…e due riflessioni anche sul nucleare, va’!

Da quando il Silvio ha annunciato che l’Italia torna al nucleare, ho seguito, con tutta l’oggettività di cui sono capace, il dibattito sul pro e sul contro di una tale scelta.
Che al Silvio, ma soprattutto che alla sua banda di quaranta (e passa) ladroni, interessi piazzare appalti pubblici agli amici degli amici più che risolvere i problemi energetici di questo Paese, beh, mi pare tanto lampante da non meritare altro tempo.
Tuttavia, va detto che questo non basta a liquidare il dibattito.


Perché è vero che ha ragione chi sostiene che la scelta sia sciagurata sotto vari punti di vista, dalla pericolosità ai dubbi risparmi economici; valga una sola considerazione: se è vero che il petrolio è raro ed in mano a regimi piuttosto inaffidabili, è anche vero che l’uranio non solo non si trova da noi, ma che è ancora più raro ed in mano ad un numero ancora minore di regimi ancor più detestabili. Dove cazzo sta l’asserita “indipendenza energetica” alla base di tanti sproloqui pro-nucleare?

Ma è anche vero che qualche freccia all’arco del nucleare c’è, e la sostengono personaggi come Margherita Hack e Chicco Testa, per nominarne due che non sono tacciabili di superficialità o di cointeresse con la lobby dell’atomo. In particolare, colpiscono il confronto fra i danni ambientali della produzione di energia elettrica dal carbone (non dal petrolio, dal carbone) e quelli supponibili del nucleare. E qualche dubbio sulla possibilità di sostituire efficacemente il nucleare col solare e con l’eolico oggettivamente sussiste, lo dicono in molti.

 

Insomma, sulla questione sono dubbioso. Per uscirne, schierandomi contro il nucleare, non mi restano che un paio di considerazioni che, comunque me la si rigiri, mi paiono personalmente ineludibili.

 

La prima è che la maggior parte di chi sostiene, dati alla mano, la convenienza economica ed ecologica del nucleare, messo alle strette confessa prima o poi di farlo senza tener conto del problema dello smaltimento delle scorie. Che è un problema complesso, coinvolgendo scelte anche politiche ed emotive, certo.
Ecco, a costoro -con intento dialettico costruttivo- appiopperei nel bel mezzo del discorso un sonoro ceffone sulla faccia. Alle loro prevedibili rimostranze, risponderei che il mio gesto, col suo bel posizionamento delle dita e  tragitto della mano, di per sé non è né violento né scortese, se non teniamo conto dell’impatto sulla loro faccia.
Mi scuserò, semmai, se ammetteranno che il loro ragionamento un po’ incompleto lo è.

 

La seconda, se possibile più terra-terra e viscerale, è che io non mi fido, in questo, degli italiani, o meglio: di come si fanno le cose qui da noi. Far costruire una centrale che, fra le possibilità, contempla anche quella di un possibile disastro nucleare, in un’Italia in cui all’Aquila non c’era un edificio pubblico (non la scuola, non l’ospedale, non la caserma) antisismico, in cui gli appalti pubblici ad altissimo livello vengono scambiati con appartamenti e ristrutturazioni, in cui le percentuali di sabbia nel calcestruzzo per mezza Italia la decide un qualche Peppiniello o’ Scannacani in una riunione fra mafiosi, beh, mi pare tanto una cazzata da togliere il sonno.
Si paghi quel che si paga, continuiamo a comprare in Francia (non in Iran o IAlbania, che saremmo punto e a capo) ma dormiamo tranquilli, per conto mio.

 

Buffo, perché è esattamente su quest’ultima considerazione che, ventitré anni fa, decisi, fra molti dubbi, infine per il “no” al referendum. Uno dei due, fra me e L’Italia, negli ultimi decenni non deve essere grnaché migliorato.

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7 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on maggio 20, 2010 at 2:19 pm

    Spazi da Belen al nucleare. Sei meglio di Belpietro.Detto questo, sono d´accordo al 100%. Certe cose meglio farle fare ad altri, e pagare per averle. Il fatto di dipendere energeticamente dalla francia – per quanto ha delle ripercussioni, tipo i francesi che pisciano sulle nostre bollette elettriche prima di mandarcele (che poi: come manda la bolletta la francia all´Italia? Fa un bonifico l´ENEL? Un vaglia?), mi sembra abbastanza risibile rispetto al dipendere costruttivamente dalla Camorra, come dici tu.

