Archive for agosto 2009

La logica del Kurvunza

Sono in ufficio col collega Kurvunza, che mi chiede:.

“Ma senti un po’, come si chiama la moglie di Luca? Maria?”
“No, si chiama Stefania.”
“Ma davvero? Sarà che a me pare sempre che le polacche si chiamino tutte Maria.”
“Ma lei non è polacca; è romena.”
“Ah, vedi che avevo ragione? E’ perché non è polacca, che non si chiama Maria.”

 

Ha un modo tutto suo, di avere ragione.

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La logica del Kurvunza

Sono in ufficio col collega Kurvunza, che mi chiede:.

“Ma senti un po’, come si chiama la moglie di Luca? Maria?”
“No, si chiama Stefania.”
“Ma davvero? Sarà che a me pare sempre che le polacche si chiamino tutte Maria.”
“Ma lei non è polacca; è romena.”
“Ah, vedi che avevo ragione? E’ perché non è polacca, che non si chiama Maria.”

 

Ha un modo tutto suo, di avere ragione.

Schmuck.

Alex fa da guida nella sua Ucraina all’ebreo americano Jonathan, in visita per riscoprire le proprie origini.

“Voglio vedere Trachimbrod” ha detto l’eroe “per vedere com’è, dov’è cresciuto mio nonno, dove vivrei adesso se non fosse stato per la Guerra.”
“Tu saresti ucraino.”
“Esatto.”
“Come me.”
“Credo.”
“Solo non come me perché saresti agricoltore in una città poco notabile mentre io abito a Odessa che è molto uguale a Miami.”
“E voglio vedere com’è adesso. Non credo ci siano ancora ebrei ma può darsi di sì. E gli shtetl non erano solo ebrei, quindi dovrebero esserci altre persone con cui parlare.”
“Gli shcosa?”
“Gli shtetl. Sarebbe come un villaggio.”
“Allora perché non lo intitoli semplicemente villaggio?”
” E’ una parola ebrea.”
“Una parola ebrea?”
“In yiddish. Come schmuck.”
“Cosa vuol dire schmuk?”
“Qualcuno che fa qualcosa con cui non sei d’accordo è uno schmuck.”
“Insegnamene un’altra.”
“Putz.”
“Che cosa vuol dire?”
“Come schmuck.”
“Insegnamene un’altra.”
“Schmendrik.”
“Che cosa vuol dire?”
“Sempre come schmuck.”
“Conosci parole che non sono come schmuck?”
Lui ha riflesso un attimo, poi ha risposto: “Shalom… che in realtà sono tre parole… ma è ebraico, non yiddish. In sostanza, tutto quello a cui riesco a pensare è schmuck. Gli eschimesi hanno quattrcento parole per dire neve, e gli ebrei quattrocento parole per dire scmhuck. ”
Mi sono chiesto: cos’è, un eschimese?

(“Ogni cosa é illuminata” Jonathan Safran Foer)

Scmhendrick non la conoscevo.

Back to the eighties: le scimmie di mare.

Ieri sono venuti a trovarmi tre dei mondaypals, gli amicici di sempre. E, fra un tormentone e l’altro, è riemerso dal passato il ricordo di uno dei momenti più alti, più formativi e più profondi della nostra giovinezza: l’acquisto delle scimmie di mare.

Al tempo –parlo degli anni ’80-  non era come oggi: se una cosa palesemente inutile avesse esercitato su di te un’irresistibile attrazione, non potevi andare su E-bay e soddisfare immediatamente quella pulsione. Ma per fortuna c’era l’equivalente: il catalogo di vendite per corrispondenza di Euronova, una mitica azienda che si faceva pubblicità, generalmente in ultima pagina, in bianco e nero, sull’Intrepido o sui settimanali di enigmistica minori.
Questi adorabili farabutti ti vendevano di tutto: dagli occhiali a raggi X, alla crema per sviluppare i muscoli, al porta-rotolo di carta igienica musicale, lo spray Vat-en per prevenire allontanare cani e gatti, le scarpe col rialzo segreto per sembrare più alti, la Madonna color del tempo… un mondo meraviglioso di besasciate che ti portavano ad un’irresistibile brama di possesso.
Di questi, il più ambito erano le scimmie di mare.

