Archive for settembre 2010

Politica, Italia 2010

Entro stasera il voto di fiducia al governo.
In Parlamento alcuni deputati hanno avuto modo di leggere in anticipo un riassunto del "discorso dei 5 punti" estremamente stringato, circolare e non trasferibile.

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Il vizio del fumo in Parlamento.

Francamente, dell’appartamento di Montecarlo, e apprezzate la capacità di sintesi, me ne sbatto.

Sono soldi di AN e, anche ammesso che Fini avrebbe potuto venderlo meglio e non farsi infinocchiare (o favorire) il cognato, a me come italiano proprio non cambia nulla. Ma nul-la.
E questo nonostante i giornali –per la mia incredulità- facciano a gara da giorni per anticipare, supporre, analizzare e giudicare una vicenda di nessun interesse concreto.

Invece, qualche interesse per me che mi ostino a vivere in un Paese che vorrei decente, ce l’ha il voto di questo bel Parlamento di servi, che questo mercoledì ha votato l’inutilizzabilità delle intercettazioni sulla base delle quali dei magistrati hanno messo in stato di accusa, chiedendone qualche mese fa l’arresto di Nicola Cosentino; anche quello negato, ovviamente.
L’accusa? Niente, una quisquilia: rapporti con la camorra, utilizzo dei voti garantiti da questa, affari illeciti allegramente camorristici. Particamente l’equivalente di un divieto di sosta.

Così, mercoledì in aula abbiamo assistito alla dichiarazione di Cosentino che affermava, strafottente, che per lui quelle intercettazioni si potevano pure usare, tanto non provavano niente. E, subito dopo, con l’incoerenza di chi da tempo è abituato a non rendere conto ai propri elettori di niente, il suo partito, il PdL, votava contro l’utilizzabilità di quelle prove. Così, giusto perché fra camorra e giudici un nemico il PdL l’ha individuato da tempo, e non è la camorra.

A ruota, la Lega, con buona pace di Maroni che da mesi si prende il merito di operazioni antimafia e di catture di latitanti che vanno ascritte alla buona volontà e al sacrificio di forze dell’ordine e magistratura. Bella coerenza, leghisti, bravi. E questi sono quelli che, a stare ai sondaggi, gli italiani premierebbero in caso di elezioni anticipate.

Rimane spazio, in questo ennesimo gradino verso il basso, per il mistero del giorno, a mio modesto giudizio ben più interessante dell’enigma dell’appartamento di Montechissenefregacarlo.
La modalità di voto prescelta –a scrutinio segreto, cioè con una procedura che si usa nei “casi di coscienza”, come se fosse lecito paragonare la camorra a Eluana Englaro, per dirne una- ha permesso a una maggioranza che in teoria non potrebbe più contare sui voti dei cosiddetti Finiani di trovare altrove tredici voti contrari all’utilizzo delle intercettazioni.
Da dove verranno mai?

Dal PD? Non ha senso, non ci avrebbe guadagnato nulla e anche se di quel partito è noto il masochismo, se ci fosse stata qualche voce contraria alla linea ufficiale del partito l’avremmo ben sentita: quando si tratta di mostrare divisioni il Pd non si è mai tirato indietro.
Dall’UDC? Mah, si sono schierati per l’ammissione senza remore, e non è un partito che sia uso farsene mancare, di remore.
Dall’IdV? Tutto può essere, persino che Tonino, fedele alla sua linea di “tanto peggio, tanto meglio”, abbia votato contro le proprie posizioni per potere poi additare lo scandalo alla pubblica opinione. Tuttavia, non mi pare credibile che una congrega di assatanati come quella di Tonino faccia calcoli di questo genere di fronte alla possibilità concreta di mettere in minoranza il governo.

Scartati qundi gli altri sospetti, come si fa nei gialli, ne rimane uno: i Finiani. E la cosa ha un suo senso, se ci pensate bene.
Sono alla fin fine quelli che per anni, fedeli a Fini che era fedele a Berlusconi (salvo poi accorgersi di un suo tratto dispotico e illiberale di cui ha dato prova da una quindicina d’anni a oggi, ma meglio tardi che mai), hanno votato una enormità delle peggio porcate: depenalizzazione del falso in bilancio, rogatorie internazionalii, lodo Alfano, legittimo impedimento, decreto interpretativo sulle liste elettorali del Lazio, legge elettorale detta Porcellum, scudo fiscale, ronde padane, scusi, sono una enormità e tre, che faccio, lascio?


E’ che dev’essere un po’ come il fumo: o smetti di colpo, o non ce la fai. E i Finiani, mi pare chiaro, stan solo cercando di diminuire.

Il vizio del fumo in Parlamento.

