Archive for ottobre 2011

Tenetevi forte.

Secondo le anticipazioni di "Repubblica" di oggi, apprendo che all'interno del "decreto sviluppo" sarebbero previste le abolizioni degli albi professionali per le seguenti categorie: grossisti, facchini, estetiste, produttori di margarina, pesatori, spedizionieri.
Poi la sinistra dice che non si fanno le riforme.

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Lo sprezzante Nabucco.

«Che parliate come mangiate mi è indifferente.
 Che mangiate come parlate, se siete a tavola con me, no.»

 (Nabucco Cincipirini)

Credo non sarà l'ultima che vi passo, sotto questo pseudonimo.

Qualcuno si stupisce?

E’ aldilà di qualsiasi verosimiglianza, una cosa da non credere, la ferrea tignosità con cui Berlusconi si accozza alla sua poltrona, alla distribuzione del potere fra i suoi servi e al suo privilegio di cambiare le leggi secondo i propri interessi.

Davvero, non immaginavo potesse arrivare a tanto, io che ho sempre avuto le peggiori aspettative sul soggetto: ora ha contro Confindustria, i Vescovi, le piazze, le casalinghe telerincoglionite, i sondaggi (i suoi beneamati sondaggi!), oltre a quel terzo di italiani a cui è sempre stato sui coglioni.
Eppure è lì, che manovricchia, trama, si infuria, blandisce e mente, mente, mente: uno spettacolo pietoso.

D’altra parte, italiani, l’avete eletto per pagare un po’ meno di tasse, per potere evadicchiare un tantino, per non decidere una politica di sacrifici e di coesione: in pratica, volevate farvi i cazzi vostri.
Vi stupite ora se lui coi vostri voti si fa i suoi?

Andiamo, ammettetelo, vi ha inculati. Perché è come voi.

Ci sono anch’io, neh?

Ah, uh, eccomi qua. P1040444
Scusate se non ci siamo presentati prima, ma sono figlio di un pigrone che ci mette una vita ad aggiornare il suo blog, e ha pure il coraggio di incolpare me e i pochi minuti di sonno che perde di notte quando mamma mi allatta (e questo le rare volte che si sveglia).
Sono nato l’11 settembre: quando si dice cominciamo bene.

Di nome faccio Stefano, a quanto pare. Il che è già un successo, visto che a lungo si è discusso, fra i miei genitori, se dovessi chiamarmi Eliano; a dirla tutta la discussione ha coinvolto anche una nutrita schiera di amici, che ufficialmente ringrazio per lo scampato pericolo: portare un nome da tronista non era decisamente una mia aspettativa.
In ogni caso mia sorella Gaia ha autonomamente deciso che mi chiamo Bombo; questo ancor prima che io nascessi, per la verità, ma c’è; chi dice che mi si addica. Deve essere qualcosa che ha a che fare coi miei guanciotti e il mio peso alla nascita, oltre i quattro chili, cose che non capisco e quindi non mi sento di contestare, anche se certo non mi sfugge che ci deve essere sotto una certa ironia nei miei confronti: son mica nato ieri, ho già tre settimane!

Di me posso dirvi quello che si dice in famiglia: che sono un bimbo tranquillo e che lascio dormire i mei genitori la notte. Se lo avessi letto, citerei Snoopy dei Peanuts: “un cane riceve complimenti solo quando non fa niente”. Vale anche per i lattanti.
Quanto al mio aspetto fisico, ci sono differenti scuole di pensiero: alcune zie –che ringrazio per la stima- sono schierate con decisione per il “bellissimo”. Mio padre, invece, ridacchiando dice che ho la faccia di un salumiere di cinquant’anni e denuncio pubblicamente il fatto che abbia tentato di posizionarmi un mozzicone di matita dietro l’orecchio per corroborare la sua tesi. Mamma mi dice di non ascoltarlo; io dal canto mio mica me la prendo: però quando a diciott’anni gli distruggerò l’auto gli comunicherò che siamo pari.

Data la brevità della mia esistenza ad oggi non ho molto altro da dirvi, se non che sto mettendo su peso con regolarità e a buon ritmo –alla faccia di chi sosteneva che il latte di una mamma vegetariana potesse essere povero di nutrimento- e che in molti parlano di me come di “un torello”, che ancora non ho capito se sia un complimento o meno. Vi farò sapere.

Adesso scusate ma devo chiudere gli occhi e agitare i pugnetti, perché ho notato che questo porta i miei genitori a fare dei suoni strani –uuuh, guarda! E anche che cariiiino!–  e, cosa vuoi, mi paiono due bravi ragazzi, intratteniamoli un po’.
In fondo, mi puliscono il culo.