Se ha un minuto, Presidente Monti.

Egregio Presidente del Consiglio

mi scusi se solo ora le scrivo due righe di augurio, ma la gioia di vedere un personaggio presentabile e referenziato alla guida del mio Paese, dopo anni di gigioneggiamento a cui –ne sono piuttosto certo- si farà entro qualche anno fatica a credere, è stata tale da lasciarmi senza parole per qualche giorno. Ho cercato inutilmente di lottare contro un’euforia tutto sommato non (ancora) fondata su seri motivi; ho cercato di razionalizzare e di analizzare il misero stato dell’Italia, e le difficili prospettive davanti a noi.
Tutto inutile.
La verità è che da giorni, per dirla in termini diretti, mi ride pure il culo, e non c’è razionalità che possa prevaricare la banale constatazione che Silvio Berlusconi non è più il Presidente, che non mi rappresenta più, che ha smesso di traccheggiare con l’appoggio di Scilipoti, fingendo di governare per sistemarsi quei pochi affari privati che ancora gli rimanevano da sistemare.

Certo, i danni.
Certo, il berlusconismo.
Certo, lui non è morto, e continua a ergersi minacciosa e maggioritaria quella pagliacciata di partito che da anni svilisce il parlamento, il governo, la scuola, la magistratura, la televisione pubblica… anzi, adesso che ci penso: faccio prima a fare l’elenco delle pubbliche istituzioni che dal ventennio di Allegra Destra hanno tratto beneficio: uhm… il ministero degli Italiani all’Estero? No? Abolito? Bon, allora ho finito l’elenco.
Certo, i sacrifici, i tagli, le tasse e la macelleria sociale.
Certo.

Però, Presidente, fanculo.
No, dico, non la pare logico provare sollievo per la fine di un incubo?
Perché è vero che siamo sempre, metaforicamente, sul tavolo operatorio, che siamo malati e in attesa di un’operazione che ci lascerà abbastanza cicatrici da risultare zebrati. Però, è anche vero che prima che apparisse lei, ho con orrore visto indossare il camice ad un chirurgo che avrà fatto sì e no la Scuola Radio Elettra di Torino, chiaramente alticcio e che, credendomi già anestetizzato, si è lungamente e con perizia dedicato allo spulciamento del mio portafoglio. Lei capisce che, per quanto io sia ancora sul tavolo operatorio, uno yu-huu è più che giustificato.

Ora, tutto quello che mi sento di raccomandarle, perché per fortuna il suo curriculum e il credito internazionale di cui lei gode mi rassicurano sulla sua competenza, è di tirare dritto e di fare quello che va fatto per evitare il baratro. E non fa niente se qualcuno la sfanculerà per la reintroduzione dell’ICI, magari la stessa persona che non si rende conto che, se la sua rata di mutuo raddoppiasse perché siamo tornati alla Lira, all’inflazione a due cifre e alla svalutazione ogni due anni, sarebbe come pagarne una al mese, di ICI.
Lei faccia quel che deve fare.

Se poi, nel farlo, si volesse togliere la soddisfazione di fare quello che nessun politico avrebbe neppure tentato (il centrodestra destra perché non ci pensa nemmeno, il centrosinistra perché ha paura di essere ancora più impopolare, e gli altri perché semplicemente politicamente non esistono), cioè ricordarsi che una privilegiata fetta di questo Paese con i sacrifici e l’impoverimento degli altri si è enormemente arricchita, beh, si senta libero di andare a pescare qualcosa anche da quelle parti. Politici, grandi aziende, evasori vari, grandi immobiliaristi, beneficiari privilegiati di ogni maledetta gara d’appalto pubblica, perfino le banche, che al sottoscritto sono care poiché gli fatturano le sue immeritate provvigioni.
Non è una pretesa, ci mancherebbe: però, ecco, lei ci pensi su, ok?

Grazie e, col cuore, buon lavoro.
Ah, e la prego: niente barzellette, ok? Se vuole gliele racconto io, ne so un paio piuttosto divertenti; ma il contrario, no, perfavore, non è cosa. Non più, almeno.

