Archive for luglio 2010

Incredibile a Milano

Così, parrebbe che nelle discoteche milanesi giri cocaina e che personaggi del mondo dello spettacolo ne facciano uso.
Adesso aspetto che mi dicano che Milano è inquinata, così trasecolo una volta sola.

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Portate il vostro cane in vacanza: lui lo farebbe.

Raccontano che un uomo abbia scritto ad un albergo, nella campagna irlandese, per sapere se il cane fosse accettato. Questa pare sia stata la risposta:

Caro signore, lavoro negli alberghi da più di trent’anni.
Fino ad oggi non ho mai dovuto chiamare la polizia per cacciare un cane ubriaco nel cuore della notte. Nessun cane ha mai tentato di rifilarmi un assegno a vuoto. Mai un cane ha bruciato le lenzuola fumando. Non ho mai trovato l’asciugamano dell’albergo nella valigia di un cane.
Il suo cane è il benvenuto. Se lui garantisce, può venire anche lei.

Chiedete che il vostro cane sia accettato in vacanza: avete ragione voi.
Un link utile: http://www.dogwelcome.it/

Generazione 1000 Euro

Ieri sera ho finalmente visto “Generazione 1000 Euro”, col ritardo di un anno circa tipico di chi – a causa dell’ingombrante presenza di un infante in casa (avevano proprio ragione: “ti cambia la vita”)- non va più al cinema e aspetta i film in tv. E mi sono divertito molto.

.
locandina-generazione-1000-euroPrima di tutto, ci sono attori bravi: Alerssandro Tiberi, già da me ampiamente apprezzato nella serie tv “Boris” (strepitosa, ma la potete vedere solo se avete Sky, è evidentemente troppo scomoda per Sue Emittenza e la sua idea di tv); Carolina Cresecentini, nata dalla stessa serie e già ben lanciata; Francesco “Nongio” Mandelli, un talento anche fuori da “I soliti idioti”; Valentina Lodovini, bella damagnàssela quando sorride; con le partecipazioni di Paolo Villaggio e Roberto Citran, hai detto niente.
Lo schema della storia magari non è originalissimo, ma è ben svolto; i dialoghi sono brillanti, non di rado si ride di gusto; bella regia. E poi parla con leggerezza di un momento e di una generazione, ma soprattutto di un Paese, di cui si dice poco anche al cinema.
Tra l’altro, nasce da un libro dalla storia editoriale piuttosto interessante: nato da un’inchiesta di El Paìs sulle generazione di milleuristi, è stato distribuito online e ha spopolato ben prima di essere dato alle stampe, tutto sulla base del passaparola.
Insomma, un film certamente da vedere.
 
Il punto è: ma in quanti l’avranno visto?
Perché magari non passerà alla storia come un manifesto del cinema italiano, ma l’ho trovato divertente e godibile almeno quanto “Notte prima degli esami", che invece ha sbancato i botteghini. Un po’ più adulto, magari, la qual cosa mi sembra solo un vantaggio. Poi può essere –come spesso capita- che il film non regga il confronto col libro; ma per chi, come me, il libro non l’ha letto si fa vedere eccome.
La spiegazione forse non va neanche cercata lontano: è secondo me in una battuta del film.
"La nostalgia è il primo segnale della crisi: c’è gente che ha così paura del futuro da scoppiare a piangere quando vede un Big Jim".
In questo senso, è molto più facile farsi consolare dagli anni lontani del nostro liceo, piuttosto che guardare con distacco e ironia ai nostri giorni così vicini e complicati: sempre per citare il film stesso “questa è l’unica epoca della storia in cui c’è gente che torna in Molise.”
 
Un solo appunto alla trama: era chiaro fin dall’inizio, almeno a me, che il protagonista alla fine avrebbe
Attenzione: spoiler
scelto quella con le tette più grosse

Dalla Toscana a Panarea, in un click.

Io e Faffo stiamo cercando di organizzarci le vacanze, destinazione Toscana, preferenza agriturismo. Giriamo quindi per siti internet, spulciando fra le varie soluzioni, privilegiando, devo dire, le più sfigate; così, è il nostro stile. Cioè, non è che su Google digitiamo “agriturismo+toscana+sfigato”, ma fra i risultati ci soffermiamo sui posti che hanno meno pretese.

