Intolleranza 09: per un dignitoso ritiro di Vasco.

vasco_rossiCaro Vasco, chi ti parla è stato tuo fan, se non dal primo, dal secondo album. E poi fan non è neppure la parola giusta, primo perché al tempo non si usava, secondo perché al tempo ero più propriamente fulminato per te. Ho amato visceralmente la tua musica e salutato l’ingresso prepotente e sgraziato del tuo rock nella noia della musica italiana; sono passato dalla sorpresa alla curiosità  e ho sconfinato nell’entusiasmo, per te.

Negli anni ’80 venni al tuo concerto al campetto di calcio comunale di Pietra Ligure, saremo stati 2-300 (4 per la Questura, quindi) e mi fa sorridere pensarci adesso che, da calvo, riempi gli stadi.

Te lo riconosco, sei stato a lungo e meritatamente nel mio cuore. Mi hai fatto sorridere di gusto con “Colpa di Alfredo”, mi hai esaltato con “Asilo Republic”, mi hai emozionato con Albachiara; ti sei presentato a San Remo con “Vita spericolata” facendola entrare direttamente nella storia della canzone italiana; il tuo chitarrista ha portato la distorsione alle orecchie di questo Paese di neomelodici.

Insomma, fino a metà degli anni ’80 sei rimasto irriverente, vitale, sorprendente. Vivo.

Poi sei diventato un fenomeno di massa, e qualcosa in ispirazione hai perso. Ma pazienza, succede.

Però adesso hai rotto. Ritirati.

Sono anni –troppi anni- che hai perso smalto, che i tuoi album si ripetono senza un’impennata, un lampo, e che ripeti te stesso.

Non che siano interamente brutti. Qualcosa di brutto, certo, c’è: solo fra le più recenti quel cazzo di mi piaci te, ma come te lo devo dire? è così brutta che nel sentirla ho temuto fortemente che mi si accartocciassero le orecchie. Proprio la linea vocale è incerta, inconsistente, le parole sono fra il puerile e lo svogliato, è brutta brutta brutta.

Ma insomma, non tutto è orrendo; piuttosto, è che di bello non c’è niente.

Guizzi, zero. Novità, sorpresa, rottura degli schemi, zero. Anche quando abbozzi un verso di pallida protesta pari un pensionato che mugugna.

Da tempo non mi posso più dire tuo fan, e, invece che venir ad  un tuo concerto preferisco fare un sudoku o guardare una replica del Dr. House, anche già vista: c’è più possibilità di essere sorpresi.

E fin qui, passi.

Vasco_Rossi_2

Passi anche sulla china di bavoso tampinatore di giovinette, al limite della pedofilia, sulla quale da tempo precipiti. Con le mie mani fra le gambe diventerai più grande è un verso che avresti potuto lasciare scrivere e interpretare a Califano. Fai schifetto, lasciatelo dire.

Sorvoliamo anche sulla tua conversione al bieco commerciale, tu che sembravi voler capovolgere il mondo. Mi canti come stai? Ti distingui dall’uomo comune, ti piace vivere come vuoi (anche questa, brutta brutta brutta) e poi te la vendi per i martellanti spot dei servizi e telefonini TIM, il prodotto più massificato  e massificante che ci sia. Ma se un po’ di coerenza e buon gusto non te li concedi ora che sei stramilionario, quando te li concederai?

Ti concedo perfino, e lo faccio in nome dei vecchi tempi, quella furbata di spacciare, nella pratica, per tua una canzone (questa, sì, fresca e nuova: infatti non è tua), “Celebrate” degli An Emotional Fish, senza neppure prenderti la briga di inventare un testo, ma limitandoti a scimmiottare in italiano il suono delle parole originali, cosicché Celebrate: the party’s over – I’m going home diventa Sorridete: gli spari sopra – sono per voi.

E’ brutto, ma ci sta. Il gruppo qui era sconosciuto e tale sarebbe rimasto, hai fatto il furbetto ma hai cantato una bella canzone, te la concediamo.

 

Ma cazzo, “Creep” no. Creep non la dovevi toccare.

 

Vasco, ci sono cose sacre e Creep è una di queste.

E’ emozionante, unica, colpisce come un pugno ancora dopo la trecentesima volta che la senti. Io, nel mio piccolo, l’ho suonata per anni con la mia scalcagnata band di incapaci, la conosco battuta per battuta e ancora mi emoziona profondamente sentirla.

E’ un capolavoro.