L’annuncio più sobrio (ve ne erano parecchie versioni, a seconda della pubblicazione) diceva:

ENTRATE NEL MERAVIGLIOSO MONDO DELLE
SCIMMIE DI MARE
UNA VASCA DI FELICITA’ – IL MIRACOLO DELLA VITA ISTANTANEA

Aggiungete dell’acqua: è tutto. In UN SECONDO le stupefacenti SCIMMIE DI MARE nasceranno dalle minuscole uova, sotto i vostri occhi! Fatele crescere e divertitevi! Questi adorabili animaletti riempiranno la casa di allegria.
POSSONO PERFINO ESSERE AMMAESTRATE!
Sempre attivissimi e allegri scherzano e giocano fra loro continuamente; sono così pieni di trovate che non vi stancherete mai di guardarli.
Allevare le SCIMMIE DI MARE è così facile che anche un bambino di sei anni può farlo senza nessun aiuto. Mangiano pochissimo e tengono la loro acqua così pulita che richiedono cure minime – benché amino l’attenzione. Vi mostreremo inoltre come insegnare loro ad obbedire ai vostri ordini ed eseguire esercizi come le foche ammaestrate. Sorprendete tutti i vostri amici!

.

scimmie di mare

E questa era la versione sobria: altrove si promettevano meraviglie ancor più incredibili:
Osserva il miracolo della vita che si rinnova sotto i tuoi occhi! Spunta un occhio, ben presto seguito da un altro; respirano con i piedi; fanno mille divertenti evoluzioni!”
Cioè, dico, come fai a resistere?
La confezione costava 9.900 lire, se ne pagavi 14.900 era incluso un favoloso “acquario con passaggio”; il manuale per addestrarle era incluso nel prezzo. Già vedevamo le scimmie di mare che affrontavano baldanzose il periglioso passaggio, per il nostro diletto.
 
Io e i ragazzi ci tassammo con gioia.
Ricordo la concitazione della decisione, l’eccitazione dell’attesa, il parossismo di entusiasmo all’arrivo del fatidico pacco da Euronova.

.

Ora, si sa: niente è mai come te lo sei immaginato.

.

La bustina c’era. Secondo le istruzioni, conteneva le scimmie di mare, il sale per rendere l’acqua salmastra, i principi nutritivi di cui le scimmie avevano bisogno.
L’acquario, anche: una vaschetta di plastica trasparente, quadrata. Del favoleggiato passaggio, però, neppure l’ombra. Tuttavia, sul fondo della vaschetta, un composto tipo calce imprigionava sassetti vari e alcuni elementi in plastica di stampo molto approssimativo che avrebbero potuto –a essere accondiscendenti- raffigurare un corallo, un’elica di nave e un minuscolo galeone affondato, grande quanto il corallo. Comprendemmo con delusione che trattavasi di refuso della pubblicità: l’acquario era con paesaggio, non passaggio. Solo che il paesaggio era allegro quanto quello lunare.
Il cosiddetto manuale era in realtà un foglio A4 piegato a formare quattro facciate quattro. Lì si spiegava tra l’altro la mistificazione dell’ "ammaestramento": essendo gli animaletti fotosensibili (cioè, non ciechi) se li avessimo tenuti al buoi e poi avessimo agitato una fonte di luce nei pressi della vasca, le scimmiette “si sarebbero dirette verso la luce”, e noi potevamo “far credere agli amici di averle addestrate!” Già, perché gli amici certamente non avrebbero notato di essere stati al buio nella stanza gli ultimi cinque minuti, né avrebbero fatto caso ad un gesto furtivo come il nostro agitare freneticamente un’abat-jour nei pressi della vasca! Dei geni, i nostri amici!

.

Ma veniamo alle scimmie di mare: versammo nell’acqua il contenuto della bustina; qualcosa si sciolse. Per vari minuti osservammo attentamente una specie di pulviscolo danzare in sospensione; ma, invece che generare il miracolo della vita istantanea, più che altro intorbidava l’acqua, che è un fenomeno assai meno affascinante e piuttosto consueto per chi, come me, almeno una volta al mese fa un bagno (allora ero adolescente e lo facevo ancora meno spesso, ma abbastanza perché il fenomeno mi fosse consueto).
Per tutta la serata, che avevamo appositamente organizzato, si risolse in un nulla di fatto: il pulviscolo si depositò sul fondo, ma nella vasca c’era tanta vita quanto in una discoteca di periferia alle nove e mezza.

