Le primarie: sciolgo le riserve.

Ok, ci siamo, siamo al ballottaggio: chi scegliere, fra i due?

Sono stato a lungo indeciso, e ho confessato pubblicamente di aver votato Renzi al primo turno solo perché comunque contavo di avere ancora un settimana per schiarirmi le idee, cosa che (salvo ripensamenti notturni o minacce di sciopero del sesso da parte di Faffo) mi pare di aver fatto. Oggi sono pronto a scegliere.

Io ritengo che, fra i due, Bersani sia quello più preparato. Ha alle spalle esperienze significative, da quadro prima e dirigente poi di partito, fino ad essere stato ministro, uno dei migliori degli ultimi anni. Renzi non ha altrettanta esperienza, poco ma sicuro.
In più, Bersani è un abile e tenace negoziatore, e dio sa se sul fronte interno (coi centristi) e sul quello estero (con la Merkel e compagnia briscola) di tale caratteristica avremo bisogno. Di contro, Renzi di negoziare non è capace, tira un po’ per le spicce, fa fuoco e fiamme e a un certo punto accetta (vedi le regole delle stesse primarie), salvo poi lamentarsi dopo.
Inoltre, Bersani è pacato e sta alle regole, laddove Renzi tende a sparigliare e a usare toni propagandistici.
E per finire, Bersani garantisce la tenuta del partito, laddove Renzi è una minaccia per l’unità dello stesso.
Bersani è il miglior candidato.

Quindi, io voterò Renzi.

No, non sono impazzito. Né ero ironico sulle qualità di Bersani, davvero penso quello che ho detto. Il fatto è che tutte le qualità di Bersani e tutti i difetti di Renzi (che, oltretutto, mi sta tendenzialmente antipatico con quella sua aria saccente e quel tipo di dialettica che ti toglie il fiato) scompaiono –o si spostano all’orizzonte tipo un filare di cipressi in una cartolina sulla campagna toscana- davanti ad un paio di semplici considerazioni.

Primo, Renzi può fare il botto. E’ in grado –e me lo confermano tutti gli amici di non-sinistra (ok, destra, brrrr!) con cui parlo- di attirare tutti i delusi da Berlusconi (meglio tardi che mai, gente, la prossima volta se ci mettete meno di 18 anni ci fate un piacere), gli orfani di Casini e Fini, perfino i transfughi che da sinistra sono passati a quel carrozzone di improponibili pagliacci che si è rivelata l’Italia dei Valori, se non addirittura la Lega. Non solo, ma una certa populista (e lo dico con ironia) tendenza di Renzi ad ascoltare la massa (ma non dovrebbe essere una caratteristica di sinistra?) fa ‘sì che su certi temi (ad esempio, il numero dei parlamentari e la loro fedina penale) possa addirittura richiamare indietro votanti già diretti oggi verso i deliri di Grillo e la totale incognita del suo misterioso e fanatico partito scientologysta.
Cosa preferire dunque? Il miglior candidato che vinciucchia coi voti del PD e cinque minuti dopo inizia a trattare con Casini, Di Pietro, la Camusso, il Collettivo Donne di Padova e l’Arcicaccia Sezione di Butrugno Calabro? Oppure la seconda scelta, che però fa un pieno tale di voti che, Porcellum o non Porcellum, governa da solo, sente Casini solo per gli auguri di compleanno e fa le sue scelte –giuste, sbagliate, lo vedremo- sulla base di quello che pensa il Pd e basta?
Toh, magari una telefonata a Vendola per vedere se una volta tanto dice una cosa comprensibile e/o sensata, la farà anche; ma non tutti i giorni e sempre con la possibilità di appendergli in faccia con la scusa che si brucia il sugo o che il bambino si è cagato addosso (quelle che uso io quando mi chiamano a casa e tirano per le lunghe -adesso lo sapete).
Vogliamo provare a governarlo sul serio, ‘sto cazzo di paese, o facciamo per qualche anno qualche decente leggina ma nulla più, estenuandoci in trattative e compromessi in attesa che si riorganizzi la destra, si scelga un nuovo messia e ci faccia fare un altro ventennio di populismo televisivo e corruzione?

