Archive for novembre 2012

Le primarie: sciolgo le riserve.

Ok, ci siamo, siamo al ballottaggio: chi scegliere, fra i due?

Sono stato a lungo indeciso, e ho confessato pubblicamente di aver votato Renzi al primo turno solo perché comunque contavo di avere ancora un settimana per schiarirmi le idee, cosa che (salvo ripensamenti notturni o minacce di sciopero del sesso da parte di Faffo) mi pare di aver fatto. Oggi sono pronto a scegliere.

Io ritengo che, fra i due, Bersani sia quello più preparato. Ha alle spalle esperienze significative, da quadro prima e dirigente poi di partito, fino ad essere stato ministro, uno dei migliori degli ultimi anni. Renzi non ha altrettanta esperienza, poco ma sicuro.
In più, Bersani è un abile e tenace negoziatore, e dio sa se sul fronte interno (coi centristi) e sul quello estero (con la Merkel e compagnia briscola) di tale caratteristica avremo bisogno. Di contro, Renzi di negoziare non è capace, tira un po’ per le spicce, fa fuoco e fiamme e a un certo punto accetta (vedi le regole delle stesse primarie), salvo poi lamentarsi dopo.
Inoltre, Bersani è pacato e sta alle regole, laddove Renzi tende a sparigliare e a usare toni propagandistici.
E per finire, Bersani garantisce la tenuta del partito, laddove Renzi è una minaccia per l’unità dello stesso.
Bersani è il miglior candidato.

Quindi, io voterò Renzi.

No, non sono impazzito. Né ero ironico sulle qualità di Bersani, davvero penso quello che ho detto. Il fatto è che tutte le qualità di Bersani e tutti i difetti di Renzi (che, oltretutto, mi sta tendenzialmente antipatico con quella sua aria saccente e quel tipo di dialettica che ti toglie il fiato) scompaiono –o si spostano all’orizzonte tipo un filare di cipressi in una cartolina sulla campagna toscana- davanti ad un paio di semplici considerazioni.

Primo, Renzi può fare il botto. E’ in grado –e me lo confermano tutti gli amici di non-sinistra (ok, destra, brrrr!) con cui parlo- di attirare tutti i delusi da Berlusconi (meglio tardi che mai, gente, la prossima volta se ci mettete meno di 18 anni ci fate un piacere), gli orfani di Casini e Fini, perfino i transfughi che da sinistra sono passati a quel carrozzone di improponibili pagliacci che si è rivelata l’Italia dei Valori, se non addirittura la Lega. Non solo, ma una certa populista (e lo dico con ironia) tendenza di Renzi ad ascoltare la massa (ma non dovrebbe essere una caratteristica di sinistra?) fa ‘sì che su certi temi (ad esempio, il numero dei parlamentari e la loro fedina penale) possa addirittura richiamare indietro votanti già diretti oggi verso i deliri di Grillo e la totale incognita del suo misterioso e fanatico partito scientologysta.
Cosa preferire dunque? Il miglior candidato che vinciucchia coi voti del PD e cinque minuti dopo inizia a trattare con Casini, Di Pietro, la Camusso, il Collettivo Donne di Padova e l’Arcicaccia Sezione di Butrugno Calabro? Oppure la seconda scelta, che però fa un pieno tale di voti che, Porcellum o non Porcellum, governa da solo, sente Casini solo per gli auguri di compleanno e fa le sue scelte –giuste, sbagliate, lo vedremo- sulla base di quello che pensa il Pd e basta?
Toh, magari una telefonata a Vendola per vedere se una volta tanto dice una cosa comprensibile e/o sensata, la farà anche; ma non tutti i giorni e sempre con la possibilità di appendergli in faccia con la scusa che si brucia il sugo o che il bambino si è cagato addosso (quelle che uso io quando mi chiamano a casa e tirano per le lunghe -adesso lo sapete).
Vogliamo provare a governarlo sul serio, ‘sto cazzo di paese, o facciamo per qualche anno qualche decente leggina ma nulla più, estenuandoci in trattative e compromessi in attesa che si riorganizzi la destra, si scelga un nuovo messia e ci faccia fare un altro ventennio di populismo televisivo e corruzione?

