Archive for aprile 2009

Con tanti saluti all’uomo del dialogo.

Citazione:
"Veronica è vittima delle manipolazioni della sinistra" tuona il Cavaliere da Varsavia. Ex show girl in lista? Ma quando mai. E’ tutta una manovra della stampa di sinistra. "Mi sembra che la situazione sia molto chiara, c’è una manovra montata dalla stampa di sinistra e dell’opposizione sulle nostre liste con notizie assolutamente infondate. Mi spiace che la signora (ovvero la moglie, ndr) abbia creduto alla stampa".

Il premier è un fiume in piena. Rivendica quella che definisce la scelta di "rinnovare la nostra classe politica con persone che siano colte, preparate e che garantiscano la loro presenza a tutte le votazioni". Niente "personaggi maleodoranti e malvestite come altri personaggi che circolano nelle aule parlamentari candidati da certi partiti" con il Pdl.

Insomma, ovviamente è stato frainteso, persino la moglie (non parliamo dell’amante: Fini) è cascata in una montatura della sinistra, quella sinistra che, e questo è il massimo del comico, candida sciattone puzzolenti.

Da la sensazione, e da tempo, che se non fanno a tempo a scrivergli un discorso (tipo quello del 25 aprile, che persino io ho trovato equilibrato; magari giunto con quindici anni in ritardo, se proprio vogliamo puntualizzare, ma condivisibile), ne improvvisi uno lui: con esiti fra l’osteria all’orario di chiusura e il nonno arteriosclerotico.

Non che questo sposti di una virgola la massa di italiani disposti a votarlo, per carità.

Con tanti saluti all’uomo del dialogo.

Citazione:
“Veronica è vittima delle manipolazioni della sinistra” tuona il Cavaliere da Varsavia. Ex show girl in lista? Ma quando mai. E’ tutta una manovra della stampa di sinistra. “Mi sembra che la situazione sia molto chiara, c’è una manovra montata dalla stampa di sinistra e dell’opposizione sulle nostre liste con notizie assolutamente infondate. Mi spiace che la signora (ovvero la moglie, ndr) abbia creduto alla stampa”.Il premier è un fiume in piena. Rivendica quella che definisce la scelta di “rinnovare la nostra classe politica con persone che siano colte, preparate e che garantiscano la loro presenza a tutte le votazioni”. Niente “personaggi maleodoranti e malvestite come altri personaggi che circolano nelle aule parlamentari candidati da certi partiti” con il Pdl.

 

Insomma, ovviamente è stato frainteso, persino la moglie (non parliamo dell’amante: Fini) è cascata in una montatura della sinistra, quella sinistra che, e questo è il massimo del comico, candida sciattone puzzolenti.

 

Da la sensazione, e da tempo, che se non fanno a tempo a scrivergli un discorso (tipo quello del 25 aprile, che persino io ho trovato equilibrato; magari giunto con quindici anni in ritardo, se proprio vogliamo puntualizzare, ma condivisibile), ne improvvisi uno lui: con esiti fra l’osteria all’orario di chiusura e il nonno arteriosclerotico.

Non che questo sposti di una virgola la massa di italiani disposti a votarlo, per carità.

 

I misteri dell’orto.

Com’è che la fottuta grandine arriva e ti devasta zucchine e cetrioli appena piantati e lascia intatte, garrule e svettanti, le ortiche? Qualcuno le copre con l’ombrello?

I misteri dell’orto.

Com’è che la fottuta grandine arriva e ti devasta zucchine e cetrioli appena piantati e lascia intatte, garrule e svettanti, le ortiche? Qualcuno le copre con l’ombrello?

Non è che lo difenda, però sì.

Schierarmi a fianco di un mestatore come Santoro è compito ingrato, al quale mi sottrarrò.
Mi limiterò a buttare lì un paio di spunti di riflessione.

