Letteratura da pendolare (gratuita).

Quotidiani gratuiti, avete presente? Quelli che vi regalano alla stazione, alla fermata del metrò, in qualunque posto ci sai un fitto passaggio di persone.
Generalmente, devo dire, li rifiuto, con cortesia ma li rifiuto. La qualità del giornalismo è proporzionata al prezzo, cioè nulla. Le notizie non sono niente a cui non possa accedere via internet, altrettanto gratis e senza sprecare della carta. Certo, meglio che guardare dal finestrino, soprattutto al centotrentaseiesimo viaggio sulla medesima tratta (eppure c’è gente che lo fa ogni giorno: vorrei colpirli con la mia copia del giornale gratuito, ma temo di risvegliarli dal coma e che poi mi tocchi essere ringraziato; magari mi si affezionano e mi tocca ricevere i loro auguri a Natale).
Sì, lo so, sono un vecchio; ma non è questo il punto, e il tag non è “le mie crociate”, stavolta.

Quello che volevo dire è che ieri mattina mi sono ricreduto, leggendo una copia abbandonata sul sedile del vagone delle Ferrovie Nord.
A pagina 25 del numero del 25 maggio di “Leggo” c’è la rubrica “Messaggi e pensieri d’amore”: vi giuro, meglio di un feuilleton, più interessante  trattato di sociologia, ammantato di quel ridicolo involontario che sfiora il sublime, appestato da tristissimo analfabetismo di ritorno, eppure costellato qua e là da geniali intuizioni.
Qualche esempio?
(Oh, giuro, non ne ho inventato né corretto neanche uno)

Partiamo dall’amante disperato:
Per il mio vero amore: se te [sic] mi dai una sola speranza io ci sono. Ripeto il mio numero  lo hai, voglio il tuo amore non  ho ancora smesso di amarti.
Consola che la persona che ami con  tanto trasporto abbia il tuo numero. Pensa che tragedia se ti dicesse di sì, che è disposta a  concederti quella speranza, e poi, non avendo il tuo numero, decidesse semplicemente di telefonare al Pizza Express per ordinare una pizza.

Una ragazza di solidi principi morali:
A Alexiv: ti amo e ti amerò per sempre, solo tua. Comunque devi aspettare il matrimonio.
“Non te la dago, disse la strega al mago.” Alexiv, piantala di raccontare balle agli amici del bar: non l’hai ancora vista e, se continui a star dietro a questa, diventerai campione olimpionico di autoerotismo.
E smettila di insistere, che questa la prossima volta compra una pagina intera sul Corriere della Sera per dirti dei prendere del bromuro.

L’amica analfabeta:
A cri: 6 la migliore amica ke nn abbia mai avuto. Tvtttb, by Franca.
Se il livello della comunicazione è questo, pensate alla peggiore amica che Franca “non” abbia mai avuto: cosa faceva, muggiva?

Chi li capisce è bravo:
A Pablito con sonrisa de ni
ño: para la prosima semana no dirme que deves portar la bici al mecanico. Besitos. Mari.
Pagherei per sapere cosa c’è sotto.

Sinceramente pentito:
Alle mie figlie Maria Antonietta e Cira: mi mancate, se vi ho fatto del male perdonatemi. Antonietta non ho il tuo numero, chiamami ho voglia di sentirti. Carlo.
Della serie “bon, e anche questa è sistemata.”
Ah, Antonietta, tuo padre ti ricorda che si chiama Carlo, per quanto tu lo chiami con altri nomi; prendi nota. (E poi piantala di menartela: delle due, non sei tu quella battezzata Cira).

Servo della gleba:
Alla mia collega: non avrò mai il coraggio di dirtelo in faccia, ma mi piaci un sacco.
Una sola parola: sfi-ga-tooooooooooooooooooooooo !!!

