Archive for novembre 2009

Il tempismo è tutto, vero Barabba?

Come ogni lunedì pari, ieri ho visto i Mondaypals, la congrega di balenghi che mi sopporta da sempre.
Ieri si sbaraccava il club di Monza, poiché gli uffici in cui Barabba fingeva di lavorare passano a più presigiosa destinazione, probabilmente un deposito di stracci. Si torna nella cantina che il padre di Yuri ci mette a disposizione pur di non saperci sulla strada, come ogni buon padre farebbe, non importa l’età del figlio.

Così, ieri facevamo i cartoni, cioè imballavamo le masserizie che accompagnano i nostri lunedì ludici: qualche gioco in scatola, televisore, schermo, Playstation, manuali e schede di Dungeons and Dragons, miniature dipinte. E proprio queste ultime, in bella mostra a centinaia in una teca, hanno richiesto per l’imballaggio, in eleganti fasciature di carta igienica, più di un’ora di lavoro dei tre più attivi di noi. Tre strappi per avvolgere un drago, due per un mago, uno solo per un goblin.

Mentre si fasciavano miniature, ai ragazzi piaceva ricordare l’episodio della precedente sessione di ritrovo, quindici giorni prima, quando, per mancanza del numero legale di giocatori, la partita di Dungeons and Dragons non si è tenuta. Eravamo in cinque, un paio parlottavano, Barabba più un socio a turno si facevano umiliare col calcio dalla Playstation; io, non sapendo bene cosa fare, mi sono dedicato a inserire le miniature, che giacevano in maggior parte imballate in un cartone dall’ultimo trasloco di club, nella teca.
Chiaccherando e cazzeggiando, ci ho messo quasi due ore a sistemarle. Me ne mancavano quattro e avrei finito.
E’ stato a questo punto che Barabba si è voltato e, bello bello, ci ha comunicato: “ah, ragazzi, ve l’ho detto che dobbiamo sbaraccare? Qua si chiude.”

Io credo di avere, a quel punto, semplicemente espresso a Barabba il mio disappunto sul tempismo delle sue comunicazioni.
Tuttavia, secondo Janni, pare io abbia accostato divinità ed animali da cortile, e a volume sostenuto.
Secondo Andrea The Tab, invece, ho assunto l’espressione omicida di Telespalla Bob, quando, col labbro che trema per la rabbia, guarda Bart Simpson rovinargli ancora una volta i piani criminali.
Invece Sigarone Mauro, che due lunedì fa era uno di quelli assenti, ha giurato che da casa sua, guardando il cielo notturno in direzione del club, ha visto chiaramente i fulmini e la luce livida di Mordor, come nel Signore degli Anelli, addensarsi su Monza.

In ogni caso mi sono vendicato: Barabba, per i prossimi quindici giorni che lo separano dal trasloco, avrà a disposizione quei  due-tre strappi di carta igienica che gli ho lasciato; di più, non meritava.

Una proposta per farla finita.

Sono incazzato, umiliato, stanco.
Mi è difficile scherzare su quanto è successo ieri: a firma di Gasparri e di un’altra marionetta di cui non mi do la pena neppure di cercare di ricordare il nome (la faccia il padrone del servo, questa fatica) un disegno di legge è stato presentato in Parlamento.
"Processo breve", hanno definito questa farsesca disposizione, così chiaramente ad personam che neppure ci si da la briga di fingere che non riguardi i processi di Silvio B. Lo dicono chiaramente gli esponenti del PdL, lo dicono i giornali di casa Berlusconi.

La farsa sta nella logica:
"I processi in Italia durano troppo."
"Giusto, li sveltiamo?"
"No, li chiudiamo."

Ma di grave, così grave da avere a che fare con una criminale responsabilità più che con la farsa, ci sono le conseguenze di questo disegno di legge.
Se volete fare un’escursione fra i processi che finiranno al macero, potete leggerli qui. Se volete un rapido e tutt’altro che esaustivo elenco dei più clamorosi, vi cito i casi di Parmalat, Cirio, Antonveneta, Enelpower, Thyssen, Eternit, clinica Santa Rita e lo scandalo rifiuti della Regione Campania. Più tutti gli altri casi di truffa, corruzione, lesioni che, pur non essendo balzati agli onori delle cronache, prevedono vittime -comuni cittadini- che non saranno risarcite, anzi saranno beffate da una prescrizione incomprensibile.

Inoltre -si fa notare sul Corriere- non più tardi dell’anno scorso, questo stesso governo emanò un decreto per cui avrebbero avuto una corsia preferenziale fra i processi quelli a carico dei recidivi, considerati socialmente più pericolosi.
Ora, col pericolo di vedere prescrivere i processi a carico degli incensurati, si darà la precedenza a quelli, lasciando ingiudicati più a lungo i recidivi.
L’ennesimo capolavoro di logica, coerenza, serietà.

