Archive for agosto 2010

Figure Storiche 28: un omonimo

No, non ero in vacanza. A dirla tutta, ci vado adesso. Semplicemente, sto attraversando una fase di pigrizia per quanto riguarda l’aggiornamento del blog, di ossessione per un gioco da PC strategico (che dura da dieci anni, ma da quando ne ho scoperto la versione fantasy è peggiorata) e poi, e la butto lì en passant, sto lavorando ad un certo progetto riguardante una certa cosa che ha a che fare con lo scrivere, del quale non dirò altro per creare una parossistica e spasmodica attesa che a progetto concluso –o naufragato- potrò deludere.

Però mi dispiace di lasciarvi lì senza niente da leggere; quindi ho pensato di sfruttare il casuale contatto che si è creato tempo fa (collega di un amico del collega di un mio amico) con un simpatico omonimo che gode di uno status come il mio e per il quale che sociologia e psicologia non ha ancora trovato una definizione scientifica: insomma, quella tendenza a fare succedere i guai in maniera ridicola e surreale che lascia increduli tutti quelli a cui capitano contrattempi normali.

La “figura storica” di oggi è raccontata dallo stesso autore, salvo qualche mio intervento teso a peggiorarne lo stile perché posso ospitare uno che con me competa in sfiga, ma non in scrittura.

E’ per me un piacere, ladies and chesterfield, lasciare che Sandro vi racconti di

“Quella volta (Venerdi 4 Giugno 2010) che andando in trasferta da Milano a Genova…”


Viaggio scorrevole e sole splendente; tutto ok fino a quando a Sandro si accese fissa la spia della riserva all’altezza del bivio per Ventimiglia prima del passo del Turchino e pensò "tanto fra un po’ arrivo a Genova e faccio rifornimento al distributore di Multedo, che lì la benza costa di meno; la riserva ha quel minimo di autonomia che mi basta a non fermarmi in autostrada, dove i distributori ti pelano". Infatti, all’altezza dell’uscita di Pegli, in salita, in curva e all’ingresso di una galleria gli si spense inesorabilmente la macchina.

Per fortuna in quel momento stava transitando un furgone di soccorso dell’autostrada che si fermò e gli chiese se ci fossero dei problemi. Alla sua risposta (“mi si e’ spenta la macchina!!!”) l’equipaggio del furgone si offrì di chiamare per lui un carro attrezzi, raccomandandogli di non uscire assolutamente dalla macchina, per poi proseguire nel suo percorso lungo l’autostrada. Sandro si dispose all’attesa.

Qualche tempo dopo, mentre era in attesa del carro attrezzi arrivò una macchina della polizia stradale e, vedendolo fermo con le quattro frecce, si fermò a due passi da lui, incurante di essere in salita, in curva e all’imbocco di una galleria. Scese un baldo poliziotto che, senza alcun giubbotto catarifrangente, camminò lungo la prima corsia per raggiungere la macchina ferma e gli chiese perché era fermo. Lui rispose che era in attesa del carro attrezzi perche’ gli si era spenta la macchina e non partiva piu’ ed era gia’ intervenuto il servizio di soccorso autostradale. L’unica risposta che ricevette fu "ok ma deve togliersi da qui!"… no comment…

Arrivo’ finalmente il carro attrezzi che lo fece uscire al casello di Pegli (a venti metri da dove si era fermata la macchina), carico’ la macchina sul camion e gli chiese di scendere. Sandro si rifiutò rispondendo "no, ho paura!!!"
Allora quello, munito di tanta santa pazienza, con le macchine che continuavano a sfrecciare di lato, lo aiuto’a scendere dal lato del guardrail abbassando nuovamente la rampa del carro attrezzi e il fesso, con il suo cazzo di zainetto del computer, pesante duecento chili, scese dalla macchina e dalla rampa del carro attrezzi e sali’ sul carro attrezzi, che lo portò al distributore di Multedo a due metri dall’azienda per cui Sandro lavora, che era proprio il distributore dove Sandro aveva in mente di rifornirsi una volta uscito dall’autostrada!!!.
Gli fece il pieno di gasolio con la macchina sopra al carro attrezzi… spettacolare!!!

Dopo una serie di tentativi (il motore ormai era ingolfato) riuscì a mettergli in moto la macchina.
Tutto contento Sandro pagò il carburante al distributore e ringraziò caramente il carro attrezzi che gli rispose "sono 101 (centouno!) euro… meno male che abbiamo risolto!” Sandro, che non aveva neanche una banconota da 5 euri gli chiese se accettasse bancomat o carta di credito.
Lui rispose che c’era una banca poco più avanti e quindi, con la macchina ancora sul carro attrezzi, lo portò alla banca, dove Sandro prelevò 200 euri e glie li diede, aspettandosi 99 euri di resto.
Ovviamente quello non aveva resto e, impietosito, gli abbonò l’euro, tenendosi "solo" cento euri.

