Archive for novembre 2010

Almeno impegnatevi.

Caro TG1, ineffabile direttore, istimato montatore di servizi.

Non sono sorpreso che per rendere più drammatiche le immagini delle proteste degli studenti nei pressi di Villa Grazioli voi abbiate manipolato il filmato inserendo immagini di proteste più drammatiche (L’Aquila, 7 luglio) in modo da fare sembrare la situazione più tesa e pericolosa.

Insomma, so che siete da tempo privi di credibilità, che spacciate un’informazione di regime imbarazzante, che dipingete un’Italia che vedete solo voi ed Emilio Fede. Non lo dico io, lo dicono i dati di ascolto del TG1, in discesa libera (che in qualsiasi altro Paese avrebbero portato al vostro licenziamento, copretura con pece e guarinizione con piume).

Non mi azzardo quindi a chiedermi di fornire, coi soldi del mio canone TV, un’informazione, che so, decente. Figuriamoci. So che non siete stati scelti per quello.
Solo, se mostrate le immagini di ieri 25 novembre di manifestanti con sciarpe e giubbotti in una giornata grigia, perfavore, almeno non mischiatele con quelle di luglio, dove si sfoggiano t-shirt e canottiere e splende il sole. E andiamo, ma almeno farla bene, la disinformazione?

Non è che il solo fatto di essere italiano ed avere una tv faccia di me un coglione fatto e finito. Anche se, -capisco il vostro punto di vista- il guardare il vostro tg è già un consistente indizio in questo senso.

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Almeno impegnatevi.

Caro TG1, ineffabile direttore, istimato montatore di servizi.

Non sono sorpreso che per rendere più drammatiche le immagini delle proteste degli studenti nei pressi di Villa Grazioli voi abbiate manipolato il filmato inserendo immagini di proteste più drammatiche (L’Aquila, 7 luglio) in modo da fare sembrare la situazione più tesa e pericolosa.

Insomma, so che siete da tempo privi di credibilità, che spacciate un’informazione di regime imbarazzante, che dipingete un’Italia che vedete solo voi ed Emilio Fede. Non lo dico io, lo dicono i dati di ascolto del TG1, in discesa libera (che in qualsiasi altro Paese avrebbero portato al vostro licenziamento, copretura con pece e guarinizione con piume).

Non mi azzardo quindi a chiedermi di fornire, coi soldi del mio canone TV, un’informazione, che so, decente. Figuriamoci. So che non siete stati scelti per quello.
Solo, se mostrate le immagini di ieri 25 novembre di manifestanti con sciarpe e giubbotti in una giornata grigia, perfavore, almeno non mischiatele con quelle di luglio, dove si sfoggiano t-shirt e canottiere e splende il sole. E andiamo, ma almeno farla bene, la disinformazione?

Non è che il solo fatto di essere italiano ed avere una tv faccia di me un coglione fatto e finito. Anche se, -capisco il vostro punto di vista- il guardare il vostro tg è già un consistente indizio in questo senso.

Un uomo a responsabilità limitata.

Anni fa, manager Fininvest hanno nascosto 10 miliardi di lire in fondi neri grazie a maneggi sulla società Medusa cinematografica; ma non si riuscì a provare che di questa manovra, organizzata da suoi uomini, con suoi bilanci, a favore delle sue casse, Berlusconi la conoscesse.

Poco dopo, era anche successo che Previti, l’avvocato di Berlusconi, gli comprasse la Mondadori, corrompendo i giudici che avrebbero dovuto assegnarla a De Benedetti. Soldi Fininvest, avvocato condannato: Berlusconi no, mica è detto che sapesse, perlomeno non se ne trovò la prova.

Più recentemente, a dire il vero, si è anche scoperto che la prova non si è trovata anche perché l’avvocato inglese Mills fu pagato da Berlusconi per avere un’amnesia, nel processo Mondadori. Pronti: avvocato corrotto condannato, Berlusconi corruttore non giudicabile perché Presidente del Consiglio.

In questi giorni, una condanna di secondo grado conferma che Dell’Utri fu tramite e sodale con mafiosi, tutto a favore di Berlusconi –e dei mafiosi, chiaro- tanto da beccarsi una condanna di sette anni. Dell’Utri fu alla base delle fortune di Fininvest prima e della fondazione di Forza Italia poi. Ma non è provato che Berlusconi di tutto ciò sapesse qualcosa.

Insomma, a noi di sinistra spesso si chiede: ma perché la remenate tanto con gli scandali sessuali di Berlusconi?

Ecco la risposta: perché, non potendo dare la colpa al suo cazzo, è l’unica cosa di cui, da anni, risponde.

Mattinata farmacologica.

Stamattina, al mio risveglio, ancora prima di alzarmi dal letto, mi ha accolto un concerto sinfonico di fitte, contratture e dolori muscolari provenienti dalla mia schiena. Mi capita, ultimamente; il dottore visonando le lastre ha detto chele vertebre, le creste iliache, vede qui, c’è una calcificazione, la fascia muscolare compensa e il nervo scompensa, insomma me la tengo, cerco di star seduto dritto, riprenderò nuoto e, all’occorrenza, iniezione di antidolorifico.
Quindi, stamattina, puntura di Voltaren, ad opera di Faffo (che le punture non le fa male, anche se temo sempre mi sollevi la pelle come fa coi cani) e per il divertimento di Gaia: “paaapà, biiibi!”.

