L’è pezo el tacòn del buso.

(“Peggio la toppa del buco”, come dicono in Veneto)

 

Così, si potrà votare PdL, in Lombardia come in Lazio.
Il che, sia chiaro, è una notizia che accolgo con favore. Non che mi arrida particolarmente l’idea di vedere altri quattro anni la mia regione governata da un vecchio arrogante intrallazzone di Cielle, questo no. Tuttavia sono fra quelli –e credo che siano tanti, a sinistra- che si sarebbero sentiti in forte imbarazzo a vincere a tavolino una competizione elettorale, mentre chi non la pensa come me semplicemente non avrebbe avuto propri rappresentanti da votare.

 

Tuttavia, c’è parecchio da dire su come sono state gestite le cose e non intendo passare sopra gli aspetti più preoccupanti della vicenda.

 

Non è tanto la soluzione che si è scovata, un decreto interpretativo che in realtà cambia la legge in corso a favore di una ben specifica parte, che mi disturba. Diciamocelo, stabilire che basta entrare in un edificio per rispettare termini di consegna (e poi, chi lo comprova che sono entrato e a che ora?) è una forzatura evidente, altroché interpretazione; con la stessa logica posso sostenere di non essere in ritardo col pagamento della tasse, perché io il modulo per l’addebito dell’F24 l’avevo compilato, anche se in banca a firmare poi ci sono andato il giorno dopo. (Oh, posso sempre provarci, ma non mi aspetto grande comprensione da parte del fisco; vi farò sapere, in ogni caso.)

 

E non concordo neppure con chi getta la croce su Napolitano: diciamocelo, tanto grosso era lo strappo che il rammendo non poteva non vedersi. Tanto grossa era la minchiata combinata dai comitati elettorali che sostenevano Formigoni e Polverini, che per andare a pari se ne doveva necessariamente combinare una più grossa, più grave perché premeditata e cosciente.

La facciamo, una scommessa? Io scommetto che, passate le elezioni, quel decreto interpretativo non sarà mai convertito in legge, in modo da non rischiare di vederselo bocciato dalla Corte Costituzionale; sarà interrato, come fanno i cani con la propria cacca.

Ma, dovere, si doveva; troppo alto era il rischio che si correva. Napolitano ha dovuto tradire il proprio ruolo, la propria figura e addirittura la propria intelligenza per salvaguardare un bene superiore: la libertà di votare e di essere rappresentati di una parte degli italiani.

Anche se ora si è posto un precedente che mette i brividi: se ci sono delle regole elettorali possono essere cambiate in corsa, se a qualche grosso partito, magari quello al governo, conviene.
Ma tant’è.

 

A disturbarmi, profondamente, sono tuttavia altre cose.

 

Prima di tutto sono assolutamente basito dall’atteggiamento del PdL: dalle dichiarazioni dei loro esponenti si evince che loro avevano fatto le cose per bene (Formigoni), che la colpa è di altri (Polverini), che comunque il TAR avrebbe dato loro ragione. E quindi, coerentemente, si è corsi a fare decreti notturni, tanto stavano in una botte di ferro; ma vaffanculo, va’.

Nessuno ha sentito il minimo dovere morale di ammetter di avere sbagliato, né il pudore di scusarsi: coi propri elettori innanzitutto, per avere messo a rischio la loro possibilità di fare la scelta desiderata; ma anche con gli elettori degli altri partiti, che dalle regole forzate dal decretino sarebbero in teoria tutelati.

Non solo: nessuno, a quanto mi risulti, è responsabile del pasticcio e pagherà con le dimissioni.

Questo è il capolavoro italiano, di quell’italianità all’Alberto Sordi di cui questa maggioranza sembra una parodia: è successo un casino (ma va tutto bene), lasciate che ne facciamo un altro per rimediare (ma nessuno si dimetterà per pagare).

 

E poi, mi frullano per la testa un paio di domande.

Cosa sarebbe successo, se a sbagliare fosse stata la sinistra, che i numeri per imporre -in quanto minoranza- un decretino copri-la-cacca non ce li ha? Quale atteggiamento avrebbe assunto il PdL?
Temo di conoscere la risposta e chi ha dei dubbi in proposito consideri semplicemente la rigidità e la protervia con cui Berlusconi ha piegato la par condicio (nata per mettere tutti i partiti sullo stesso piano) fino a mettere il bavaglio ai giornalisti (Minzolini e Fede esclusi, ovvio) e a negare al pubblico quei confronti che il resto delle democrazie considera un passaggio elettorale fondamentale.
L’interpretazione, lì, è stata rigida, non importa quali interessi democratici si sono dovuti sacrificare. La forma (la par condicio) o la sostanza (la legge elettorale), di volta in volta, secondo la propria convenienza.

