Archive for novembre 2011

Se ha un minuto, Presidente Monti.

Egregio Presidente del Consiglio

mi scusi se solo ora le scrivo due righe di augurio, ma la gioia di vedere un personaggio presentabile e referenziato alla guida del mio Paese, dopo anni di gigioneggiamento a cui –ne sono piuttosto certo- si farà entro qualche anno fatica a credere, è stata tale da lasciarmi senza parole per qualche giorno. Ho cercato inutilmente di lottare contro un’euforia tutto sommato non (ancora) fondata su seri motivi; ho cercato di razionalizzare e di analizzare il misero stato dell’Italia, e le difficili prospettive davanti a noi.
Tutto inutile.
La verità è che da giorni, per dirla in termini diretti, mi ride pure il culo, e non c’è razionalità che possa prevaricare la banale constatazione che Silvio Berlusconi non è più il Presidente, che non mi rappresenta più, che ha smesso di traccheggiare con l’appoggio di Scilipoti, fingendo di governare per sistemarsi quei pochi affari privati che ancora gli rimanevano da sistemare.

Certo, i danni.
Certo, il berlusconismo.
Certo, lui non è morto, e continua a ergersi minacciosa e maggioritaria quella pagliacciata di partito che da anni svilisce il parlamento, il governo, la scuola, la magistratura, la televisione pubblica… anzi, adesso che ci penso: faccio prima a fare l’elenco delle pubbliche istituzioni che dal ventennio di Allegra Destra hanno tratto beneficio: uhm… il ministero degli Italiani all’Estero? No? Abolito? Bon, allora ho finito l’elenco.
Certo, i sacrifici, i tagli, le tasse e la macelleria sociale.
Certo.

Però, Presidente, fanculo.
No, dico, non la pare logico provare sollievo per la fine di un incubo?
Perché è vero che siamo sempre, metaforicamente, sul tavolo operatorio, che siamo malati e in attesa di un’operazione che ci lascerà abbastanza cicatrici da risultare zebrati. Però, è anche vero che prima che apparisse lei, ho con orrore visto indossare il camice ad un chirurgo che avrà fatto sì e no la Scuola Radio Elettra di Torino, chiaramente alticcio e che, credendomi già anestetizzato, si è lungamente e con perizia dedicato allo spulciamento del mio portafoglio. Lei capisce che, per quanto io sia ancora sul tavolo operatorio, uno yu-huu è più che giustificato.

Ora, tutto quello che mi sento di raccomandarle, perché per fortuna il suo curriculum e il credito internazionale di cui lei gode mi rassicurano sulla sua competenza, è di tirare dritto e di fare quello che va fatto per evitare il baratro. E non fa niente se qualcuno la sfanculerà per la reintroduzione dell’ICI, magari la stessa persona che non si rende conto che, se la sua rata di mutuo raddoppiasse perché siamo tornati alla Lira, all’inflazione a due cifre e alla svalutazione ogni due anni, sarebbe come pagarne una al mese, di ICI.
Lei faccia quel che deve fare.

Se poi, nel farlo, si volesse togliere la soddisfazione di fare quello che nessun politico avrebbe neppure tentato (il centrodestra destra perché non ci pensa nemmeno, il centrosinistra perché ha paura di essere ancora più impopolare, e gli altri perché semplicemente politicamente non esistono), cioè ricordarsi che una privilegiata fetta di questo Paese con i sacrifici e l’impoverimento degli altri si è enormemente arricchita, beh, si senta libero di andare a pescare qualcosa anche da quelle parti. Politici, grandi aziende, evasori vari, grandi immobiliaristi, beneficiari privilegiati di ogni maledetta gara d’appalto pubblica, perfino le banche, che al sottoscritto sono care poiché gli fatturano le sue immeritate provvigioni.
Non è una pretesa, ci mancherebbe: però, ecco, lei ci pensi su, ok?

Grazie e, col cuore, buon lavoro.
Ah, e la prego: niente barzellette, ok? Se vuole gliele racconto io, ne so un paio piuttosto divertenti; ma il contrario, no, perfavore, non è cosa. Non più, almeno.

La domanda di Crozza.

"Giovanardi, lei ha di recente polemizzato sia con Formigoni che con Lady Gaga.
Capisco prendersela con una star popolare che si veste in modo assurdo
ed è anche chiacchierata sessualmente,
ma perché prendersela anche con Lady Gaga?"

 


(Maurizio Crozza, Italialand, La7)