Sandro, con cento euri in meno ma con la macchina nuovamente funzionante, fece manovra e iniziò a dirigersi verso Via Manara. Fu a quel punto che si rese conto che non aveva più lo zainetto col computer..Ovviamente non sapeva ne’ il nome, ne’ aveva alcun riferimento di quel carro attrezzi…
PANICO!!!

Si fermò ad una fermata dell’autobus e cercò di fare il punto della situazione.
Aveva una ricevuta del carro attrezzi con il timbro di una società di soccorso stradale.
Chiamò il numero di telefono indicato nel timbro e disse che era appena stato soccorso da un carro attrezzi ma aveva dimenticato lo zaino col computer nel suo camion.
Gli venne chiesto il nome dell’autista… Risposta di Sandro: "BOH!"
Gli venne chiesto il numero del carro attrezzi… Risposta di Sandro: "BOH!"
Alla fine gli dissero di non muoversi da li’ (strada da Multedo a Sestri, prima della curva della stazione), che avrebbero cercato fra tutti i carri attrezzi quello che lo aveva soccorso.

Nel frattempo arrivavano gli autobus e, puntualmente, imprecavano contro la sua macchina, parcheggiata alla loro fermata: ma lui, forte della consapevolezza di non doversi muovere da li’, non si sposto’ di un centimetro.
Arrivarono i vigili e gli chiesero di andarsene.
Lui rispose che stava aspettando il carro attrezzi.
Gli chiesero se la macchina avesse dei problemi.
Risposta: "no, ma mi deve riportare lo zainetto e non so come rintracciarlo, quindi gli ho detto che sono qui e lui prima o poi arriverà"
Per fortuna arrivò finalmente il carro attrezzi che gli consegnò lo zainetto, davanti ai vigili, che stavano iniziando ad innervosirsi (il carro attrezzi era molto più ingombrante della macchina di Sandro e costituiva un ulteriore mega-ostacolo alla fermata degli autobus…

Finalmente raggiunse il parcheggio della sua azianda all’ultimo piano dell’edificio giallo fuori da via Manara.
Parcheggiò la macchina in un posto NON riservato alla sua azienda e si diresse verso l’ascensore, chiudendosi la porta dello stanzone alle spalle dove fu avvolto nelle tenebre.
Chiamò l’ascensore e aspettò, aspettò, … dopo un quarto d’ora circa gli venne il sospetto e aprì la porta dello stanzone, facendo entrare un po’ di luce che illuminò debolmente il cartello "FUORI SERVIZIO" appeso alle porte dell’ascensore…

TUTTO E’ BENE QUEL CHE FINISCE BENE!

Capite bene come io abbia le lacrime agli occhi nell’abbracciare questo mio omonimo, fratello di sventura e portatore del discutibile dono che me lo fa sentire così vicino.
Qualcosa mi dice che non è l’ultima volta che lo ospiterò da queste parti.

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Aggiornagaia: 22 mesi

 100802Casa03Gaia smorfiette

Mia figlia Gaia è bionda, giovane, le piace girare biotta, è considerata bella.
Se aggiungiamo che di politica non gliene frega niente e comunque non ne capirebbe una mazza, direi che ci siamo: non dico un ministero, ma un sottosegretariato il PdL può mica farglielo saltar fuori?
Spero che il fatto di essere incensurata non la danneggi, anche se, a stare alle cronache, l’associazione -mafiosa o segreta-. è generalmente richiesta ai soli maschi del Pattitto delle Libbettà. Però, si sa mai, potrebbero essere diventati più rigorosi nella selezione.

Aggiornagaia: 22 mesi

 100802Casa03Gaia smorfiette

Mia figlia Gaia è bionda, giovane, le piace girare biotta, è considerata bella.
Se aggiungiamo che di politica non gliene frega niente e comunque non ne capirebbe una mazza, direi che ci siamo: non dico un ministero, ma un sottosegretariato il PdL può mica farglielo saltar fuori?
Spero che il fatto di essere incensurata non la danneggi, anche se, a stare alle cronache, l’associazione -mafiosa o segreta-. è generalmente richiesta ai soli maschi del Pattitto delle Libbettà. Però, si sa mai, potrebbero essere diventati più rigorosi nella selezione.