Una battuta, scusatemi, ma oggi proprio non mi viene.
E allora riprendo la proposta che -provocatoriamente- fece anni fa l’allora deputato Nando Dalla Chiesa, offrendosi di presentare una proposta di legge che garantisse a Berlusconi una totale immunità da qualsiasi cosa, così, come individuo, a patto che la smettesse di sfasciare la giustizia per farsi i cazzi suoi, e scusate il francesismo.

Rilancio quella proposta, ma seriamente. A questo punto, in uno Stato dove, assieme al principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, si calpestano elementari diritti di giustizia, non vale più la pena di difendere quel principio.
Che naufraghi pure, insieme alla menzogna che viviamo in uno Stato di diritto. Ma che eviti di portarsi dietro tante vittime di reati, solo per continuare l’ipocrita finzione che Berlusconi non sia impegnato da quindici anni, in qualunque modo e a qualunque costo, a salvarsi il culo.

– Un popolo dovrebbe capire quando è sconfitto.
– Io lo capirei, Quinto… tu lo capiresti?

(" Il Gladiatore")

 

Una proposta per farla finita.

Sono incazzato, umiliato, stanco.
Mi è difficile scherzare su quanto è successo ieri: a firma di Gasparri e di un’altra marionetta di cui non mi do la pena neppure di cercare di ricordare il nome (la faccia il padrone del servo, questa fatica) un disegno di legge è stato presentato in Parlamento.
"Processo breve", hanno definito questa farsesca disposizione, così chiaramente ad personam che neppure ci si da la briga di fingere che non riguardi i processi di Silvio B. Lo dicono chiaramente gli esponenti del PdL, lo dicono i giornali di casa Berlusconi.

La farsa sta nella logica:
"I processi in Italia durano troppo."
"Giusto, li sveltiamo?"
"No, li chiudiamo."

Ma di grave, così grave da avere a che fare con una criminale responsabilità più che con la farsa, ci sono le conseguenze di questo disegno di legge.
Se volete fare un’escursione fra i processi che finiranno al macero, potete leggerli qui. Se volete un rapido e tutt’altro che esaustivo elenco dei più clamorosi, vi cito i casi di Parmalat, Cirio, Antonveneta, Enelpower, Thyssen, Eternit, clinica Santa Rita e lo scandalo rifiuti della Regione Campania. Più tutti gli altri casi di truffa, corruzione, lesioni che, pur non essendo balzati agli onori delle cronache, prevedono vittime -comuni cittadini- che non saranno risarcite, anzi saranno beffate da una prescrizione incomprensibile.

Inoltre -si fa notare sul Corriere- non più tardi dell’anno scorso, questo stesso governo emanò un decreto per cui avrebbero avuto una corsia preferenziale fra i processi quelli a carico dei recidivi, considerati socialmente più pericolosi.
Ora, col pericolo di vedere prescrivere i processi a carico degli incensurati, si darà la precedenza a quelli, lasciando ingiudicati più a lungo i recidivi.
L’ennesimo capolavoro di logica, coerenza, serietà.

Una battuta, scusatemi, ma oggi proprio non mi viene.
E allora riprendo la proposta che -provocatoriamente- fece anni fa l’allora deputato Nando Dalla Chiesa, offrendosi di presentare una proposta di legge che garantisse a Berlusconi una totale immunità da qualsiasi cosa, così, come individuo, a patto che la smettesse di sfasciare la giustizia per farsi i cazzi suoi, e scusate il francesismo.

Rilancio quella proposta, ma seriamente. A questo punto, in uno Stato dove, assieme al principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, si calpestano elementari diritti di giustizia, non vale più la pena di difendere quel principio.
Che naufraghi pure, insieme alla menzogna che viviamo in uno Stato di diritto. Ma che eviti di portarsi dietro tante vittime di reati, solo per continuare l’ipocrita finzione che Berlusconi non sia impegnato da quindici anni, in qualunque modo e a qualunque costo, a salvarsi il culo.

– Un popolo dovrebbe capire quando è sconfitto.
– Io lo capirei, Quinto… tu lo capiresti?

(" Il Gladiatore")

 

Breve commedia familiare in due atti.

 

[Faffo incrocia la sorella Simmi a casa della mamma. Simmi le chiede:]

“Come trovi mi stiano i nuovi occhiali?”

[Montatura in tartaruga, piuttosto severi]
Hm, bene, ma… non sono un po’ troppo seri?”
“Senti, sono un’insegnante, mica mi posso vestire come i miei ragazzi, no?”

[Dieci minuti dopo, Faffo vede uscire la sorella. A tracolla ha la sua borsa “Hallo Kitty”, fucsia.]
Ah, Simmi?”

“Sì?”
“Va a caga’, va.”

 

[Sipario]