Riflessioni sulle vacanze/6: campeggio.

Qui nel camping di cui sono ospite ho covato fino a stamattina una inquietante sensazione: nonostante la percentuale di stranieri non ecceda, a occhio, il 10%, un relativo sostanziale rispetto delle regole mi pareva imperare.

Orari, spazi comuni e privati, pulizia, quiete e divertimento, tutto filava liscio, tanto da darmi l’inquietante sensazione di essere finito in un campeggio danese.

Poi, stamattina, ai bagni comuni sono apparsi alcuni cartelli che deploravano l’uso di lucchettare cessi sottraendoli all’utilizzo comune per destinarli a feudo privato-tribale di evacuazione.
“Son pur sempre a casa” mi son detto, non senza un inspiegabile sollievo.

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