Riflessioni sulle vacanze/7: campeggio (un interludio poetico)

Diciamocelo, il campeggio che abbiamo scelto è carino ma la distanza dai bagni è eccessiva, soprattutto quando piove.
Io per dire, ci vado in bici, sacramentando; Faffo, che è animo fine, ci va a piedi componendo poesie (metro: eptametro faffinico).

“Aprire l’ombrellino
e far “duecento passi”
pensando un po’ a Peppino
ma invece andando ai cessi.”

 

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3 responses to this post.

  1. Posted by stregatto on settembre 5, 2012 at 7:29 am

    Fantastici gli eptametri faffici. L’anno prossimo la proporrò per il noto premio di poesia “Viaggiando verso il cesso”

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  2. Che poi, come ho potuto amaramente constatare di recente, viaggiare é una croce. Sto pensando a fare le vacanze come un pensionato di cesano boscone (era una metafora, non intendo “andare a Cesano Boscone”).

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  3. pardon se interrompo questo momento di alta pesia con un OT per far lievitare gli accessi al mio blog con roba rubata.
    Ma a fin di bene, dato che trattasi di roba in provincia del Vaticano che arguisco possa stuzzicarti.

    La Germania e la kirchensteuer con relativi sbattezzati.

    Rispondi

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