Figure storiche 30: carnevale male interpretabile.

L’episodio che vi riferisco, una volta tanto, non è capitato a me e, leggendo, vi sarà chiaro che non avrebbe potuto: curioso tuttavia come a me facciano da tempo riferimento pulsioni di confessione di fatti imbarazzanti: “tu mi puoi capire” aggiungono sempre i rei confessi.

Infatti io comprendo perfettamente la collega X (della quale sono autorizzato a divulgare l’impresa, ma non il nome), bella donna single, che ha una nipote undicenne per la quale stravede, se, abitando in uno spazioso bilocale ideale per tenerci dei party di poche amiche, cede alle pressioni della nipote e concede casa sua per una festa di carnevale, che si occuperà tra l’altro anche di organizzare.

Trovo anche comprensibile che, spostata più volte la data per far coincidere la disponibilità delle ragazzine festanti e dell’anfitrione, si stabilisca la data della festa in maschera un paio di settimane PRIMA del carnevale. Insomma, l’importante è lo spirito, no?

Capisco che la collega, una volta adornata la casa di ghirlande e festoni, nonché preparato sontuoso buffet, si renda conto di non avere un costume da indossare; e che quindi tiri fuori l’idea dell’ultimo minuto: un grembiulino, un cappellino bianco su cui incrociare due pezzi di scotch rosso, zoccoli del Dr.Sholls bianchi e via, ecco improvvisata un’infermiera.

Pronti! Al’ora convenuta suona il citofono, è il primo invitato; lei apre il portone dabbasso. Poco dopo, si sentono passi sul pianerottolo, lei apre la porta sfoderando un sorrisone.
Ma non è l’invitato, che evidentemente si attarda aspettando l’ascensore: è il vicino di casa, che stava uscendo in compagnia del figlioletto; lui è voltato di spalle e sta chiudendo la porta, ma il ragazzino è lì davanti e la fissa. Lei si rende conto improvvisamente di essere vestita da infermiera qualche settimana prima di carnevale e fa la prima cosa che l’imbarazzo le suggerisce: chiude la porta di colpo e, in cuor suo, stramaledice le idee della nipote.

Credo che chiunque possa comprendere come, immaginando cosa il ragazzino abbia potuto riferire al padre, la mia collega sia abbastanza sicura in qualche modo di NON essere più guardata dal vicino con gli stessi occhi.
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4 responses to this post.

  1. Posted by noi... on aprile 18, 2011 at 3:04 pm

    Bello il tuo blog
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    Rispondi

  2. Posted by noi... on aprile 18, 2011 at 3:04 pm

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  3. Posted by Locomotiva1 on aprile 18, 2011 at 4:03 pm

    Sé, sé, sé, una collega…

    Come non lo sapessimo cosa succede coi camici della Faffo quando lei non c'è.
    Birbante ( 😛 )

    Rispondi

  4. Posted by Xantro on maggio 1, 2011 at 5:12 pm

    Grazie Wecan.

    Locomotiva, le tue illazioni mi offendono.
    E comunque mi cascano benissimo.
     

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