.

Fu solo la mattina dopo che, osservando molto, molto attentamente l’acqua, notai che qualcosa, diciamo dei puntolini, effettivamente rimanevano sospesi e parevano muoversi, se con “muoversi” intendiamo uno spostamento di un dito in cinque minuti. La vita, istantanea quanto una fila alle poste, si era infine creata!
Nei giorni successivi, le scimmie di mare fecero progressi nel proprio sviluppo, che però –come ormai iniziavamo ad aspettarci- non fu esattamente come quello descritto nelle pubblicità: non spuntò nessun occhio, quindi non fu neppure “ben presto seguito da un altro”. Spuntò un minuscolo flagello, che rese i puntolini simili ad una versione piccola e beige dei girini di rana, comunemente reperibili nelle pozzanghere al Parco Lambro sotto casa mia; certo non si trattava di piedi, e non lo usavano per respirare.
Quanto alle evoluzioni e alle “trovate” delle scimmie di mare, forse la combinazione fra lasciarsi galleggiare e agitare il codino per spostarsi di due centimetri può essere considerata uno spasso, ma solo da persone molto, molto sole.

.

Dopo una decina di giorni, le mie amorevoli cure (alle quali anche un bambino di sei anni avrebbe potuto provvedere, secondo loro) avevano prodotto la morte della maggior parte delle scimmie, i cui minuscoli cadaveri marcivano fra l’elica di nave e il galeone. L’acqua puzzava, e le quattro-cinque scimmie di mare sopravvissute si vedevano a mala pena, dato che il lordume iniziava ad appannare le pareti della vaschetta con passaggio. Peraltro, erano così piccole che non c’era modo di cambiare l’acqua senza rischiare di buttarle via, senza contare che le istruzioni dicevano che il contenuto della bustina avrebbe creato la salinità e l’abbondanza di cibo che sarebbe bastata per l’intero ciclo vitale, e che cambiando l’acqua queste ideali condizioni sarebbero state compromesse.

.

sea monkey comparisonartemia-salina-adultaVi mostro anche come si sarebbero sviluppate le scimmie di mare, se la loro crescita fosse stata portata a termine. 

 Converrete con me che che hanno più del gamberetto malformato che non delle scimmie.

.

.

.

.

.

I  miei amici svolsero pellegrinaggi a casa mia per costatare i progressi degli animaletti, che però, dati i risultati, si fecero via via più rari e meno entusiasti, fino al completo disinteresse.
Provai anche il trucco della lampadina, ottenendo dai superstiti un’entusiatico spostamento di qualche centimetro, con un pigro agitarsi della codina. Whopee, mi dissi, e non lo feci mai più.
Anche perché, alla terza settimana, morirono anche le ultime scimmie di mare, e secondo me, più che la mancanza di ossigeno ad ucciderle fu il fatto che l’infernale impasto di calce e sassolini che costituiva il paesaggio della vaschetta aveva iniziato a sciogliersi avvelenando l’acqua.

.

Così si concluse la nostra meravigliosa avventura con le scimmie di mare; che, devo dire, ci avrebbe lasciato un tantino con l’amaro in bocca, se con lo stesso ordine non avessimo anche acquistato un set di Bicchieri Sexy. Ma, per sapere di più di questo, cari miei, dovete perlomeno farmi bere.

Back to the eighties: le scimmie di mare.

Ieri sono venuti a trovarmi tre dei mondaypals, gli amicici di sempre. E, fra un tormentone e l’altro, è riemerso dal passato il ricordo di uno dei momenti più alti, più formativi e più profondi della nostra giovinezza: l’acquisto delle scimmie di mare.

Al tempo –parlo degli anni ’80-  non era come oggi: se una cosa palesemente inutile avesse esercitato su di te un’irresistibile attrazione, non potevi andare su E-bay e soddisfare immediatamente quella pulsione. Ma per fortuna c’era l’equivalente: il catalogo di vendite per corrispondenza di Euronova, una mitica azienda che si faceva pubblicità, generalmente in ultima pagina, in bianco e nero, sull’Intrepido o sui settimanali di enigmistica minori.
Questi adorabili farabutti ti vendevano di tutto: dagli occhiali a raggi X, alla crema per sviluppare i muscoli, al porta-rotolo di carta igienica musicale, lo spray Vat-en per prevenire allontanare cani e gatti, le scarpe col rialzo segreto per sembrare più alti, la Madonna color del tempo… un mondo meraviglioso di besasciate che ti portavano ad un’irresistibile brama di possesso.
Di questi, il più ambito erano le scimmie di mare.

