Il vizio del fumo in Parlamento.

Francamente, dell’appartamento di Montecarlo, e apprezzate la capacità di sintesi, me ne sbatto.

Sono soldi di AN e, anche ammesso che Fini avrebbe potuto venderlo meglio e non farsi infinocchiare (o favorire) il cognato, a me come italiano proprio non cambia nulla. Ma nul-la.
E questo nonostante i giornali –per la mia incredulità- facciano a gara da giorni per anticipare, supporre, analizzare e giudicare una vicenda di nessun interesse concreto.

Invece, qualche interesse per me che mi ostino a vivere in un Paese che vorrei decente, ce l’ha il voto di questo bel Parlamento di servi, che questo mercoledì ha votato l’inutilizzabilità delle intercettazioni sulla base delle quali dei magistrati hanno messo in stato di accusa, chiedendone qualche mese fa l’arresto di Nicola Cosentino; anche quello negato, ovviamente.
L’accusa? Niente, una quisquilia: rapporti con la camorra, utilizzo dei voti garantiti da questa, affari illeciti allegramente camorristici. Particamente l’equivalente di un divieto di sosta.

Così, mercoledì in aula abbiamo assistito alla dichiarazione di Cosentino che affermava, strafottente, che per lui quelle intercettazioni si potevano pure usare, tanto non provavano niente. E, subito dopo, con l’incoerenza di chi da tempo è abituato a non rendere conto ai propri elettori di niente, il suo partito, il PdL, votava contro l’utilizzabilità di quelle prove. Così, giusto perché fra camorra e giudici un nemico il PdL l’ha individuato da tempo, e non è la camorra.

A ruota, la Lega, con buona pace di Maroni che da mesi si prende il merito di operazioni antimafia e di catture di latitanti che vanno ascritte alla buona volontà e al sacrificio di forze dell’ordine e magistratura. Bella coerenza, leghisti, bravi. E questi sono quelli che, a stare ai sondaggi, gli italiani premierebbero in caso di elezioni anticipate.

Rimane spazio, in questo ennesimo gradino verso il basso, per il mistero del giorno, a mio modesto giudizio ben più interessante dell’enigma dell’appartamento di Montechissenefregacarlo.
La modalità di voto prescelta –a scrutinio segreto, cioè con una procedura che si usa nei “casi di coscienza”, come se fosse lecito paragonare la camorra a Eluana Englaro, per dirne una- ha permesso a una maggioranza che in teoria non potrebbe più contare sui voti dei cosiddetti Finiani di trovare altrove tredici voti contrari all’utilizzo delle intercettazioni.
Da dove verranno mai?

Dal PD? Non ha senso, non ci avrebbe guadagnato nulla e anche se di quel partito è noto il masochismo, se ci fosse stata qualche voce contraria alla linea ufficiale del partito l’avremmo ben sentita: quando si tratta di mostrare divisioni il Pd non si è mai tirato indietro.
Dall’UDC? Mah, si sono schierati per l’ammissione senza remore, e non è un partito che sia uso farsene mancare, di remore.
Dall’IdV? Tutto può essere, persino che Tonino, fedele alla sua linea di “tanto peggio, tanto meglio”, abbia votato contro le proprie posizioni per potere poi additare lo scandalo alla pubblica opinione. Tuttavia, non mi pare credibile che una congrega di assatanati come quella di Tonino faccia calcoli di questo genere di fronte alla possibilità concreta di mettere in minoranza il governo.

Scartati qundi gli altri sospetti, come si fa nei gialli, ne rimane uno: i Finiani. E la cosa ha un suo senso, se ci pensate bene.
Sono alla fin fine quelli che per anni, fedeli a Fini che era fedele a Berlusconi (salvo poi accorgersi di un suo tratto dispotico e illiberale di cui ha dato prova da una quindicina d’anni a oggi, ma meglio tardi che mai), hanno votato una enormità delle peggio porcate: depenalizzazione del falso in bilancio, rogatorie internazionalii, lodo Alfano, legittimo impedimento, decreto interpretativo sulle liste elettorali del Lazio, legge elettorale detta Porcellum, scudo fiscale, ronde padane, scusi, sono una enormità e tre, che faccio, lascio?


E’ che dev’essere un po’ come il fumo: o smetti di colpo, o non ce la fai. E i Finiani, mi pare chiaro, stan solo cercando di diminuire.

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2 responses to this post.

  1. Posted by pbagnoli on settembre 25, 2010 at 5:30 pm

    Ciao X.Faccio come nelle trasmissioni radiofoniche e premetto un "Complimenti per il blog", che faccio come sempre sinceramente: leggo sempre con piacere tutto quello che scrivi anche se non riesco a condividerne alla lettera il contenuto (molto più che in un passato anche recente, però).Non entro nel merito della seconda parte del tuo articolo, pure ampiamente condivisibile, ma solo perché sono sempre più disgustato – sino ai limiti dell'anarchia – da questo modo di fare politica (?), specie dopo tre-quattro giorni passati in Svezia, e non per quello che potresti pensare (che fighe che ci sono!), bensì per un congresso su…su…boh, non ricordo.E vado a Fini, personaggio che ho sempre trovato discutibile ma dotato di una certa qual statura politica. Adesso francamente mi fa girare i coglioni, ha pisciato fuori dal vaso.Anch'io – come te – me ne fotto della stamberga di Montecarlo: ha usato i soldi del suo partito, risponderà al suo partito. Ha fatto una figura meschina favorendo la nuova parentela e mischiando il suo nome e la sua faccia a quella – assai meno presentabile – di tale Luciano Gaucci che prima si trastullava con la sua attuale compagna (chissà che effetto fa a un ex fascista usare questo termine), ma ancora una volta sono cavoli suoi.La sua vera ingenuità è stata sottovalutare la campagna mediatica che il berlusca gli ha scatenato addosso con i suoi pitbull; e in questo, mi spiace, ha dimostrato di non essere molto più furbo di un personaggio ben più importante di lui, di nome Bill Clinton, che mentì ignobilmente per nascondere un sufflone (o forse di esserselo fatto praticare da un cesso come M. Lewinsky). Ciò che li accomuna non è la portata dell'atto, che mi sembra risibile in entrambe le situazioni, ma la menzogna: gli americani, persone semplici e lineari come li definiva Curzio Malaparte, non ammettono la menzogna, e Clinton rischiò l'impeachment.A Fini andrà meglio.In fondo anche lui conosce gli italiani, e sa che alle menzogne ci sono abituati, e che tendono a ri-votare i bugiardi.Però adesso basta: che ammetta una buona volta questa vaccata, che dica finalmente "Sono stato un pirla" e poi, magari, tanto per cambiare, proviamo a fare politica.Così, tanto per fare una cosa nuova

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  2. Posted by Xantro on settembre 27, 2010 at 3:26 pm

    Hm. Devo dire, Pietrone, che hai ragione in pieno – e sottoscrivo parola per parola il tuo intervento- sulla sottovalutazione del "nemico interno" da parte di Fini. D'altra parte, che questo sia un vecchio errore del buon Gianfranco l'abbiamo visto da qualche anno. A differenza di quel volpone di Casini (la scuola DC resta la migliore, in questo) ha svenduto il partito a Berlusconi e il prezzo l'hanno incassato i suoi colonnelli.Si è dimostrato tanto pirla da starmi quasi simpatico, non bastasse il fatto che è l'unico politico in Italia capace di parlare in Parlamento a braccio.

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