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4 responses to this post.

  1. Posted by Locomotiva1 on novembre 22, 2011 at 2:57 pm

    Egregio Presidente del Consiglio

    Mi unisco alle parole del nostro qui sopra.

    Fa un po' strano, in effetti, il cambio di scenario.
     Quella sensazione che si ha al ritorno dalle ferie, quando non sembra che quindici giorni fa c'era ancora lo spettacolo di nani e ballerini e cento facce che blateravano – Una certa similarità con lo spettacolo serale del club mediterranéé c'era, ammettiamolo.
     Solo che non dura vent'anni, di solito…

     Poi, il suggerimento di essere un tantinino fiscale con chi negliu utlimi anni ci ha fatto la cresta, non è solo senso della morale e dello Stato. Neanche principi di carità cristiana.

     Son vent'annetti che i personaggi di cui sopra hanno fatto ogni sforzo per sbatterci in faccia la nostra miseria di meritevoli idioti contro la loro furberia di immanicati.
     Vedere un po' di banale giustizia, con più che una punta di rivalsa su questi idioti dalla macchina troppo grossa e il portafoglio troppo pingue, è quel poco di zucchero che farà andare giù le pillole più amare in arrivo a noi del ceto medio – e credo, anche a più che qualche operaio.

     Come dico, non è solo un problema morale. É che i lacrimogeni pesano sui magri bilanci presenti e futuri. Non si può fare bot per pagare i botti.
     Anche perché i moti di piazza non invogliano i mercati a comprare i suddetti titoli.

     Quindi, vede anche lei, l'esigenza morale e quella più strettamente economica vanno a braccetto.

    In attesa di vedere le Sue azioni – e ben contento di vedere lei ed i Suoi ministri pochissimo in TV, mi scuserà, singor Presidente del Consiglio, se infilo un messaggio per il padrone di casa.

    Ueilà, Xandro: splinder chiude proprio.

    Rispondi

  2. Posted by pbagnoli on novembre 24, 2011 at 7:50 pm

    Tutto completamente condivisibile, vecchio amico mio: l'hai detto benissimo e non ne cambierei una virgola.
    Oddìo, se proprio vogliamo essere fiscali (tanto per stare in tema), continuo a pensare che la tassa sulla PRIMA casa sia un'iniquità perché la casa è la "base" per chiunque di noi, e che sia più giusto massacrare – per esempio – tutti i soldini mandati all'estero e poi "scudati" per agevolarne il rientro; o massacrare di ICI le seconde o terze case; ma sono quisquilie, specie se consideriamo le tue giuste osservazioni sul mutuo, sull'inflazione e la svalutazione.
    Comunque, a prescindere, ben venga una persona seria che si comporta seriamente, senza circondarsi di troie e parassiti di vario genere; o di ministri che giurano fedeltà alla Repubblica italiana e poi predicano l'indipendenza della padania.
    Infine, una chiosa a margine di quello che diceva chi mi ha preceduto: se chiude Splinder, non voglio correre il rischio di perdere il tuo blog.
    Cerca di vincere la tua tragica pigrizia e migra su altra piattaforma, per esempio WordPress: vorrai mica lasciarci senza le tue considerazioni, no?

    Rispondi

  3. Posted by Locomotiva1 on novembre 29, 2011 at 5:49 pm

    Tramite La profe di Dieci Minuti d'Intervallo scopro che c'è un bottone per scaricare e trasferire il blog senza problemi.

    Basta andare sulla propria pagina profilo -> blog -> configura.
    A destra in blu c'è il nuovo bottone 'scarica e reindirizza'

    Fa un po' di casino con le foto – Ne hai foto, Xandro?

    (P.S.: sciur Monti, scusi, era una cosa urgente.
    E se arrivassimo anche a quagliare qualcosa di 'sta manovra, sembrerebbe urgente pure quella, sa)

    Rispondi

  4. Posted by Xantro on dicembre 1, 2011 at 11:19 pm

    Te, Locomotiva, sei troppissimo un simpa.

    Ti sono molto, molto grato.
     

    Rispondi

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