E infine, una voce che non riesco a togliermi dalla testa: quella di Ignazio La Russa, ministro della Difesa (sapete, i soldati, quelli con le armi), che dichiara che “ se ci impediscono di votare, siamo pronti a tutto”. Cosa voleva dire? A cosa sarebbe stato capace di arrivare? E’ normale che da quella posizione ci si esprima in questi termini?
Il fascismo e la sua violenza, per alcuni di una certa estrazione politica, sono come l’alcolismo: un po’ di stress, e ricadi nel vizio.

 

Ma guardiamo avanti.
Si vada a votare, quindi, senza che a nessuno sia impedito di scegliere secondo le proprie inclinazioni; fossero anche quelle di premiare ancora una volta politici pressappochisti e arroganti, senza rispetto per le regole e senza la capacità di seguirle.
E’ la democrazia, baby.

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8 responses to this post.

  1. Posted by pbagnoli on marzo 7, 2010 at 10:13 am

    Che dirti, Xantro? Che hai ragione, ovviamente. Io – che pure avevo votato in passato quell'area politica – non mi sarei scomodato più che tanto e avrei fatto le elezioni senza dar loro accesso al voto.
    Come loro (ex) elettore, sarei stato solo contento di vedere quella mandria di pasticcioni – ad essere generosi – costretti in un angolo dalle loro stesse cagate.
    Come liberal e democratico, giuro che non me ne frega un benemerito cazzo (se mi passi il francesismo) di vedere le loro liste battersela con gli altri: la cagata l'hanno fatta loro, è giusto che se ne stiano fuori anche perché sono costretto obtorto collo a convenire con te che, con tutta probabilità, a parti invertite nessuno si sarebbe scapicollato per un decreto.
    Se si sono sbattuti per i medioman come me, è stata solo fatica sprecata: non avranno il mio voto nemmeno stavolta.
    Buona domenica!

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  2. Posted by anonimo on marzo 7, 2010 at 1:29 pm

    "la libertà di votare e di essere rappresentati di una parte degli italiani"

    Secondo me è proprio questo l'errore. Le tv e i giornali hanno martellato così tanto su questo punto da fare il lavaggio del cervello.
    Il problema è che ci sono molte regole democratiche che limitano "la libertà di votare e di essere rappresentati di una parte degli italiani". C'è lo sbarramento. Se non si raggiungono un tot di voti, non si è rappresentati. C'è il numero delle firme valide, appunto: se non si hanno un tot di firme non si è rappresentati. C'è la burocrazia interna al Parlamento: ci sono decine di leggi popolari (non solo quella di Grillo, basta cercare su google), con tanto di firme valide, depositate in Parlamento, ma non vengono mai discusse. Ci sono sempre altre priorità. E così "la libertà di essere rappresentati di una parte degli italiani" non viene rispettata.

    Inoltre, al di là degli slogan che circolano in rete e in tv, di quale rappresentanza parliamo? Non si votano più i politici, ma gli schieramenti. Chi ci rappresenta verrà scelto dal capo del partito, non dal nostro voto. Schieramenti che all'interno hanno diverse sigle partitiche. Se quindi si vuole votare uno schieramento (nel concreto: PDL o PD, ovvero le due facce del partito unico) basta votare uno dei partiti che lo compongono. Ma è chiaro che queste considerazioni sono da persona civile e democratica. A quanto pare in Italia vige la legge del più forte.

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  3. Posted by Xantro on marzo 7, 2010 at 1:46 pm

    Ti concedo il francesismo eccome, e ti auguro a mia volta buona domenica (tanto le nostre squadre hanno giocato ieri).

    Quanto alla sostanza delle tue posizioni politiche (quella che leggo qui ma anche quelle che leggo dal tuo blog) ti devo confessare che la tua rinuncia a votare a destra (questa destra, perlomeno) è una delle poche buone notizie degli ultimi tempi, anche perché, fra le mie amicizie e conoscenze alieni alla sinistra, non sei l'unico. Per chi spera, come me, in un paese normale, è già qualcosa.
    (Per chiarire ad altri, perché Pietrone ha di sicuro capito: spero in un'Italia in cui lui e le persone come lui  possano tornare a riconoscersi e a votare a destra, perché questa si presenta come una possibile vera classe dirigente "conscia dei propri privilegi come dei propri doveri" -per usare le parole di Michele Serra- e non come una banda di consociati per convenienza, politica e non di rado ecomomica -e queste son parole mie.)