Comunque, guardiamo qui: http://www.ansedoniaonline.it/ita/orbetelloagritur.asp

Ed ecco che irrompe sulla scena, fra i link sfigati, l’ “Azienda Agricola Tenuta la Sugheraia”; bof, pare un po’ pretenzioso il carattere corsivo in grigio con lo stemma del casato, ma un salto sul sito ce lo facciamo lo stesso, che ci costa?

(Per chi vuole seguire passo passo, ecco il link: http://www.ansedoniaonline.it/ita/tenutalasugheraia.asp )


Clicchiamo il link e già l’azienda agricola si è magicamente trasformata in relais: una differenza che si può quantificare generalmente in un centinaio abbondante di Euro al giorno.

Le vacche e le nonne contadine che abbiamo visto in siti analoghi sono scomparse, sono apparse invece una piscina da campionato olimpico e illuminazioni serali da rivista “Ville country che se la tirano”.

 

Ma il meglio è la descrizione della rustica e schietta accoglienza:

[…] Nelle Suites composte da camera matrimoniale con bagno e grande salotto privato le stanze da letto con aria condizionata sono delicatamente decorate con colori pastello in  combine con le stoffe francesi che rivestono letti e poltrone .

Ah, beh, se son francesi. No, metti fossero toscane, l’ospite ci rimane male.

Tende di seta, morbidi cuscini e lenzuola di finissimo lino né completano l’accoglienza,

in più, gli accenti sui monosillabi sono omaggio, pardon: complimentary.

le stanze da bagno (tutte con vasca e doccia) sono sempre con asciugamani ed accappatoio di spugna extrasoft, pantofoline da camera,phon,e kit di cortesia.

vorrai mica che mi porti da casa accappatoio e ciabatte, vero?

Il salotto privato  riserva all’Ospite uno spazio esclusivo tra antiche e serene memorie della proprietà e preziose delicatezze quotidiane,

scusate la pedanteria, ma mi date un’idea di una preziosa delicatezza quotidiana?

 Tvsat,

certo, vorrai mica mi perda il David Letterman Show su satellite, quello che vedo tutto l’anno? Ma scherziamo?

servizio frigobar, samovar e servito per tea e tisane privati, welcome basket con frutta di stagione,

traduco: bollitore con bustine e cestino con quattro mele, ma detto in modo pomposo.

Che poi, è lo stesso approccio con cui si descrive l’accoglienza degli appartamenti:
accogliente salone con cucina a scomparsa, una e/o due stanza/e matrimoniali (king size o Twin bed con eventuale babybed)
cioè, letto matrimoniale o due letti singoli con eventuale lettino; ma detto così, vuoi mettere? Babybed!

e se fa piacere il Vs quotidiano preferito ogni mattina con la prima colazione servita in camera e/o al Vs tavolo in giardino. Servizio domestico giornaliero e ripasso serale fino alle ore 20.

Ripassino serale? Per chi ci avete presi, per Bertolaso?

 

Insomma io e Faffo ci siamo guardati, poi, quasi all’unisono, abbiamo esclamato: “Panarea!”

Qui potete capire perché.

 

E siamo tornati a spulciare fra le azienda agricole, quelle con la quiete per leggere un libro, e i tafani.

Dalla Toscana a Panarea, in un click.

Io e Faffo stiamo cercando di organizzarci le vacanze, destinazione Toscana, preferenza agriturismo. Giriamo quindi per siti internet, spulciando fra le varie soluzioni, privilegiando, devo dire, le più sfigate; così, è il nostro stile. Cioè, non è che su Google digitiamo “agriturismo+toscana+sfigato”, ma fra i risultati ci soffermiamo sui posti che hanno meno pretese.

Comunque, guardiamo qui: http://www.ansedoniaonline.it/ita/orbetelloagritur.asp

Ed ecco che irrompe sulla scena, fra i link sfigati, l’ “Azienda Agricola Tenuta la Sugheraia”; bof, pare un po’ pretenzioso il carattere corsivo in grigio con lo stemma del casato, ma un salto sul sito ce lo facciamo lo stesso, che ci costa?

(Per chi vuole seguire passo passo, ecco il link: http://www.ansedoniaonline.it/ita/tenutalasugheraia.asp )


Clicchiamo il link e già l’azienda agricola si è magicamente trasformata in relais: una differenza che si può quantificare generalmente in un centinaio abbondante di Euro al giorno.