Secondo, Renzi rappresenta un’occasione unica di cambiamento. Voglio rassicurare chi mi conosce, sono e rimarrò un pedante conservatore di sinistra, tutto “ma” e “se” (e infatti considero senza-se-e-senza-ma la sintesi dell’idiozia); però, ragazzi, guardatevi in giro: se non ora, quando? In tempi normali, garantisco, sceglierei Bersani e la sua serietà ad occhi chiusi; ma a voi paiono normali, questi tempi? Il mio timore è che senza una decisa sterzata, senza interpretare e cavalcare il cambiamento (di un PD vecchio, della classe dirigente di questo paese, delle regole della pubblica moralità, del finanziamento pubblico ai partiti, di un sistema di privilegi che è il primo e fondante passo verso un sistema di corruzione diffusa), sterzata e cambiamento arriveranno lo stesso, per la precisione ci arriveranno qui dritto sul coppino, e ad assestarcelo sarà Grillo, oppure Sgarbi, o Briatore o Cetto Laqualunque; non fosse migliore di quelli che ho appena nominato (ma io gli concedo che lo sia) Renzi ha almeno alle spalle un partito, il miglior partito italiano.
E poi, ragazzi, io credo davvero di avere iniziato a maturare simpatia politica per Renzi cinque minuti dopo che D’Alema (sì, cazzo, QUEL D’Alema, e sono stupito quanto voi di doverne ancora parlare nel 2012) ha detto che, se avesse vinto Renzi, avrebbe creato una scissione e fondato un nuovo partito: prego, Baffetto, accomodati al Bar della Cooperativa dove Mussi, Diliberto e Salvi, che hanno avuto l’ideona della scissione prima di te, passano le giornate a giocare a ramino e si fanno prendere per il culo dal barista diciottenne.
Fuori dai coglioni lui e Rosyka Bindi (che triste spettacolo, vederla ringhiare e sbavare attaccata alla poltrona), e complimenti a Veltroni che almeno l’ha capita da solo; togliamo il tappo di un po’ di nomenklatura e lasciamo emergere i Civati, le Serracchiani e pure le Puppato.

Tanto, cosa pensate, che chiunque vinca le primarie e –in prospettiva, dico, magari, chi lo sa- le elezioni, potrà fare qualcosa di diverso che ricercare il pareggio di bilancio secondo i dettami della Santa BCE, del Divino FMI e del Fottuto Fondo Sovrano di Dubai? Di fatto, i margini di manovra politici nell’economia e quindi nel sociale sono minimi, la Grande Finanza ci dirà cosa fare e il vincente delle primarie deciderà qualcosina di come farlo e come comunicare che si è costretti a farlo. E allora, perché non approfittarne per cambiare qualche regola, prendere qualche decisione di sinistra laddove non rivesta contenuti economici e mandare a casa qualche faccia che vediamo da troppo tempo?

Siete davvero convinti che abbiamo così tanto da perdere? Io no, e voto Renzi.
Sperando in cuor mio –ma senza poterci contare- che ci riporti in una situazione tale da potermi permettere di votare, alle prossime primarie, uno preparato e adorabilmente noioso come Bersani.

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16 responses to this post.

