Son sempre classici.

Nella mia variegata attenzione alla cultura (a voi posso sembrare semplicemente un pirla, ma vi assicuro di essere un colto ed erudito pirla) non disdegno di leggere qualche classico.

Senofonte%20Madrid%20PradoIn questi giorni, in particolare, mi dedico all’Anabasi di Senofonte, con un elegante testo a fronte in greco, di cui ho confrontato tre righe prima di concludere che non ricordo una fava di quella lingua, nonostante anni di liceo classico.
Sì, ok, è una pietra miliare della storiografia del mondo antico.
E, certo, la storia mi ha sempre appassionato al liceo, per quanto quella capra di insegnate abbia fatto per annoiarmici a morte.
Ma non è questo, il motivo.

the-warriorsLa vera ragione è che, conversando con A. Manitto -il mio guru in fatto di sceneggiatura cha ha inutilmente tentato di dare un metodo ai miei racconti scritti alla cazzo- è venuto fuori che un capolavoro del cinema anni ’80, un cult del trash americano, il mitico “I Guerrieri della Notte”, sarebbe largamente inspirato a quel classico storiografico di Senofonte. Infatti, entrambi, secondo il guru, ricalcherebbero lo schema epico del “ritorno a casa” (nostòs, toh, ve la butto lì con nonchalance) collettivo e avrebbero punti in comune e analogie a strafottere, lo schema perfetto del racconto fantasy costruito sul mito sciamanico del viaggio e ritorno dell’Ade (lavatevi le mani, dopo avere maneggiato tanta cultura, neh?).

furiesConfesso, quel film l’avrò visto una decina di volte e ancora mi diverte e mi avvince; quando entrano in scena i Baseball Furies a ruotare le mazze sulle note di Giorgio Moroder, provo brividi di emozione come la prima volta. Ognuno ha nel cuore le tarmarrate sue.

Di questa passione, in realtà, mi sono sempre un tantino vergognato, perché, per quanto mi piaccia, devo ammettere che a qualche critica quel film si presta: dialoghi basic, situazioni inverosimili, un doppiaggio che non rende lo slang dei protagonisti (“Hey, vuoi farti una pelle?” sarebbe, secondo il traduttore, l’invito di un tamarro ad una copula veloce in posizione eretta, e mi piacerebbe capire perché non fosse abbastanza slang “sveltina”).
Il fatto che cotanto film si sia ispirato ad una pietra miliare classica in realtà mi conforta: vuol, dire che qualcosa, dietro, c’è.

Orbene, leggendo, ho appena scoperto, con viva gioia, che l’ispirazione è consapevole, tanto che nel film si trova addirittura un omaggio al testo di Senofonte.
Infatti, i mille soldati greci dell’Anabasi devono far ritorno verso casa dopo essersi trovati isolati in mezzo ad una marea di nemici piuttosto incazzati perché il capo della spedizione militare, al cui seguito prestavano servizio come mercenari, ha la cattiva idea di farsi ammazzare in battaglia. Orbene, quel capo era il persiano Ciro (il nipote di Ciro il Grande).

Ora, voi che come me avete visto decine di volte “I Guerrieri della Notte”, ricordate come si chiamava il capopopolo che viene ucciso al raduno delle bande della città, scatenando la caccia ai Warriors?cyrus warriors
Cyrus, appunto.
TAH-DAAH!

Dove il classico incontra il trash, là c’è il trashico. E io godo.

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One response to this post.

  1. Posted by pbagnoli on marzo 22, 2011 at 7:35 pm

    La capra, come la chiami tu, è la schifosa zoccola che pensò bene di rimandarmi in filosofia in seconda. Dopo tutti questi anni mi sta ancora sui maròni.
    A parte questa digressione di carattere squisitamente personale (ho le orecchie devastate dai "chissenefrega" dei tuoi lettori abituali), concordo con te sulle sue capacità di cavar fuori il peggio dalle materie che insegnava: probabilmente la peggiore insegnante che io abbia mai avuto, magari tu hai poi conosciuto anche di peggio. Io no.
    Quanto a "Warriors", confesso di non averlo mai visto: mi hai messo curiosità e colmerò la lacuna ASAP.
    In ultimo, a completare quest'amena sequenza di pensieri totalmente slegati (scusa, ma ci ho l'influenza), se un giorno o una sera riuscissi a tirar fuori dalla sua tana il Prof. Manitto, mi farebbe piacere rivedere lui e possibilmente anche te, magari anche prima della pensione.
    Di tutti e tre.
    Baci e abbracci

    Rispondi

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