A questo punto ho deciso di tardare di una mezzora il mio fondamentale apporto al monitoraggio dei mercati finanziari (che funziona più o meno come guardare la partita convinto che così la tua squadra abbia maggior possibilità di segnare) e di attendere a letto per quella mezzora, al calduccio, che il farmaco agisse.
Così, nonostante avessi acceso la radio e ascoltassi un avvincente approfondimento di Radiopopolare su come il centrodestra stia impazzendo come una maionese (e sarebbe stato davvero avvincente, se non fosse stato il ventesimo approfondimento del genere negli ultimi due mesi), temo di essermi addormentato.

Ricordo di aver sognato di essere in vacanza ad Orbetello (come ero questa estate) e di essere entrato da un barbiere. Il barbiere era simpatico, anche perché aveva un marcatissimo accento veneto (che, ad Orbetello, Toscana, deve essere normale). E così stavamo parlando delle mie radici venete, quando con gesto teatrale utilizzando uno specchio (evidentemete sedevo guardando in direzione opposta allo specchio da parete) mi ha mostrato l’esito del taglio: rasati di lato, in trecce tipo dreadlocks –ma corte- sulla cima, dalla quale svettavano in ogni direzione. Guardai il barbiere con stupore, lui disse “lassi fare, lassi fare” e prese quindi a colorarmi le punte delle treccine con uno spray; si noti che lo spruzzo della bomboletta era uniforme, ma solo le punte venivano colorate, di una bella serie di colori fluo.

 
Uscito dal barbiere, mi accingevo ad incontrare in  una piazzetta di Orbetello Faffo e Gaia, e mi stavo giusto chiedendo quale sarebbe stata la loro opinione sulla mia acconciatura, quando improvvisamente mi ritrovai a rientrare in spogliatoio dopo l’allenamento, indossavo calzettoni e pantaloncini. In quel momento stava rientrando in spogliatoio anche la squadra della Sampdoria, con al seguito un giornalista armato di microfono. I Doriani non volevano parlare, quindi il giornalista si rivolse a me, chiedendomi una dichiarazione sulla questione Cassano.
Io premisi che non consideravo corretto da parte mia, come collega (!)intromettermi negli affari di un’altra squadra, ma che tuttavia potevo dichiarare che… e via un monologo di mie opinioni, punti di vista  e pettegolezzi sula caso Cassano di durata infinita, per la crescente soddisfazione del giornalista.

Poi mi sono svegliato con una domanda: Faffo, esattamente, cosa c’era nella siringa?

Mattinata farmacologica.

Stamattina, al mio risveglio, ancora prima di alzarmi dal letto, mi ha accolto un concerto sinfonico di fitte, contratture e dolori muscolari provenienti dalla mia schiena. Mi capita, ultimamente; il dottore visonando le lastre ha detto chele vertebre, le creste iliache, vede qui, c’è una calcificazione, la fascia muscolare compensa e il nervo scompensa, insomma me la tengo, cerco di star seduto dritto, riprenderò nuoto e, all’occorrenza, iniezione di antidolorifico.
Quindi, stamattina, puntura di Voltaren, ad opera di Faffo (che le punture non le fa male, anche se temo sempre mi sollevi la pelle come fa coi cani) e per il divertimento di Gaia: “paaapà, biiibi!”.

A questo punto ho deciso di tardare di una mezzora il mio fondamentale apporto al monitoraggio dei mercati finanziari (che funziona più o meno come guardare la partita convinto che così la tua squadra abbia maggior possibilità di segnare) e di attendere a letto per quella mezzora, al calduccio, che il farmaco agisse.
Così, nonostante avessi acceso la radio e ascoltassi un avvincente approfondimento di Radiopopolare su come il centrodestra stia impazzendo come una maionese (e sarebbe stato davvero avvincente, se non fosse stato il ventesimo approfondimento del genere negli ultimi due mesi), temo di essermi addormentato.

Ricordo di aver sognato di essere in vacanza ad Orbetello (come ero questa estate) e di essere entrato da un barbiere. Il barbiere era simpatico, anche perché aveva un marcatissimo accento veneto (che, ad Orbetello, Toscana, deve essere normale). E così stavamo parlando delle mie radici venete, quando con gesto teatrale utilizzando uno specchio (evidentemete sedevo guardando in direzione opposta allo specchio da parete) mi ha mostrato l’esito del taglio: rasati di lato, in trecce tipo dreadlocks –ma corte- sulla cima, dalla quale svettavano in ogni direzione. Guardai il barbiere con stupore, lui disse “lassi fare, lassi fare” e prese quindi a colorarmi le punte delle treccine con uno spray; si noti che lo spruzzo della bomboletta era uniforme, ma solo le punte venivano colorate, di una bella serie di colori fluo.

 
Uscito dal barbiere, mi accingevo ad incontrare in  una piazzetta di Orbetello Faffo e Gaia, e mi stavo giusto chiedendo quale sarebbe stata la loro opinione sulla mia acconciatura, quando improvvisamente mi ritrovai a rientrare in spogliatoio dopo l’allenamento, indossavo calzettoni e pantaloncini. In quel momento stava rientrando in spogliatoio anche la squadra della Sampdoria, con al seguito un giornalista armato di microfono. I Doriani non volevano parlare, quindi il giornalista si rivolse a me, chiedendomi una dichiarazione sulla questione Cassano.
Io premisi che non consideravo corretto da parte mia, come collega (!)intromettermi negli affari di un’altra squadra, ma che tuttavia potevo dichiarare che… e via un monologo di mie opinioni, punti di vista  e pettegolezzi sula caso Cassano di durata infinita, per la crescente soddisfazione del giornalista.

Poi mi sono svegliato con una domanda: Faffo, esattamente, cosa c’era nella siringa?