  1. Domenica scorsa io ho votato Renzi. Domenica smonterò notte e, appena uscito dall’ospedale, la prima cosa che farò sarà rivotarlo. Non ho molte speranze che vinca, ma ci provo. E, con me, una discreta quota di ex elettori non di sinistra, attirati dalle tante idee di questo personaggio che ha buttato le antenne in mezzo alla gente, e che ha costretto i suoi a guardarsi in faccia (in primis D’Alema: è una delle cose che me lo rende più simpatico). Ti voglio raccontare una storia. Alle recenti amministrative ci sono, fra gli altri, un candidato SEL ex sindaco, onesto, serio, molto apprezzato anche trasversalmente nonostante sia un “duro e puro”; e un candidato PD. Io voto per una lista locale guidata da una signora simpatica, che si classifica terza e quindi non va al ballottaggio. Al ballottaggio ci vanno il sindaco uscente, PDL, persona che disistimo profondamente; e il vendoliano di cui sopra, cui dò il mio voto, sicuro che vincerà anche perché arriva al secondo turno con 8.5 punti percentuali di vantaggio: mica cotica. Risultato del ballottaggio: vince a mani basse il candidato di destra. Fatti i conti, su di lui sono arrivati i voti del PD. Tutti. Nessuno escluso. La cosa mi sconcerta un filo e ne parlo la sera stessa col signor R, vecchio comunista rancoroso con cui mi trovo spesso a pascolare i rispettivi cani. Lui mi risponde un po’ imbarazzato: “Sa, non era il candidato del Partito”. “E allora?”, chiedo io incuriosito. “Il partito aveva scelto un altro candidato”. “E allora??”. “E allora, anche se di sinistra, se non è il candidato del Partito non lo si vota. Piuttosto che votare quello di SEL (ripeto: bravo, capace, collaudato), si dà il voto a quello di destra”.
    Hai presente, caro X, quello che per fare dispetto alla moglie si tagliò il cazzo?
    Il mio voto a Renzi spero serva a togliersi dai coglioni anche questi bizantinismi e forse (lo dico sommessamente) anche D’Alema: dopo Berlusconi sarebbe un bel filotto, no?

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  2. Posted by kamamuri on novembre 30, 2012 at 10:15 am

    Sono d’accordo con te su tutto o quasi quindi adesso apro un dibattito estenuante in perfetto stile centrosx. Comincio con chiarire subito una cosa: la sinistra non ascolta le masse. Le educa e le conduce saldamente verso il sol dell’avvenir. Sono i partiti di destra che le ascoltano e fanno quello che dicono.
    Secondo: non capisco come possa essere e preferibile avere renzi. voglio dire: bersani tratterà con casini ma è sempre meglio che avere uno che a casini installato dentro

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  3. Posted by angela on novembre 30, 2012 at 11:19 am

    Si’ tutto apprezzabile e sensato quello che dici e che dice Pietrone (a proposito ciao ex compagno di liceo), ma io temo il fattore Blair su Renzi e qualche annuncio lo dà già con la questione accetto le regole, ma poi non le accetto perchè non mi fanno comodo in questo momento (sono di sinistra, ma posso fare scelte di destra se l’opportunità -QUALE?- quella dei voti, del sostegno delle grandi economie, lo esige)…quanto alle logiche di partito, tutto vero quello che dice Pietrone e anche io l’ho toccato con mano a Roma dove la Bonino ce l’avrebbe fatta, ma ha avuto contro alcuni del PD, soprattutto legati alla Chiesa, e quindi dirottanti i voti alla Poverini (tralascio ogni facile commento e ingiuria), tuttavia mi pare che Bersani, nella sua noiosa onestà, abbia dimostrato a renzi che non seguiva la logica di partito e del gruppo dirigente che gli chiedva compatto di non allargare le primarie e dunque di vincere facile…in fondo anche questo è un segno di cambiamento…
    Però è probabilmente vero che con renzi potremmo vincere più facilmente le elezioni, imbarcando voti di centro e di destra……ma non so se sono convinta di questo tipo di vittoria garantisca vera solidità di governo. E tuttavia devo riconoscere che un effetto rottamazione immdiata lo ha già avuto su D’alema e su Veltroni (anche se renzi ripropone esattamente lo schema di quest’ultimo…).
    insomma non so…è davvero una bella scommessa.