Segue poi la parte più divertente, quella che chiamerei “il pendolare in calore”. Decine di messaggi sono rivolti a compagni/e di viaggio occasionali, con cui spesso non si è scambiato che un’occhiata, e magari neanche quella.
Sei la ragazza con lo zainetto Dunlop? Sei la bellissima ragazza che passeggiava con il cagnolino nel controviale  venerdì 22 fra le 18.45 e le 19? Sei la ragazza che lavora all’ospedale S. Paolo e che la sera della festa della donna ti hanno rubato la borsa? Sei Okki Blu che sempre sabato mattina 7:30 scendi in Bramante, hai 1 neo sul sopracciglio?
Se sì, sappi che esisto e che sbavo per te. Sono quello che ti fa gli occhi da triglia e che ti sforzi di ignorare.
Bellissimi, sono tutti di questo tono, e mi diverte immaginare la reazione di chi dovesse riconoscersi come oggetto dell’attenzione del pendolare infoiato.

Qualcuno, come dicevo, addirittura incuriosisce per originalità, come questo:
A te: ti vedo tutte le mattine alle ore nove circa attraversare i binari al Giambellino alto, bello, particolare. Una sambuca?
Alle nove di mattina, come puoi dir di no? Però, almeno, come umorismo non mi pare involontario.

Ma il migliore, vincitore senza discussione alcuna del concorso “sfacciataggine 2009” è questo:
Da Ted: alla sexxxxissima castana che prende il treno delle 8.13 da Garibaldi. Come si chiama l’amico strafigo che siede sempre davanti a te?
Applausi.

Mi chiedo se d’ora in poi riuscirò ancora a rifiutare la mia copia gratuita.

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9 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on maggio 26, 2009 at 11:12 am

    Per come la vedo io, quello in spagnolo è un messaggio in codice dei narcos e tu verrai fatto sparire senza dare nell’occhio.
    (sarà che ho letto un articoletto su internazionale l’altro giorno…).
    Per tutti gli altri: sono veramente oltre l’immaginabile. Poi uno si chiede com’è che la gente crede alle balle di berlusconi.

    A proposito: ma tu 6 il moretto che non guarda mai dal finestrino e resti a fissare il pavimento con sguardo vitreo? 6 trooooopppo fikissimo!!!!!!!!!!!!!
    Kamamuri

    Rispondi

  2. Posted by Xantro on maggio 26, 2009 at 11:29 am

    LOL.
    Grande Kama!

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on maggio 26, 2009 at 4:13 pm

    Quando abitavo ancora nella Capitale, ho diviso per un anno la camera con la mia migliore amica. La sera, quando tornavamo dal lavoro, mentre l’altra preparava la cena, leggevamo “Messaggi e pensieri d’amore”. Mai riso tanto. Quando hanno smesso di distribuirlo alla fermata della metro di casa nostra ci siamo sentite defraudate.

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on maggio 27, 2009 at 3:34 am

    Appena riesco ti mando quelli di News Today, l’equivalente singaporean di STOP.

    Kamamuri mi ha fatto schiantare.
    Iorek

    Rispondi

  5. Posted by Xantro on maggio 27, 2009 at 9:01 am

    Allegra, Tostoini, arriva Iorek in tuo soccorso da oltre oceano. Ti restituirà il sorriso.

    Rispondi

  6. Posted by anonimo on maggio 28, 2009 at 1:45 pm

    Ciao Sandro.
    Il racconto è veramente divertente, la realtà è che ti stai pendolarizzando (letture comprese).
    A breve scoprirai anche la comodita della “schiscetta”. (Oggi la “schiscetta” non è finalizzata al risparmio economico, ma al guadagno in salute e in benessere – ultima “grandiosa idea” di lifegate.it http://www.lifegate.it/eventi/articolo.php?id_articolo=949).

    ciao gigi

    Rispondi

  7. Posted by Xantro on maggio 29, 2009 at 9:49 am

    Eh eh, è il carnet da 10 viaggi che mi corrompe l’anima, pendolarizzandola.
    Quanto alla schisceta, io guardo oltre: pasti caldi da casa consegnati sul luogo di lavoro, come a Mombay: guarda qui: http://www.equi-palcoscenico.it/documenti/001.pdf
    (pagina 3)

    Rispondi

  8. Posted by pbagnoli on maggio 31, 2009 at 1:02 pm

    Ho un ricordo di te che annoti sul diario scolastico le frasi pescate in metropolitana sotto la voce “Cultura dei muri” o qualcosa del genere.
    Pole esse’?
    ‘trone

    Rispondi

  9. Posted by Xantro on giugno 1, 2009 at 10:48 am

    Pole.
    Però non ho conservato niente; ma tanto la cultura popolare si rinnova.

    Rispondi

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