Quanto non li reggo.

Io non dovrei fare considerazioni sull’Inter, lo so. Primo, perché non sono titolato, non avendo una laurea in psicodramma (per la buona ragione che non esiste un corso universitario su questa materia, che è l’unica che potrebbe addentrarsi nelle spiegazioni di cosa succede da quelle parti); secondo, perché temo che, nonostante i miei sforzi di neutralità e imparzialità, in qualche modo traspaia una leggera e inconsapevole severità di giudizio, su quella squadra di odiosi stronzi (ecco, appunto).

Tuttavia, concedetemi un’osservazione, e giudicate poi voi quanto sia oggettiva o quanto dettata dal mio gobbissimo malanimo.

L’Inter ha iniziato il campionato in maniera pessima, col consueto balletto di giocatori svagati e allenatore sbagliato; si è trovata rapidamente ad un passo dalla zona retrocessione, per i lazzi di noi gobbi e dei loro cugini rossoneri.
Poi è arrivato Ranieri ad allenarla. Si è trovato in mano una squadra stanca, demotivata, con alcuni protagonisti bolliti e non certo rinforzata da una campagna acquisti svogliata e tendenzialmente braccina.
Dopo una partenza difficile, culminata con una sconfitta a Torino, è iniziata la rimonta: nove partite, otto vittorie e una sconfitta, quindici gol segnati contro tre subiti, il ritorno al gol di Milito e il lancio coraggioso di qualche giovane talento. Si è anche parlato di calendario facile, poi l’Inter ha rimesso in riga il Milan e la Lazio di seguito, e si è fischiettato con indifferenza.
Uno si immagina: sarà stato un  trionfo, per Ranieri, dalla curva alla stampa sportiva. Aaah, ma allora vi siete scordati di chi parliamo: degli interisti. E dei giornalisti.

Tanto che si possa dire, gli uni e gli altri sono moderatamente soddisfatti, e a Ranieri tributano sì e no l’assenza di contestazioni (i tifosi) e mmmh sssì ‘nzomma, critiche garbate sulla non spettacolarità del gioco (i giornalisti) .
Avesse fatto la stessa cosa Mourinho, ve le immaginate le lodi, i peana, i tributi? Lo Special One, il talento, i risultati inaspettati, le trombonate e le battutine…

Invece, questo onesto mestierante, questo vero allenatore (che ha seriamente rischiato con la Roma, una squadra ben più debole dell’Inter, di ciucciare via al Tromb One almeno un paio di scudetti negli ultimi anni) non fa dichiarazioni, non fa battutine, niente zeru tituli e prostitusione inteletuale (ah, le matte risate!). Serio serio, perfino un po’ mesto, continua a parlare di lavoro, di impegno, di fiducia. Poi perde in Coppa Italia col Napoli col sospetto di un rigore negato e non fa il segno delle manette, non insulta, non strepita: commenta “peccato” e “il calcio è così, domenica non abbiamo giocato bene e abbiamo vinto, stasera abbiamo fatto una buona prestazione e abbiamo perso”.
E i giornalisti lì, col taccuino in mano e la penna per aria a domandarsi “e io come ce lo faccio, il titolone?” e i tifosi a storcere il naso, “ssseh, ma vuoi mettere il Mou? A quest’ora aveva perlomeno messo un dito nell’occhio a Mazzarri, si era fatto espellere per convulsioni e squalificare per turpiloquio. Uno spasso!” e fa niente che il gioco di Mou, quanto a spettacolo, fosse ben spesso mediocre, consistendo essenzialmente in una elaborata versione del catenaccio del Padova di Nereo Rocco (tranne quando era sotto di un gol e metteva dentro sei-sette attaccanti, quello era obiettivamente divertente).

Insomma, quello che voglio dire è: piange il cuore a vedere un vero allenatore alla guida dell’Inter: il circo richiede pur sempre un pagliaccio.

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5 responses to this post.

  1. Posted by Edoardo on gennaio 29, 2012 at 10:15 am

    Ottima critica a quella massa di incompetenti della dirigenza che sono perfino arrivati a cambiare 4 allenatori in un anno. Peccato che non ci siano più Moratti il Vecchio e Herrera. PS. con la squadra che aveva Mou sarei stato anchh’io capace di fare l’allenatore e vincere: si è visto cosa sta facendo al Real.

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    • Edit: “Aaah, ma allora vi siete scordati di chi parliamo: degli interisti (a parte Edoardo).”

      [E ci metto anche il Barro, ma lui non conta perché è troppo autoironico per prendere sul serio alcunchè, figuriamoci il Mou.]

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  2. Posted by lup on febbraio 20, 2012 at 8:20 am

    quanto mi piace ultimamente questo vero allenatore… 🙂

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  3. Lascia stare Allegri o ti metto le mani addosso (che c´ha giá i suoi problemi; si é finalmente capito che il calcio é per Ibrahimovic una scusa per nascondere un giro di autoradio). Vedere Conte festeggiare urlando con quel delizioso savuar fer post-lippico mi fa giá male.

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