L’annuncio più sobrio (ve ne erano parecchie versioni, a seconda della pubblicazione) diceva:

ENTRATE NEL MERAVIGLIOSO MONDO DELLE
SCIMMIE DI MARE
UNA VASCA DI FELICITA’ – IL MIRACOLO DELLA VITA ISTANTANEA

Aggiungete dell’acqua: è tutto. In UN SECONDO le stupefacenti SCIMMIE DI MARE nasceranno dalle minuscole uova, sotto i vostri occhi! Fatele crescere e divertitevi! Questi adorabili animaletti riempiranno la casa di allegria.
POSSONO PERFINO ESSERE AMMAESTRATE!
Sempre attivissimi e allegri scherzano e giocano fra loro continuamente; sono così pieni di trovate che non vi stancherete mai di guardarli.
Allevare le SCIMMIE DI MARE è così facile che anche un bambino di sei anni può farlo senza nessun aiuto. Mangiano pochissimo e tengono la loro acqua così pulita che richiedono cure minime – benché amino l’attenzione. Vi mostreremo inoltre come insegnare loro ad obbedire ai vostri ordini ed eseguire esercizi come le foche ammaestrate. Sorprendete tutti i vostri amici!

.

scimmie di mare

E questa era la versione sobria: altrove si promettevano meraviglie ancor più incredibili:
Osserva il miracolo della vita che si rinnova sotto i tuoi occhi! Spunta un occhio, ben presto seguito da un altro; respirano con i piedi; fanno mille divertenti evoluzioni!”
Cioè, dico, come fai a resistere?
La confezione costava 9.900 lire, se ne pagavi 14.900 era incluso un favoloso “acquario con passaggio”; il manuale per addestrarle era incluso nel prezzo. Già vedevamo le scimmie di mare che affrontavano baldanzose il periglioso passaggio, per il nostro diletto.

Io e i ragazzi ci tassammo con gioia.
Ricordo la concitazione della decisione, l’eccitazione dell’attesa, il parossismo di entusiasmo all’arrivo del fatidico pacco da Euronova.

Ora, si sa: niente è mai come te lo sei immaginato.

La bustina c’era. Secondo le istruzioni, conteneva le scimmie di mare, il sale per rendere l’acqua salmastra, i principi nutritivi di cui le scimmie avevano bisogno.
L’acquario, anche: una vaschetta di plastica trasparente, quadrata. Del favoleggiato passaggio, però, neppure l’ombra. Tuttavia, sul fondo della vaschetta, un composto tipo calce imprigionava sassetti vari e alcuni elementi in plastica di stampo molto approssimativo che avrebbero potuto –a essere accondiscendenti- raffigurare un corallo, un’elica di nave e un minuscolo galeone affondato, grande quanto il corallo. Comprendemmo con delusione che trattavasi di refuso della pubblicità: l’acquario era con paesaggio, non passaggio. Solo che il paesaggio era allegro quanto quello lunare.
Il cosiddetto manuale era in realtà un foglio A4 piegato a formare quattro facciate quattro. Lì si spiegava tra l’altro la mistificazione dell’ “ammaestramento”: essendo gli animaletti fotosensibili (cioè, non ciechi) se li avessimo tenuti al buio e poi avessimo agitato una fonte di luce nei pressi della vasca, le scimmiette “si sarebbero dirette verso la luce”, e noi potevamo “far credere agli amici di averle addestrate!” Già, perché gli amici certamente non avrebbero notato di essere stati al buio nella stanza gli ultimi cinque minuti, né avrebbero fatto caso ad un gesto furtivo come il nostro agitare freneticamente un’abat-jour nei pressi della vasca! Dei geni, i nostri amici!

Ma veniamo alle scimmie di mare: versammo nell’acqua il contenuto della bustina; qualcosa si sciolse. Per vari minuti osservammo attentamente una specie di pulviscolo danzare in sospensione; ma, invece che generare il miracolo della vita istantanea, più che altro intorbidava l’acqua, che è un fenomeno assai meno affascinante e piuttosto consueto per chi, come me, almeno una volta al mese fa un bagno (allora ero adolescente e lo facevo ancora meno spesso, ma abbastanza perché il fenomeno mi fosse consueto).
Per tutta la serata, che avevamo appositamente organizzato, si risolse in un nulla di fatto: il pulviscolo si depositò sul fondo, ma nella vasca c’era tanta vita quanto in una discoteca di periferia alle nove e mezza.