Non si tocca, non si rifà, non è possibile migliorarla; se proprio proprio vuoi coprirti di ridicolo puoi farne una versione jazz, o rap, o melodica, e dire che l’hai interpretata, come ha fatto quel pirla di George Michael con Roxanne.

Se la ami, puoi darne una versione live accompagnata da un ukulele, stonando pure, come ha fatto quell’amabile pazza della cantante dei Dresden Dolls.

Ma rifarla con lo stesso stile e un arrangiamento simile, no, ma che ti è saltato in mente?

La tua versione è oggettivamente, francamente, senza appello brutta: riduttiva, anodina, svogliata.

E’ autentica come una tetta siliconata.

E’ emozionante come le e-mail che mi manda il mio commercialista.

E’ profonda come una pozzanghera.

E’ pietosa.

Vasco, lo riconosco, arrivo troppo tardi per impedirti quest’ultima brutta figura.

Ma per te, per quello che sei stato, per quello che noi abbiamo amato in te, ti prego: ritirati.

Fallo per noi.

Si uniscono all’appello (sempre per amore del Blasco):

  • Ad honorem, PbM, che col suo gruppo su FB ha ispirato questo post.

     

  • Pietrone, che sul suo blog ha riservatolo stesso trattamento ai Kiss
  • Pochepretese
  • Iorek, che non poteva mancare.

(In compenso, Lup mi rema contro e la “cugina” Cri mi minaccia)

 

 

PRECEDENTI CROCIATE:

§         La tuta.

§         Il limoncello industriale.

§         “Piuttosto che”

§         I fottuti SUV

§             Il ciclista contromano.

§             Tre risposte che non voglio più sentirmi dare

§            I colli di pelliccia.

§            I fantasmini

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10 responses to this post.

  1. Posted by pbagnoli on ottobre 22, 2009 at 6:30 pm

    Sottoscrivo ogni singola parola.
    Io che – come sai – bazzico tutt’altro genere, non disdegno riascoltarmi il vecchio Blasco, quello che tu stesso hai citato come essenziale, irriverente e politicamente scorretto.
    Quello di adesso è pietoso, fa cagare, è bavoso e puzza.
    Preferisco ricordarmelo quand’era ancora vivo e sottoscrivo senza esitazioni la tua petizione; tra l’altro mi cogli proprio in un momento in cui vorrei chiudere le vicende di molte vecchie gloriose band.
    Baciamo le mani,
    Pietrone (che è sempre un peso)

    Rispondi

  2. Posted by anonimo on ottobre 22, 2009 at 11:39 pm

    e basta berlusconi
    e vasco ritirati
    oh, ma ti va bene qualcosa?
     
    lup

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on ottobre 23, 2009 at 7:29 am

    non ho mai letto niente di così triste, la prima volta che vieni a casa mia ti farò ascoltare gli ultimi due album interamentee magari riesco a farti tornare "fan&quot;!

    Rispondi

  4. Posted by pochepretese on ottobre 23, 2009 at 12:31 pm

    Sottoscrivo in pieno.
    Ma dico, con tutte le cover che poteva rovinare, proprio Creep?

    Rispondi

  5. Posted by anonimo on ottobre 24, 2009 at 3:41 pm

    confermo!

    -pbm

    Rispondi

  6. Posted by anonimo on ottobre 25, 2009 at 3:29 am

    Sai che a me quel na na na invece prende piu’ dell’originale?

    Scherzo, in un paese civile quel "voglio restare insiemeate" sarebbe illegale.
    E’ oscena. 
    Internatelo.
    Basta.
    Iorek 

    Rispondi

  7. Posted by anonimo on ottobre 25, 2009 at 11:52 am

    E MARRAZZO CANTAVA:
    " e con le mani tra le tue gambe ti diventerà piu grande"

    Rispondi

  8. Posted by anonimo on ottobre 30, 2009 at 4:05 pm

    piccolo spazio informativo
    il derby rosso è finito 3-3
    reti per la sputnik di trezeguet, mesto e PALOSCHI
    per la compagine di casa camoranesi e quel brutto pezzo di merda di nome miccoli che, in qualsiasi campionato, a qualsiasi latitudine, anche con un menisco in polvere, contro le mie squadre realizza sempre una doppietta.

    continua la campagna di sabotaggio contro le campagne di sabotaggio di xantro

    lup

    Rispondi

  9. Posted by anonimo on novembre 3, 2009 at 10:07 am

    Concordo esattamente su tutto!
    Vasco caccacaccacaccacaccacaccacacca!!!!!!!!!

    Rispondi

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