Archive for luglio 2012

Causale esplicita.

Mi salta la rata di un finanziamento con Santander, per fallimento banca corrispondente (cose che succedono… almeno, a me).
In poche ore, mi contattano: mi chiedono bonifico della rata 41 euro, che era quanto dovevo. Pronti, in mezzora eseguo regolare bonifico e confermo via fax, email, cablogramma e pergamena.

Dopo 15 gg mi arriva sul cellularechiamata automatica (voce registrata e colloquio a tastiera) che mi dice di una rata insoluta per 42 €. Faccio presente (mediante tastiera) che ho già solùto l’insoluto, io sono uno che solìsce sempre; seguono a riprova email, fax, dichiarazione giurata alla presenza di due cittadini di Mondovì.

Oggi mi arriva il sollecito, sempre per chiamata automatica,  di rata insoluta per 1 €. Si noti che il bonifico mi costa altrettanto.
Nel campo “causale” del nuovo bonifico da euro 1 (uno)  ho colto l’occasione per manifestare il mio apprezzamento per la customer care e ci ho scritto “e vaffanculo”.

Corrierino delle famiglie 22

Son mammo, cioé padre solo a casa con figli, assente giustificata la compagna che fa turno di notte.
Dopo cena, rilasso entrambi i pargoli sull’amaca, su cui ci piazziamo tutti e tre e ci facciamo cullare.
Arriva anche il cane, lo sento festare nei dintorni dell’amaca.
Poi improvvisamente realizzo con orrore che il nostro cane è in ambulatorio con Faffo e che quindi un altro cane si è introdotto in giardino. E’ Mya, l’esuberante cane dei vicini che di botto si mette a dare la caccia alle mie cavie, che iniziano a schizzare come palline da flipper per il giardino, con la differenza che le palline non squittiscono di terrore.
Io, ovvio, vado nel panico: che faccio? Lascio che il cane smembri i nostri roditori o salto giù dall’amaca lasciando il piccolo Stefano (dieci mesi) in balìa dell’amaca governata da Gaia (tre anni e dieci mesi)?
Decido di saltar giù e di affidare a Gaia il fratello: “non ti muovere” dico alla quattrenne “e bloccalo se si sporge, io fermo Mya”. La manovra inizialmente sembra riuscire, perché catturo il cane invasore con relativa facilità e, approfittando si una sua certa simpatia per me, lo trascino per il collare fino a casa sua, dall’altro lato della strada. Incontro anche l’altra vicina quella atletica, che non fa tempo a chiedermi come va? che si scatena l’inferno nel mio cortile. Pianti di bimbo: bimbo piccolo, vacca maiala. Mollo il cane ai vicini che se tardano ancora un po’ ad aprirmi il cancello glielo infilo fra le sbarre, mi congedo fanbtozzianamente con la perplessa vicina atletica (“eh, serata  complicata” – “vedo”) e corro dentro.
Stefano è sul prato, ha sulla fronte un segno rosso grande quanto il Molise e ha smesso di piangere solo perché trova più interessante assaggiare erba; sua sorella lo guarda con disapprovazione dall’amaca e mi spiega che “si è sporgiuto, si è sporgiuto, si è sporgiuto finché è caduto.”

Se mio figlio sopravviverà alle mie cure fino alla maggiore età  -e mi rendo conto che la cosa non è probabile- credo che diventerà reporter di guerra, per ritrovare la confortante atmosfera in cui è cresciuto.

Prima o poi lo becco.

L’ennesima inquilina del palazzo dove lavoro mi ha chiesto (con cortesia, va detto) di legare la bici da un’altra parte ANCORA.
E ha aggiunto -anche lei- che “sa, qui in questo palazzo, c’è sempre qualcuno che si lamenta”.

Poiché tutti quelli che mi hanno fatto questa richiesta sostengono che sia un’altra persona a lamentarsi, io che ho fatto i conti attendo ancora il penultimo inquilino, l’Avvocato.
Quando anche lui mi avrà chiesto di spostare la bici, andrò di corsa dal vecchietto dell’ultimo piano, che è l’unico a cui -diabolico- la mia bicicletta sembra non dar fastidio, e gli urlerò “ALLORA E’ LEI IL CAGACAZZO, EH?”