Francamente, dell’appartamento di Montecarlo, e apprezzate la capacità di sintesi, me ne sbatto.

Sono soldi di AN e, anche ammesso che Fini avrebbe potuto venderlo meglio e non farsi infinocchiare (o favorire) il cognato, a me come italiano proprio non cambia nulla. Ma nul-la.
E questo nonostante i giornali –per la mia incredulità- facciano a gara da giorni per anticipare, supporre, analizzare e giudicare una vicenda di nessun interesse concreto.

Invece, qualche interesse per me che mi ostino a vivere in un Paese che vorrei decente, ce l’ha il voto di questo bel Parlamento di servi, che questo mercoledì ha votato l’inutilizzabilità delle intercettazioni sulla base delle quali dei magistrati hanno messo in stato di accusa, chiedendone qualche mese fa l’arresto di Nicola Cosentino; anche quello negato, ovviamente.
L’accusa? Niente, una quisquilia: rapporti con la camorra, utilizzo dei voti garantiti da questa, affari illeciti allegramente camorristici. Particamente l’equivalente di un divieto di sosta.

Così, mercoledì in aula abbiamo assistito alla dichiarazione di Cosentino che affermava, strafottente, che per lui quelle intercettazioni si potevano pure usare, tanto non provavano niente. E, subito dopo, con l’incoerenza di chi da tempo è abituato a non rendere conto ai propri elettori di niente, il suo partito, il PdL, votava contro l’utilizzabilità di quelle prove. Così, giusto perché fra camorra e giudici un nemico il PdL l’ha individuato da tempo, e non è la camorra.

A ruota, la Lega, con buona pace di Maroni che da mesi si prende il merito di operazioni antimafia e di catture di latitanti che vanno ascritte alla buona volontà e al sacrificio di forze dell’ordine e magistratura. Bella coerenza, leghisti, bravi. E questi sono quelli che, a stare ai sondaggi, gli italiani premierebbero in caso di elezioni anticipate.

Rimane spazio, in questo ennesimo gradino verso il basso, per il mistero del giorno, a mio modesto giudizio ben più interessante dell’enigma dell’appartamento di Montechissenefregacarlo.
La modalità di voto prescelta –a scrutinio segreto, cioè con una procedura che si usa nei “casi di coscienza”, come se fosse lecito paragonare la camorra a Eluana Englaro, per dirne una- ha permesso a una maggioranza che in teoria non potrebbe più contare sui voti dei cosiddetti Finiani di trovare altrove tredici voti contrari all’utilizzo delle intercettazioni.
Da dove verranno mai?

Dal PD? Non ha senso, non ci avrebbe guadagnato nulla e anche se di quel partito è noto il masochismo, se ci fosse stata qualche voce contraria alla linea ufficiale del partito l’avremmo ben sentita: quando si tratta di mostrare divisioni il Pd non si è mai tirato indietro.
Dall’UDC? Mah, si sono schierati per l’ammissione senza remore, e non è un partito che sia uso farsene mancare, di remore.
Dall’IdV? Tutto può essere, persino che Tonino, fedele alla sua linea di “tanto peggio, tanto meglio”, abbia votato contro le proprie posizioni per potere poi additare lo scandalo alla pubblica opinione. Tuttavia, non mi pare credibile che una congrega di assatanati come quella di Tonino faccia calcoli di questo genere di fronte alla possibilità concreta di mettere in minoranza il governo.

Scartati qundi gli altri sospetti, come si fa nei gialli, ne rimane uno: i Finiani. E la cosa ha un suo senso, se ci pensate bene.
Sono alla fin fine quelli che per anni, fedeli a Fini che era fedele a Berlusconi (salvo poi accorgersi di un suo tratto dispotico e illiberale di cui ha dato prova da una quindicina d’anni a oggi, ma meglio tardi che mai), hanno votato una enormità delle peggio porcate: depenalizzazione del falso in bilancio, rogatorie internazionalii, lodo Alfano, legittimo impedimento, decreto interpretativo sulle liste elettorali del Lazio, legge elettorale detta Porcellum, scudo fiscale, ronde padane, scusi, sono una enormità e tre, che faccio, lascio?


E’ che dev’essere un po’ come il fumo: o smetti di colpo, o non ce la fai. E i Finiani, mi pare chiaro, stan solo cercando di diminuire.

Giornalisti bacchettati

L’autore di un blog che mi piace molto coglie in castagna dei giornalisti a dir poco approssimativi nel loro lavoro. E così li apostrofa:

"Almeno abbiate il buon senso di copiare dai giornali seri.
Altrimenti leggervi è come cercare di imparare la ginecologia leggendo una rivista porno.
"

Citazione doverosa, direi.

Lo zen e il pigiama.