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    • Cara Angela,
      innanzitutto permettimi di dirti che sono tanto, tanto contento di rtrovarti sulla pagina di quel buon vecchio matto del nostro comune amico!!!
      Io probabilmente sono il meno adatto a parlare: sono quello che si è aggregato all’ultimo momento, con il solo dichiarato obbiettivo di appoggiare Renzi, e non per la sua (presunta e per me non vera) affinità con il mondo di destra, ma perché sembra crederci, perché sembra l’unica faccia veramente presentabile fra quelle uscite negli ultimi tempi.
      Analogamente al Padrone di casa – che stimo sempre immensamente per la profondità dei suoi ragionamenti, anche se parto da presupposti che non sono esattamente i suoi – io credo che il PD con Renzi abbia in questo momento storico un’opportunità non indifferente, se sarà sufficientemente forte da arruolare i delusi veri, quelli che non votano a destra, quelli che minacciano di andare con Grillo e quelli che ci sono anche nella Sinistra.
      C’è però da rinunciare a qualcosa, a mio modestissimo modo di vedere:
      – innanzitutto all’idea (proprio quello che dico: idea) di essere “il miglior partito italiano”. E questo è un riferimento al Padrone di casa che, come molti sinistresi duri e puri (e lo dico, almeno nei suoi confronti, con rispetto vero, e lui lo sa che lo penso davvero), crede ancora ne “lastoriasiamonoi” e nella superiorità morale del proprio partito.
      Ma un partito che esprime un D’Alema; un partito che a Roma fa vincere la Polverini o che – si parva licet – a Melegnano ordina di impallinare il SEL Pietro Mezzi per far vincere il PDL Vito Bellomo, non è il “miglior partito italiano”: è, se mi passi il paragone, un ricettacolo di Tafazzi che si picchiano bottigliate sui genitali. Certo, se lo paragoniamo alle cinquestellenegroni di Grillo, o allo squallido miserabile Barnum PDL c’è di che leccarsi i baffi; ma siamo ancora lontani anni luce dall’eccellenza che sarebbe il caso di aspettarsi, quanto meno rispetto a qualunque evoluta democrazia europea, per esempio la socialista Svezia
      – poi c’è da rinunciare ai bizantinismi, alle alleanze strategiche, ai pannoloni dei senatori a vita: tutte quelle cose, insomma, che hanno affossato il secondo governo Prodi, il primo essendo invece stato affossato dallo stesso D’Alema (to’, sempre lì si torna) che si lisciava i baffetti mentre diceva che gli sembrava un assurdo che un governo di sinistra non fosse guidato dal segretario del principale partito di sinistra…
      Il PD ha la possibilità di realizzare non tanto un monocolore, quanto piuttosto una coalizione seria e completa di tutte le vere forze moderate – o come preferisci chiamarle – senza la stampella dei soliti democristiani che pretendono di essere l’ago della bilancia e che davvero non si capisce come mai siamo ancora lì a vederceli intorno…

      Infine, c’è da dare fiducia: a Renzi, certo. Ma anche a noi stessi, al nostro ritrovato coraggio di andare a votare con la speranza di un cambiamento; specie quelli come me che, dopo aver passato anni a non sentirsi rappresentati da nessuno (e conseguentemente, sbagliando, a NON votare), ritrovano qualcuno in cui provare a credere, spogliandosi di cascami come ideologie vere o presunte.
      Casini sostiene che bisogna essere vecchi per parlare con la Merkel e Hollande: è stata questa la frase che mi ha convinto maggiormente, sabato scorso, a firmare la dichiarazione di intenti di elettore di Centrosinistra.
      Spero di rileggerti ancora e, magari, di rivederti prima o poi.
      Un abbraccio!
      Pietrone

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      • Guarda. Pietro, te la faccio ancora più breve: l’unico vero partito ilaliano, piaccia o meno (e anch’io qualche riserva la nutro).

