuova legislazione votata –toh, ancora una volta- col ricorso alla fiducia: i giudici non potranno più disporre se non il carcere per i sospettati (non i colpevoli, si badi bene, i sospettati) di reato di stupro: una valutazione caso per caso che viene sottratta, una volta per tutte, alla dispcrezione del magistrato.
Risulta invece oggi, dopo che la vittima ha fornito tre diverse versioni dell’accaduto, nessuna particolarmente credibile (anche se quella che coinvolgeva uno sbarco di marziani e la falsa morte di Elvis Presley è stata apprezzata per lo sforzo creativo), che lo stupro non c’è mai stato, che si è trattato di un consenziente amplesso peraltro non portato a termine (n’j’a’fatta), che quindi il biondino ventiduenne è, sorpresa, innocente, come all’atto della propria costituzione aveva fin dall’inizio sostenuto.
Rimane la nuova legge, nata da un episodio rivelatosi inventato.

Non che gli stupri non siano un problema, non equivochiamo. Quello che, alla riprova dei fatti, non poggiava su nessuna solida base, era il dramma di ignavi magistrati che liberano (se gli arresti domiciliari sim possono in qualche modo definire “liberare”) stupratori incalliti che potranno sciamare in strada in cerca di nuove vittime.
La soluzione, però, quella, rimane: un’insensata limitazione alla valutazione caso per caso del magistrato sulla pericolosità del presunto reo, una decisone presa di fretta e furia sull’onda dell’emozione, uno schiaffo –l’ennesimo- al garantismo e alle libertà civili.
Ci piace partire da una soluzione, non da un problema.
.          
La pericolosità dei romeni e degli immigrati clandestini.
Le toghe rosse.
Il giustizialismo di Di Pietro e di Travaglio.
La minaccia alla privacy delle intercettazioni.
L’affronto dei gay alla famiglia tradizionale.
La dipendenza dal nucleare francese.
Le moschee.
Gli zingari.
La congiura giudaico-massonica, le armi di distruzione di massa, il relativismo morale, i paesi dell’Asse del Male.
Quando si taglia corto sul problema, dandolo per scontato, statene certi: qualcuno sta per stamparvi in culo la sua soluzione.

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11 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on marzo 25, 2009 at 10:45 am

    ciao e buona giornata da Maria

    Rispondi

  2. Posted by anonimo on marzo 25, 2009 at 11:15 am

    Bello il tuo post
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    Kamamuri

    Rispondi

  3. Posted by massimo74 on marzo 25, 2009 at 3:43 pm

    ti piacerebbe 44, eh? inizia pure a dire 45! 😉

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on marzo 26, 2009 at 1:37 am

    Il problema e’ che la realta’ e’ sopravvalutata. E questo lo voglio come epitaffio.
    Iorek

    Rispondi

  5. Posted by Xantro on marzo 26, 2009 at 8:22 am

    Spiacenti, Iorek: è già lo slogan dei tg Mediaset. Prova di nuovo.

    Rispondi

  6. Posted by Xantro on marzo 26, 2009 at 8:44 am

    Massimuccio, fa’ il bravo: non sono ancora 44. E li porto benissimo, se escludiamo l’aspetto, la forma fisica e le capacità mentali.

    Rispondi

  7. Posted by anonimo on marzo 26, 2009 at 7:19 pm

    Clap clap clap
    (applausi)
    Pippi

    Rispondi

  8. Posted by anonimo on marzo 26, 2009 at 8:49 pm

    Ma com’è che ieri c’erano 4-5 post uguali uno dietro l’altro?

    Rispondi

  9. Posted by anonimo on marzo 27, 2009 at 9:52 am

    (a margine) io non sopporto la tendenza dei giornalisti a usare per le persone di cui parlano nomignoli, soprannomi e simpatici appellativi come se avessero fatto con la persona di cui parlano il bagno assieme nella stessa tinozza da quando avevano tre anni. Il biondino. Gabbo. Beppino. Tanto più se parlando di uno stupro titoli cose come ‘Il biondino di capodanno’. Ma cosa sei, una quindicenne lettrice di moccia che parla del compagno di classe con cui ha limonato nel preserale della discoteca?

    Rispondi

  10. Posted by anonimo on marzo 27, 2009 at 1:02 pm

    1 – “Ci piace partire da una soluzione, non da un problema” .. così uno continua a prendere pastiglie che ti sospendono il mal di testa, quello poi ritorna e giù pastiglie e più le prendi e più te ne servono … € € € eurelli eurelli !!!
    2 – su i rom, rumeni & Co mi viene in mente la storia raccontata in Fahreneit di Moore sulla limitazione della liberta (patriot act … che figata di nome … ricorda in effetti una cosa tipo “popolo delle libertà” ..) e sul fatto che il livello di sicurezza, nel periodo torri gemelle, passasse da medio ad alto e poi medio e poi alto, mantenendo in costante tensione la popolazione, e ad ogni “picco” si limitavano le libertà
    … libertà .. libertà come “casa delle libertà” (strano casa delle libertà potrebbe voler implicare “aumento delle libertà” ma perché no, anche “riduzione” …) …
    … è proprio così caro Xantro, un episodio (oggi eluana e la legge sul testamento biologico) è un pretesto, poi c’è cagnara, paura, urgenza è zac … una bella legge di limitazione, votata con la fiducia …. Traddotto …. Un gran bel palo piantato di dietro …..

    Concordo concordo e concordo

    Simo

    PS. Gran bel post, davverro

    Rispondi

  11. Posted by GeorgeSand on aprile 9, 2009 at 11:31 pm

    urca, il signore che scrive qui è parecchio intelligente!
    (quindi il tuo amico che sta nell’isola in mezzo al pacifico mi aveva mentito)
    (deliro e sono in ritardo sulla cronaca, ma l’ho letto solo oggi e volevo unirmi agli elogi)
    (mi scusi)

    Rispondi

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