Ieri sera, al momento di coricarmi, ho avuto una brillante illuminazione: esistono tre modi di indossare un indumento.
Quello giusto.
Al contario, con l’interno all’esterno.
Davanti-dietro.

Quindi, due su tre sono sbagliati. E’ quindi statisticamente più probabile infilarsi il pigiama in maniera criticabile.
E, sulla scorta di questa autoindulgente conc
lusione, non l’ho neppure girato, dormendo con le barchette all’interno.

Phishing for dummies

“Bancoposta” mi ha scritto ancora, chiedendomi di cambiare le credenziali di accesso al mio conto.

Fermi! Non allarmatevi per me e riponete il cellulare con cui stavate per chiamarmi per avvertirmi che si tratta di una truffa. In realtà, ne avevo già un sospetto: essendo l’uomo acuto che sono, il fatto di non avere mai avuto un conto Bancoposta mi aveva già messo in allarme. E anche il fatto di non avere username o password da comunicare loro un po’ mi ha salvato.

Non che questo li abbaia indotti a desistere, per carità; anzi, ricevo le loro e-mail con tanta sollecitudine e continuità che se Bancoposta non mi scrive per qualche giorno li chiamo io per vedere se stanno bene. Quello che invece nella posta di oggi mi ha stupito è stato di trovare uno di questi messaggi in una forma inusuale, cioè tanto perentorio quanto sciatto:

logo Poste Italiane 

Gentile cliente,

Grazie ai recenti trasferimenti illegali di conti elettronici, il tuo conto BancoPosta è stato bloccato per la tua sicurezza. Questo è stato fatto per assicurare il tuo conto e le tue informazioni private. Come misura di sicurezza, vi consigliamo di collegarti al vostro Conto BancoPosta e cambiare il tuo codice di accesso

Il nostro sistema ti aiuterà rapidamente a cambiare il tuo codice di accesso. Il tuo conto non sarà sospeso in questo caso, però, se invece, 48 ore dopo aver ricevuto questo messaggio, il tuo conto non verrà confermato, ci riserviamo il diritto di sospendere la tua registrazione Poste Italiane. Poste Italiane è autorizzato a fare qualsiasi tipo di operazione affinche anticipi le fraude.

Clicca Qui per cambiare il tuo codice di accesso

“Grazie” ai recenti trasferimenti illegali e non, magari, “a causa”?

“Il tuo conto” e poche righe dopo “vi consigliamo”?

“Poste Italiane è autorizzato?”; e da quando Poste Italiane è maschile?

“Le fraude”? LE-FRAU-DE?

Insomma, cari pescatori di dati riservati, mi sta bene che mi considerate un coglione, tanto da cadere in un tranello così poco sottile, in fondo fa parte del gioco. Ma parlo ancora italiano, e niente vi autorizza a supporre che ne abbia perso la capacità. E’ una questione di rispetto e ci tengo. Grazie.

(Il problema di questo paese è la mancanza di professionalità, lo dico sempre.)

Phishing for dummies

“Bancoposta” mi ha scritto ancora, chiedendomi di cambiare le credenziali di accesso al mio conto.

Fermi! Non allarmatevi per me e riponete il cellulare con cui stavate per chiamarmi per avvertirmi che si tratta di una truffa. In realtà, ne avevo già un sospetto: essendo l’uomo acuto che sono, il fatto di non avere mai avuto un conto Bancoposta mi aveva già messo in allarme. E anche il fatto di non avere username o password da comunicare loro un po’ mi ha salvato.

Non che questo li abbaia indotti a desistere, per carità; anzi, ricevo le loro e-mail con tanta sollecitudine e continuità che se Bancoposta non mi scrive per qualche giorno li chiamo io per vedere se stanno bene. Quello che invece nella posta di oggi mi ha stupito è stato di trovare uno di questi messaggi in una forma inusuale, cioè tanto perentorio quanto sciatto:

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Grazie ai recenti trasferimenti illegali di conti elettronici, il tuo conto BancoPosta è stato bloccato per la tua sicurezza. Questo è stato fatto per assicurare il tuo conto e le tue informazioni private. Come misura di sicurezza, vi consigliamo di collegarti al vostro Conto BancoPosta e cambiare il tuo codice di accesso

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“Il tuo conto” e poche righe dopo “vi consigliamo”?

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“Le fraude”? LE-FRAU-DE?

Insomma, cari pescatori di dati riservati, mi sta bene che mi considerate un coglione, tanto da cadere in un tranello così poco sottile, in fondo fa parte del gioco. Ma parlo ancora italiano, e niente vi autorizza a supporre che ne abbia perso la capacità. E’ una questione di rispetto e ci tengo. Grazie.

(Il problema di questo paese è la mancanza di professionalità, lo dico sempre.)