Secondo, Renzi rappresenta un’occasione unica di cambiamento. Voglio rassicurare chi mi conosce, sono e rimarrò un pedante conservatore di sinistra, tutto “ma” e “se” (e infatti considero senza-se-e-senza-ma la sintesi dell’idiozia); però, ragazzi, guardatevi in giro: se non ora, quando? In tempi normali, garantisco, sceglierei Bersani e la sua serietà ad occhi chiusi; ma a voi paiono normali, questi tempi? Il mio timore è che senza una decisa sterzata, senza interpretare e cavalcare il cambiamento (di un PD vecchio, della classe dirigente di questo paese, delle regole della pubblica moralità, del finanziamento pubblico ai partiti, di un sistema di privilegi che è il primo e fondante passo verso un sistema di corruzione diffusa), sterzata e cambiamento arriveranno lo stesso, per la precisione ci arriveranno qui dritto sul coppino, e ad assestarcelo sarà Grillo, oppure Sgarbi, o Briatore o Cetto Laqualunque; non fosse migliore di quelli che ho appena nominato (ma io gli concedo che lo sia) Renzi ha almeno alle spalle un partito, il miglior partito italiano.
E poi, ragazzi, io credo davvero di avere iniziato a maturare simpatia politica per Renzi cinque minuti dopo che D’Alema (sì, cazzo, QUEL D’Alema, e sono stupito quanto voi di doverne ancora parlare nel 2012) ha detto che, se avesse vinto Renzi, avrebbe creato una scissione e fondato un nuovo partito: prego, Baffetto, accomodati al Bar della Cooperativa dove Mussi, Diliberto e Salvi, che hanno avuto l’ideona della scissione prima di te, passano le giornate a giocare a ramino e si fanno prendere per il culo dal barista diciottenne.
Fuori dai coglioni lui e Rosyka Bindi (che triste spettacolo, vederla ringhiare e sbavare attaccata alla poltrona), e complimenti a Veltroni che almeno l’ha capita da solo; togliamo il tappo di un po’ di nomenklatura e lasciamo emergere i Civati, le Serracchiani e pure le Puppato.

Tanto, cosa pensate, che chiunque vinca le primarie e –in prospettiva, dico, magari, chi lo sa- le elezioni, potrà fare qualcosa di diverso che ricercare il pareggio di bilancio secondo i dettami della Santa BCE, del Divino FMI e del Fottuto Fondo Sovrano di Dubai? Di fatto, i margini di manovra politici nell’economia e quindi nel sociale sono minimi, la Grande Finanza ci dirà cosa fare e il vincente delle primarie deciderà qualcosina di come farlo e come comunicare che si è costretti a farlo. E allora, perché non approfittarne per cambiare qualche regola, prendere qualche decisione di sinistra laddove non rivesta contenuti economici e mandare a casa qualche faccia che vediamo da troppo tempo?

Siete davvero convinti che abbiamo così tanto da perdere? Io no, e voto Renzi.
Sperando in cuor mio –ma senza poterci contare- che ci riporti in una situazione tale da potermi permettere di votare, alle prossime primarie, uno preparato e adorabilmente noioso come Bersani.

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Gli Sbornia Bond (remeber 2008?).

Ricevo via email da un collega e prontamente pubblico una divertente allegoria esplicativa dei meccanismi di una recente crisi finaziaria.
A dire la verità, anche se nelle righe finali si parla di “cronache di questi giorni”, stiamo parlando dell’estate 2008.
Tuttavia sono in molti a ritenere che gli effetti di quel perverso meccanismo non siano ancora stati completamente scontati e sicuramente viviamo in questi giorni sulla nostra pelle le ricadute di tanta follia, quindi non è una riflessione del tutto anacronistica.

 

Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.
Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).
La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città.
Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.
Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.

I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.
Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.
A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.
Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.
Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.
La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare. Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il
90%.
Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.
Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.

Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero. Per reperire i fondi necessari il Governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio.

 

 

Piaciuto? Sì? Masochisti!
P. S. Sono disponibile per spiagazioni tecniche, tipo il concetto di “sbornia”.

Primarie to go.

Bon, deciso.
Voto Puppato, un po’ perché l’hanno davvero bistrattata, un po’ perché così rimando la decisione vera.
Uff, e anche questa è fatta.

Edit di dieci minuti dopo, grazie a Lucia-Liber: la Puppato crede nell’omeopatia e delira sulla sul suo accesso al SSN. Ok, mi diceva che sente di vincere perché ha letto stamattina un oroscopo incoraggiante sul Capricorno, mi cadevano i coglioni meno in basso.
Quindi, controordine, compagni (tanto per citare il mio amato Guareschi): facciamo, uhm, ehr, un attimo…
Ok, Renzi.
Tanto c’è il ballottaggio.