Il primo è di Michele Serra, che nota come audience e share giustifichino tutto nella tv di oggi (dal Grande Fratello, a Vespa, a Mourinho), ma non siano minimamente presi in considerazione, nel caso di Santoro, dai suoi critici, compresi i dirigenti RAI e i possessori di tv commerciali che incidentalmente svolgono anche la funzione di Presidente del Consiglio. Eppure è il loro linguaggio.

Il secondo è -ben più modestamente- mio: mi chiedo se quelli che si scagliano contro la faziosità nell’uso del mezzo pubblico siano gli stessi che plaudono alla decisione mettere a capo di Rai Uno tale Maurizio Belpietro, di professione giornalista-servo schierato da sempre -o meglio, dal momento in cui la sua carriera ha iniziato a lievitare- con un editore, che è possessore di tv commerciali e, sempre incidentalmente, Presidente del Consiglio.
Sono gli stessi, eh? Ma tu guarda, alle volte, che scherzi ti fa la coerenza quando non la tieni allenata, o quando te la sei venduta

Solo per spiegare perché io, che Santoro non lo guardo, sono felice che neppure questa volta gli abbiano tappato la bocca.

 

Non è che lo difenda, però sì.

Schierarmi a fianco di un mestatore come Santoro è compito ingrato, al quale mi sottrarrò.
Mi limiterò a buttare lì un paio di spunti di riflessione.

Il primo è di Michele Serra, che nota come audience e share giustifichino tutto nella tv di oggi (dal Grande Fratello, a Vespa, a Mourinho), ma non siano minimamente presi in considerazione, nel caso di Santoro, dai suoi critici, compresi i dirigenti RAI e i possessori di tv commerciali che incidentalmente svolgono anche la funzione di Presidente del Consiglio. Eppure è il loro linguaggio.

Il secondo è -ben più modestamente- mio: mi chiedo se quelli che si scagliano contro la faziosità nell’uso del mezzo pubblico siano gli stessi che plaudono alla decisione mettere a capo di Rai Uno tale Maurizio Belpietro, di professione giornalista-servo schierato da sempre -o meglio, dal momento in cui la sua carriera ha iniziato a lievitare- con un editore, che è possessore di tv commerciali e, sempre incidentalmente, Presidente del Consiglio.
Sono gli stessi, eh? Ma tu guarda, alle volte, che scherzi ti fa la coerenza quando non la tieni allenata, o quando te la sei venduta

Solo per spiegare perché io, che Santoro non lo guardo, sono felice che neppure questa volta gli abbiano tappato la bocca.

 

Il ponte sullo stretto sismico.

La tragedia del terremoto in abruzzo fa riflettere: perlomeno, chi è in grado di farlo.
Non appartiene a questa categoria, evidentemente, il premier Silvio Delirio Berlusconi.
Da più parti si levano voci che fanno notare che in Italia esiste una zona ancora più sismica de L’Aquila, ed è Reggio Calabria, dove la percentuale delle case costruite con criteri antisismici non va olte un quarto. E Messina non è messa meglio.
Qualcuno si è sbilanciato a dire che -forse, magari, se ci è concesso alzare il ditino e fare un’osservazione- sette miliardi per un colossale ponte in zona sismica sono una spesa meno necessaria dell’intervento della case dove vivono le famiglie di quella città, destinate a crollare al primo scossone. Magari meno appariscente, e certo non destinato a fare entrare Sua Maestà Silvio I nella storia, ma atto a salvare vite umane e a non precipitare nella miseria dei cittadini.
Puntuale, è giunta la risposta del nostro premier, sicuramente sofferta quanto meditata:
"l Ponte sullo Stretto e’ un’opera prioritaria. Perche’ grazie al Ponte finalmente i siciliani saranno italiani al cento per cento." Cioé, potenziali terremotati.
Impregilo ringrazia.

Berlusconi ha delle priorità dei cittadini l’idea che potevano averne Ceausescu o Caligola. Con rispetto parlando per quei degnissimi capi di stato, si intende.