      • Posted by angela on dicembre 3, 2012 at 3:07 pm

        Sì Pietro, ha ragione il nostro ospite è l’unico vero partito in italia (piaccia o non piaccia) e comunque ormai ha dentro l’ala renziana a tutti gli effetti (e ciò è un bene). La politica romana, che per avventura ho visto da vicino, mi ha insegnato due cose: una che non riuscirò mai ad entrare a pieno nelle logiche politiche (il che non significa necessariamente disprezzarle, è solo un mio limite); due che vale solo il pragmatismo se qualcosa si vuole combinare…quindi cerchiamo di governare questo paese con l’unico partito oggi effettivamente esistente ( e che qualche valore lo esprime ancora tuttavia..). A presto, un abbraccio anche a te.

      • Angela, pur non condividendolo capisco il tuo punto di vista.
        Sia tu che il nostro Ospite parlate di “unico” o “miglior” partito italiano (vecchio vizio del vecchio PCI: Migliore era anche il soprannome di uno dei suoi segretari storici), ma per voi un’affermazione del genere ha un suo “perché” che è basato sulla vostra storia e il vostro vissuto.
        Per quelli come me, che vengono da un altro vissuto, questa connotazione di “migliore” è più difficile da cogliere: al momento, del PD io colgo solo i baffi di D’Alema, e comprenderai come questo per me sia un grosso ostacolo in vista di un voto politico da esprimere fra qualche mese.
        Delle primarie, io avevo colto l’uomo: era questo che mi interessava maggiormente, ed è questo che cercherò di tener presente quando, fra qualche mese, si tratterà di scegliere fra Bersani, Grillo e – temo – ancora Berlusconi…
        In USA, i cittadini non scelgono fra Democratici e Repubblicani (lo so per certo anche dai miei parenti che abitano là): scelgono fra Obama e Romney; così come in Francia hanno scelto fra Hollande e Sarkozy.
        In Italia, con tutto il rispetto, siamo ancora a menarcela con questioni sul “partito migliore”: cos’è, un concorso? Si vince qualcosa?
        Io, che non ho un partito né un’ideologia cui attaccarmi nei momenti di disperazione, come faccio?
        Devo basarmi sulla storia politica di Togliatti e D’Alema? Oppure sull’attualità di un Napolitano, che giudicavo un vecchio galantuomo, ma che si è appena aumentato lo stipendio o che non ha fatto nulla per evitare che qualcuno lo facesse per conto suo? Se partiamo da questi presupposti (e prometto che non lo farò), di voti non vi beccate né il mio, né quello di centinaia di migliaia come me.
        Certo, potrei fare come ho fatto negli ultimi 5 anni: non votare per nessuno e succeda quello che deve succedere. Ma mi sono ripromesso di non farlo più.
        Non sono aprioristicamente contrario a Bersani, anche se lo giudico un vecchio rudere di una politica che speravo morta e sepolta. Penso che sia fondamentalmente una persona onesta: di questi tempi, mi rendo conto che non è poco e potrebbe bastarmi per votarlo. Contemporaneamente, però, penso che sia lontano anni luce da uno standard minimo di riferimento per un politico; standard che io personalmente colloco nella socialista/socialdemocratica, civilissima Svezia.
        E spero che faccia tesoro del 40% del suo miglior partito, che ha espresso dissenso da una linea ormai superata; che, come ho fatto io, se ne è sbattuto le palle delle indicazioni di una direzione politica e ha scelto un uomo in cui credere (adesso so già che il Padrone di Casa mi ricorderà che le ultime volte che gli Italiani hanno scelto di credere in un uomo anziché nell’Idea ci siamo sucati Berlusconi…).
        Ancora un abbraccio!

