Archive for settembre 2012

Riflessioni sulle vacanze/7: campeggio (un interludio poetico)

Diciamocelo, il campeggio che abbiamo scelto è carino ma la distanza dai bagni è eccessiva, soprattutto quando piove.
Io per dire, ci vado in bici, sacramentando; Faffo, che è animo fine, ci va a piedi componendo poesie (metro: eptametro faffinico).

“Aprire l’ombrellino
e far “duecento passi”
pensando un po’ a Peppino
ma invece andando ai cessi.”

 

Riflessioni sulle vacanze/6: campeggio.

Qui nel camping di cui sono ospite ho covato fino a stamattina una inquietante sensazione: nonostante la percentuale di stranieri non ecceda, a occhio, il 10%, un relativo sostanziale rispetto delle regole mi pareva imperare.

Orari, spazi comuni e privati, pulizia, quiete e divertimento, tutto filava liscio, tanto da darmi l’inquietante sensazione di essere finito in un campeggio danese.

Poi, stamattina, ai bagni comuni sono apparsi alcuni cartelli che deploravano l’uso di lucchettare cessi sottraendoli all’utilizzo comune per destinarli a feudo privato-tribale di evacuazione.
“Son pur sempre a casa” mi son detto, non senza un inspiegabile sollievo.

Riflessioni sulle vacanze/5: ancora sui parchi acquatici.

Premesso che chi ne fonda e ne gestisce uno ha la mia stima e la mia gratitudine, oltre che parte del mio budget vacanziero, un paio di osservazioni critiche sulla sua gestione si possono anche fare.

Perché se ad agosto stabilisci che  l’orario di chiusura degli impianti è per le 18, col sole ancora alto e col parco ancora pieno, forse stai sbagliando qualcosa dal punti di vista della customer satisfaction.

Se poi prevedi anche che in contemporanea, alle 18 precise, chiuda anche il bar-ristorante-fast food, con torme di ragazzini (e papà, ok, anche papà) affamati da un pomeriggio di evoluzioni acquatiche che si mangerebbero qualunque cosa a qualunque prezzo, allora forse stai sbagliando qualcosa dal punto di vista non solo della customer satisfaction, ma anche del marketing.

Infine, se ai suddetti bambini e genitori, sempre alla fatidiche 18, fai trovare i cessi privi di acqua corrente -manco fossero altre impianti di divertimento- in modo che i clienti si tengano le viscere piene o le scarichino senza potere lasciare pulito, allora forse stai sbagliando qualcosa dal punto di vista  della customer satisfaction,  del marketing e sei pure un po’ stronzo.

Riflessioni in vacanza/4: divertimenti.

Prendi gli antichi romani: avevano inventato le terme, luogo di svago, relax, cultura e socializzazione grazie alle proprietà benefiche dell’acqua.
In più, avevvano sviluppato un inarrrivabile livello teconologico nel campo degli acquedotti, con quelle fantastiche condotte capaci di trasportare l’acqua per miglia grazie a studiatissime pendenze.

Praticamente erano ad un passo dall’invenzione del parco acquatico con i megascivoli e i toboga… e si sono fermati lì!
Bastava fare due più due, invece niente.

Non ne posso essere certo, ma per me l’impero sarebbe durato almeno tre secoli di più, e il cristianesimo archiviato in sei mesi come “moda ben tediosa”.
Ci vuol poco, alle volte.