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on marzo 7, 2010 at 2:06 pm

    No, non sono d'accordo.
    Diciamocelo, Xantro. Un post elegante e finemente politico come questo, al leader medio del PdL lo devono spiegare con dei disegni e del materiale didattico, e a Bersani lo devono tradurre in braille.

    Non si puo' non essere d'accordo nella sostanza: fossimo, pero' in un paese normale. Dato che non lo siamo piu' da tempo (e l'esempio della par condicio e' perfetto), tutto cio' sa un po' di uno che mette la nazionale di rugby della Nuova Zelanda a giocare a scacchi. Certo, ci proveranno a spostare l'alfiere in diagonale, ma sarei abbastanza sicuro sul fatto che quando butta male col cavallo ti ribaltano la testa a manate.

    Qui non si parla di diritto al voto. Si parla di dovere di rispetto delle regole. Punto. I cerchiobottismi presidenziali puzzano di morto, e soprattutto l'Italia non puo' piu' permettersi tali giochini. Tutto quello che dici e' stravero, eppure e' fuori contesto secondo me. I motivi per cui tutto cio' e successo sono la principale ragione per cui riammettere una tale massa di cialtroni per essere eletti sotto l'ombrello della deresponsabilizzazione elettorale (votiamo le liste, dimentichiamoci dei soggetti, che la fanno franca) e' un errore talmente enorme da essere comico.
    Iorek

    Rispondi

  5. Posted by Xantro on marzo 7, 2010 at 3:21 pm

    L’argomento pare fatto apposta per dividere e mi ritrovo in una scomoda posizione: controbattere le obiezioni di iWC e Iorek su posizioni che sostanzialmente condivido.
    Perché non siamo un paese normale, è vero. E’ tempo di regole da mo’, è verissimo. Il sopruso verso l’opposizione e più in generale contro i diritti di rappresentatività dei cittadini è continuo e vergognoso, non c’è dubbio.
    Ma mi chiedo: a cosa avrebbe portato un “no” di Napolitano, se poi il TAR avesse escluso le liste del PdL in Lombardia e Lazio? A un miglioramento della situazione?

    Pensiamola in termini concreti: due liste su cui non esiste alcun dubbio circa il supporto e la rappresentatività sarebbero state escluse e i loro elettori ( e che siano la maggioranza o meno, almeno per me, non vuole dire assolutamente nulla) avrebbero disertato in massa le urne, per non parlare delle reazioni di piazza. Voi vedete qualcosa di positivo, in questo scenario?
    Io no, ci vedo anzi grossi rischi, per la qualità già compromessa del confronto politico. Sarebbe stato suonare il gong dell’ultima ripresa dell’incontro di wrestling, quella in cui volano le sedie e si combatte tutti contro tutti in giro per il palazzetto. A quel punto, chi abbia iniziato la rissa conta poco, conta come finirà (e qui ri-cito La Russa).

    In buona sostanza, per quanto sia d’accordo con le vostre premesse, il passo verso il “tanto peggio, tanto meglio” non mi viene, non è da me; forse è un mio limite, un limite al mio pensiero politico.
    Ma ghe la fu no.

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  6. Posted by anonimo on marzo 8, 2010 at 1:58 am

    O forse sei piu' saggio di me 🙂 (facilitato dall'essere clamorosamente piu' anziano, s'intende). 
    Incredibile come si sia d'accordo pur senza esserlo (miracoli italiani, i guess). Hai probabilmente ragione. Posso lo stesso spaccare una sedia di plastica su Calderoli? Una sola.
    Iorek

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  7. Posted by anonimo on marzo 8, 2010 at 7:25 pm

    nel caso qualcuno fosse in dubbio su cosa farebbe il centrodestra a parti invertite…
    http://www.unita.it/news/italia/95895/quando_rest_fuori_il_pd

    Rispondi

  8. Posted by pochepretese on marzo 8, 2010 at 9:32 pm

    nel tuo linguaggio professionale dovremmo dire "too big to fail" ….

    questa faccenda è una porcata e crea un gran brutto precedente …. ma oggi è la festa delle donne, domani c'è la champions, belen mostra il cuolo, il grande fratello è alla fine, amici di maria quasi e domani è decisamente un altro giorno.

    Rispondi

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