Con rispetto, da cittadino a Ministro.

Caro Angelino che di mestiere fai il Ministro della Giustizia, nutrivo dei dubbi sulla legge che è in votazione da ieri alla Camera. Assatanati giornali di sinistra affermavano infatti che, applicando ai processi in corso i termini di prescrizione che state introducendo col processo breve, migliaia di processi sarebbero caduti in prescrizione. Che significa, se so ancora ragionare, migliaia di vittime di reati senza giustizia e migliaia di parti offese senza risarcimento. E a me, questo non pareva bello.

Poi sei arrivato tu, e mi hai spiegato che sarebbero caduti nel nulla solo lo 0,2% dei processi in corso, e ho tirato un bel respiro di sollievo. Oddìo, non mi hai precisato in numeri a quanto corrispondesse questa cifra, che pure tu dovresti conoscere, visto che ne hai dedotto una percentuale.

Faccio per dire, ma siamo 50 milioni in questo bel Paese, se uno su cento avesse una causa in corso farebbero 500.000 cause e lo 0,2% farebbero pur sempre 1.000 processi. Che, detto così, suona poca cosa: ma se provi a dire 1.000 reati impuniti o 1.000 vittime senza risarcimenti, a me suona ancora tantino. Che se poi fossero 5 su 100 ad avere processi in corso, beh, farebbe 5.000.
Ma tu mi dici che è poco, e, visto che il Ministro sei tu, io ti voglio credere.

E naturalmente, ti credo anche quando affermi che non è vero che questa legge salvi Berlusconi dal processo MIlls e da quello Mediatrade. Sei Ministro, mica mi conterai delle balle, no?

Ma allora, Angelino, io che vedo voi parlamentari arrabattarvi -pure di notte- contro l’ostruzionismo di quei disfattisti dell’opposizione, mi chiedo: ma per lo 0,2% dei processi, vale davvero la pena di fare tanta cagnara? Cioè, faceste notte per ogni singolo problema che riguarda un migliaio di situazioni individuali, ma quando mai dormireste?
Tu dici: ma non è tanto per i processi in corso, è per quelli futuri! Non devono essere troppo lunghi, quindi ci mettiamo un bel limite, e morta là.
Uhm. Sarà.
Ma scusa la pedanteria, Angelino, se ora quei processi sono lo 0,2% di quelli pendenti, non è che per caso saranno lo 0,2% anche domani, fra un anno, fra dieci anni? Insomma non è che stiamo sempre parlando di pochi processi sulla massa di quelli normalmente in corso? Oh, dico, l’hai detto tu, mica io.
E ci fate notte.
Mah.

E poi, perdona il mio ardire: avete urlato a tutti che era ora di ridurre lo strapotere dei giudici (e questo sì, lo capisco, giustificherebbe le vostre notti in bianco a votare alla Camera) e che questa norma andava in questo senso.
Ma i giudici lavorano a cottimo (tot sentenze, tot soldi) o li stipendiate e basta? No, perché allora non si vede come il fatto di dovere terminare prima il processo, pena la sua estinzione, dovrebbe spingere quella massa di pelandroni che sicuramente sono i giudici a lavorare più lestamente per giungere di corsa ad una sentenza. Anzi, a occhio e croce, se hanno poca voglia di lavorare un processo che va ad estinguersi significa meno lavoro ancora, manco dovranno scrivere la sentenza.
Non so, dimmi tu, ragiono male?

Vedi, Angelino, è che tu sei Ministro, e non uno di quelli che lo è diventato per via di pompini, come si dice di altri dicasteri meno prestigiosi del tuo: quindi, fatico a credere che tu mi stia prendendo per il culo.
Però, in tutta onestà, se tu invece che Ministro fossi un privato cittadino, ma sai che staresti sparando una marea di cazzate?

2 responses to this post.

  1. Posted by Locomotiva1 on aprile 14, 2011 at 12:34 pm

    A vederlo bene, il concetto "o lo fai entro x oppure chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato", è un po' scomodp da scrivere., ma ha dei risvolti interessanti.

    Ma, voglio dire, perché limitarlo ai processi?

    Pensa alle applicazione, chessò, ai taxi?
    Tratta Malpensa-Milano in 30 miniti, pagamento anticipato.
     Se entro 30 minuti non si arriva in piazza San Bablia, si molla il cliente a Rho, o un paese che finisce per -ate a caso, problema finito, arrivederci e grazie.

    MI sembra un raggionamento perfettamente logico, no?

    Che, appunto, velocizzare i processi, far lavorare di più o meglio i magistrati, togliere casini per notifiche e cartaccia – banalmente dare sentenza, dare camello sarebbe meno complicato da giustificare.

    Rispondi

  2. Posted by anonimo on aprile 14, 2011 at 7:28 pm

    Però è bella l'idea di locomotiva, di prescrivere la vita. Cogli l'attimo.
    Iorek

    Rispondi

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