Intolleranza 10: recensore, occhio a quello che fai.

Riprendo un commento dell’amica bookcrosser Lizzyblack, pubblicato in Facebook, che dice
“Ma che senso hanno le prefazioni dei libri in cui, subdolamente, ti spiattellano il finale? A parte farmi girar le balle, intendo…”
per esprimere il mio astioso ribrezzo per chi  con un commento, spesso con finalità commerciali, smonta tutta una delicata impalcatura di trama tesa a portare ad un certo risultato finale. Il commentino del Carneade di turno, scritto nel weekend perché l’editore te l’ha chiesto venerdì sera per lunedì alle 7, che fin dalle prime pagine fa collassare la struttura di un romanzo che ha richiesto mesi di scritture e riscritture.
Per non parlare dei film: giuro, non leggo recensioni, se non di pochi fidatissimi, per questo stesso motivo. Signori, se l’anticipazione dell’esito finale della vicenda  avesse un qualsiasi motivo di essere, ci pensa il regista a mettere quelle scene all’inizio: altrimenti, fatevi i cazzi vostri e state muti come un pecoraro della Locride che senta mugolii da un casolare, ok?
Come rispondevo a Liz, ci sarebbe da buttare Beccaria ai fossi, reintrodurre per decreto urgente la pena di morte mediante processo per direttissima ed esecuzione direttamente in aula.
Fosse per me, leggendo il Vangelo, al momento della resurrezione uno dovrebbe essere nelle condizioni di dire: “caaaaaaaaaaaaavoli, che finale, non me lo aspettavo, questa roba è meglio del Sesto Senso”.

Al solito, accetto e pubblico adesioni (nei commenti) alla crociata.

PRECEDENTI CROCIATE:

Enlarge your penis.

Stamattina, facendo la doccia, ho avuto netta la sensazione che mi si fosse allungato il pirla.
Devo avere perso pancia.
Va bene anche così.

E non son neppure tornato da solo.

Dopo lunga assenza -che gli perdono perché non è che puoi pressare il Basquiat dell’sms- si è rifatto vivo anche Michele, a cui volentieri appalto l’elzeviro odierno. Il pezzo, come sempre, merita.

 

Le case d’epoca a Milano hanno un fascino tutto loro con qualche controindicazione. Per esempio i caloriferi in ghisa non hanno la valvolina per spurgarli, mia moglie mi ha trifolato per dieci anni ma oggi ho ceduto.  L’amministratore mi ha mandato il suo idraulico, si chiama Giacomo come il bardo di Recanati. Giacomo e’ arrivato con suo agio questa mattina alle 10.30. Ha guardato I caloriferi e ha detto: “che meraviglia, non ne fanno piu’ cosi’ belli!”. Dai cinque caloriferi ha levato I tappi con il cannello ossidrico sollevando ceneri di vernice bruciata. Levato il tappo si sono aperte le caterrate, paghero’ l’IMU anche sul ruscello. Smontati tutti i tappi ha curiosamente iniziato a parlare di filetto. Io capisco che guadagni bene e che era ora di pranzo ma ci sono tagli meno cari ed altrettanto buoni!  Alla fine dopo 5 ore di lavoro e 5 ore di sue opinioni schiette e sincere circa i Patti Lateranensi se ne e’ andato. La casa ricorda una cascina del Polesine dopo la piena del 1953. Un bel lavoro! Dei cinque caloriferi ai quali ha smontato i tappi per montare le valvole la situazione e’ la seguente: ora nessuno dei cinque ha le valvole per questioni di filetto. Io pensavo che il filetto fosse un taglio pregiato di carne, invece c’e’ un secondo filetto. Questo secondo filetto serve per smadonnare, non si finisce mai di imparare. In Vaticano hanno degli idraulici cresciuti tra I seminaristi di Gorla, sono sempre calmi e pacati.Conclusione: ha preso delle misure. Fara’ fare I tappi, con valvola, da un tornitore che e’ a Milano in via Dante. Si chiama Tiffany, dice che e’ un po’ caro ma lavora bene. L’espressione di mia moglie al rientro a casa merita un capitolo a parte, ciao. Michele

 

Il sabato sera del gobbo.

Juventus-Lazio è terminata sullo 0 a 0.
Vedo su Sky Lotito intervistato: dice che la Juve di grandi palle gol, poi, non ne ha create.
Nel riquadro di fianco, le pagelle: Marchetti ha preso 9. Per la sua elegante tutina, suppongo.

(Son tornato, eh?)