Fu solo la mattina dopo che, osservando molto, molto attentamente l’acqua, notai che qualcosa, diciamo dei puntolini, effettivamente rimanevano sospesi e parevano muoversi, se con “muoversi” intendiamo uno spostamento di un dito in cinque minuti. La vita, istantanea quanto una fila alle poste, si era infine creata!
Nei giorni successivi, le scimmie di mare fecero progressi nel proprio sviluppo, che però –come ormai iniziavamo ad aspettarci- non fu esattamente come quello descritto nelle pubblicità: non spuntò nessun occhio, quindi non fu neppure “ben presto seguito da un altro”. Spuntò un minuscolo flagello, che rese i puntolini simili ad una versione piccola e beige dei girini di rana, comunemente reperibili nelle pozzanghere al Parco Lambro sotto casa mia; certo non si trattava di piedi, e non lo usavano per respirare.
Quanto alle evoluzioni e alle “trovate” delle scimmie di mare, forse la combinazione fra lasciarsi galleggiare e agitare il codino per spostarsi di due centimetri può essere considerata uno spasso, ma solo da persone molto, molto sole.

Dopo una decina di giorni, le mie amorevoli cure (alle quali anche un bambino di sei anni avrebbe potuto provvedere, secondo loro) avevano prodotto la morte della maggior parte delle scimmie, i cui minuscoli cadaveri marcivano fra l’elica di nave e il galeone. L’acqua puzzava, e le quattro-cinque scimmie di mare sopravvissute si vedevano a mala pena, dato che il lordume iniziava ad appannare le pareti della vaschetta con passaggio. Peraltro, erano così piccole che non c’era modo di cambiare l’acqua senza rischiare di buttarle via, senza contare che le istruzioni dicevano che il contenuto della bustina avrebbe creato la salinità e l’abbondanza di cibo che sarebbe bastata per l’intero ciclo vitale, e che cambiando l’acqua queste ideali condizioni sarebbero state compromesse.

sea monkey comparisonVi mostro anche come si sarebbero sviluppate le scimmie di mare, se la loro crescita fosse stata portata a termine. 

Converrete con me che che hanno più del gamberetto malformato che non delle scimmie.

I  miei amici, durante tutto questo, svolsero pellegrinaggi a casa mia per costatare i progressi degli animaletti, che però, dati i risultati, si fecero via via più rari e meno entusiasti, fino al completo disinteresse.
Provai anche il trucco della lampadina, ottenendo dai superstiti un’entusiatico spostamento di qualche centimetro, con un pigro agitarsi della codina. Whopee, mi dissi, e non lo feci mai più.
Anche perché, alla terza settimana, morirono anche le ultime scimmie di mare, e secondo me, più che la mancanza di ossigeno ad ucciderle fu il fatto che l’infernale impasto di calce e sassolini che costituiva il paesaggio della vaschetta aveva iniziato a sciogliersi avvelenando l’acqua.

Così si concluse la nostra meravigliosa avventura con le scimmie di mare; che, devo dire, ci avrebbe lasciato un tantino con l’amaro in bocca, se con lo stesso ordine non avessimo anche acquistato un set di Bicchieri Sexy. Ma, per sapere di più di questo, cari miei, dovete perlomeno farmi bere.

Ma come porti i capelli, bella ronda? (Corti corti, perché?)

E’ notte, in città. Gli spacciatori svolgono i loro loschi traffici nell’angolo più buio della piazzetta.
Arriva una ronda cittadina composta di fascistoni con panzetta, vestono uniformi delle Esse-esse-esse (sic) e si guardano in giro, con fare autoritario. Non hanno uno straccio di autorizzazione, ma intanto fanno la ronda.
Da un’altra via, si fa strada un sedicente comitato antifascista di strafattoni da centro sociale; intendono opporsi democraticamente, cioé menando, alla ronda.
Botte da orbi.
Arriva una volante della polizia a dividerli, botte anche per loro.
Dall’angolo degli spacciatori si alza una voce: “ALORA? Si può avere un po’ di silenzio, qui? Sto contando i soldi ed è la terza volta che perdo il conto. E che diamine! Finiremo a cambiare piazzetta, qui!”

