Un argomento a caso: Berlusconi.

Ancora lui? Sì, ancora lui. Vi giuro, mi piacerebbe parlare d’altro. Sono il primo a dire che un blog come questo, dedicato al sorriso, avrebbe bisogno di più humor e meno sarcasmo.
Ma quello che succede giorno dopo giorno al mio Paese e alla sua vita democratica sono cose così gravi ed inedite che non riesco a tacere, e nemmeno a parlare d’altro, questione di precedenza:
Tempi così difficili che parlare d’alberi eccetera, diceva Brecht, si parva licet; non licet, e io mi limito a dire che non posso star zitto.

L’altroieri leggevo le irate reazioni di Berlusconi, che una volta tanto è riuscito addirittura a fare emergere la propria voce in mezzo allo starnazzare dei più appassionati tirapiedi, quelli che sono lì ad amplificare il suo pensiero, i vari Cicchitto, Capezzone, Bonaiuti e il pupazzo Gnagno. (Di questi, uno solo è un vero pupazzo da ventriloquo, di quelli di legno; sta a voi scoprire quale)

Stavolta Berlusconi si lagna di “complotti che intendono ribaltare la volontà popolare” e minaccia il ricorso alle urne. Dio, come AMO i populisti; ogni volta che minacciano il plebiscito popolare mi corre un brivido lungo la schiena e fremo di ammirazione; fa così Sudamerica, sento profumo di tortillas e banane.

Parlava della Daddario, ho pensato, quella che getta un tantino d’ombra sulla sua supposta serietà di uomo politico.
O forse del processo Mills, nel quale il premier potrebbe presto trovarsi coinvolto se i giudici della Corte Costituzionale, armati di lente di ingrandimento, saranno capaci di trovare quell’elefante che è l’incostituzionalità all’interno del lodo Alfano.
Invece no.

Parlava di una condanna civile, riguardante non lui ma una sua azienda, Mediaset. Una delle tante, peraltro.
Ve la faccio breve: anni fa Mediaset si è aggiudicata Mondadori sottraendola alla Cir di De Benedetti con una sentenza che Berlusconi comprò, corrompendo i giudici. Ve lo ricordate, Cesare Previti, che di fronte ad un bonifico di un miliardo di lire su un conto estero, che poi passò in buona parte a giudici corrotti, sostiene che si tratta di una parcella? Una parcella da un miliardo, un classico dell’umorismo giudiziario; erano gli anni novanta, bei tempi, eh?

Una sentenza di pochi giorni fa (“a orologeria”, la definiscono i corifei del PdL; un giorno ci diranno qual è il giorno buono per una sentenza che riguardi il premier, visto che di sentenze ce n’é una al mese e sono tutte definite “ad orologeria”) ha stabilito in sede civile un conteggio di danni, danni civili, che Mediaset deve all’azienda di De Benedetti: 750 milioni di Euro.
Mica nespole, d’accordo: sono anzi un bel mucchio di quattrini. Ma quello sono, appunto: quattrini.
C’è stata, anni fa, una sentenza in sede penale? Allora segue il conteggio dei danni in sede civile. E’ normale, funziona così per tutti.
Non è in dubbio o sotto giudizio –in questo giudizio civile- la capacità o possibilità di governare del premier; né il fatto che la sua azienda debba sborsare dei soldi incide in alcun modo neppure sul prestigio della carica, perlomeno non più di quanto abbia inciso a suo tempo la sentenza penale di condanna di Previti (e abbiamo visto che agli italiani, della cosa, non importò una fava, visto che se lo sono votato più e più volte).
Neppure si può affermare che Berlusconi venga, da questa sentenza, messo in ginocchio sul piano economico; non farò la brutta figura di fare i conti in tasca agli altri, ma credo di non andare lontano dal vero nel dire che il vecchio è ricco sfondato, come Paperon De’ Paperoni ma senza le piume, anche se il toupet che sfoggia potrebbe effettivamente essere piumaggio; capelli, certo, non sono.
Insomma, ribadisco che si tratta solo di soldi.

Invece il cavaliere minaccia di far cadere il governo e di mandarci alle elezioni anticipate; si lamenta che si voglia “sovvertire la volontà degli italiani”.
Improvvidamente, spudoratamente, ingenuamente (fate voi), ma il premier dichiara apertamente che i suoi soldi sono il motivo per cui è premier, il motivo per cui si sono espressi in suo favore alle elezioni gli italiani e per cui si esprimeranno nuovamente non appena il cavaliere dirà loro che è giunto il momento di farlo.
Questo è quello che crede, e ve lo dice in faccia.

Che lui veda nella politica un modo di fare i propri interessi, io, in mezzo a tanti altri coglioni e farabutti, l’ho sempre detto.
Ma cazzo, gente, ora l’ha detto lui! Ma cosa deve fare di più per farvelo capire, attaccare dei manifesti? Telefonarvi a casa? Tatuarvelo in fronte?

Da tempo, cari italiani, non vi capisco.
Un giorno, spero, mi spiegherete. E poi, giuro, parleremo d’altro; di altri argomenti ne ho, mica sono il PD.

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2 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on aprile 29, 2010 at 12:15 pm

    Beh, se fossi il PD potresti lanciare un questionario tipo "Diteci i 10 temi che vorreste fossero trattati a breve". E' un idea rivoluzionaria!ciaohgyP.S.Il captcha che mi son trovato e' "PIR". Lo trovo offensivo.

    Rispondi

  2. Posted by anonimo on aprile 29, 2010 at 12:15 pm

    Beh, se fossi il PD potresti lanciare un questionario tipo "Diteci i 10 temi che vorreste fossero trattati a breve". E' un idea rivoluzionaria!ciaohgyP.S.Il captcha che mi son trovato e' "PIR". Lo trovo offensivo.

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