  4. ho leggiucchiato, dopo ci dedico più tempo
    la tua dichiarazione di voto e il tabellone tipi sinistri di ecconoipresempio mi confermano che di sinistra, in questo paese, ci son rimaste le scarpe

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    • Posted by lup on novembre 30, 2012 at 1:37 pm

      e i guanti.
      concordo con te pienamente sul fatto che, dallo scorso novembre fino al 2030 suppergiù, i prossimi governi avranno il compito di rastrellare soldi dai redditi dipendenti e da improbabili tassi fisse sugli autonomi (combattere l’evasione sarebbe troppo bello) per ridurre il debito e non far sentire più quella magica falsa parolina, spread (mavvvafffffanculo).

      le vere decisioni si prendono nei consigli di amministrazione delle banche, il resto, soprattutto il voto nazionale, è puro esercizio.
      questo lo penso dal 2000-01, circa, dal picco del movimento, poi venne genova, ci suonarono (li suonarono, qualcuno come me ebbe più fortuna) come tamburi, e tutto finì.

      ora, anno di grazia 2012, ci si trova con un vecchio puttaniere che non si è ancora deciso ad andarsene fuori dal cazzo, un alfano che ha meno carisma e dignità di un burattino, uno scapigliato urlante e vaffanculeggiante che è la versione 99.0 del messia salvatore al quale il popolo italico sogna di affidarsi ogni tanto, un segretario del pd che parrebbe avere un’ombrina di sinistra (poi verifichi cosa faccia il pd sul territorio e il dubbio svanisce), un renzi del quale sto sinceramente tentando ancora di capire quale sia il programma (ma già il fatto che piaccia agli ex elettori del nano mi fa solleticare un attimo il naso).

      ok, Casini, d’Alema, provo il ribrezzo solo a sentirne il nome.
      ma tifare per un Renzi, che nel suo vocabolario non mi pare faccia mostra di termini quali “scuola pubblica e laica”, “sanità pubblica”, e il cui solo merito sia essere giovane… scusa ma la sinistra è tuttì’altra cosa.

      Rispondi

      • Lup, sarò cinico, ma per questo paese di destra varrebbe più un’influenza di sinistra efficacemente effettuata (Renzi) che un coerente programma di sinistra mediato, filtrato, annacquato e in definitiva attuato poco e male (Bersani, dopo avere trattato con Casini e Grillo).

  5. Sento di amarlo, quest’uomo… (spero la Faffo non sia gelosa)

    Rispondi

    • Puoi farmi da stalker, se vuoi. Potresti sviluppare una tensione erotico-politica nei miei confronti e perderne il controllo. Sai poi come mi gaso con gli amici?
      Mandami un curriculum, evidenziando precedenti nel settore e allegando eventuali provvedimenti restrittivi dell’autorità giudiziaria.

      Rispondi

  6. Posted by marcol on novembre 30, 2012 at 12:34 pm

    ciao Sandro
    un post coi fiocchi bravo e guarda che con un po di morigeratezza sessuale non è mai morto nessuno e alle volte purifica………………(si scherza) piuttosto potresti rilanciare alla tua compagna che nel caso vincese Bersani (così vai sul sicuro) dovrà concedersi ogni volta che litigheranno per governare con Casini. Ti aspettano anni di uovo sbattuto e pappa reale.
    un abbraccio

    Rispondi

  7. Posted by Alice on dicembre 1, 2012 at 3:17 pm

    la penso identica a te, ma mi dispiace per Bersani (che secondo me, tra i due, è quello migliore) che si trova ad essere messo in discussione.. però mica gliel’ho detto io a Bersani di non fare una politica convincente da troppi anni a questa parte? pare che Renzi ce l’abbia fatta meglio e in meno tempo.. quindi lo voterò.
    ciao

    Rispondi

  8. Io non so chi sia il ghostwriter, ma c’è da ammettere che la frase finale di tutto ‘sto cinema vale un ‘Bhe, nessuno è perfetto‘.

    C’è del genio nel chiudere con ‘Ho fatto anch’io qualcosa di sinistra: ho perso

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