Lepisodio, per quanto da me romanzato, ha basi reali, anche se si può far fatica a crederci.

Non è difficile prevedere, per il futuro, episodi analoghi, magari anche più paradossali o gravi: pedinamenti e appostamenti mandati all’aria dall’intervento delle ronde; operazioni sotto copertura e infiltrazioni saltate; maltrattamenti di innocenti tiratardi alticci; interrogatori di fidanzatini sorpresi infrattati a trombare in piedi; scontri con ronde anti-ronda; comitati di autodifesa di travestiti e trans peripatetici contro le ronde; l’istituzione di un apposito numero verde, attivo 24 ore su 24, che ignori le segnalazioni di quegli imbecilli insonni delle ronde.
Sarà uno spasso, almeno fino al giorno in cui qualcuno si farà male.

In realtà, quello che si fa a fatica a credere è che davvero un governo -anche quello di idioti che abbiamo- abbia potuto istituire una cosa ridicola, inutile, costosa, potenzialmente controproducente e carica di aspetti democraticamente controversi come le Ronde Cittadine per la Sicurezza.
Un esperimento di surrealtà, una sperimentazione nel campo dell’improvvisazione politica, una scommessa fra ubriachi a carico delle casse dello Stato, della pazienza dei cittadini, del senso del ridicolo.
Un’idea leghista, in altri termini.


Certo, io sono prevenuto. Ma ditemi anche voi se, come me, una sola dichiarazione a favore delle ronde da parte di un professionista della pubblica sicurezza, carabiniere o poliziotto che sia, l’avete sentita.
Io no; un motivo, dico, ci sarà.

Ma come porti i capelli, bella ronda? (Corti corti, perché?)

E’ notte, in città. Gli spacciatori svolgono i loro loschi traffici nell’angolo più buio della piazzetta.
Arriva una ronda cittadina composta di fascistoni con panzetta, vestono uniformi delle Esse-esse-esse (sic) e si guardano in giro, con fare autoritario. Non hanno uno straccio di autorizzazione, ma intanto fanno la ronda.
Da un’altra via, si fa strada un sedicente comitato antifascista di strafattoni da centro sociale; intendono opporsi democraticamente, cioé menando, alla ronda.
Botte da orbi.
Arriva una volante della polizia a dividerli, botte anche per loro.
Dall’angolo degli spacciatori si alza una voce: “ALORA? Si può avere un po’ di silenzio, qui? Sto contando i soldi ed è la terza volta che perdo il conto. E che diamine! Finiremo a cambiare piazzetta, qui!”

Lepisodio, per quanto da me romanzato, ha basi reali, anche se si può far fatica a crederci.

Non è difficile prevedere, per il futuro, episodi analoghi, magari anche più paradossali o gravi: pedinamenti e appostamenti mandati all’aria dall’intervento delle ronde; operazioni sotto copertura e infiltrazioni saltate; maltrattamenti di innocenti tiratardi alticci; interrogatori di fidanzatini sorpresi infrattati a trombare in piedi; scontri con ronde anti-ronda; comitati di autodifesa di travestiti e trans peripatetici contro le ronde; l’istituzione di un apposito numero verde, attivo 24 ore su 24, che ignori le segnalazioni di quegli imbecilli insonni delle ronde.
Sarà uno spasso, almeno fino al giorno in cui qualcuno si farà male.

In realtà, quello che si fa a fatica a credere è che davvero un governo -anche quello di idioti che abbiamo- abbia potuto istituire una cosa ridicola, inutile, costosa, potenzialmente controproducente e carica di aspetti democraticamente controversi come le Ronde Cittadine per la Sicurezza.
Un esperimento di surrealtà, una sperimentazione nel campo dell’improvvisazione politica, una scommessa fra ubriachi a carico delle casse dello Stato, della pazienza dei cittadini, del senso del ridicolo.
Un’idea leghista, in altri termini.


Certo, io sono prevenuto. Ma ditemi anche voi se, come me, una sola dichiarazione a favore delle ronde da parte di un professionista della pubblica sicurezza, carabiniere o poliziotto che sia, l’avete sentita.
Io no; un motivo, dico, ci sarà.