Le vacche e le nonne contadine che abbiamo visto in siti analoghi sono scomparse, sono apparse invece una piscina da campionato olimpico e illuminazioni serali da rivista “Ville country che se la tirano”.

 

Ma il meglio è la descrizione della rustica e schietta accoglienza:

[…] Nelle Suites composte da camera matrimoniale con bagno e grande salotto privato le stanze da letto con aria condizionata sono delicatamente decorate con colori pastello in  combine con le stoffe francesi che rivestono letti e poltrone .

Ah, beh, se son francesi. No, metti fossero toscane, l’ospite ci rimane male.

Tende di seta, morbidi cuscini e lenzuola di finissimo lino né completano l’accoglienza,

in più, gli accenti sui monosillabi sono omaggio, pardon: complimentary.

le stanze da bagno (tutte con vasca e doccia) sono sempre con asciugamani ed accappatoio di spugna extrasoft, pantofoline da camera,phon,e kit di cortesia.

vorrai mica che mi porti da casa accappatoio e ciabatte, vero?

Il salotto privato  riserva all’Ospite uno spazio esclusivo tra antiche e serene memorie della proprietà e preziose delicatezze quotidiane,

scusate la pedanteria, ma mi date un’idea di una preziosa delicatezza quotidiana?

 Tvsat,

certo, vorrai mica mi perda il David Letterman Show su satellite, quello che vedo tutto l’anno? Ma scherziamo?

servizio frigobar, samovar e servito per tea e tisane privati, welcome basket con frutta di stagione,

traduco: bollitore con bustine e cestino con quattro mele, ma detto in modo pomposo.

Che poi, è lo stesso approccio con cui si descrive l’accoglienza degli appartamenti:
accogliente salone con cucina a scomparsa, una e/o due stanza/e matrimoniali (king size o Twin bed con eventuale babybed)
cioè, letto matrimoniale o due letti singoli con eventuale lettino; ma detto così, vuoi mettere? Babybed!

e se fa piacere il Vs quotidiano preferito ogni mattina con la prima colazione servita in camera e/o al Vs tavolo in giardino. Servizio domestico giornaliero e ripasso serale fino alle ore 20.

Ripassino serale? Per chi ci avete presi, per Bertolaso?

 

Insomma io e Faffo ci siamo guardati, poi, quasi all’unisono, abbiamo esclamato: “Panarea!”

Qui potete capire perché.

 

E siamo tornati a spulciare fra le azienda agricole, quelle con la quiete per leggere un libro, e i tafani.

Piccolo furto su grandi numeri.

 

Dall’inizio dell’anno, al mio cellulare TIM, ogni volta che consulto la segreteria telefonica, una suadente voce femminile mi comunica, all’interno del messaggio di benvenuto, la seguente notizia: “gentile cliente, la informiamo che presto il numero 49001 sarà sostituito dal numero 41901”.
Tant piasé, ho risposto per mesi; oppure, se ero di buon umore: “sì, ma presto a che ora?” Sono un buontempone,si sa.

 

Poi un giorno, dopo quattro mesi di questo tedioso messaggio, ho deciso di memorizzare il nuovo numero al posto di quello vecchio, un po’ per non trovarmi impreparato il giorno dell’eliminazione del vecchio 49001, ma più che altro augurandomi di non sentirlo più.
Con mia sorpresa, il nuovo numero non esisteva.

Ho quindi saggiamente deciso di attendere che il cambio di numero diventi reale; a tuttoggi, e siamo a luglio, non risulta attivo.


Col che, il buonumore si sta trasformando in seccatura; sì, perché, nel frattempo, sono arrivato a capire –lentamente e laboriosamente, come è nel mio stile- che, ad ogni consultazione, ascolto a pagamento un allungamento del messaggio di benvenuto di 5,5 secondi totalmente inutile; cioè, inutile a me, perché, con la tariffazione a tempo dell’ascolto dei messaggi, TIM bella ci guadagna 5,5 secondi in più di conversazione ad utente di segreteria telefonica: un microscopico furto che su larga scala non mi è difficile immaginare generi plusvalenze massicce ma invisibili e travestite da servizio.


Quando penso ai ladri tracotanti e grossolani del PdL in area governativa mi viene da compatirli per la loro mancanza di sottigliezza.