Mattinata farmacologica.

Stamattina, al mio risveglio, ancora prima di alzarmi dal letto, mi ha accolto un concerto sinfonico di fitte, contratture e dolori muscolari provenienti dalla mia schiena. Mi capita, ultimamente; il dottore visonando le lastre ha detto chele vertebre, le creste iliache, vede qui, c’è una calcificazione, la fascia muscolare compensa e il nervo scompensa, insomma me la tengo, cerco di star seduto dritto, riprenderò nuoto e, all’occorrenza, iniezione di antidolorifico.
Quindi, stamattina, puntura di Voltaren, ad opera di Faffo (che le punture non le fa male, anche se temo sempre mi sollevi la pelle come fa coi cani) e per il divertimento di Gaia: “paaapà, biiibi!”.

A questo punto ho deciso di tardare di una mezzora il mio fondamentale apporto al monitoraggio dei mercati finanziari (che funziona più o meno come guardare la partita convinto che così la tua squadra abbia maggior possibilità di segnare) e di attendere a letto per quella mezzora, al calduccio, che il farmaco agisse.
Così, nonostante avessi acceso la radio e ascoltassi un avvincente approfondimento di Radiopopolare su come il centrodestra stia impazzendo come una maionese (e sarebbe stato davvero avvincente, se non fosse stato il ventesimo approfondimento del genere negli ultimi due mesi), temo di essermi addormentato.

Ricordo di aver sognato di essere in vacanza ad Orbetello (come ero questa estate) e di essere entrato da un barbiere. Il barbiere era simpatico, anche perché aveva un marcatissimo accento veneto (che, ad Orbetello, Toscana, deve essere normale). E così stavamo parlando delle mie radici venete, quando con gesto teatrale utilizzando uno specchio (evidentemete sedevo guardando in direzione opposta allo specchio da parete) mi ha mostrato l’esito del taglio: rasati di lato, in trecce tipo dreadlocks –ma corte- sulla cima, dalla quale svettavano in ogni direzione. Guardai il barbiere con stupore, lui disse “lassi fare, lassi fare” e prese quindi a colorarmi le punte delle treccine con uno spray; si noti che lo spruzzo della bomboletta era uniforme, ma solo le punte venivano colorate, di una bella serie di colori fluo.

 
Uscito dal barbiere, mi accingevo ad incontrare in  una piazzetta di Orbetello Faffo e Gaia, e mi stavo giusto chiedendo quale sarebbe stata la loro opinione sulla mia acconciatura, quando improvvisamente mi ritrovai a rientrare in spogliatoio dopo l’allenamento, indossavo calzettoni e pantaloncini. In quel momento stava rientrando in spogliatoio anche la squadra della Sampdoria, con al seguito un giornalista armato di microfono. I Doriani non volevano parlare, quindi il giornalista si rivolse a me, chiedendomi una dichiarazione sulla questione Cassano.
Io premisi che non consideravo corretto da parte mia, come collega (!)intromettermi negli affari di un’altra squadra, ma che tuttavia potevo dichiarare che… e via un monologo di mie opinioni, punti di vista  e pettegolezzi sula caso Cassano di durata infinita, per la crescente soddisfazione del giornalista.

Poi mi sono svegliato con una domanda: Faffo, esattamente, cosa c’era nella siringa?

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9 responses to this post.

  1. Posted by pbagnoli on novembre 12, 2010 at 5:08 pm

    A proposito di Voltaren e di  "Cos'hai messo nella siringa"…
    Dissolvenza.
    Tanti anni fa, nell'ospedale di V. in una sera incasinatissima.
    Gli infermieri sono tutti impegnati in sala rossa con un infartone atomico, motivo per cui decido di gestirmi io da solo l'ambulatorio chirurgico di pronto soccorso.
    Arriva un ragazzone simpatico che lamenta mal di schiena. Lo visito, lo palpo, lo piego in su e giù, gli faccio diagnosi e poi gli propongo un bel siringone di Voltaren che ha sempre il suo bel perché. Lui accetta sorridendo, si fa praticare il punturone nel chiappone, mi ringrazia dicendo: "Grazie dottore, mi sembra già di star meglio" e se ne va.
    Vado in sala rossa tutto fico e gli infermieri, come sempre un po' sospettosi con un medico che si arrangia senza di loro, mi fanno: "Tutto bene?"
    E io, tronfio come un pavone: "Claro que sì! Ho appena fatto un Voltaren a un ragazzo con il mal di schiena".
    E Alberto: "Quale Voltaren? Non ce n'è più da una settimana, l'abbiamo riordinato ma non ce l'hanno ancora dato"
    E io: "…"
    Giro sui tacchi, mi chino verso l'armadio dei farmaci e scopro di aver fatto al ragazzone una bella intramuscolo di Lasix, un bel diuretico: all'epoca le scatole erano piuttosto simili.
    Credo che il ragazzo avrà passato tutta la notte a pisciare come un cammello. Avrà pensato: "Minchia com'è potente questo Voltaren!…"

    Rispondi

  2. Posted by Xantro on novembre 12, 2010 at 5:51 pm

    Com'è che provo il forte desiderio di controllare la scatola?

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on novembre 12, 2010 at 11:16 pm

    a me fa leggermente male un ginocchio
    🙂
    lup

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on novembre 15, 2010 at 7:20 am

    Ma riesci a guardare i monitor con il cono bianco attorno al collo?
    Iorek

    Rispondi

  5. Posted by pbagnoli on novembre 15, 2010 at 7:26 pm

    No!
    Iorek, vuoi dire che quando gli fa il punturone nel chiappone Faffo gli mette il collare elisabettiano?!…
    Ora che mi ci fai pensare, potrebbe essere una soluzione da adottare con certi personaggi con cui ho a che fare io… 
     

    Rispondi

  6. Posted by anonimo on novembre 16, 2010 at 8:15 am

    Pensavo piu´ una cosa del genere (http://comps.fotosearch.com/comp/UNX/UNX010/cane-cono-intorno_~u17740908.jpg).
    Sai, l´abitudine.
    Iorek

    Rispondi

  7. Posted by pbagnoli on novembre 16, 2010 at 2:39 pm

    Eh, appunto, è questo che Faffo gli mette intorno al collo:
    http://www.difossombrone.it/igienedelcane/main18collareelisabettiano.htm

    Diciamo la stessa cosa!

    Rispondi

  8. Posted by Xantro on novembre 16, 2010 at 10:18 pm

    Hara hara hara.

    Rispondi

  9. Posted by anonimo on novembre 17, 2010 at 6:40 am

    @ pbagnoli: ops. ehm… ok. Ho anch'io un collare elisabettiano al lobo temporale. 
    Iorek

    Rispondi

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