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  2. Posted by anonimo on maggio 20, 2010 at 2:47 pm

    Condivido su tutta la linea e aggiungo un paio di punti altre riflessioni su questa scellerata ipotesi di ritorno al nucleare:Acqua! tanta acqua, troppa acqua. Questo bene preziosissimo è FONDAMENTALE per il funzionamento del nucleare, almeno per come è sempre stato realizzato fino ad ora. Credo tutti possano ricordare come, un anno si e uno no (anche se gli anni si sono molti più dei no) giornali, televisioni, agricoltori e peppinielli vari piangano la scarsità idrica che ci perseguita. Se a ciò aggiungiamo il totale disastro idrogeologico delle nostre regioni, non è difficile immaginare che ci toccherà bere "acqua pesante", pisciare sui campi per innaffiarli e lavarci con chanel n. 5.Seconda riflessione: in un'ottica seriamente "europeista" cosa c'è di male nello specializzare la ricerca e utilizzo di fonti energetiche alternative sfruttando le potenzialità offerte dal territorio ?  In questo cazzo di paese non siamo particolarmente dotati di uranio ma il sole, ad esempio, non manca. Le fonti energetiche rinnovabili possono non essere la soluzione a tutti i problemi ma vorrei almeno che ci si provasse prima di affermarlo con tanta certezza. Differenziare gli investimenti e sviluppare una ricerca seria su qualche cosa che non sia ANCORA il nucleare (di terza quarta quinta o dodicesima generazione) avrebbe potuto (e forse potrebbe ancora) metterci nella condizione di dare un contributo "diversificato" alle problematiche energetiche.Concludo ricordando che, forse, la posizione di Chicco Testa non è proprio disinteressata e che la Hack, per la necessità di osservare tutto da troppo lontano, ha perso di vista la poca praticità di una centrale nucleare realizzata interamente da mafia S.p.A .Fabio (si, si, il fratello di chi sai tu). 

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  3. Posted by anonimo on maggio 21, 2010 at 7:24 pm

    Rilancio. Il fatto che l'energia solare funzioni e renda – in termini economici – solo nel Kalahari e' una gran cazzata messa in giro da un determinato settore dell'informazione che i piu definiscono "non totalmente obiettivo" (io li definisco stronzi parassiti). Forse era vero in passato (scrivo per amore di discussione, credo sia una cazzata da sempre) ma la tecnologia, quasi ovunque, avanza. In Germania (tipicamente assolato come la piana di Agrigento) ci sono un sacco di installazioni solari. In Austria (e lo so per esperienza diretta) idem. Tipo una casa ogni CINQUE, perdinci. Ah, il governo austriaco ti rende la spesa dei materiali se installi un impianto solare. Esattamente come quello italiano, che se presenti le fatture e chiedi l'ecorimborso ti fa una scurengia in faccia e ridacchia con gli altri al bar. L'eolico stessa cosa. Qualcuno sostiene che serva una bora costante per 340 giorni all'anno per accendere una lampadina. Ditegli di accendere Discovery channel (fare due conti sembra al di la delle loro possibilita). Ma no, facciamoci una centrale. Mettiamoci Homer Simpson, gia che ci siamo. Iorek

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  4. Posted by anonimo on maggio 22, 2010 at 10:10 am

    quand'ero pistolo, nelle ricerchine per l'esamino di quinta elementar(ina), anno di grazia 1989, ricordo che tra i vari temi c'erano il disastro della exxon valdez in alaska e la scoperta della fissione nucleare a freddo, che sembrava dovesse rivoluzionare la produzione di energia annullando i problemi degli incidenti nucleari e delle scorie (vi figurate in un paese nel quale nessuno vuole una discarica banale a meno di 50 km, che problemi possano sorgere per la costruzione di una destinata alle scorie? rido per non piangere)i disastri sono rimasti, la fissione a freddo 'ndo cazzo è finita? (visto che si è parlato di centrali francesi io uso un francesismo)senza parlare poi di come sia stupido non sfruttare in italia l'eolico (siamo una penisola montuosa in mezzo al mare, se la pianura padana pare sia l'area europea meno ventilata non vuol dire che non ci siano altre zone, e vaffanculo ai finti ambientalisti che la menano sull'impatto visivo, forse preferiscono una bella centrale a carbone) e il solare ('o paese do sole)e bisognerebbe anche puntare sul risparmio energetico, ma quello si fa solo in paesi normali, figurarsi qua.lup

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  5. Posted by anonimo on maggio 25, 2010 at 8:48 am

    La fusione a freddo e´ nella migliore della ipotesi una teoria non confermata.Iorek

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  6. Posted by anonimo on maggio 26, 2010 at 9:36 am

    ah, ok, graz(ie)

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  7. Posted by anonimo on maggio 30, 2010 at 9:38 am

    Buona letturahttp://www.nuclearbanks.org/#/home

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